The Place

Film 2017 | Drammatico +13 105 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata105 minuti
Al cinema434 sale cinematografiche
Regia diPaolo Genovese
AttoriValerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher Vittoria Puccini, Sabrina Ferilli, Silvia D'Amico, Rocco Papaleo, Giulia Lazzarini, Vinicio Marchioni.
Uscitagiovedì 9 novembre 2017
DistribuzioneMedusa
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,47 su 99 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Paolo Genovese. Un film con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2017, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 9 novembre 2017 distribuito da Medusa. Oggi tra i film al cinema in 434 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,47 su 99 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi
The Place
tra i tuoi film preferiti.




oppure

Un uomo misterioso siede al tavolo di un ristorante, dal quale accoglie un gruppo di persone in cerca di fortuna. The Place è 2° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 73.775,00 e registrato 13.762 presenze.

Consigliato nì!
2,47/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,13
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO NÌ
Una scrittura filmica che conserva il teatro come spettacolo vivo, facendo respirare la finzione e la performance.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 4 novembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 4 novembre 2017

Lui è seduto sempre allo stesso posto. Non importa a quale ora del giorno e della notte, lo troverete sempre lì, all'angolo di un ristorante, allo stesso tavolo, con un quaderno in mano. Qualche volta ci scrive delle cose, qualche altra le legge. Non sappiamo niente di lui, chi lo viene a cercare sa soltanto che è capace di esaudire desideri. Tutti i desideri: ricchezza, bellezza eterna, fede, sesso, salute, speranza. Alcune richieste sono semplici, altre più singolari ma tutte hanno un prezzo e il prezzo da pagare non è mai senza conseguenze. Angelo? Demone? Affabulatore? Psicologo? Filantropo? Qualcuno pensa che sia un mostro ma lui i mostri li nutre, dandogli soltanto quello che vogliono e chiedendo in cambio una 'buona' azione. Vogliamo tutti qualcosa. È il desiderio a farci umani, a fare di noi quello che siamo. È una sorta di verità generale, di parametro intangibile, atemporale, universale. L'assenza di desiderio, qualunque cosa sia, non esiste. Perché altrimenti verremmo al mondo?

Finché c'è desiderio, c'è la vita. Ma fino a che punto siamo disposti a spingerci per avere quello che vogliamo? Quello che vogliamo senza problemi ma mai senza conseguenze, ci rammenta l'uomo col quaderno che realizza desideri aprendolo e assegnando un compito all'occasionale avventore.

Nove personaggi che si avvicendano rapidi consumando un caffè e masticando fantasie, ambizioni, rimpianti. Hanno a disposizione una manciata di minuti, il tempo di formulare il desiderio, di definirne i contorni, precisarne il senso e la portata. Poi ricevono un compito da svolgere nel fuori campo. Il ritmo è sostenuto eppure quieto, niente accade se non il dialogo. Alcuna azione, alcuno sviluppo, alcuno atto esteriore. Tutto passa sul corpo degli attori, tutto si svolge in un interno, tutto riposa sulla suggestione. La dimostrazione del 'compito' scorre nelle conversazioni, nei confronti, nei dettagli che i personaggi riferiscono al loro unico interlocutore. E i loro dubbi, le loro esitazioni impattano lo spettatore più di un'azione in campo perché niente è più angosciante dell'immaginazione. Appassionato franco di interni (borghesi), Paolo Genovese sceglie di nuovo l'unità di luogo e di azione e adatta smaccatamente la serie straordinariamente minimalista di Christopher Kubasik (The Booth at The End). Serie che asseconda la sua naturale vocazione per un cinema teatrale.

A immagine di Perfetti sconosciuti, The Place sperimenta una scrittura filmica che conserva il teatro come spettacolo vivo, facendo respirare la finzione e la performance, lasciando conversare l'immagine teatrale, che si offre senza limiti allo sguardo, e il quadro cinematografico, che costringe il punto di vista. Convertito il salotto in ristorante, i suoi attori vivono il set come vivrebbero la scena, sono le loro performance a organizzare lo spazio, costruendo il proprio personaggio davanti alla macchina da presa.

