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Mercoledì 16 novembre MYmovies LIVE! ha presentato una nuova opportunità di grande cinema online con l'anteprima web di Exit Through the Gift Shop. Diretto da Banksy, uno dei maggiori artisti contemporanei, il film è l'inedita storia degli artisti contemporanei più bizzarri e anticonformisti che hanno reso rivoluzionaria la Street Art. Per dettagli e informazioni sulle iniziative MYmovies LIVE! scrivere a live@mymovies.it Per accrediti stampa contattare l'ufficio stampa: daniela.ravanetti@mymovies.it IL FILM Un documento sulla nascita dell'alter ego di Thierry Guetta, ovvero Mr. Brainwash, deciso a diventare immediatamente una star nel mondo dell'arte sfruttando le sue amicizie e allestendo una grossa mostra autocelebrativa. Tra tutti gli artisti coinvolti nell'operazione, spicca l'inglese Banksy che, da semplice intervistato finirà per capovolgere la telecamera e puntarla contro il sedicente videomaker franco-losangelino, con risultati ampiamente imprevedibili. I quesiti che sorgeranno dopo la visione sono semplici e molteplici: il Thierry Guetta che vediamo è quello vero oppure no? Thierry Guetta, alias Mr. Brainwash, è un'opera d'arte vivente di Banksy? Il film stesso può essere considerato un'opera d'arte di Banksy? Al di là delle risposte a queste domande, Exit Through the Gift Shop può considerarsi un documentario “andato storto” e capitato quasi per caso, come vuol farci credere Bansky, o una colossale e geniale bufala, l’ennesima architettata dall’artista inglese. IL REGISTA È uno dei maggiori esponenti della Street Art in circolazione, capace di esporre le sue opere in luoghi di importanza simbolica e di mettere in piedi una mostra molto apprezzata da celebrità della società americana. Si sa di lui che è cresciuto a Bristol (Inghilterra) ma la sua vera identità è tenuta nascosta. Nonostante la recente fama mondiale, e le notevoli quotazioni delle sue opere, Banksy continua a rimanere fuori dallo star system e a preferire la sua arte in mezzo alla gente comune. FELTRINELLI REAL CINEMA Che cos’è “Feltrinelli Real Cinema”? Una collana di documentari in libreria? Sì, ma non solo. Una collana di saggi in forma di film? Perché no. Una collana di cinema politico? Anche. È una collezione di “film del reale” irriverente, imprevedibile, inedita. È pensata per chi sente il bisogno di capire; per chi, nella diffusa consapevolezza di vivere in “tempi bui”, chiede al cinema, all’arte, alla letteratura un po’ di conoscenza, e non si accontenta del cinema d’evasione, del puro intrattenimento. Oltre 30 titoli in catalogo: i migliori documentari usciti nel resto del mondo che qui non vi fanno vedere. Da The corporation (Mark Achbar e Jennifer Abbott) e The agronomist (Jonathan Demme), passando per La segretaria di Hitler (André Heller e Othmar Schmiderer) e Salvador Allende (Patricio Guzmán) fino a L’avvocato del terrore (Barbet Schroeder), Terra Madre (Ermanno Olmi), gli ultimi due Premi Oscar Man on Wire (James Marsh) e The Cove (Louie Psihoyos), e il documentario Al capolinea – The End of the Line (Rupert Murray). |
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