Mademoiselle

Film 2016 | Drammatico 144 min.

Titolo originaleAh-ga-ssi
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneCorea del sud
Durata144 minuti
Regia diChan-wook Park
AttoriHa Jung-woo, Kim Min-hee, Jo Jin-woong, Kim Tae-ri .
DistribuzioneMicrocinema
MYmonetro Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Chan-wook Park. Un film con Ha Jung-woo, Kim Min-hee, Jo Jin-woong, Kim Tae-ri. Titolo originale: Ah-ga-ssi. Genere Drammatico - Corea del sud, 2016, durata 144 minuti. distribuito da Microcinema. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Il piano 'criminale' di una cameriera che lavora ai servizi di una giovane reclusa in un enorme palazzo. Al Box Office Usa Mademoiselle ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 908 mila dollari e 91,6 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un thriller che pare al più uno spot, estetizzante e in chiave softcore, dei temi cardine che rivelarono al mondo il talento di Park Chan-wook.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 16 maggio 2016
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 16 maggio 2016

Corea, 1930. Sotto la dominazione giapponese della Corea, Sookee viene coinvolta nel complotto ordito dal (falso) conte Fujiwara, che mira al patrimonio di una ricca ereditiera nippo-coreana, Hideko. Sookee diviene la domestica privata di Hideko, ma ben presto tra le due donne nasce un'attrazione, che rischia di compromettere il piano di Fujiwara.

The Handmaiden si muove come spinto da forze centrifughe e quasi di senso opposto.

L'adattamento di un romanzo ambientato nell'Inghilterra vittoriana, Ladra (Fingersmith) di Sarah Waters, già oggetto di una trasposizione televisiva della BBC, a un contesto molto specifico come quello della Corea occupata dai giapponesi funziona solo in parte: lo sforzo di approfondimento di Park Chan-wook del complesso di inferiorità sudcoreano si arena sulla caratterizzazione macchiettistica di Cho Jin-woong nei panni di Kouzuki, personaggio centrale del plot che non va oltre il ritratto di un vecchio pervertito, con l'aggravante di un make-up evidentemente posticcio.

Park, preda di un'involuzione nel suo linguaggio che risale a tutto quanto girato dopo la trilogia della vendetta, sembra cercare di accontentare sia il target locale - schiavo di un'estetica patinata da "grande racconto" (qui articolato in tre atti e una manciata di finali e controfinali) - sia quello occidentale, con forti dosi di erotismo vicino a quanto propugnato da molte serie tv. Senza dimenticare che tabù come quello dell'amore saffico, illustrato in maniera esplicita, possono anche portare a facili Palme d'oro, come avvenuto di recente. L'ellisse, invece, figura retorica quanto mai sottovalutata, per il regista sudcoreano rimane un'illustre sconosciuta. Park è schiavo della necessità di spiegare tutto, fin nei minimi termini: sia esso un colpo di scena, sia esso il movente di un'azione aberrante. Al caso (e alla immaginazione dello spettatore), purtroppo, non rimane niente.

E l'impressione è che in una messa in scena opulenta e ricca di dettagli, sia solo il particolare esteriore a colpire e a catturare l'attenzione del cineasta: il rischio di un cinema-tappezzeria, vuoto involucro estetizzante, è molto più di un pericolo concreto. Park non interroga lo spettatore, né pare interessato a farlo, su nessuna delle questioni che implicitamente sfiora: né sulla guerra dei sessi costantemente in corso in una società post-confuciana, né sul simbolismo sessuale alla base dell'autoritarismo nipponico.

Le contorsioni sessuali, le piovre tentacolari e allusive o l'immancabile sequenza di tortura sanguinolenta restano tutt'al più specchietti richiama-allodole o firme autografe di un regista che ha un disperato bisogno di ribadire e certificare la propria identità smarrita anni prima. Della profonda indagine di Park sugli angoli più oscuri dell'animo umano resta solo un effimero spot.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 gennaio 2017
jacopo b98

 Nella Corea degli anni ’30, occupata dai giapponesi, la giovane Sook-hee (Tae-ri Kim) si accorda con un giovane truffatore di origini contadine (Ha) per raggirare una ricca ereditiera giapponese, lady Hideko (Min-hee Kim). Lui si fingerà un conte nel tentativo di sposarla, lei si farà assumere come cameriera e cercherà di convincere la nobildonna a cedere alle avances [...] Vai alla recensione »

martedì 31 gennaio 2017
andrej

 Questo film e’ un thriller psicologico-erotico di altissimo livello e, a mio parere, un autentico capolavoro: visivamente elegantissimo e meravigliosamente interpretato, diretto e montato, trova ulteriori punti di forza in un'ottima sceneggiatura e nella perfetta sinergia tra una magnifica fotografia e una colonna sonora di grande effetto.

sabato 17 dicembre 2016
maurizio d

Avete mai letto l'Ulysse di Joice? Le vicende vengono continuamente destrutturate e rimontate; gli assunti precedenti vengono di continuo smentiti e messi in discussione. Cinema cubista? cinema della destrutturazione ? La storia narrata si scompone e si ricompone sotto i vostri occhi fino alla nausea (alcuni spettatori vanno via prima della fine) Film dadaista? il regista provoca il pubblico [...] Vai alla recensione »

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