Gravitanti intorno ai contenuti dei loro cellulari o all'orrore dei loro desideri, si fanno catalizzatori privilegiati di un accadimento, che per quanto registrato e consegnato per sempre alla dimensione del passato, si produce materialmente davanti agli occhi dello spettatore. Genovese concede loro una libertà di movimento più teatrale che cinematografica. Sono loro il marker che dà senso a uno spazio, che lo disegna e lo rende coerente proprio come accade a teatro con un gesto, un passo, un semplice movimento, sono loro ancora a svolgere da sé il ruolo che spesso è affidato a soluzioni di montaggio o a scelte registiche volte alla costruzione dello spazio filmico. Seguendo geometrie precise che li muovono dalla porta d'ingresso di una tavola calda al tavolo dell'uomo che non gli dirà mai il suo nome, in un crescendo di scontri e confronti che sfociano in una soluzione allargata, collettiva. Ma agli attori, tutti credibili a partire dal protagonista misterioso di Valerio Mastandrea che compone una performance 'minima', senza muoversi mai dal tavolo dove è costretto, con un'economia ridottissima di gesti, non corrisponde questa volta un'idea di messa in scena personale.
Genovese, sedotto come tutti dallo script originale gli soccombe senza riuscire a concepire un film che stia a sé rispetto al suo illustre referente. Non mancano i tentativi di dislocare col diner anche lo sfondo sociale, introducendo lo scarto, sottile ma efficace, che richiama l'emergenza del femminicidio in Italia, attraverso la storia del poliziotto di Marco Giallini che incrocia quella drammatica di Vittoria Puccini. Ma non basta. The Place non 'eccede' mai il suo punto di partenza, non aggiorna la sua tesi estetica ma la serve passivamente. Diversamente dal desiderio dei suoi personaggi, tutti compresi a interrogarsi sulle modalità pratiche per riuscire nell'impresa che testerà la loro umanità, l'idea e le ipotesi di Paolo Genovese non diventano un piano.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 7 novembre 2017
L''inquilina del terzo piano

A distanza di un anno dal suo ultimo film, il regista di Perfetti sconosciuti si cimenta ancora una volta in un film corale, anche se, rispetto al suo predecessore, The Place presenta un cast ancor più ampio. L'ultima pellicola di Paolo Genovese risulta stilisticamente legata al pluripremiato film di cui sopra, non solo dalle presenze nel cast di Valerio Mastandrea, Marco Giallini e Alba [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 novembre 2017
francescopolimeni

Il trailer prometteva qualcosa che nel film mancava del tutto. Il mistero e la capacità di raccontare per ellissi e associazioni (del trailer) si sono scontrati con la realtà di un film fatto di dialoghi didascalici e ripetizioni continue. Ritengo che gli attori non avrebbero potuto fare di meglio, chi sarebbe in grado di valorizzare di più battute così brevi e pedanti? [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
kimkiduk

Non penso basti un cast con dieci nomi da Multisala ed una storia accattivante per fare un buon film. Non serve ideare un personaggio forse simile a Faust per fare cinema. Come spesso succede in Italia si parte ma si arriva poco lontano. Forse perchè come ho detto i nostri "grandi attori" sono da Multisala e non da cinema inteso come arte (Muccino, Giallini e la Ferilli direi inguardabili, [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 novembre 2017
AndreaErre

Film pretenzioso ed irritante. Nella descrizione iniziale si legge: "tratto liberamente da.." ma poi scopri che tornando a casa e vedendo la serie originale "The Booth and the End" (presente e visibile attualmente su Netflix la prima stagione) il "regista" (virgolette in questo caso d'obbligo) abbia scelto di imitare passo passo la stesura originale compreso [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 novembre 2017
noa83

Sapete quante volte ho visto Perfetti sconosciuti? Quattro. E sapete quante volte ho visto The Place? Tre quarti. Perchè all'ennesimo "quindi se io faccio questa cosa orribile mio marito guarirà dall'alzheimer" sono uscita dalla sala. E sono sicura di non avervi fatto nessuno spoiler perchè tanto il film dice le stesse cose dall'inizio alla fine.

venerdì 10 novembre 2017
Agostino

Non credo che il film sia uno di quelli che ti facciano provare un brivido, un'emozione oppure siano avvincenti o fantastici al punto di farti restare con il fiato sospeso fino alla fine...al contrario è un film noioso, senza storia ma soprattutto senza una sceneggiatura o una trama che possa enfatizzare la bravura del cast di attori presenti nel portafoglio.Assolutamente sconsigliata la visione.

domenica 12 novembre 2017
Antoniop.

