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Lunedì 17 gennaio i lettori di MYmovies hanno avuto la possibilità di chattare con Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Filippo Timi, Francesco Scianna e Valeria Solarino, regista e interpreti del film Vallanzasca - Gli angeli del male, nelle sale a partire da venerdì 21 gennaio. Si è trattato di un evento che ha portato i protagonisti del cinema a contatto diretto con il pubblico: durante l'appuntamento i partecipanti hanno potuto chattare e porre domande liberamente agli ospiti, i quali hanno risposto in video dalla piattaforma MYmovies LIVE!. IL FILM 1985. Renato Vallanzasca, 35 anni, è detenuto in isolamento nel carcere di Ariano Irpino. È lui stesso a raccontarci le sue prime imprese adolescenziali che gli frutteranno la prima reclusione nel carcere minorile. È l'inizio di una carriera che, con il supporto di alcuni amici d'infanzia, lo condurrà a divenire "il boss della Comasina". All'inizio degli Anni Settanta inizia ad insidiare il dominio fino allora incontrastato di Francis Turatelo, ma la rapina a un portavalori gli procura un arresto con conseguente evasione dopo quattro anni e mezzo. La battaglia con il clan Turatelo si fa sempre più dura così come sempre più sanguinose divengono le rapine ascritte alla Banda Vallanzasca. Vallanzasca sta scontando una condanna complessiva a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione con l'accusa di sette omicidi di cui quattro direttamente compiuti, una settantina di rapine e quattro sequestri di persona nonché numerosi tentativi di evasione. È detenuto da 38 anni. Michele Placido Cresciuto in una famiglia numerosissima, terzogenito di otto figli, Placido subisce l'influenza formativa di mestieri diversissimi (tra i parenti compare anche un fuorilegge). Sceglie però di dedicarsi al mondo dello spettacolo, seguendo l'inclinazione naturale a recitare: dopo diverse esperienze in campo teatrale e altre minori in settori estranei al mondo dello spettacolo (sarà anche volontario in una caserma di polizia, preannunciando involontariamente il successo futuro del famoso Commissario Catani de La piovra), lo vediamo anche in televisione a interpretare Il picciotto (1973) di Alberto Negrin. Seguono collaborazioni importanti nel mondo del cinema: recita in Teresa la ladra (1973) di Carlo De Palma, Romanzo popolare (1974) di Mario Monicelli, Mio Dio, come sono caduta in basso! (1974) di Luigi Comencini e Marcia trionfale (1976) di Marco Bellocchio. L'incontro con Giuliano Montaldo si rivela fortunato e Placido diventa il protagonista assoluto di L'Agnese va a morire (1976), seguito poi dal dramma erotico Kleinhoff Hotel (1977) di Carlo Lizzani, film pretenzioso che viene equilibrato dal successivo ingaggio, la commedia Casotto (1977) di Sergio Citti. La sua filmografia è una delle più ricche e variegate degli attori italiani: alla fine degli anni Settanta lavora con i fratelli Taviani ne Il prato, con Luigi Zampa nella commedia sexy Letti selvaggi, nuovamente con Lizzani in Fontamara e con Bellocchio in Salto nel vuoto. Si fa notare anche all'estero, soprattutto in Francia e Germania, dove lavora con il regista Walerian Borowczyk in Lulu e Ars amandi – L'arte di amare e con Benoit Jacquot, accanto a Isabelle Huppert in Storia di donne. Nel 1983 arriva la grande occasione, quella che lo rende popolare e famoso in tutta Italia: chiamato da Damiano Damiani (con il quale aveva già lavorato ne L'uomo in ginocchio), è il commissario di polizia Cattani de La piovra, fortunata serie televisiva che ha emozionato gli spettatori televisivi per molti anni. Ormai consolidato il successo, viene ingaggiato per ruoli sempre più difficili e complessi: è in Mery per sempre (1989) di Marco Risi e in Lamerica (1994) di Gianni Amelio. Tra questi due ruoli fondamentali per la sua carriera, trova tempo e modo per mettersi alla prova nel campo della regia: nel 1990 esordisce con Pummarò, cui segue Le amiche del cuore (1992), di cui è regista e interprete. È Giovanni Falcone nel film omonimo di Giuseppe Ferrara, dirige poi Un eroe borghese (1995) e soprattutto Del perduto amore (1998). Nel 1999 ritrova Marco Bellocchio che lo inserisce nel cast de La balia e, più tardi, anche Mario Monicelli, che lo vuole nella commedia Panni sporchi (1999). In veste d'attore lo vediamo anche in Un uomo perbene (1999) di Maurizio Zaccaro e al fianco di Laura Morante nel brioso Liberate i pesci (2000) di Cristina Comencini. Dopodichè ritorna a lavorare per un periodo in televisione, nello sceneggiato Padre Pio tra cielo e terra (2000) e nell'interessante ricostruzione de Il sequestro Soffiantini (2002) diretta da Riccardo Milani che lo richiede anche al cinema per l'intenso film Il posto dell'anima (2003), denuncia amara e puntuale dell'abuso di potere delle multinazionali. Amante della letteratura e delle storie d'amore romantiche e passionali, si dedica alla realizzazione de Un viaggio chiamato amore (2002). Da regista prosegue il suo personale viaggio nel mondo dell'anima con l'inguardabile Ovunque sei (2004). Come attore compare ne L'odore del sangue (2004) di Mario Martone, nel 2006 è in Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi e ne Le rose del deserto di Monicelli, e infine è un volgare chef in Commediasexi (2006) di Alessandro D'Alatri. Verace e insensibile ne Il caimano (2006) di Nanni Moretti, è più interessante il suo personaggio ne La sconosciuta (2006) di Giuseppe Tornatore. La sorpresa del nuovo millennio è senza dubbio Romanzo criminale (2005), scritta assieme a Rulli e Petraglia. E se come regista firma la sua opera più compiuta, come attore non azzecca un film: lo troviamo nel confuso SoloMetro (2006) di Marco Cucurnia, nel demenziale 2061 – Un anno eccezionale (2007) di Carlo Vanzina e ne Il sangue dei vinti (2008) di Michele Soavi. Ritrova il gusto con i film successivi, con la misurata interpretazione de L'ultimo padrino (2007) e in Piano, solo (2007) ma anche in Aldo Moro – Il presidente (2008) e nel piccolo gioiello Focaccia Blues (2009) di Nico Cirasola. Ormai esperto nel ritrarre con efficacia le pagine della storia italiana passata, firma la regia de Il grande sogno, film sulle contestazioni studentesche del '68. Ma non smette di recitare, così è uno dei protagonisti di Oggi sposi (2009) di Luca Lucini, al fianco di Luca Argentero. Nel 2010 arriva per lui un'altra importante sfida: trasporre sul grande schermo la vita e le gesta di Renato Vallanzasca, il bandito - oggi in prigione - che negli anni Settanta, a capo della banda della Comasina, terrorizzò Milano con rapine, sequestri, omicidi ed evasioni. Il 6 settembre 2010 Vallanzasca - Gli angeli del male è stato presentato fuori concorso alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove, seppur accompagnato da qualche polemica, è stato accolto positivamente dal pubblico. Kim Rossi Stuart Nato a Roma, unico figlio maschio (in mezzo a tre sorelle) del caratterista Giacomo Rossi Stuart e di una top model, Kim a soli 5 anni debutta, biondissimo, di fronte ad una cinepresa nel film di Mauro Bolognini Fatti di gente perbene (1974). All'età di 14 anni lascia la scuola per dedicarsi alla recitazione. Studia teatro e nel 1986 comincia la sua carriera cinematografica. Avrà un piccolo ruolo ne Il nome della rosa (1986) di Jean-Jacques Annaud, ma la vera gavetta inizierà quando diventerà il protagonista della fortunata serie di film intitolata Il ragazzo dal kimono d'oro (1987) di Fabrizio De Angelis con Ken Watanabe. Nel 1989 è in Lo zio indegno. Ma è solo con le fiction della serie Fantaghirò (1991, 1992, 1993 e 1994), ispirata ad una vecchia fiaba italiana ("Fantaghirò, persona bella") per la regia di Lamberto Bava che Kim Rossi Stuart riceverà la notorietà che tanto andava aspirando. Nel 1993 arriva la miniserie La Famiglia Ricordi di Mauro Bolognini e Kim è un impeccabile Vincenzo Bellini in mezzo ad un Gioachino Rossigni/Luca Barbareschi, un misurato Gaetano Donzinetti/Alessandro Gassman e un ottimo Giacomo Puccini interpretato da Massimo Ghini. Intensa la sua interpretazione anche in Poliziotti (1994) di Giulio Base, dove è partner di Claudio Amendola contro il delinquente Michele Placido. Da