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domenica 24 marzo 2019

Articoli e news Riccardo Scamarcio

39 anni, 13 Novembre 1979 (Scorpione), Andria (Italia)

L'attore presenta a Roma Manuale d'amore 3.

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro.

mercoledì 20 ottobre 2010 - Edoardo Becattini da NEWS

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro. Sarà un caso che, dopo un (non)giovane di nome Dante (Francesco Mandelli) e un disc-jockey interpretato da Claudio Bisio, il narratore che sfoglierà per noi i nuovi capitoli del compendio amoroso di Giovanni Veronesi sia un tassista chiamato Cupido (Emanuele Propizio)? Forse no, considerando che il protagonista di Manuale d'amore 3 è il taxi driver per eccellenza della storia del cinema, l'uomo più emulato da varie generazioni di attori posti davanti a uno specchio in cerca di uno sguardo paranoico ed esaltato. C'è voluta una conferenza stampa allestita durante una pausa di lavorazione per vedere e credere ciò che era stato già da tempo annunciato: Robert De Niro protagonista dell'ultima delle ricette sentimentali di Giovanni Veronesi e Aurelio De Laurentiis. I quali, dopo le "appendici" sugli italiani all'estero (Italians) e sul gap generazionale (Genitori & Figli), tornano così alla manualistica più rodata (35 milioni di euro gli incassi complessivi dei primi due film) con un terzo tomo che si porta dietro molti degli attori delle puntate precedenti (Verdone, Scamarcio, Bellucci) più qualche nuova entrata (Michele Placido, Donatella Finocchiaro, Laura Chiatti e Valeria Solarino), tutti uniti a sostenere e controbilanciare la mole del mostro sacro newyorkese.
Dopo il ricco proprietario terriero di Novecento di Bertolucci e il gangster Noodles di C'era una volta in America di Sergio Leone, De Niro rientra in Italia dopo più di venticinque anni per assecondare il genere che da un po' di tempo gli risulta più congeniale (sta per uscire in America la terza parte di Ti presento i miei) e per interpretare (in italiano!) un maturo professore di storia dell'arte destinato a innamorarsi delle forme giunoniche di Monica Bellucci. L'episodio in questione si intitola "Oltre" (in merito a quella fase del percorso amoroso che segue "Giovinezza" e "Maturità", gli altri due episodi previsti del film), ma è davvero difficile anche per gli altri attori presenti andare "oltre" e parlare liberamente, al di là della presenza di De Niro al loro fianco. Così che anche le loro parole si concentrano sugli aneddoti riguardanti l'attore italo-americano. Il quale, a sua volta, ricambia la stima con molta umiltà e qualche lacrima, a dispetto di un'atmosfera a dir poco festante.

Come è stato coinvolto in questo progetto?
Robert De Niro: Avevo sentito dire che Giovanni Veronesi era interessato a farmi interpretare un ruolo in un suo nuovo film. Per convincermi, mi ha mandato i primi due Manuali. Li ho visti e mi sono piaciuti molto, così come mi è piaciuta l'idea del ruolo scritto per me. Così, mi ha mandato la storia e quando ci siamo incontrati in Sicilia l'estate scorsa, mi sono reso conto che era una persona intelligente e ho deciso di accettare il ruolo.

È stato molto difficile recitare in italiano?
Robert De Niro: Un po' d'italiano lo parlo in realtà, ma la qualità dell'italiano richiesto dalle mie battute era davvero difficile e sofisticato, così ho dovuto imparare a memoria la giusta pronuncia. Non che sia stato difficilissimo, ma devo anche ammettere che non è stato sempre semplice, mi auguro solo di aver recitato con un italiano sufficientemente buono da non dover essere doppiato. Molto dell'umorismo sta anche nel fatto che il mio personaggio deve parlare un accento un po' strano.

Cos'è per lei l'amore?
Robert De Niro: L'amore è sempre lo stesso, a ogni età, ed è sempre meraviglioso: solo che, invecchiando, si è più consapevoli del fatto che tutte le cose hanno una fine. Giovanni Veronesi ha scritto il mio episodio con tanta dolcezza, dando al personaggio una seconda possibilità. D'altronde l'amore è qualcosa di fantastico. Di dolce e di fantastico.

Cosa la attira così tanto nella commedia contemporanea?
Robert De Niro: Le commedie generalmente hanno meno restrizioni. Nella commedia puoi provare su ogni cosa, puoi osare di più. Puoi essere molto più spregiudicato rispetto a un dramma. Mi piace fare commedie e devo dire che recitare in una commedia italiana è stato ancor più piacevole, grazie a una grande tradizione che gli permette in modo unico di coniugare comico e drammatico.