Film statico e poco cinematografico. Unico luogo, il bar; questo ha fatto si che mi concentrassi su Mastrandrea e sul suo personaggio. Aspettative molto alte, purtroppo niente da fare. L’uomo per tutta la durata del film è stato seduto ad un tavolino, poco empatico molto distante. Sono state “toccate e sfiorate “ tante storie, nessuna di essa raccontata.

domenica 12 novembre 2017
SaraDeCecco

"Che cosa saresti disposto a fare per ottenere quello che vuoi?". È più o meno questa la grande sfida con cui The Place ti attira in sala. Una domanda forte, che cominci a farti anche tu. E allora pensi: vediamo come la risolvono i personaggi interpretati da quel fortissimo cast; finalmente un film coraggioso, andiamo! Ecco, niente di più sbagliato: quella domanda è [...] Vai alla recensione »

martedì 14 novembre 2017
Eva K.

Si fa presto a cadere dalla cima, se non si è in grado di gestirne l'altezza. Il successo della commedia precedente di Paolo Genovese - a mio avviso fin troppo celebrata - non facilita l'approccio a questo tipo di film, che sicuramente è audace nelle intenzioni ma si rivela un fallimento cinematografico dal punto di vista della sceneggiatura in sè.

domenica 12 novembre 2017
ananas59

Una spudorata operazione commerciale. Genovese, forte del successo di Perfetti Sconosciuti, ruba il soggetto ad una serie statunitense e fa un film a costo zero di qualcosa che, forse, avrebbe retto a teatro....ma gli incassi non sarebbero stati paragonabili. Il film è insopportabilmente noioso, claustrofobico e ossessivo. Alcuni tra i migliori attori italiani sono costretti a dialoghi scadenti [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
nico

Premetto che conosco la serie da cui è tratta l'idea del film The Place, si chiama The Boot At The End. L'idea è intrigante, la serie geniale. Non sarei forse andata a vedere un rifacimento italiano al cinema, ma locandina, trailer e cast mi avevano fatto ben sperare perciò alla fine ho deciso di unirmi a un gruppo di amici che andava.

martedì 14 novembre 2017
Flyanto

 Un uomo che siede ad un bar/tavola calda viene quotidianamente avvicinato da svariati individui che gli chiedono dei desideri impossibili o quasi. Egli prontamente suggerisce loro delle "soluzioni" per far sì che questi si realizzino, comunicando loro come si devono comportare e cosa devono fare. Tutti puntualmente eseguono "gli ordini" e chi in un modo, chi in un altro, [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
Antoniop.

Film statico e poco drammatico. Dal punto di vista cinematografico, avere per tutta la durata del film la stessa scena , stesso bar , ha penalizzato lo stesso Mastrandrea. Infatti tutte le mie aspettative ad un certo punto si erano focalizzate su di lui, senza però trovare un riscontro positivo. Poco empatico e molto distante.Gli altri attori interpretano le loro storie con poca enfasi ma soprattutto [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 novembre 2017
alesimoni

Replicare il successo di "Perfetti Sconosciuti" era molto difficile e le aspettative erano altissime per il ritorno di Paolo Genovese. Purtroppo sono state ampiamente disattese. E' difficilissimo riuscire a fare un film all'interno della stanza, con lo stesso interlocutore, e tenere sempre viva l'attenzione dello spettatore. Occorrono una sceneggiatura eccezionale, un montaggio serrato, ottimi attori [...] Vai alla recensione »

domenica 19 novembre 2017
Gaetano Graziano

Grande occasione per comporre un film da ricordare. E invece rimane senza peso psicologico. Anzi i temi messi in campo non vengono trattati con quella adeguata profondità che ci si aspettava. Ed è un vero peccato perché poteva coinvolgere emozionalmente lo spettatore, considerato lo svolgimento teatrale dell'azione con la sua unità di luogo.

sabato 18 novembre 2017
mariocicala

Avete visto la serie Netflix “The Boot at the End”? Quest’ultimo film di Genovese ne è la copia italiana: stessi personaggi, con stessi desideri, stesse prove date per raggiungerli, stesso intreccio di storie, tesse scene e, la cosa più incredibile, stessi dialoghi, stesse battute, stessi movimenti dei personaggi (tipo la suora che si nasconde la collana con il crocefisso nella scollatura del maglioncino). [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 novembre 2017
enrico danelli

Non è la fotografia della realtà, ma la concentrazione della realtà. Il distillato di mille storie, vere e/o romanzate, che si accavallano nella nostra memoria. Il succo più sincero, onesto e immediato di migliaia di anni di letterarura sul tema dell'uomo di fronte al fato, alla sorte o al destino che dir si voglia.