quel momento in poi sceglie solo film di qualità: Senza pelle (1994) di Alessandro D'Alatri, I Giardini dell'Eden (1998). Sarà addirittura diretto nudo da due leggende come Michelangelo Antonioni e Wim Wenders in Al di là delle nuvole (1995) e farà bruciare di passione Carole Bouquet nella fiction, tratta dal romanzo di Stendhal, "Il rosso e il nero" (1997) di Jean-Daniel Verhaeghe. Ancora una fiction nel 2001, diretto da Michele Soavi, in Uno Bianca e poi sarà un lodatissimo Lucignolo nella versione cinematografica di Roberto Benigni della fiaba di Carlo Collodi Pinocchio (2003). Non sbaglia un colpo. È poi in Le chiavi di casa (2004) di Gianni Amelio, in Romanzo criminale (2005) e anche qui nomination come miglior attore protagonista ai David per il ruolo del crudele "Il Freddo", virile e fantastico nella sua cattiveria e nelle sue debolezze. Ma il cinema rimane col fiato sospeso quando Kim ha un incidente in moto, investito da un'auto in via Tor di Quinto: gambe e polsi fratturati e trauma toracico lo costringono ad un intervento chirurgico d'urgenza nella notte del 17 ottobre 2005. Tornato dall'incidente, decide di dedicarsi alla regia del suo primo film Anche libero va bene (2006): la storia di un padre che cresce da solo i suoi due figli, dopo la fuga della moglie (interpretata da Barbora Bobulova) che però poi ritornerà creando un disequlibrio familiare. Un'opera prima ragguardevole e meritevole di lode, che la critica europea apprezza enormemente. Tra il 2008 e il 2010 prende parte a Questione di cuore di Francesca Archibugi, a Piano, Solo di Riccardo Milani ma soprattutto a Vallanzasca - Gli angeli del male (2010) di Michele Placido, in cui interpreta proprio il bel René, criminale che negli anni Settanta terrorizzò Milano con rapine, omicidi, sequestri ed evasioni. Paz Vega Ha incendiato le notti di milioni di uomini grazie a quel corpo mozzafiato e a uno sguardo di amante focosa: questo sogno erotico si chiama Paz Vega. Figlia di un matador, la diva abbandona l'ambizione di divenire una nuotatrice dopo aver assistito, all'età di quindici anni, ad una prima teatrale. Eccola, dunque, esordire sul palcoscenico ancora giovanissima ne "La casa de Bernarda Alba", un'opera di Federico García Lorca. Studia recitazione al Centro Andaluz de Teatro e, conseguito il diploma, si iscrive a Scienze dell'Informazione presso l'istituto Gustavo Adolfo Becquer di Triana, per non perdere l'appoggio finanziario dei genitori. Una volta sepolte le velleità di giornalista, la bella muchacha si stabilisce a Madrid e cambia il proprio cognome (assumendo quello della nonna, Vega). Qui, si fa assumere come barista, in attesa della grande occasione di sfondare nel mondo del cinema. Il 1995 la vede debuttare in tv nel ruolo di suonatrice di rumba, nel telefilm spagnolo Menudo es mi Padre. Trentasei mesi più tardi, interpreta la giovane Maria nel corto Perdón, Perdón. Il successo arriva nel 2001, sotto le succinte vesti di una donna in crisi in cerca della propria identità, nel conturbante Lucía y el sexo di Julio Medem. Questo controverso personaggio la consacra come una delle icone sexy del terzo millennio. L'intensa performance le frutta molteplici premi, tra cui il Chopard Trophy al Festival di Cannes ed il Goya Award, entrambi conquistati come migliore rivelazione dell'anno. Successivamente, la star si trova impegnata nella ricerca scientifica per Almodóvar, in Parla con lei e si sposta verso L'altro lato del letto, lontano da Ernesto Alterio. Tra il 2004/06, vola negli Stati Uniti per mettere in scompiglio l'idilliaca armonia di Adam Sandler, in Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare ma anche per lasciarsi affascinare da un attore in declino incarnato da Morgan Freeman, in 10 cose di noi. Nel 2007, tenta di proteggere i suoi cari dall'abominio dei turchi ne La masseria delle allodole, per la regia dei fratelli Taviani. In seguito, la Vega è davanti alla macchina da presa della sig.ra Smith (Jada Pinkett) nel drama-movie The Human Contract, si cimenta in una delle consorti di un defunto Tim Allen in The Six Wives of Henry