Neve nera

Film 2017 | Drammatico V.M. 14 90 min.

Titolo originaleNieve Negra
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneArgentina, Spagna
Durata90 minuti
Regia diMartin Hodara
AttoriLaia Costa, Ricardo Darín, Dolores Fonzi, Andrés Herrera, Mikel Iglesias Javier Kussrow, Iván Luengo, Federico Luppi, Biel Montoro, Liah O'Prey.
Uscitagiovedì 24 agosto 2017
DistribuzioneMovies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Martin Hodara. Un film con Laia Costa, Ricardo Darín, Dolores Fonzi, Andrés Herrera, Mikel Iglesias. Cast completo Titolo originale: Nieve Negra. Genere Drammatico - Argentina, Spagna, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 24 agosto 2017 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Salvador è accusato di aver ucciso il fratello. Da quel momento vive isolato in Patagonia dove dovrà fare i conti con la solitudine e una nuova disputa con l'altro fratello.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un thriller contorto e perturbante, che perde la sua forza per voler essere troppo esplicativo.
Recensione di Olivia Fanfani
venerdì 11 agosto 2017
Recensione di Olivia Fanfani
venerdì 11 agosto 2017

Dopo l'improvvisa morte del padre, Marcos torna nel remoto paesino della Patagonia dove vivono la sorella Sabrina e il fratello Salvador, granitico e taciturno. Accusato di aver ucciso il fratellino quando erano ancora ragazzi, Salvador non vuole assolutamente saperne di vendere il terreno ereditato dai tre a una grossa impresa petrolifera, nonostante l'ingente somma di denaro offerta. Sabrina è ricoverata ormai da anni in un istituto psichiatrico, e a niente servono le pressioni di Marcos e la moglie Laura: il terreno di caccia di famiglia non è in vendita. La rivalità da tempo sopita si riaccenderà con forza. Marcos e Laura dovranno fare i conti con l'isolamento, il clima impervio e il ricordo del piccolo Juan, sepolto poco lontano ma mai veramente scomparso.

Con flashback e rivelazioni tecnicamente impeccabili, Hodara confeziona un thriller contorto e perturbante che tenta di far luce sul passato torbido dei protagonisti, sottolineando l'ambiguità della struttura psichica dell'uomo al fronte di una tragica "fatalità".

I silenzi e gli sguardi svelano il fardello di una famiglia sgretolata. Vittime e carnefici si confondono in una costruzione dei personaggi tesa a sottolineare quanto nessuno sia immune agli istinti più oscuri. La dicotomia tra bene e male si materializza negli schizzi di una mente che confonde il passato col presente: Laura ne percepisce il respiro affannato dietro la canna di un fucile, Marcos nello scricchiolio del legno reiterato come una frusta che si abbatte sulla carne viva. Lo scoppio freddo di una Luger, le rocce e la terra macchiano il manto bianco di neve e fanno da eco metaforica - a tratti forzata - di una storia scabrosa.
La natura brutale come l'umanità che la popola, si contrappone agli interni angusti e claustrofobici senza nascondere la matrice autoriale dietro l'espressionismo dei campi lunghissimi, o i richiami al più celebre dei Kubrick dell'hotel Overlook.
Al racconto tormentato della presa di coscienza di Sabrina e Salvador, si contrappone Marcus, uomo probo e onesto, che rifugge il processo di espiazione del delitto, e anzi, reitera la dinamica omertosa fino a proiettarla nel futuro, al fianco della giovane moglie e del bambino che porta in grembo. Laddove la psicologia del Raskol'nikov russo non veniva mai piegata al volere della trama e a quello del "castigo", qui numerose sono le occasioni in cui la coppia sembra agire in funzione di una risoluzione che si fa man mano sempre più evidente, senza che la voce di ognuno sia marcata da uno sviluppo crescente. Laura, l'unica estranea, sarà la chiave di volta per la sola vera e potente visione del mondo che si distacca dal tarlo famigliare della colpa, delle colpe.  Con un finale eccessivamente esplicativo, la forza rivelatrice si perde dietro l'accavallarsi orrorifico di piani temporali e in uno sguardo fin troppo diretto a riconferma di un sospetto che sarebbe probabilmente dovuto rimanere tale.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 29 agosto 2017
Flyanto

 A seguito della morte del padre un uomo ritorna in Argentina con la propria moglie per ricevere la propria parte di eredità consistente nel terzo di un appezzamento di terreno in Patagonia e per cercare, di conseguenza, di convincere i propri congiunti a vendere l'intera proprietà paterna ad una grossa compagnia straniera. E' in questa occasione che egli rivede la sorella, [...] Vai alla recensione »

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