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sabato 23 febbraio 2019

Articoli e news Charlotte Gainsbourg

Nome: Charlotte Lucy Gainsbourg
47 anni, 21 Luglio 1971 (Cancro), Londra (Gran Bretagna)

Il regista danese presenta in concorso a Cannes il suo film sulla fine del mondo.

Melancholia, è Von Trier Show

Melancholia, è Von Trier Show «Forse questo film è una schifezza. O forse no. Comunque è abbastanza probabile che non valga la pena vederlo. E quindi? Adesso che facciamo? Parliamo de L'Uomo Ragno?». Lars Von Trier, eccentrico e provocatorio per contratto: impossibile prenderlo sul serio, persino nel serissimo contesto del Festival di Cannes. Il suo film Melancholia, immaginifica storia sulla fine del mondo presentata oggi in concorso e accolta in sala da qualche fischio e applausi, sarebbe bastato a fornire sufficiente materia di discussione. Ma la performance del maestro danese, celebre per la personalità complessa («autovenerativa», dice lui), oltre che per la sua fertile e controversa produzione artistica, raramente si conclude in sala: se l’anno scorso, in competizione con Antichrist, si ritenne personalmente offeso dai giornalisti «che hanno applaudito solo per gentilezza – disse – dopo aver sghignazzato tutto il tempo», quest’anno sul palcoscenico di Cannes ha scelto di polemizzare soprattutto con se stesso. Accanto a lui i suoi attori, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Jesper Christensen, John Hurt, Stellan Skarsgård, vinti dalla personalità dell’istrionico regista e serenamente disposti ad assecondarlo: uno come Von Trier, del resto, non si può certo arginare.


LARS VON TRIER

Perché un film sulla fine del mondo?
Von Trier: Per me non è esattamente un film sulla fine del mondo ma una riflessione su uno stato mentale, quello della malinconia, che conosco benissimo. Non ho tanto da dire su questo film. Sono felice di essere qui e sono felice che Melancholia non arrivi sugli schermi del pianeta Terra prima di un mese.

Perché questo titolo, Melancholia?
Perché è una bella parola, anche se abusata. Il sentimento della malinconia pervade le arti, e nel mio film è molto presente. L’idea di Melancholia è venuta da là, dal titolo.

Altre fonti di ispirazione?
Mi sono ispirato ai dipinti classici, agli artisti tedeschi e preraffaelliti. E anche ad Antonioni, a Bergman e Tarkovski. Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Però a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si può?

Come sarà il suo prossimo film?
Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di più. Ne vuole sempre di più. Vuole un vero film hardcore, farò del mio meglio per accontentarla.

Pensa di trovare altre attrici per il suo porno?
Figuriamoci, ma certo. Siamo già al lavoro sul soggetto: io voglio i dialoghi, ma alle mie attrici non gliene frega niente. Vogliono solo sesso. Vi prometto che il mio prossimo film durerà 4 ore. Sarà un film a capitoli, posso già rivelare il nome del primo: "East/West Church".

Tornando a Melancholia, può raccontare come ha lavorato sulla luce?
L’unico consiglio che mi ha dato il mio direttore della fotografia è stato quello di non fare l’errore tipico dei registi di mezza età, che ingaggiano donne sempre più giovani e sempre più nude. L’ho mandato a quel paese, io faccio quello che voglio. Mi sento un uomo libero, soprattutto da quando ho smesso di bere e mi sono dato alla lettura. Sono diventato più noioso ma mi sento bene, anche se filosoficamente sono contrario al non bere.

Si parlava della luce...
La luce divina è qualcosa di molto importante, ma la luce in generale è importante, perché è il cuore del cinema. Per questo quando guardo Tarkovski piango, perché per me è come avere a che fare con lo Spirito Santo. Sono un uomo molto sensibile alla sofferenza e al senso di colpa cattolico, per quanto ci sia in me anche un lato più leggero che di tanto in tanto, con film come Melancholia, riesco a far emergere.

Melancholia parla della fine del mondo: le sembra un tema leggero?
A me non pare così terribile pensare al fatto che il pianeta muoia. Tutti dobbiamo morire prima o poi. Per me in un certo senso Melancholia è una commedia: se avessi voluto farne una tragedia, vi sareste spaventati.