venerdì 17 novembre 2017
Elisir_26

Mi devo discostare molto dalle critiche negative che ho letto. Film destinato a spaccare in due la critica, proprio perchè la sua semplicità, la sua assenza di colpi di scena, possono creare insofferenza nello spettatore. Ammetto di averla sentita anche io, e non è stata assolutamente una nota negativa, poichè non ha fatto abbandonare sulla poltrona del cinema, ma mi ha [...] Vai alla recensione »

domenica 19 novembre 2017
trilly10

Premetto che non condivido nessuna delle recensioni precedenti, tutte categoricamente negative. Il film si dipana tutto dentro un bar, dove un avventore con posto fisso riceve, in un via vai che dà movimento alla scena, diverse persone tutte scontente di sè e desiderose di esaudire i loro desideri. Dalla ragazza che vuole diventar più bella, al poliziotto che vorrebbe trovare il [...] Vai alla recensione »

domenica 19 novembre 2017
ROBERT EROICA

The Place” è il nome di una tavola calda situata all’angolo di una trafficata strada di una grande città. Al suo interno siede un misterioso individuo senza nome che riceve numerose persone che vorrebbero realizzare il loro desiderio: veder regredire la malattia del marito, ritrovare Dio, guarire il figlio dal cancro, riconquistare il compagno.

giovedì 16 novembre 2017
Salvelli

      L'ho visto ieri sera: la prima parte mi ha un po' deluso, molto lenta ed anche un po' ripetitiva.       Andando avanti, però, la storia  è diventata intrigante: pone delle domande - morali - su quanto ognuno di noi farebbe per ottenere ciò che desidera maggiormente.      Quando poi, sostanzialmente, i nostri [...] Vai alla recensione »

sabato 18 novembre 2017
Valter Chiappa

Era lecito attendersi che, dopo il clamoroso successo di “Perfetti sconosciuti”, Paolo Genovese percorresse strade già tracciate. Quello che non era prevedibile è che lo facesse in maniera estrema, non riproponendo sic et simpliciter una ricetta già collaudata, ma spingendo alle estreme conseguenze il modo di fare cinema sperimentato con la precedente opera.

mercoledì 15 novembre 2017
udiego

  Paolo Genovese porta sul grande schermo il riadattamento cinematografico della serie televisiva americana "The Booth at The End", dove un uomo, di cui non conosceremo mai l'identità rimarrà sempre seduto allo stesso tavolo di una tavola calda e riceverà, uno dopo l'altro, una serie di personaggi che esprimeranno a quest'uomo i loro desideri.

domenica 12 novembre 2017
SimoAlex

Ieri ero andato al cinema per vedere Borg Vs McEnroe ma per stravaganti motivi che eludono ogni analisi lo davano solo in lingua originale allora ho dirottato su The Place, film italiano, registra italiano, attori italiani, ma titolo inglese e anche qui evitiamo farraginose analisi. Come tutti sanno il regista, Paolo Genovese, è lo stesso di Perfetti sconosciuti e soprattutto di Una famiglia perfetta, [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
Michele Voss

Il giudizio sul film a parer mio può essere fortemente influenzato dall'approccio allo stesso o dai gusti personali se non ci si distacca un attimo per riflettere su ciò che si è visto.     <br>  Genovese ha fatto una scelta non semplice, coraggiosa nell'elaborare il plot.  Il film è fatto di parole, le immagini diventano quasi secondarie. [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 novembre 2017
Giampituo

Ma perché fare un secondo film dopo un successo deve trovare tanti ostacoli da parte dei critici di mestiere o occasionali. Il film è godibile. Offre allo spettatore la possibilità di pensare. Di porsi delle domande. Di abbozzare una risposta. Chi è questo che se ne sta seduto tutta la giornata fino s notte a ricevere la gente è a fare patti con loro.

lunedì 13 novembre 2017
Francesca Corallo

Un personaggio misterioso, freddo e pacato, riceve con distaccata professionalità, al tavolino di un bar senza troppe pretese, una serie variegata di personaggi ognuno con il proprio desiderio da esaudire... Ridicolo, banale o drammaticamente umano... Ed è appunto l'umanità al centro del film e fino a quanto siamo disposti a rinunciarci pur di ottenere ciò che vogliamo.