Lefay ed è una spogliarellista assassina in The Spirit, diretto da Frank Miller. Inoltre, è la ragazza di Colin Farrell nel mystery Triage. Nel 2010 interpreta Antonella D'Agostino in Vallanzasca - Gli angeli del male, film di Michele Placido che tratteggia la vita del criminale più celebre e temuto degli anni '70. La diva ha un figlio, Orson, dal marito: il venezuelano Orson Salazar. Francesco Scianna Francesco Scianna comincia a lavorare come attore partendo dal teatro. Il suo debutto sulle scene arriva nel 1997, con il recital di poesie di Salvatore Quasimodo "C.E.I.", seguito da "I patriarchi". Successivamente recita ne: "Le delizie della corte"; "Spettacolo su Padre Puglisi"; "Ibam Forte Via Sacra"; "Il progresso è una fortuna dalla quale dipendiamo"; "Morte a Palermo viva; "I fisici"; "Viaggio nella storia di Pinocchio"; "Frammenti d'amore"; "Scenari del Novecento"; "A solo"; "La signora delle camelie" accanto a Monica Guerritore e diretto da Giancarlo Sepe; "Scanna"; "Un re in ascolto", "Lo specchio del Diavolo" e "Troilo e Cressida" diretto da Luca Ronconi (con il quale studierà recitazione); e "Il gabbiano". Nel frattempo, si diploma presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, ma frequenta anche altri numerosi stage come quello al Lee Strasberg Theatre Institute di New York e quelli di Emma Dante e Micheal Margotta. Il debutto cinematografico è invece segnato da Il più bel giorno della mia vita (2002) di Cristina Comencini con Virna Lisi, Margherita Buy, Sandra Ceccarelli, Luigi Lo Cascio, mentre si fanno sempre più numerose le sue apparizioni televisive in fiction come: R.I.S. Delitti imperfetti (2003); Il grande Torino (2004); La luna e il lago (2005), Un caso di coscienza 3 (2006), Ho sposato uno sbirro (2007) e Il capo dei capi (2007) di Alexis Cahill ed Enzo Monteleone. Ma è dopo L'odore del sangue (2004) che arriva la grande occasione di Francesco Scianna, cioè quando Giuseppe Tornatore lo sceglie per recitare in Baarìa (2009) con Nicole Grimaudo, Angela Molina e Lina Sastri, all'interno del quale interpreta il ruolo del protagonista, il "comunista" Peppino. L'anno successivo è diretto da un altro grande regista del cinema italiano, Michele Placido, in Vallanzasca - Gli angeli del male, film biografico che racconta le gesta del criminale che negli anni Settanta imperversò a Milano compiendo i delitti più efferati. Il 2011 lo vedrà impegnato in Ti amo troppo per dirtelo, commedia brillante di Marco Ponti incentrata sul tema del tradimento. Valeria Solarino Il suo sguardo calamitante ti fa ardere in un fuoco di fantasie peccaminose, la sua spontaneità uniformata a quella seduttiva timidezza rendono Valeria Solarino la giovane femme fatale del cinema italiano. Nasce in Venezuela da padre siciliano e mamma torinese. Prima di trasferirsi nella capitale piemontese all'età di sei anni, l'attrice ha vissuto a Modica in Sicilia. Impara ad amare il teatro grazie alla madre interprete. Molto spesso, infatti, la piccola Valeria seguiva la donna nei suoi spettacoli, acclamandola in platea o sbirciando dietro le quinte, mentre questa si accingeva a entrare in scena. Folgorata dal meraviglioso mondo del palcoscenico, la ragazza lascia la Facoltà di Filosofia di Torino per studiare recitazione al Teatro Stabile di Mauro Avogadro. Ormai ventiquattrenne, esordisce sul grande schermo nel ruolo dell'amante di Mimmo Calopresti ne La felicità non costa niente. Poi, si tramuta nell'oggetto del desiderio di due amici in Fame Chimica, sconvolgendo l'esistenza di Giuseppe Sanfelice in Che ne sarà di noi. Tra il 2005/06, è un'universitaria che si mantiene danzando sul cubo ne La Febbre, nonché la misteriosa sorella di Alessio Boni in Viaggio segreto. Gira anche il videoclip della band dei Negramaro "Tre Minuti". Nel 2007 la Solarino appare in Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi diretta dal compagno Giovanni Veronesi, indossa i panni dell'(in)consolabile Assunta in Valzer e intreccia una deleteria relazione con Filippo Timi, nel drammatico SignorinaEffe. Dodici mesi più tardi, Valeria viene scritturata in