Al capolinea - The End of the Line, martedì 1 marzo ore 21:30

Presentato al Sundance Film Festival, su MYmovies LIVE!Theatre il primo documentario sugli effetti devastanti che la pesca intensiva provoca sull'ecosistema.

Al capolinea - The End of the Line, martedì 1 marzo ore 21:30

MYmovies LIVE! in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema e con l'associazione internazionale Slow Food, ha dedicato martedì 1 marzo una serata al film documentario Al capolinea – The End of the Line del regista londinese Rupert Murray. Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2009 e al Festival del Cinema di Roma, il film è uscito in DVD il 23 febbraio nella collana Real Cinema edita da Feltrinelli e è stato mostrato online su MYmovies LIVE!Theatre a un pubblico esclusivo di 500 invitati che hanno potuto vivere e condividere la visione del film online. Grazie all'integrazione tra le piattaforme MYmovies LIVE! e Facebook, tutti gli invitati con account attivo al più noto dei social network hanno potuto lasciare commenti sia sul forum che direttamente sulla propria bacheca, condividendoli con i propri amici.

Il documentario è stato trasmesso in lingua originale con i sottotitoli.

Dal 23 febbraio, in allegato al dvd, anche il libro "Un mondo senza pesci", a cura di Nicola Ferrero (Slow Food), che contiene un’intervista al regista Rupert Murray, sei approfondimenti critici che affrontano diverse questioni legate al documentario e la guida "Mangiamoli giusti" che informa i consumatori sui comportamenti sostenibili per valorizzare il pesce buono, pulito e giusto. Nicola Ferrero è stato inoltre presente al forum per approfondire con gli utenti i temi del documentario e rispondere alle loro domande.

Prodotto con il supporto del WWF e diretto da Rupert Murray, il documentario Al capolinea – The End of the Line illustra gli effetti devastanti che la pesca intensiva provoca sull'ecosistema dei nostri mari. Tratto dall'omonimo libro del giornalista inglese Charles Clover (uscito in Italia con il titolo Allarme pesce. Una risorsa in pericolo), il film ci svela le iniquità compiute ai danni della fauna marina attraverso un viaggio di indagine tra Cina, Regno Unito, Gibilterra, Malta, Senegal e Giappone. L'opera rappresenta l'occasione per fare i conti con una di quelle scomode verità sull'ambiente che troppo spesso l'umanità sceglie di ignorare.







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IL FILM Le innovative tecniche di pesca comportano una minaccia per molte specie ed è stato calcolato che, andando avanti di questo passo, entro il 2050 non ci sarà più nulla da pescare. Una posizione apocalittica, è vero, ma a volte un pugno nello stomaco è l’unica maniera che si ha per provare a cambiare pratiche e abitudini distruttive. Al Capolinea - The End of the Line, non è contro la pesca o contro chi si nutre di specie ittiche, ma mette in risalto la necessità di una gestione sostenibile delle nostre risorse. Quali sono le tecniche di pesca oggi più utilizzate? Chi consuma tutto questo pesce? Come viene impiegato? Molte majors della ristorazione, interrogate su questi temi, non hanno voluto dare risposte; ma l'indagine del film, approfondita e robusta, non lascia spazio a scappatoie. Al Capolinea - The End of the Line punta il dito contro i responsabili di questa devastazione, non trascurando i celebrity chefs, e indica cosa possiamo fare per evitare il peggio. Non si tratta quindi solo di un film, ma di qualcosa di più: è una denuncia dei metodi neocolonialisti che i paesi occidentali utilizzano nei mari d’Africa, ad esempio; è una campagna per il consumo sostenibile del pesce; è un grido disperato affinché le aree marine protette abbiano la possibilità di riprendersi. Insomma, è un vero e proprio manifesto per una nuova etica della pesca.

IL REGISTA Rupert Murray è nato a Londra nel 1961. Ha iniziato la sua carriera realizzando documentari per la televisione inglese e cortometraggi. Nel 2005 ha diretto il film Unknown White Male, basato sulla storia vera del suo caro amico Doug e della sua esperienza con la perdita della memoria, che ha ottenuto numerose menzioni e premi a livello internazionale. Nel 2007 ha diretto Wild Art: Olly and Suzi per il canale BBC Storyville. Il suo ultimo documentario, Al capolinea - The End of The Line, sull’effetto dell’overfishing, ha riscosso un successo internazionale.

FELTRINELLI REAL CINEMA Che cos’è “Feltrinelli Real Cinema”? Una collana di documentari in libreria? Sì, ma non solo. Una collana di saggi in forma di film? Perché no. Una collana di cinema politico? Anche. È una collezione di “film del reale” irriverente, imprevedibile, inedita. E’ pensata per chi sente il bisogno di capire; per chi, nella diffusa consapevolezza di vivere in “tempi bui”, chiede al cinema, all’arte, alla letteratura un po’ di conoscenza, e non si accontenta del cinema d’evasione, del puro intrattenimento. Oltre 30 titoli in catalogo: i migliori documentari usciti nel resto del mondo che qui non vi fanno vedere. Da The corporation (Mark Achbar e Jennifer Abbott) e The agronomist (Jonathan Demme), passando per La segretaria di Hitler (André Eller e Othmar Schmiderer) e Salvador Allende (Patricio Guzmán) fino a l’Avvocato del Terrore (Barbet Schroeder), Terra Madre (Ermanno Olmi) e gli ultimi due Premi Oscar Man on Wire (James Marsh) e The Cove (Louie Psihoyos). Al Capolinea illustra perfettamente la nostra dichiarazione d’intenti: spiega, informa, documenta, ma lo fa raccontando. La storia è una brutta storia ma noi sappiamo che il mondo si può cambiare ed è anche questa la missione di chi, in un modo o nell’altro, porta conoscenza. Ma il grosso del lavoro spetta sempre al pubblico. Numeroso, ma soprattutto attento e appassionato come lo siamo noi.

SLOW FOOD Fondata da Carlo Petrini nel 1986, Slow Food è diventata nel 1989 una associazione internazionale. Nata a Bra, oggi conta 100 000 iscritti, con sedi in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito, Olanda e aderenti in 130 Paesi. Da un'idea di Slow Food è nata Terra Madre, il meeting mondiale tra le Comunità del Cibo, che è giunta nell'ottobre 2010 alla sua quarta edizione. Slow Food significa dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio. Slow Food afferma la necessità dell'educazione del gusto come migliore difesa contro la cattiva qualità e le frodi e come strada maestra contro l'omologazione dei nostri pasti; opera per la salvaguardia delle cucine locali, delle produzioni tradizionali, delle specie vegetali e animali a rischio di estinzione; sostiene un nuovo modello di agricoltura, meno intensivo e più pulito. Slow Food, attraverso progetti (Presìdi), pubblicazioni (Slow Food Editore), eventi (Terra Madre) e manifestazioni (Salone del Gusto, Cheese, Slow Fish) difende la biodiversità e i diritti dei popoli alla sovranità alimentare. La rete dei 100 000 associati di Slow Food è suddivisa in sedi locali - dette Condotte in Italia e Convivium nel mondo, coordinate da Convivium leader che si occupano di organizzare corsi, degustazioni, cene, viaggi, di promuovere a livello locale le campagne lanciate dall'associazione, di attivare progetti diffusi come gli orti scolastici e di partecipare ai grandi eventi organizzati da Slow Food a livello internazionale. Sono attivi 1300 Convivium Slow Food in 130 Paesi, comprese le 300 Condotte in Italia.


     

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