lunedì 13 novembre 2017
no_data

PRETENZIOSO e intrigante il film di Genovese Il regista ha avuto coraggio nel realizzare un film in cui le storie i personaggi non sono reali ma rappresentano un’Idea Il personaggio di  Valerio Mastandrea impersona la Coscienza la coscienza di ogni uomo che con essa si relaziona in  un dialogo privato Ogni essere umano ha i suoi desideri da realizzare ma a volte per realizzare tali [...] Vai alla recensione »

sabato 11 novembre 2017
daniela montanari

Il protagonista del film è l'animo umano -evidentemente -  incarnato per l'occasone da un pazzo sociologo impostore sensitivo scrittore aguzzino (Mastandrea) che in questa interpretazione risulta, a tratti, addirittura eccellente. Nessuno lo chiama per nome ed ognuna delle persone che gli si siede di fronte ha bisogno di realizzare un desiderio.

domenica 12 novembre 2017
Maria F.

 E’ un testo che con magistrale raffinatezza ci mostra di cosa potremmo essere capaci e di come non conosciamo noi stessi. L’uomo che si può incontrare a tutte le ore del giorno e della notte al bar The place, simboleggia la nostra coscienza .  Tutti noi, nessuno escluso, in continuazione la interroghiamo, per avere consenso e per ottenere ad ogni costo quello che [...] Vai alla recensione »

sabato 11 novembre 2017
mauro2067

A Genovese basta un tavolo in un normale ambiente e un qualsiasi oggetto della nostra vita quotidiana per parlare dell'uomo e delle sue profonde contraddizioni emotive. In "Perfetti sconosciuti" il tavolo era situato in una sala da pranzo di una normale casa, circondato da coppie di amici a cena, e l'oggetto un cellulare. In The place il tavolo è in un bar, luogo di vita [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
jackmalone

Il problema dell'uomo contemporaneo è il velleitarismo?Sembra proprio di sì.Tutti noi avremmo gli strumenti giusti per affrontare e risolvere qualunque problema della nostra vita, da quelli che sembrano più futili a quelli tragici, dolorosi, devastanti, ma invece di cercare la soluzione in noi stessi, ci affidiamo ai guru, ai sensitivi, agli psicoanalisti , alle droghe, alle [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 novembre 2017
PINTAZ

... fino in fondo! Eccolo il tanto nuovo atteso film di Paolo Genovese. Uno straordinario Valerio Mastrandrea è l'enigmatico protagonista di tutta la vicenda narrativa. Seduto allo stesso tavolo giorno e notte ha la cadenza ritmata di un vecchio pendolo svolgendo il proprio compito nei confronti dei visitatori. Chi è quell'uomo con l'ingombrante agenda piena zeppa di appunti? [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 novembre 2017
Nino Pellino

Dopo la convincente prova di "Perfetti sconosciuti", il regista Paolo Genovese si cimenta in una pellicola dal fascino particolare e, a suo modo, originale. La storia è interamente ambientata all'interno di un Bar chiamato, appunto, "The place" dove un uomo misterioso seduto in maniera costante, notte e giorno, ad un tavolo, è riuscito a conquistare la stima e [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 novembre 2017
Maurizio.Meres

Un uomo è seduto in un bar,ci passa l'intera giornata,mangia e beve in continuazione,non si conosce il suo nome,nessuno sa chi sia,nove persone chiedono il suo aiuto per esaudire i propri desideri,attraverso l'esternazione disperata delle proprie angosce,lui a sua volta chiede ad ognuno di loro di compiere un atto assurdo,disumano,non può essere un angelo,non chiederebbe mai di [...] Vai alla recensione »

sabato 11 novembre 2017
sandra siriannni

L'unica trovata è che il locale assomiglia a quello di nighthawkes, il quadro più citato dalla cinematografia mondiale. E ho detto tutto, direi.Vorrei però fare due domande al regista, visto che ho speso i 5 euro. Come fai, spiegami come fai, a fare un film onestamente pallosissimo basato solo su un'idea, se l'idea in questione l'hai fregata a una serie americana?Perché devi prendere sta caterva di [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 novembre 2017
genoa1952

il film e' originale, ben recitato, un'atmosfera di mistero, quindi sarebbe da 4 stelle per me, peccato che e' una copia smaccata della serie tv che viene brevemente indicata nei titoli, stessi personaggi, tranne uno, stesse situazioni e , soprattutto, stessi dialoghi con stesse parole, in larga parte. Solo il finale e' diverso, e forse, piu' intrigante dell'originale.