Le tre fasi evolutive dell'amore: Oltre
Giovanni Veronesi: Con "Oltre", volevo parlare di quella fase dell'uomo dopo la maturità, quella fase molto delicata e molto dolce, in cui non si chiede più molto dalla vita. L'idea vincente dell'episodio con Bob è stata quella di affiancargli Michele Placido e Monica Bellucci: assieme li ho resi davvero un trio esplosivo! Standogli vicino, ho imparato molto cercando di osservare la sua dedizione: all'interno di un piccolo film italiano con attori a lui sconosciuti, lui dà il massimo e passa anche ore a imparare una singola battuta. Diciamo che sono andato a scuola e ho imparato abbastanza.
Monica Bellucci: Finalmente un ruolo femminile così bello e due grandi accompagnatori. Inizialmente ero molto stupita dall'idea di lavorare con questi attori: non sapevo cosa poteva venirne fuori. Inoltre eravamo tutti in qualche modo intimiditi dal De Niro star. Fortunatamente siamo presto riusciti a conoscere anche l'uomo e ce ne siamo davvero tutti innamorati. Si tratta davvero di una bellissima esperienza di cinema.
Michele Placido: Credo che siamo a un'età in cui si comunica molto di più fra colleghi parlando della vita e dei nostri piaceri che del nostro lavoro. A casa De Laurentiis, Bob ha rotto il ghiaccio subito facendosi una foto con tutti quanti. Poi abbiamo passato serate intere a dissertare sulla qualità delle mozzarelle del Sud, si è creata una grande atmosfera amichevole.

Giovinezza
Valeria Solarino: La giovinezza è quella fase in cui non si è ancora presa una direzione, quando ci ferma a pensare e si cerca di crescere oppure si cambia improvvisamente percorso di vita per una svolta esistenziale. Per quanto riguarda me stessa, sento di essermi arricchita molto in questi ultimi anni e anche grazie a questa esperienza.
Riccardo Scamarcio: Interpreto un giovane avvocato, un uomo che si trova in quella fase della vita in cui occorre fare scelte importanti, ma poi per una cosa di lavoro vengo mandato in un paesino di provincia della Toscana. A Castiglion della Pescaia vivrò grazie a una sbandata per il personaggio di Laura Chiatti un ritorno adolescenziale che metterà in crisi le mie prospettive sulla stabilità.
Laura Chiatti: Sono davvero molto onorata di partecipare a questo film, fin dalla prima volta in cui ho conosciuto De Niro non ho avuto il coraggio di dire niente. Tuttora credo di dover ancora realizzare. Il mio personaggio è una ragazza energica e brillante, con un carattere forte. Sono tuttavia il seme della discordia, quello che creerà problemi alla coppia Scamarcio-Solarino.

Maturità
Carlo Verdone: Ho preso parte a Manuale 3 un po' in extremis. Dovevo cominciare a girare il mio nuovo film in questo periodo ma mi sono reso conto che non sarei riuscito a finire di scriverlo per tempo. Così, di comune accordo col produttore De Laurentiis, mi sono preso un po' di tempo e ho trovato qualche spazio libero che ho cercato subito di impiegare chiedendo a Giovanni di poter occupare con una partecipazione al suo film. Mi ha risposto subito sì e ha creato un episodio alla Attrazione fatale con Donatella Finocchiaro, tanto bella e simpatica, quanto pericolosa e compulsiva. Lavorando a stretto contatto con De Niro, abbiamo avuto il privilegio di incontrare un grandissimo attore, una grandissima persona dotata di signorilità e di grande umiltà. Quando l'ho conosciuto avrei voluto parlargli per ore di Taxi Driver o Il cacciatore e invece siamo finiti a mostrarci le foto delle vacanze con la famiglia sul cellulare! Abbiamo creato un legame attraverso il telefonino.
Donatella Finocchiaro: Nell'episodio interpreto una donna affetta da una sindrome bipolare, una tendenza ossessivo-compulsiva. La sua ossessione per Carlo diventa follia vera, finché non divento per lui una minaccia seria. Ma non abbiamo voluto banalmente ridicolizzare una malattia seria, vedrete che l'episodio ha anche una sua complessità.

Un viaggio nei primi dieci anni di carriera dell'attore.