Perché ha scelto di cominciare il film con la fine del mondo?
Si dice che i film si guardano per sapere come andranno a finire, ma secondo me non è così: sappiamo che James Bond rimarrà vivo alla fine, eppure le sue avventure sono sempre emozionanti. Ho voluto essere chiaro sin dall’inizio: quando vedi Melancholia sai come finisce, almeno non ti illudi.

È soddisfatto del risultato? Che effetto le fa rivedere il suo film a Cannes?
Forse tutta quella musica di Wagner era esagerata, ci siamo fatti prendere la mano e il film è diventato troppo romantico. Quando ho visto i primi fotogrammi, ho pensato che questo film fa veramente schifo. Spero di no.

La sua vita privata influenza la sua ricerca stilistica?
Non lo so. L’unica cosa che posso dire è che per tanto tempo ho pensato di essere ebreo e ne ero molto felice, ma da quando è arrivata Susanne Bier ho perso tutta l’allegria. Ho scoperto recentemente di avere origini tedesche, nella mia famiglia ci sono anche dei nazisti. Noi nazisti in effetti abbiamo una certa tendenza alla megalomania.


KIRSTEN DUNST e CHARLOTTE GAINSBOURG

Cosa vi ha spinte a lavorare con Von Trier?
Kirsten Dunst: Per me Lars è l’unico regista capace di scrivere grandi film per donne, ruoli magari complicati ma unici: la cosa più interessante del mio personaggio è che mentre il mondo sta per finire, lei diventa più forte. A volte i depressi nelle situazioni tragiche tirano fuori una forza inaspettata.
Charlotte Gainsbourg: Rispetto ad Antichrist è stata un’esperienza molto diversa. Non ho l’impressione che ci affidi ruoli particolarmente “da donna”: in Antichrist io interpretavo lui, e in Melancholia è toccato a Kirsten.

Umanamente come avete interagito con Von Trier?
Dunst: Il fatto che Lars si presenti in maniera un po’ bizzarra non mi ha impedito di trovare in lui anche un grande amico.
Gainsbourg: Il problema è che Lars non risponde mai a nessuna delle mie domande sulla sceneggiatura, quindi ho lavorato all’oscuro di tutto. Devo dire che mi è piaciuto.

Com’è stato il lavoro sul set?
Dunst: Lars crea sul set una grande intimità, che rende gli attori emotivamente disponibili. Il processo delle riprese è molto creativo, giriamo anche scene di cinque minuti. C’è totale libertà sulla scena.

Il film sarà il 4 maggio in streaming su MYMOVIESLIVE e il 7 maggio in dvd e bluray.

Tre cuori, geometria del triangolo

venerdì 1 maggio 2015 - Marzia Gandolfi da APPROFONDIMENTI

Tre cuori, geometria del triangolo Storia d'amore intensa e crudele, Tre cuori nasce dal caso, quello che non lascia scampo ai protagonisti, ma sembra uscito da un racconto della letteratura francese del XIX secolo. Una novella inedita di Maupassant che François Truffaut avrebbe certamente adattato per lo schermo. Un uomo innamorato follemente di una donna mancherà l'appuntamento con lei e finirà per sposare, senza saperlo, la sorella. E proprio a Truffaut, il film di Benoît Jacquot rende visibilmente omaggio, attraverso la voce off, che commenta i soprassalti sentimentali dei protagonisti, e la musica lirica di Bruno Coulais, prossima a quella di Georges Delerue. E ancora l'atmosfera funebre, la dissolvenza in nero come segno di interpunzione e il tema della 'sorellanza', cuore de Le due inglesi e vincolo affettivo condiviso con le sorelle più celebri del cinema francese del suo tempo (Françoise Dorléac e Catherine Deneuve). Continua »

   

Le riprese del film cominceranno nell'estate del 2012.