sabato 11 novembre 2017
Pawel

Prendi una serie, scrivila male, lascia che prosegua per ore. Ho pensato, parafrasando Teorema, una canzone di qualche tempo fa. Hanno preso questa serie americana, The Boot At The End, l'hanno più o meno tradotta in italiano e ne hanno fatto rapidamente un film per il cinema. Non parlerò di plagio nè di remake, perchè non so bene quale sia la differenza legale tra i [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
eli

Due ore di noia per vedere un film in parte scontato, in parte noioso e privo di capacità di coinvolgere. Il finale forzatamente buonista lo rende anche inutile.

lunedì 13 novembre 2017
blualessandro

Sono uscito fortemente insoddisfatto dalla sala. QUesto film non convince per nulla, manca di ritmo, costringe Mastrandrea ad uno sforzo disumano ma, soprattutto, ha una sceneggiatura che fa acqua. L'idea forse sarebbe potuta essere intrigante ma, nei fatti, il film in verità risulta palloso. Alcuni personaggi (Muccino ad esempio) recitano "stonati", la credibilità del [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 novembre 2017
eli

Noioso e scontato. Ripetitivo e scontato. Peggio di così....

domenica 12 novembre 2017
Piero

Non si può girare un film in un angolo di bar.......che noia, chi vuole farsi un pisolino si accomodi in poltrona

domenica 12 novembre 2017
algernon

film orribile, privo di senso, stupido, noioso. bravi attori sprecati. con Paolo Genovese ho chiuso

giovedì 16 novembre 2017
noa83

Non mi ero accorta che questo film avesse uno sceneggiatore in comune con In Fondo al bosco, che avevo recensito pure negativamente. Vado abbastanza al cinema ma scrivo qui solo quando un film mi è sembrato particolarmente scadente, forse per la rabbia e la delusione. E per evitare ad altri la stessa esperienza. Mi spiace che in entrambi ci fosse la stessa sceneggiatrice, ovviamente la critica [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
Flaw54

Film ancora una volta di chiara  struttura teatrale sul modello di Perfetti sconosciuti. sSi dimostra però più monotono del primo e sicuramente troppo ripetitrivo, nonostante porti con sé un certo fascino. Se Perfetti sconosciuti era brillante e in fondo realistico questo appare monotono e chiaramente metaforico. Cosa sono disposti a fare gli uomini per raggiungere i loro [...] Vai alla recensione »

domenica 12 novembre 2017
fiorella b.

senza trama , senza sceneggiatura ,noiosissimo si salvano solo gli attori che all'interno di un film così  non sono per niente valorizzati. Assolutamente deludente ,

martedì 14 novembre 2017
giorgio47

Cosa dire? Un film brutto, noioso e con dialoghi che sono una sfilza di luoghi comuni che vogliono passare per  profonde riflessioni filosofiche. Insomma una noia mortale senza speranza di riscatto. Unico aspetto positivo sono gli attori che interpretano asl meglio i loro ruolo, persino Alba Rohrwacher che normalmente mi indispettisce, qui nella parte a lei congeniale della suora, è perfetta. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 novembre 2017
Gloria

Durante la proiezione ho pensato più volte di andare via, già dopo 10/15 minuti si era capito l'intero film. Sarà che non sono riuscita a vedere oltre, sarà che avevo delle grandi aspettative, ma di certo non è un bel film

mercoledì 15 novembre 2017
Luca

Mi sono alzato nell'intervallo per educazione ma sarei potuto uscire prima. Impossibile il confronto con "Perfetti sconosciuti", era giusto aspettarsi di meglio

lunedì 20 novembre 2017
Melagrana

Non sono d'accordo con l'ultima parte della recensione. Mi è piaciuto moltissimo il mood del film, la scelta di far vedere tutto attraverso "i dettagli", riportati dalle ottime performance dei vari attori sui quali svetta - a mio parere - un incantevole maturo Mastandrea. Ed ho trovato le diverse "storie" per lo più credibilissime e ben scritte: un poco più deboli, forse, le dinamiche dell'anziana [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
lunedì 20 novembre 2017
Pino Farinotti

Il Kammerspiel è una forma di teatro ideata dal tedesco Max Reinhardt, grande inventore, all'inizio del secolo scorso. Trattasi di un solo ambiente, chiuso, in cui agiscono pochi personaggi. The Place presenta una variazione, non decisiva: i personaggi entrano ed escono dall'ambiente. Ci sono "kammerspiel" recenti, di qualità, come Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione), dello stesso Genovese, e soprattutto Carnage, rigoroso in assoluto nel concetto "teatro da camera", di Polanski. Se ti giochi tutto sulla parola, il testo deve essere all'altezza. E dico subito che nel film di Genovese lo è. Non si può non citare la derivazione, che è la serie televisiva americana The Booth at the End: lo schema è esattamente quello. Altra premessa: The Place non è un film "italiano", la vicenda potrebbe vivere in tutte le città. Ottimo.