Napoli Film Festival: Riccardo Scamarcio si racconta

Napoli Film Festival: Riccardo Scamarcio si racconta Si autodefinisce come il "Sophie Marceau" del cinema italiano: da idolo delle ragazzine, ad attore apprezzato da critica e pubblico, il passo è stato veloce ed indolore, come un naturale e predestinato viaggio. Riccardo Scamarcio si racconta al Napoli Film Festival di quest'anno, ospite della prima serata della sezione "Incontri ravvicinati". Per la prima volta pubblicamente, con il giornalista Fabrizio Corallo, l'attore pugliese, candidato al Nastro d'Argento per Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek ("venduto in 26 paesi" ha voluto ricordare) ha ripercorso i primi dieci anni di una carriera che lo ha visto cambiare generi cinematografici più volte e che gli ha permesso di ritagliarsi, in tempi brevi, uno spazio di riferimento nel panorama italiano. Nel passato di questo percorso, gli studi, non finiti, al Centro sperimentale di cinematografia e il folgorante successo di Tre metri sopra il cielo.
Il futuro è un'ennesima scommessa e un nuovo "cambio d'abito": una casa di produzione con la compagna Valeria Golino, una fiction in sei puntate dal titolo Il segreto dell'acqua per la regia di Renato De Maria, e il ritorno a teatro con un "Romeo e Giulietta" , diretto da Valerio Binasco, che debutterà il 13 febbraio all'Eliseo di Roma. "Avevo il bisogno di ricominciare a sentire l'innamoramento con il mestiere di attore- sottolinea- quello che per la prima volta provai al teatro Astra di Andria a 16 anni. Il successo e il passaggio continuo di set possono far dimenticare l'essenza a volte di questo mestiere, il rapporto diretto con il pubblico è invece un'altra cosa.
Sono convinto che questa è la professione ideale per chi è curioso e per chi ama il rischio. Non ci si deve quindi mai adagiare e rilassare: per ogni artista è pericoloso". Non disprezza tuttavia la vita di set Scamarcio, che, anzi, ammette essere uno dei motivi principali del suo voler essere attore ed è ciò che colora il "durante", quel periodo di tempo lontano dai riflettori dei festival e dai flash dei fotografi. "È come stare in gita sei mesi con sessanta persone, un'avventura a volte indimenticabile, a volte terribile".

Rubini gira il suo decimo film e torna (di nuovo) alle origini e alla retorica delle radici.

L'uomo nero: l'amore ritorna

L'uomo nero: l'amore ritorna Dopo aver rinunciato alla Puglia, spostandosi a Roma e servendo la vendetta (d’amore) nei panni di un autorevole critico d’arte e ai danni del talentuoso scultore di Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini torna alle radici e a quella dimensione arcaica e misteriosa che ha innervato alcune delle sue opere più belle. Lontano dalla città e nella profonda provincia pugliese si consuma la vita e il sogno di Ernesto Rossetti, capostazione con velleità artistiche. Ispirata da Cézanne e umiliata da un critico d’arte locale e trombone, la vita “artistica” di Ernesto è osservata con stupore e raccontata con nostalgia dal figlio Gabriele. Nella doppia veste di regista e interprete, Sergio Rubini presenta a Roma il suo nuovo film, che ancora una volta va a sud e fa i conti con la tradizione dei generi (commedia in primis).

L'incontro con Giovanni Veronesi e il cast di un film che racconta con leggerezza i vizi e le virtù degli italiani.

Italians: commedia tricolore

Italians: commedia tricolore Dopo il successo di Manuale d'amore e Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi) Giovanni Veronesi torna dietro la macchina da presa per riproporre per l'ultima volta - come promette - la formula del film a episodi. Italians è la somma di due commedie ambientate rispettivamente nel deserto dell'Arabia Saudita e in Russia che vede protagonisti Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio nella prima e Carlo Verdone, Ksenia Rappoport e Dario Bandiera nella seconda. Scegliendo di ritrarre le caratteristiche più divertenti e paradossali dell'italiano medio, Veronesi confeziona un film sulle debolezze e i vizi degli italiani all'estero. "Che vuol dire che ci facciamo sempre riconoscere?" si è chiesto il regista all'incontro che si è tenuto questa mattina a Roma. "Vuol dire che facciamo casino, certo, che siamo truffaldini e caciaroni, ma anche generosi ed eroici come nessun altro. Nel bene o nel male all'estero lasciamo il segno. Abbiamo una capacità di adattamento mostruosa e questo film voleva proprio essere un omaggio affettuoso e sentimentale al mio paese".

Il triangolo amoroso di Sergio Rubini riflette sulla relazione critico-artista.

