Pino Daniele - Il tempo resterà

Film 2017 | Documentario +13 108 min.

Regia di Giorgio Verdelli. Un film Da vedere 2017 con Pino Daniele, Clementino, Stefano Bollani, Rino Zurzolo, Enzo De Caro. Cast completo Genere Documentario - Italia, 2017, durata 108 minuti. Uscita cinema lunedì 20 marzo 2017 distribuito da Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,25 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un viaggio attraverso la musica, i concerti e la vita del grande artista partenopeo con una straordinaria serie di immagini, testimonianze e performance musicali.

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
L'omaggio a un orgoglio tutto italiano, un racconto a tante voci sulla ricca eredità spirituale lasciata dal musicista.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
venerdì 20 gennaio 2017
Recensione di Raffaella Giancristofaro
venerdì 20 gennaio 2017

Un orgoglio tutto italiano. Anzi, napoletano. Ha un tocco, un approccio affettuoso e riconoscente (ma tutt'altro che fanatico), questo primo tributo al bluesman partenopeo che arriva in sala a poco più di due anni dalla sua morte. La regia è di Giorgio Verdelli, autore televisivo con una lunga esperienza di programmi musicali (tra cui anche Unici per Rai); è subito evidente la sua volontà di aprire a una pluralità di voci e immagini, per rappresentare la portata socioculturale e non solo emozionale che la musica di Daniele ha trasmesso e continua a trasmettere al suo vasto pubblico.

Il regista, com'è giusto, parte da Napoli, dalle sue strade e dai suoi tetti, dalla sua luce e dai suoi umori, dalle vele di Scampia alla galleria Umberto I, per raccogliere la sfida di dire qualcosa di nuovo sulla città senza cadere nella retorica celebrativa.

L'obiettivo è raggiunto grazie alla scelta di dare valore a molti testimoni vicini al cantautore. Ognuno di loro partecipa, con la propria tessera di verità calda, alla composizione di un mosaico particolareggiato. Tenendo insieme passato, presente e futuro (perché «noi andiamo via e il tempo resterà», riprendendo le parole di Daniele che danno il titolo al film), Verdelli interpella non solo i compagni di viaggio del "supergruppo" napoletano dell'album "Vai mo'" (1981) - Rino Zurzolo (basso), Tullio De Piscopo e Tony Esposito (percussioni), Joe Amoroso (piano), James Senese (sax), fatti artatamente salire a bordo dell'autobus guidato dall'attore Enzo Decaro, in un silente amarcord - ma anche le nuove generazioni che si sono nutrite della creatività di Daniele e che l'hanno fatta propria, come Clementino, Daniele Sanzone di A67, Maldestro... Oltre ovviamente ad un gruppo ristretto di amici (Beppe Lanzetta, Enzo Gragnaniello, Fausta Vetere e Corrado Sfogli della Nuova Compagnia di Canto Popolare) ed esperti (Renzo Arbore, Sandro Ruotolo, Maurizio Di Giovanni) che ricordano come a Napoli si può distinguere tra un "prima" e un "dopo" il nuovo sguardo del mondo (e dei napoletani stessi) sulla città portato dalla musica di Daniele.

Il film ha poi il pregio di attenersi alle "linee guida" della politica di Daniele (tratte da interviste registrate tra il '78 e il 2014), musicista tout court: talento compositivo, saggezza e faccia tosta di chi conosce e ama la strada, zero glamour e tanta curiosità per la sperimentazione (riassunte nella presentazione/prologo per voce di Jovanotti: «umanità, umiltà, semplicità»). Caratteristiche professionali e umane che gli sono valse la stima e l'ammirazione di alcuni dei migliori musicisti del pianeta: da Wayne Shorter ad Al Di Meola, da Eric Clapton a Pat Metheny, da Gato Barbieri a Chick Corea.

Non ci sono sbavature da fan club (a parte un aneddoto che coinvolge una chitarra all'asta e la voce narrante, Claudio Amendola) ma pareri pertinenti di colleghi: Vasco Rossi ammette di averne invidiato la scrittura di alcune hit, Massimo Ranieri gli riconosce la capacità di aver portato la canzone napoletana fuori dal suo ambito, Ezio Bosso e Stefano Bollani ne sottolineano con parole diverse la stessa virtù: «l'approccio polifonico», la capacità di scrivere pensando alla felicità di tutti gli strumentisti. Come accade spesso all'opera dei grandi, una semplicità che dissimula molto bene lo studio costante e la complessità.

Il film delinea come nella musica di Pino Daniele abbiano convissuto, a fasi alterne, la scoperta e l'armonizzazione di generi lontani come il funk blues e la canzone melodica (in un momento in cui si era molto meno aperti di oggi ad accogliere tale fusione), il recupero e l'innovazione della tradizione napoletana, la rivoluzione del dialetto, elevato a codice sovranazionale, cifra identitaria (e insieme anche ostacolo, per il pubblico non meridionale).