Von Trier pianifica una versione soft e una hardcore di Nyphomaniac

martedì 2 agosto 2011 - Marlen Vazzoler da APPROFONDIMENTI

Von Trier pianifica una versione soft e una hardcore di Nyphomaniac Dopo la presentazione di Melancholia a Cannes, in molti si sono chiesti quale sarebbe stato il prossimo progetto del regista danese Lars Von Trier.
Ieri Screen Daily ha confermato che il prossimo film del regista sarà Nymphomaniac, una pellicola che seguirà la vita erotica di una donna dalla sua nascita ai cinquant'anni. Naturalmente i contenuti del film, la grafica delle scene sessuali e la parte dedicata sulla sessualità giovanile faranno scuotere la testa ai censori, ma Von Trier ha già considerato tali problemi e per questo motivo ha deciso di realizzare due versioni: una hardcore in cui verranno inserite le scene di penetrazione e una softcore che verrà distribuita nella maggior parte dei cinema. Non è la prima volta che Von Trier crea pellicole dai contenuti forti in ambito sessuale, basta ricordare la scena col coltello in Antichrist con Dafoe e la Gainsbourg. La storia sarà divisa in otto capitoli che avranno altrettanti titoli, tipo “La chiesa orientale e occidentale” e “La piccola scuola di organo”. Nonostante le tematiche trattate il progetto sarà incentrato sopratutto sui dialoghi.
Il co-fondatore di Zentropa, il produttore Peter Aalbæk Jensen, ha dichiarato: “(Von Trier) ha intenzione di fare questo progetto. Penso che si tratterà di un film molto spassoso, molto erotico ma anche molto divertente. Penso che abbiamo qualcosa che potrà generare molta attenzione da parte della stampa. Quanto sarà pornografico dipenderà da quanto verrà determinato dai finanziamenti”.
Sul fatto che la pellicola verrà girata al di fuori della Danimarca, Aalbæk ha spiegato: “Questo è il problema di provenire da una... piccola nazione. Dobbiamo mettere insieme i finanziamenti e girare dove le persone sono così generose da supportare Lars. Abbiamo sempre girato in Svezia o in Germania e abbiamo sempre avuto dei preziosi sostegni da Film I Vast e North-Rhine Westphalia. Gireremo o faremo post-produzione in una di queste regioni”.
La pellicola sarà in lingua inglese e le riprese cominceranno nell'estate del 2012. La data di uscita è prevista per il 2013.

   

Le foto della sesta giornata della rassegna.

71. Mostra del Cinema, applausi per il Giovane favoloso

martedì 2 settembre 2014 - a cura della redazione da GALLERY

71. Mostra del Cinema, applausi per il Giovane favoloso La sesta giornata della Mostra del Cinema ha visto sfilare sul red carpet i protagonisti de Il giovane favoloso di Mario Martone, ma anche Lisa Cholodenko e Frances McDormand per Olive Kitteridge. Per Nymphomaniac (Volumi I e II) - presentato senza censure Fuori concorso - sono arrivate al Lido Charlotte Gainsbourg e Uma Thurman.

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Le foto della quarta giornata della rassegna.

71. Mostra del Cinema, doppio red carpet per Al Pacino

domenica 31 agosto 2014 - a cura della redazione da GALLERY

71. Mostra del Cinema, doppio red carpet per Al Pacino La quarta giornata della rassegna veneziana ha visto per due volte sul red carpet la star americana Al Pacino, alla Mostra per presentare Manglehorn, in corsa per il Leone d'Oro e, fuori concorso, il film di Barry Levinson, The Humbling. Sul tappeto rosso sono arrivate anche Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve e la figlia Chiara Mastroianni per presentare il film in concorso Tre cuori di Benoît Jacquot e gli italiani Pierfrancesco Favino, Claudio Gioè, Adriano Giannini e Greta Scarano protagonisti di Senza nessuna pietà di Michele Alhaique (il film sarà presentato in anteprima streaming mercoledì 10 settembre su MYMOVIESLIVE!), il secondo film italiano, dopo La vita oscena, della sezione Orizzonti.

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I protagonisti del film scandalo.

Antichrist: photocall

lunedì 18 maggio 2009 - a cura della redazione da GALLERY

Antichrist: photocall Uno dei film dei più attesi, se non il più atteso, del Festival francese, Antichrist, è stato alla fine accolto con pochi applausi e da molti fischi, risate e buuu. La critica lo ha letteralmente demolito come confermano le varie recensioni che via via spuntano sul web.
Pare che quella di ieri sera sia stata una delle proiezioni più contestate degli ultimi anni, c'è chi ha addirittura parlato di un fine carriera per il regista danese e di profondo motivo di imbarazzo per i due protagonisti Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg.
Costata 11 milioni di euro, la pellicola uscirà nella sale italiane il 22 maggio.

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La promessa dell'alba

La storia (vera) di un amour fou incondizionato e fusionale
Data uscita: 14/03/2019
Regia di Eric Barbier. Genere Biografico, produzione Francia, 2017.

In fuga da Hitler insieme alla sua famiglia, un uomo troverà la sua felicità in Francia.
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