Colpo d'occhio: Tutto l'amore che (non) c'è tra critico e artista

Colpo d'occhio: Tutto l'amore che (non) c'è tra critico e artista Per ragioni interiori ed espressive il cinema di Sergio Rubini va a sud, verso la terra delle origini, uno spazio mentale impressionato da magia e fatalismo e uno spazio geografico da cedere al miglior offerente. E proprio dalla Puglia potrebbe ipoteticamente muovere il viaggio dell'artista di Riccardo Scamarcio, uno scultore di provincia desideroso di affermare la sua arte nella Capitale. Colpo d'occhio, come La terra, si svolge su due piani: il primo è quello del genere, il secondo è quello più sottile ma intelligibile della tragedia. Un triangolo amoroso, due uomini e una donna (un artista, una musa e un critico d'arte), che non soggiace alle regole della commedia né del meló, assomiglia piuttosto ad uno "psico-thriller" del quale si sfiora la superficie e quasi mai si attinge il fondo. In questa sacra triade il lato debole è l'uomo-artista, che il critico di Rubini getta con una certa crudeltà incontro al suo destino. Lo sguardo di Rubini è più fermo e più libero sul personaggio femminile, interpretato da Vittoria Puccini, la giovanissima amante del critico d'arte che rifiuterà la convivenza con un uomo che potrebbe esserle padre e non ha l'autorità di esserle compagno. Affrancatosi dall'autobiografismo regionale e dalla descrizione delle radici e dell'odio-amore per la famiglia, Sergio Rubini gira un film insolito e ambizioso sulla relazione critico-artista, che finisce però per ricalcare diffusi luoghi comuni. Forse perché le caratteristiche così antitetiche dei protagonisti sono decise a tavolino da una sceneggiatura schematica, in cui tutto torna, anche l'imprevedibilità dell'arte, in cui tutto è calcolato, persino l'accidentalità della vita.

Compie trent'anni il bel tenebroso del cinema italiano.

Riccardo Scamarcio: tanti auguri!

venerdì 13 novembre 2009 - Gianmarco Mariotti da NEWS

Riccardo Scamarcio: tanti auguri! Anche per il più ambito sex symbol d'Italia, giunge il momento di fare il passo nel terzo decennio di vita. Il che vuol dire che Riccardo Scamarcio compie 30 anni.
È appena un lustro fa che l'attore, nei panni scuri e maledettamente irresistibili di Step, dona il proprio volto alla causa di un nuovo cinema nascente in Italia, e che avrà tanto seguito negli anni successivi, con Tre metri sopra il cielo di Luca Lucini. Sono lontani i tempi in cui lo si poteva trovare nelle aule del Centro Sperimentale di Cinematografia o a un seminario di Karpov alla sorgente di un sogno ancora lontano dal realizzarsi. E ora lo si vede travolto dal successo, amato dalle fan, richiesto in Italia e all'estero, con in testa un'unica preoccupazione: sposare o meno la brava e bellissima Valeria Golino (43 anni), conosciuta sul set di Texas di Fausto Paravidino. Una fama non diretta unicamente al volto di Step, perché il tempo passa e anche Step è cresciuto, passando attraverso interpretazioni e collaborazioni importanti come per Romanzo Criminale di Michele Placido o per Manuale D'amore 2 di Veronesi, o come la collaborazione estera con Abel Ferrara per Go go Tales con Willem Dafoe e Asia Argento. Una carriera ampiamente variegata e in continua evoluzione, che è esattamente ciò che l'attore vorrebbe dal proprio futuro: "Continuare ad esplorare i generi ed un bel ruolo strano".
Il saluto ai vent'anni sembra per lui un atto non particolarmente doloroso o pesante, e come potrebbe, dal momento che non accenna una men che minima discesa dalla cresta dell'onda, dopo un 2009 che lo vede in primo piano in ben cinque (cinque!) pellicole, fra le quali Verso l'Eden di Costa Gavras, primo assaggio della cinematografia francese, Il grande sogno, per il quale torna a lavorare con Michele Placido, e La prima linea di Renato De Maria.
Se il futuro si promette abitato da una relazione da sogno, dalla quale magari ci si aspetta anche qualche figlio e da ben tre pellicole in programma solo per il 2010, il duro uomo di altri tempi non può che accettarlo di buon grado col meritato sorriso sulle labbra. Auguri!

   

Le foto della nona giornata della rassegna.