Ne risulta il profilo di un uomo roccioso, dall'ironia sorniona ma graffiante (come dimenticare "questa lega è una vergogna / noi crediamo alla cicogna / e corriamo da mammà di O scarrafone?"), con una voce delicata in corpo da gigante e la chitarra con tracolla stretta per tenerla più vicino possibile al cuore. Una voce che sapeva farsi strumento e che ha saputo unire Napoli all'America tramite il blues, e all'Africa tramite la contaminazione, anche elettrica, di "Medina" (2001), dove tra arabo, inglese e italiano, "sotto lo stesso cielo" stavano, tra gli altri, i 99 Posse come Kalif Seita.

Se il repertorio, seppure ricco e montato abilmente in un rincorrersi fluido tra passato e presente, a tratti tende a ripetersi, a compensazione arrivano alcune rarità da brivido: l'home movie di Daniele seduto sul divano ad abbozzare per Massimo Troisi "Quando "(che diventerà il pezzo portante di Pensavo fosse amore invece era un calesse, 1991); la folla straripante del concerto di Piazza Plebiscito del 19 settembre 1981; le voci della città che intonano "Napul' è" al funerale del musicista. Oltre alle voci pertinenti, un massiccio archivio e tante canzoni. A buon diritto, perché, come rispose a Enzo Biagi: «la canzone è la possibilità di dire quello che si pensa meglio che con le parole». Un omaggio al sentimento, che altro non è che una forma di intelligenza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 18 settembre 2017
etabeta

Se cè un artista in Italia sul quale poter sviluppare con efficacia, bellezza  e grande emotività un ottimo film documentario, quello è proprio Pino Daniele. Il regista si sarebbe dovuto concentrare su due cose: sulla musica, le potenti emozioni che questa dà a chiunque l'ascolti, e  sul pensiero dell'artista attraverso le sue parole.

giovedì 23 marzo 2017
MAURIDAL

  O'tiemp ' restarrà, sicuramente  avrebbe detto al futuro un artista della musica come Pino Daniele che invece andando via troppo presto, ci lascia per sempre tutta la sua musica, tutta la sua arte di musicista e cantante come i più grandi della musica di tutti i tempi e di tutte le parti del mondo. La cultura e la vita di Napoli , rivivono nella musica di Pino,  come [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 marzo 2017
enzo70

  Tutto il mondo di Pino in un lungo, intenso ed emozionante omaggio all’artista napoletano e alla sua musa, Napoli. La storia di un ragazzone che chiedeva sotto al palco di Napoli Centrale se poteva suonare e che passando per un concerto epico a Piazza Plebiscito è arrivato da Via Santa Teresa a suonare con i più grandi chitarristi del mondo.

giovedì 20 aprile 2017
patpat

Difficìle non cadere nel malinconico o nel referenziale ma in questo film Pino viene raccontato attraverso la sua musica, la sua Napoli, i suoi amici, senza retorica, senza sbavature. Un bel lavoro fatto, si vede, con amore e passione, ma soprattutto rispetto. Appassionata la partecipazione di Amendola come voce narrante. Forse qualche intervista di troppo, ma nel complesso un omaggio ben confezionat [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 marzo 2017
laura

Struggente. L'orgoglio di aver avuto un musicista così...e il rimpianto di averlo perso presto. La certezza che la sua musica (e i suoi testi) hanno tracciato la vita di molti di noi. In sala, alla fine della proiezione, è partito spontaneo un applauso.

NEWS
BOX OFFICE
giovedì 23 marzo 2017
Andrea Chirichelli

La bella e la bestia resta comodamente in testa al box office italiano, con più di mezzo milione di euro portato a casa ieri: il traguardo dei 10 milioni sarà ampiamente superato entro la fine del weekend (stima: 14-15 milioni entro domenica sera).

BOX OFFICE
mercoledì 22 marzo 2017
Andrea Chirichelli

Altra giornatona per La Bella e la Bestia, che porta a casa ben 746mila euro ed è oramai certa di superare i 10 milioni di euro prima dell'inizio del prossimo weekend. Assolutamente strepitosa però, e per certi versi quasi più significativa, è l'exploit [...]

BOX OFFICE
martedì 21 marzo 2017
Andrea Chirichelli

Lunedì corposo per La Bella e la Bestia, che performa come un film medio nel weekend e si porta a casa ben 667mila euro con oltre 100mila spettatori. Incredibile performance di Pino Daniele - Il tempo resterà, che ottiene ben 153mila euro e occupa la [...]

TRAILER
martedì 21 febbraio 2017
 

Pino Daniele - Il Tempo Resterà è il titolo del documentario che, a due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, arriva nei cinema italiani solo il 20, 21 e 22 marzo con un'anteprima al Teatro San Carlo di Napoli il 19 marzo, giorno del suo compleanno [...]

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