Caos Calmo tratto dall'osannato romanzo del cognato Sandro Veronesi. La troviamo, inoltre, nel thriller Holy Money per la regia di Maxime Alexandre. La stellina in ascesa ha un sogno nel cassetto: lavorare con Nanni Moretti. In attesa che il sogno si avveri, il compagno Veronesi la mantiene in esercizio affidandole il ruolo di Haifa in Italians (2009), ma è con Viola di mare (2009) di Donatella Maiorca che Valeria può confermare la propria presenza sulle scene in un ruolo di primo piano. Nel 2010 arriva per lei la grande occasione: recitare sotto la direzione di Michele Placido in Vallanzasca - Gli angeli del male (2010), film presentato alla 67. Mostra del Cinema di Venezia che racconta le gesta di Renato Vallanzasca (Kim Rossi Stuart), il criminale che negli anni Settanta terrorizzò l'interà città di Milano. Per il 2011 è prevista la partecipazione a Manuale d'amore 3, sempre diretto da Giovanni Veronesi. Filippo Timi Perugino purosangue, Filippo Timi sale alla ribalta con il libro "Tuttalpiù muoio", scritto insieme a Edoardo Albinati, edito da Fandango Libri e diventato spettacolo teatrale come "La vita bestia", da lui adattato e interpretato nel 2006. Lo spettacolo è stato diretto da Giorgio Barberio Corsetti, suo maestro di lungo corso, e ha debuttato al Teatro India di Roma. Il libro è la cronistoria di un giovane sopraffatto dalle situazioni: un presunto male incurabile a una gamba, la presenza di personaggi strani, il segreto amore per una coetanea, le esperienze omosessuali che gli segneranno la vita. Come può un giovane balbuziente povero, quasi cieco e omosessuale, pretendere di più dalla vita? Le sconfitte sono affrontate con spietato umorismo e autoironia. Nei primi anni Novanta lavora al Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, arrivando a mettere in scena e recitare in "Paolo di Tarso" di Dario Marroncini, "Fuoco Centrale" con Cesare Ronconi del Teatro Valdoca di Cesena, "G.A. Story" con Robert Wilson. Partecipa poi allo studio preparatorio condotto da Pippo Del Bono per lo spettacolo "La rabbia". Nel 1996 comincia una collaborazione costante con Giorgio Barberio Corsetti e la sua Compagnia Teatrale. È un periodo ricco, di crescita individuale e professionale: Timi diventa un attore eclettico ma non eccentrico, difficilmente catalogabile ma rigoroso. L'evoluzione arriva a fargli vincere il Premio Ubu quale miglior attore dell'anno under-30, per le interpretazioni negli spettacoli più recenti come "Metafisico Cabaret". Il cinema lo scopre nel 1999, ed è cinema indipendente quasi underground: il Tonino De Bernardi di Appassionate e di Rosatigre, l'esordio di Anna Negri (In principio erano le mutande), gli scandali di Giada Colagrande (Aprimi il cuore, 2002). Poi è nell'esordio intenso di Francesco Fei (Onde, 2004) senza negarsi per un cortometraggio targato Kubla Khan di una giovanissima promessa romana, Matteo Rovere (Homo Homini Lupus, 2006). Nel 2007 esplode di nuovo: è in Saturno contro di Ozpetek, in In memoria di me di Saverio Costanzo e in Signorinaeffe di Wilma Labate; nel 2008 è pronto per Salvatores, nel nuovo adattamento da un romanzo (Come Dio comanda) di Niccolò Ammaniti. Nel 2009 nel film Vincere di Marco Bellocchio interpreta magistralmente il doppio ruolo di Mussolini e di suo figlio a fianco di Giovanna Mezzogiorno. Non dimenticando le sue esperienze nel cinema indipendente e nelle piccole produzioni lo stesso anno recita anche ne La doppia ora di Giuseppe Capotondi, presentato al Festival del Cinema di Venezia. Nel 2010 prende parte a The American con George Clooney, a La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo ma soprattutto a Vallanzasca - Gli angeli del male, ultima fatica di Michele Placido che porta in scena la vita e le gesta del bel René, il criminale che a capo della banda della Comasina terrorizzò la Milano degli anni Settanta. Nel 2007 torna scrittore sempre per Fandango Libri: "E lasciamole cadere queste stelle". Tiene anche una rubrica fissa sul mensile "Rolling Stone", intitolata "La fiera del cinghiale". |
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