71. Mostra del Cinema, Pasolini non delude

venerdì 5 settembre 2014 - a cura della redazione da GALLERY

71. Mostra del Cinema, Pasolini non delude Il red carpet della nona giornata della 71. Mostra del Cinema ha visto sfilare, per il Concorso, i protagonisti di Pasolini - atteso film di Abel Ferrara con Willem Dafoe, la moglie Giada Colagrande, Maria De Medeiros e Riccardo Scamarcio - e il cast di Red Amnesia, diretto dal cinese Wang Xiaoshuai. Per le Giornate degli autori, invece, è stata la volta de I nostri ragazzi, diretto da Ivano De Matteo e interpretato, tra gli altri, da Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Gassman.

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Il ribelle dagli occhi verdi.

Riccardo Scamarcio, la fotogallery

venerdì 23 gennaio 2009 - Lisa Meacci da GALLERY

Riccardo Scamarcio, la fotogallery Con l'uscita nelle sale di Italians, il nuovo film di Giovanni Veronesi, ritorna il bello dagli occhi verdi del cinema italiano, Riccardo Scamarcio.
Classe 1979, con quella sua aria da maschio ribelle si trasferisce a Roma negli anni Novanta per studiare recitazione…il liceo? Mai finito, quando uno è ribelle lo è fino in fondo. Dopo molto teatro, debutta sul piccolo schermo con la serie tv Compagni di scuola, per arrivare poi al cinema nel 2003 con La Meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Il successo arriva un anno dopo con il personaggio di Step, nel film di Luca Lucini Tre metri sopra il cielo e da allora sono seguiti molti altri lavori, tra cui L'uomo perfetto, Texas, Manuale d'amore 2 e Ho voglia di te (sequel di Tre metri sopra il cielo).
In occasione dell'arrivo del suo ultimo film, ecco una gallery sulla sua storia.

Dopo il successo di Io che amo solo te, tornano i personaggi creati da Luca Bianchini. Dal 24 novembre al cinema.

La cena di Natale, Riccardo Scamarcio «ha fatto dei guai grossi»

lunedì 14 novembre 2016 - a cura della redazione da VIDEO

La cena di Natale, Riccardo Scamarcio «ha fatto dei guai grossi» Dopo il successo di Io che amo solo te diretto da Marco Ponti tornano le emozioni, le risate e le furie dei personaggi creati da Luca Bianchini, che troveremo ancora insieme per La cena di Natale.
Nella splendida Polignano a Mare imbiancata della neve, saranno ancora più agitati del solito: tra isterismi, introvabili capitoni, test di gravidanza, ansiolitici, ascensori bloccati, anelli scomparsi, ritrovamenti e colpi di scena, ne succederanno di tutti i colori.
Nella clip Riccardo Scamarcio confessa l'inconfessabile al sacerdote di fiducia per avere l'assoluzione. Ma forse ha fatto un peccato troppo grave. In La cena di Natale assisteremo ad una Vigilia magica, con la presenza silenziosa e speciale della neve che imbianca la splendida Polignano a mare, dove tutti però sono più agitati del solito. Il film, diretto da Marco Ponti, è distribuito da 01 Distribution e sarà al cinema dal 24 novembre.

   

Parlano i protagonisti di Nessuno si salva da solo.

Intervista a Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio

sabato 7 marzo 2015 - a cura della redazione da VIDEO

Intervista a Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio Una coppia separata si incontra per organizzare le vacanze con i figli. Quello che inizia come uno scontro pieno di rabbia e amarezza si trasforma a poco a poco in un viaggio lungo la memoria della loro storia d'amore. Questo è ciò che racconta Nessuno si salva da solo, il nuovo film di Sergio Castellitto (nelle sale dal 5 marzo), di cui parlano in questa intervista esclusiva i due protagonisti Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio.
"Un film che racconta la vita vera, e la crisi del nostro tempo, in cui ci si può riconoscere" dicono i due attori, ma che non intende dare insegnamenti o lezioni, perchè "non c'è strategia nel rapporto di coppia, solo puro istinto".
Tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mazzantini (qui sceneggiatrice) Nessuno si salva da solo è distribuito nei cinema dal 5 marzo da Universal Pictures.

   

   
   
   


Non sono un Assassino

Data uscita: 30/04/2019
Regia di Andrea Zaccariello. Genere Thriller, produzione Italia, 2019.

Lo Spietato

Un nuovo film originale Netflix
Regia di Renato De Maria. Genere Drammatico, produzione Italia, 2019.

La corsa sfrenata al successo di Santo Russo.

Il Ladro di Giorni

Regia di Guido Lombardi (III). Genere Drammatico, produzione Italia, 2019.

Tre Piani

Tre famiglie, tre piani diversi
Regia di Nanni Moretti. Genere Drammatico, produzione Italia, 2020.

L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Eshkol Nevo, uscito nel 2017.
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
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