Un tale senza nome è seduto a un tavolo di un ristorante modesto, e riceve delle persone. È in grado di realizzare i loro desideri, ma c'è un prezzo da pagare.

Una suora ha perso la fede, ebbene per ritrovarla dovrà avere un bambino; un cieco, per riavere la vista dovrà violentare una donna; un padre, per far guarire suo figlio malato dovrà uccidere una bambina. E così via. Sono nove le vicende che finiranno per intrecciarsi. Ma chi è il "tale", che apre e chiude continuamente un'agenda dove legge e scrive? È il diavolo, un mistico inquietante, un imbroglione con carisma? O è dio? Non intendo entrare nelle letture filosofiche, mistiche o simboliche. O letterarie (a partire dal Faust), non c'è spazio. Starò ad alcune sintesi. Una mi sembra decisiva: quando il soggetto decide di non stare al gioco del "tale", gli si oppone scombinando il suo disegno e la sua (onni)potenza può essere un segnale a sua volta potente: gli umani sono migliori di dio. Un'idea come un'altra. Altra considerazione: fra i modelli non ci sono l'omosessuale e lo straniero di colore: scelta ardita in questa epoca, gli autori devono aver lungamente dibattuto.

FOCUS
domenica 19 novembre 2017
Paola Casella

Negli ultimi anni una squadra di attori si sta facendo avanti in formazione compatta, interpretando film dalla struttura corale ben orchestrata. No, non stiamo parlando della manciata di interpreti, spesso provenienti dalla televisione o dal cabaret (o peggio, dal cabaret televisivo), che popola da anni le commedie dei "telefonini bianchi". Parliamo di quel gruppo legato da affinità artistiche e da un'amicizia decennale che ha trovato la sua vetrina principale negli ultimi film di Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione) e The Place.

Valerio Mastandrea, Marco Giallini e Alba Rohrwacher appaiono in entrambi i film, ma anche il resto del cast - Edoardo Leo, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston e Kasia Smutniak per Perfetti sconosciuti; Sabrina Ferilli, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Rocco Papaleo, Vinicio Marchioni e Silvia D'Amico per The Place - lavora in sinergia dentro e fuori dal set.

Ricordate la banda Salvatores negli anni Ottanta e Novanta? Ecco, oggi intorno ad alcuni autori - Genovese, ma anche Massimiliano Bruno, Sydney Sibilia o lo stesso Edoardo Leo regista - si è creata una squadra che non solo si interfaccia a livello di recitazione, ma contribuisce al progetto in fase di sceneggiatura, talvolta partecipando anche alla produzione, e formando una sorta di factory creativa di quelle che erano a lungo mancate al cinema italiano.

INCONTRI
mercoledì 8 novembre 2017
Alessandra Vitali

Lui è seduto sempre allo stesso posto. Non importa a quale ora del giorno e della notte, lo troverete sempre lì, all'angolo di un ristorante, allo stesso tavolo, con un quaderno in mano. Qualche volta ci scrive delle cose, qualche altra le legge. Non sappiamo niente di lui, chi lo viene a cercare sa soltanto che è capace di esaudire desideri. Qualcuno pensa che sia un mostro ma lui i mostri li nutre, dandogli soltanto quello che vogliono e chiedendo in cambio una 'buona' azione. Vogliamo tutti qualcosa. È il desiderio a farci umani, a fare di noi quello che siamo. È una sorta di verità generale, di parametro intangibile, atemporale, universale. L'assenza di desiderio, qualunque cosa sia, non esiste. Perché altrimenti verremmo al mondo?

«Ognuno di noi quando ha bisogno di fare una scelta profonda ha qualcosa come riferimento [...] ognuno si confronta con qualcuno, con qualcosa, e Valerio [Mastandrea, ndr] rappresenta quei diversi qualcuno o qualcosa a cui ognuno di noi fa riferimento quando cerca un tema morale profondo».

A poche ore dall'uscita del film, al cinema da domani, Alessandra Vitali intervista il regista Paolo Genovese e Valerio Mastandrea, che in The Place ha il ruolo misterioso del deus ex machina, il motore (immobile) di una storia che coinvolge 10 personaggi interpretati da altrettante star del cinema italiano: Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Sabrina Ferilli, Silvia D'Amico, Rocco Papaleo, Giulia Lazzarini e Vinicio Marchioni.

Frasi
Sei in mostro.
Diciamo che dò da mangiare ai mostri.
Dialogo tra L'uomo (Valerio Mastandrea) - Ettore (Marco Giallini)
dal film The Place - a cura di MYmovies.it
Ettore: "Perche' chiedi cose cosi' orrende?"
L'uomo: "Perche' c'e' chi e' disposto a farle!"
Dialogo tra Ettore (Marco Giallini) - L'uomo (Valerio Mastandrea)
dal film The Place - a cura di V. Martin
Ma lei crede in Dio?
Diciamo che credo nei dettagli!
Dialogo tra L'uomo (Valerio Mastandrea) - Suor Chiara (Alba Rohrwacher)
dal film The Place - a cura di Hildegard
- "Lei non ha pietà'!"
- "Spesso neanche voi.."
Dialogo tra Fulvio (Alessandro Borghi) - L'uomo (Valerio Mastandrea)
dal film The Place - a cura di Santa
Mi hanno detto che lei aiuta la gente ad ottenere quello che vuole.
Diciamo che offro delle possibilità.
Dialogo tra Ettore (Marco Giallini) - L'uomo (Valerio Mastandrea)
dal film The Place - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 9 novembre 2017
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Ancora una volta perfetti sconosciuti. Unità di spazio e un gruppo di attori - alcuni in stato di grazia (Borghi, Mastandrea, Giallini) - che affrontano i loro demoni. Un uomo stanco - attento ai dettagli - offre soluzioni per tutte le tasche e a poco prezzo, se si accetta di stare al gioco. Quanto vale la tua anima? Il regista se la gioca a tutto campo: piuttosto che andare sul sicuro, tenta la carta [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 novembre 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Cosa saresti disposto a fare per realizzare i tuoi sogni? Per ottenere ciò che desideri? Su questa domanda provocatoria si costruisce il nuovo film di Paolo Genovese, a dir poco atteso visto il successo del suo precedente «Perfetti sconosciuti», autentico capolavoro della commedia all'italiana. Un'idea non originale visto che la pellicola prende più che uno spunto dalla serie televisiva Booth at the [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 novembre 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Lo spazio è quello di una caffetteria, dove al cospetto di un onnipresente Mastandrea si avvicendano nove personaggi. Siedono al suo tavolo, si confidano, chiedono ansiosi se il loro desiderio sarà esaudito in cambio del compito loro assegnato. Cosa siamo disposti a fare per ottenere ciò che vogliamo? L'anziana Lazzarini a far scoppiare una bomba, la suora Rohrwacher a rimanere gravida e così via, [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 novembre 2017
Valerio Caprara
Il Mattino

In casi consimili c'è sempre il rischio che il lettore voglia andare per le spicce: ti è piaciuto sì o no? Per rispetto a questa tutt' altro che spregevole esigenza ecco il parere per coloro che hanno fretta: «The Place» è un film da vedere perché costringe a sconfinare dai percorsi più usurati del cinema italiano congegnando una storia e una chiave narrativa avvincenti sia pure non del tutto riuscite. [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
martedì 14 novembre 2017
Andrea Chirichelli

Lunedì nerissimo al box office, molto probabilmente anche a causa del fatto che ieri sera c'era la partita Italia - Svezia. The Place vince la giornata con appena 61mila euro, davanti a Auguri per la tua morte e Thor: Ragnarok cui bastano 40mila euro [...]

BOX OFFICE
sabato 11 novembre 2017
Andrea Chirichelli

Leggera crescita, ma per ora non sufficiente a provare molto ottimismo sull'incasso finale del film, per The Place, che vince senza problemi la giornata di ieri con 213mila euro. Oggi e domani ci diranno esattamente dove può arrivare il film di Genovese. [...]

BOX OFFICE
venerdì 10 novembre 2017
Andrea Chirichelli

Cambio al vertice della classifica italiana: al primo posto, come auspicato da molti, finisce The Place, che porta a casa 133mila euro. Inutile, per ora, fare paragoni con Perfetti sconosciuti (guarda la video recensione); questo primo weekend ci dirà [...]

POSTER
mercoledì 11 ottobre 2017
 

Cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi? Un misterioso uomo siede sempre allo stesso tavolo di un ristorante, pronto a esaudire i più grandi desideri di otto visitatori, in cambio di compiti da svolgere.

Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | NETFLIX | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2017 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati