The Great Wall

Film 2016 | Storico +13 104 min.

Titolo originaleThe Great Wall
Anno2016
GenereStorico
ProduzioneUSA
Durata104 minuti
Regia diZhang Yimou
AttoriMatt Damon, Tian Jing, Pedro Pascal, Willem Dafoe, Eddie Peng, Lu Han Kenny Lin, Karry Wang, Kai Zheng, Cheney Chen, Andy Lau, Xuan Huang, Liu Qiong, Yu Xintian, Wang Junkai, Chen Xuedong, Hanyu Zhang, Gengxin Lin.
Uscitagiovedì 23 febbraio 2017
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,74 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Zhang Yimou. Un film con Matt Damon, Tian Jing, Pedro Pascal, Willem Dafoe, Eddie Peng, Lu Han. Cast completo Titolo originale: The Great Wall. Genere Storico - USA, 2016, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 23 febbraio 2017 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,74 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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The Great Wall
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Zhang Yimou dirige il più grande film della storia del cinema cinese (si tratta della prima produzione in lingua inglese del regista), girato interamente in Cina. In Italia al Box Office The Great Wall ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 2,9 milioni di euro e 1,3 milioni di euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,74/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO SÌ
Il primo blockbuster sino-americano si lascia ammirare per l'uso del 3D e delle coreografie ma manca di uno script slegato dai soliti rigidi schemi.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 22 febbraio 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 22 febbraio 2017

William e Tovar sono due mercenari europei, in Cina con una missione: recuperare un po' della fantomatica "polvere nera", antenata della polvere da sparo, e portarla in Occidente. I due sopravvivono all'assalto di una creatura sconosciuta di colore verde, di cui conservano un arto reciso. Catturati dalle truppe d'élite dell'esercito cinese, finiscono per combattere al loro fianco contro i mostri verdi, denominati Taotie, che ogni 60 anni minacciano il mondo degli uomini. La Grande Muraglia è stata eretta proprio per cercare di fermarli, con ogni mezzo.

È difficile svincolare The Great Wall dal contesto in cui nasce e dagli intenti che ne caratterizzano chiaramente la genesi. Come molto di quanto Zhang Yimou ha girato negli ultimi venti anni, c'è uno scopo preciso per l'esistenza di The Great Wall, con ingombranti ragioni politiche ed economiche.

La Cina vuole dimostrare al mondo di cosa sia capace e ancora una volta è impossibile non rimanere ammirati di fronte alla magnificenza delle coreografie, all'uso delle comparse per le scene di massa, al ricorso a un 3D dalla vivida e impressionante verosimiglianza. Ma è come se l'industria cinese, che fabbrica a ripetizione blockbuster sempre più costosi, mirasse al superamento di se stessa sul mero piano tecnico, accontentandosi del fatto che a un pubblico che proviene da decenni di negazioni vada bene così. Come qualcuno laggiù comincia a osservare, è altro che manca al cinema commerciale cinese per ambire a un primato che sia tale a tutti i livelli: e non sarà The Great Wall a cambiare le cose, se non (forse) a seguito di un insuccesso al di fuori dei confini patri.

Il film di Zhang Yimou infatti si è attrezzato al massimo per l'esportazione: a questo si deve la presenza nel cast di Matt Damon e Willem Dafoe, in ruoli che evitino tanto le accuse di whitewashing - moralmente William non fa che imparare dai cinesi - che del suo contrario - William risolve la situazione in diverse occasioni e l'apprendimento sul piano militare e su quello umano è reciproco. Ma l'attenzione misurata con il bilancino a questi aspetti inficia prevedibilmente la scorrevolezza e la spontaneità di uno script che non va oltre i rigidi schemi di dialoghi convenzionali e insinceri.

A rimanere, dopo la visione di The Great Wall, non è una battuta né un'espressione facciale né un gesto che sia umano e non atleticamente ineccepibile. C'è chi ha parlato di Leni Riefenstahl come termine di paragone e l'accostamento è tutt'altro che peregrino: perché è fondamentalmente l'estetica di una superpotenza ad andare in scena, attraverso sequenze abbacinanti per coreografie ed estetica ma bidimensionali per spessore psicologico (a dispetto della loro esagerata tridimensionalità).

Primo ma non unico tra gli esempi, la difficoltà nel condurre una possibile storia d'amore che rimane abbozzata, senza l'audacia di andare fino in fondo, come se nessuno se la sentisse. Encomiabile il lavoro da corpo cinematografico action di Matt Damon, ma ridicolo quello sull'accento irlandese; sprecatissimi Willem Dafoe ed Andy Lau, benché la presenza nella medesima inquadratura di quest'ultimo e Damon - i due hanno interpretato lo stesso personaggio in Infernal Affairs e nel remake The Departed - provochi un effetto suggestivo. L'unica autentica sorpresa del film, probabilmente del tutto involontaria.

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Zhang Yimou dirige Matt Damon in un film evento dal budget stratosferico.
Overview di Emanuele Sacchi

Raramente come nel caso di The Great Wall si è discusso così tanto di un film ancora prima di averne visto il trailer. E anche dopo quest'ultimo la discussione è proseguita incessantemente, a prescindere dal contenuto del film stesso e dalla sua riuscita. Perché The Great Wall rappresenta innanzitutto una notizia, una "prima volta", un evento.

Primo film cinese con un protagonista americano, girato in lingua inglese ma da un regista cinese, con un budget a dir poco stratosferico, che va oltre i 135 milioni di dollari.

Il regista in questione è Zhang Yimou, un tempo noto al mondo per Lanterne Rosse e divenuto nel terzo millennio realizzatore di epici wu xia pian, film di cappa e spada dai mezzi spettacolari come Hero o La foresta dei pugnali volanti. L'attore è Matt Damon, star di Hollywood nota per la sua duttilità da trasformista, degna del camaleontico Mr. Ripley, per citare uno dei personaggi più negativi ma iconici da lui interpretato.

Una co-produzione tra Cina e Stati Uniti: Paesi concorrenti, spesso rivali, lontani geograficamente e politicamente. Specialmente ora, con l'elezione di Donald Trump, che rischia di compromettere il già fragile equilibrio trovato a livello industriale tra Cina e Stati Uniti d'America. Nei rapporti tra le due potenze la questione cinematografica non rappresenta una voce secondaria. In Cina l'industria nel suo complesso - produzione, distribuzione, esercenti, pubblico - è in costante ascesa: ogni giorno vengono aperte 20 sale cinematografiche, in totale controtendenza con quanto avviene da noi, e, dopo decenni di censura e proibizione a livello tematico e geo-politico, la sete di novità degli spettatori è insaziabile. Questo porta a una richiesta continua di storie fantastiche e ricche di effetti speciali, con l'inevitabile rovescio della medaglia, che porta a privilegiare gli aspetti tecnologici e spettacolari rispetto alla qualità artistica dei film. A fronte di ciò, persiste il sistema delle cosiddette "quote", ossia di un tetto massimo oltre il quale il numero di film americani distribuiti in un anno non può andare. Attualmente sono 34 le uscite di film americani consentiti in un anno, fatto che aliena non poche possibilità di incasso per i blockbuster a stelle e strisce. La pressione politica sul film è tale da aver condotto l'aggregatore di recensioni Maoyan a rimuovere dal proprio sito il punteggio medio conseguito dal film, considerato troppo basso rispetto alle aspettative del People's Daily, organo ufficiale del Partito Comunista Cinese.

Sulle spalle di The Great Wall gravano quindi diversi ingrati compiti: quello di sovvertire questa tradizione negativa alzando il livello qualitativo, di trascinare in sala masse di spettatori cinesi e, sperabilmente, anche un buon numero di occidentali, avviando una cooperazione inedita tra i due Paesi. Riuscirà in tutto questo un eroico Matt Damon?

I precedenti
The Great Wall non ha dei veri e propri precedenti, come si diceva, ma negli ultimi anni qualche accenno di contaminazione tra Cina e Stati Uniti ha cominciato a emergere. Lo scoglio più difficile da superare resta la questione linguistica. Girare il film in cinese significa ridimensionarne le possibilità commerciali in occidente; girarlo in inglese significa obbligare gli attori cinesi a una pronuncia stentata e spesso umiliante, con ricaduta negativa sulla qualità del film stesso. È quello che si è verificato sia nel caso di Dragon Blade di Daniel Lee, in cui Jackie Chan interpreta un condottiero cinese alle prese con i romani John Cusack e Adrien Brody, che in occasione di Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny, sequel de La tigre e il dragone prodotto da Netflix e Harvey Weinstein. Paradossalmente questi tentativi di esportare il cinema cinese storico o wuxia hanno funzionato molto meno rispetto a La tigre e il dragone o Hero, che sono stati percepiti come "prodotto locale" e hanno conseguito dei buoni incassi negli Stati Uniti, pur essendo girati in lingua cinese.

Fondamento storico
The Great Wall non prova nemmeno a seguire la strada di una fedele ricostruzione storica. L'espediente che porta gli occidentali interpretati da Matt Damon e Pedro Pascal (Il trono di spade) nella Cina del XV secolo, ossia la ricerca dell'ambita "polvere nera" - altrimenti detta polvere da sparo - inventata dai cinesi, è credibile, ma è anche l'unico addentellato con qualcosa di storicamente avvenuto. Il film di Zhang Yimou appartiene fondamentalmente al genere fantasy, con il ricorso a creature che appartengono alle leggende dell'antica Cina, i taotie. Altrettanto fantasiose le truppe d'élite del cosiddetto Ordine Senza Nome, guidato dal Generale Shao con il compito di combattere i taotie, e le loro spettacolari tecniche di combattimento, dalle lanterne volanti esplosive ai lancieri che sfruttano l'altezza della Muraglia per colpire i nemici eseguendo una sorta di bungee jumping.

Da autore a regista "di governo"
In origine The Great Wall doveva essere diretto da Edward Zwick, già avvezzo allo scontro culturale tra Oriente e Occidente per il suo L'ultimo samurai con Tom Cruise e Ken Watanabe. In seguito alla defezione del regista e alla riscrittura di buona parte della sceneggiatura, alla regia subentra Zhang Yimou. Sono lontani infatti i tempi in cui la fama di Zhang era legata a opere d'essai come Lanterne rosse o politicamente dissidenti, come Vivere!. Nel 2002, quando il cineasta accetta la sfida di girare Hero - il primo wu xia pian cinese dopo decenni di impossibilità di girarne uno (i classici wuxia di '60 e '70 sono prodotti a Hong Kong o Taiwan) - imprime una svolta pressoché irreversibile alla propria carriera. Quello di Zhang diviene un nome legato per lo più a progetti ad alto budget, senza nascondere un certo intento celebrativo verso la gloria e la potenza della nuova Cina. Non a caso sarà Zhang Yimou a dirigere le cerimonie ufficiali per i giochi olimpici di Pechino. Anche in The Great Wall la preparazione impeccabile e la volontà di sacrificio dell'esercito cinese emergono in tutto il loro splendore vagamente propagandistico.

Un caso di Whitewashing?
Fin dalle prime immagini circolate del film su The Great Wall si sono abbattute accuse di whitewashing e di "supremazia bianca" imposta o autoimposta, esempio di ennesimo abuso di Hollywood. Tecnicamente però non si tratta di whitewashing: come ha ribadito lo stesso regista, quello di Matt Damon non è un personaggio cinese "trasformato" in occidentale. È un ruolo creato appositamente su di lui, per introdurre in maniera credibile un occidentale nel contesto narrativo. William poi è tutt'altro che un eroe senza macchia e senza paura, almeno fino alla sua scelta di partecipare come volontario alla battaglia. Si tratta di un mercenario senza scrupoli, dal senso etico assai discutibile: saranno la comandante Lin e il generale Shao a trasmettergli le necessarie virtù di altruismo, coraggio e disciplina.

Un Dream Team: algoritmo o opera d'arte?
Secondo l'idea, non sempre vera, che la somma delle parti conduca a un grande totale, l'assemblaggio del cast tecnico e artistico di The Great Wall assomiglia molto a quello di un Dream Team. Detto del regista e degli attori - Matt Damon, Andy Lau, Willem Dafoe - non è da meno il comparto tecnico, con un occhio di riguardo per chi in curriculum vanta esperienze legate a Il signore degli anelli o Il trono di spade. Per gli effetti speciali e per ottenere una computer graphics all'altezza degli standard attuali, la Wanda Group (proprietaria della Legendary East che produce il film) si è affidata alla Industrial Light & Magic (ILM) e alla Weta Workshop, ovvero i neozelandesi che hanno realizzato le meraviglie de Il signore degli anelli. Le musiche sono del gettonatissimo Ramin Djawadi, garanzia di epicità (Il trono di spade, Pacific Rim e Westworld). Infine la curiosità legata alla presenza di Andy Lau e Matt Damon nello stesso film, dopo che i due avevano interpretato il medesimo personaggio - l'infiltrato mafioso arruolato nella polizia fin dalla più tenera età - rispettivamente in Infernal Affairs, capolavoro del noir di Hong Kong, e in The Departed, remake hollywoodiano che è valso a Martin Scorsese l'Oscar per la miglior regia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 23 febbraio 2017
Vincenzo Ambriola

La muraglia cinese è un'opera colossale che difende la Cina dagli invasori. Ma se il nemico è un'armata di alieni allora diventa inutile, nonostante la sua imponenza. COn queste premesse ci accingiamo a vedere un film difficile da classificare: fiction, guerra, fantascienza? Purtroppo il risultato è un polpettone indigeribile, composto da realtà virtuale tridimensionale [...] Vai alla recensione »

sabato 29 aprile 2017
GUSTIBUS

Molti delusi e lo noto anche dalle recensioni sul nostro mymovies...Sicuramente non e'Lanterne rosse!!....D'altronde il film ce'stato confezionato per il pubblico American-europeo prima che di quello asiatico.Film che se il regista non era Zhang YIMOU poteva apparire discreto/buono...si proprio fantasy..i "tai pei..lucertoloni alieni con dentoni di un metro che ormai erano a due passi [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 giugno 2017
Pocci96

Su the great wall avevo poche aspettative, prima di vederlo lo avevo etichettato come un film Spazzaturae dopo averlo visto la mia idea di questo film non è cambiata di molto. Il film è molto confuso, gli effetti speciali sono fatti malissimo (non si può usare così male il Green screen)Willem Dafoe recita malissimo e Matt Damon come nella maggior parte dei suoi film usa una sola espressione per tutto [...] Vai alla recensione »

domenica 5 marzo 2017
LorenzoFerraro

Andando al cinema per vedere questo film, speravo vivamente di essere rapito dagli effetti speciali. E così è stato. La maestosità e la grandiosità di questi è sorprendente e vale la pena del prezzo del biglietto. Ma il film non è tutto rose e fiori. L'ho trovato mancante nei momenti di non-azione, di dialogo e ciò mi ha un po' deluso. Anche perchè da un regista molto più che competente come Zhang [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 aprile 2017
alberto

 Un blockbuster molto efficace e spettacolare. Una leggenda interressante e ben congegnata che non può non accontentare chi cerca intrattenimento e leggerezza, data sia dalla mancanza di sangue, fuorché verde, nonostante le molteplici scene d'azione fantasy, sia dall'ironia della coppia di mercenari formata dal "sopravvissuto" Matt Damon e da Pedro Pascal (Il trono [...] Vai alla recensione »

martedì 28 marzo 2017
elpiezo

  Il prestigio della muraglia cinese al centro di di una leggenda che oscilla tra contenuti fantasy e circostanze storiche; un blockbuster da 135 milioni di dollari per un lusso coreografico fuori dal comune, un vortice di costosi effetti speciali dove Matt Damon funge da improvviso eroe tra le file di uno esercito orientale dal quale emergono le solite virtù di lealtà e coesione.&nb [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
no_data

Il film rende sicuramente tutto il suo fascino e tutta la sua spettacolarità visto in versione 3D , ottime coreografie, ottimi effetti speciali , attori manco a dirlo perfetti in ogni interpretazione, dai generali ai comandanti al protagonista Matt Damon e compagnia guerreggiante. I soliti commenti denigratori dei geni del cinema già letti e riletti su queste pagine mi danno solo la nausea, [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 marzo 2017
Silvano Bersani

Un bel blockbuster ostentazione di muscolare potenza della produzione cino-americana. Regia del visionario Zhang Yimou che aveva incantato il pubblico di Cannes con le sue Lanterne Rosse e con i drappeggi svolazzanti al vento della Città Proibita. Peccato, perchè in questo film Zhang Yimou non c'è più. C'è un po' di computer grafica, ma neppure così [...] Vai alla recensione »

martedì 21 marzo 2017
ANDREA GIOSTRA

 Imperdibile, direbbero certamente i critici-cinematografici-professionisti! “The Great Wall” è un film fantastico, d’azione, d’avventura, eroico, di guerra, storico-leggendario, epico, mitologico, sentimentale, amoroso … amore che alla fine rimarrà inespresso e platonico! Far ri-conoscere in un Film – indubbiamente bellissimo! – tutti [...] Vai alla recensione »

sabato 20 maggio 2017
Liuk!

Pellicola d'avventura tra i soldati classici cinesi ed improbabili alieni verdastri. La collaborazione tra un regista cinese ed una produzione americana partorisce un plot spurio che cerca di attrarre i due differenti pubblici ma senza convincere nessuno dei due. Nel cast spiccano i nomi di Matt Demon e Willem Defoe ma entrambi sembrano non credere nella parte e non forniscono una prestazione [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 febbraio 2017
Fabian T.

Attrae da subito questo buon lavoro di ambientazione fantastorica, senza lasciare un solo attimo di tregua. Il soggetto è relativamente semplice ma la trama - lineare e perfettamente costruita - funziona a meraviglia. Attori e situazioni risultano. costantemente credibili, seppur in un contesto fantastico, contribuendo al coinvolgimento generale.

lunedì 27 febbraio 2017
Migdal

non riesco a giustificare in altro modo un film così stupido e brutto, dopo i capolavori mondiali che ha fatto negli ultimi 30anni

FOCUS
FOCUS
venerdì 23 giugno 2017
Andreina Di Sanzo

Zhang Yimou torna in veste colossal dopo il drammatico Lettere di uno sconosciuto, con The Great Wall, un film pirotecnico che racconta il mistero della costruzione della grande muraglia, eretta non solo per tenere lontani i mongoli ma per altre ragioni ben più spaventose. Matt Damon è William Garin che, insieme al suo amico Pero Tovar (Pedro Pascal), arriva in Cina per recuperare la "polvere nera", una polvere da sparo dell'antichità, e portarla in Occidente. Catturati dalle truppe imperiali viene impedito loro di scappare proprio attraverso la muraglia, forse eretta per fermare la fuga dei prigionieri.

Mostri verdi, coreografie spettacolari, sequenze di effetti speciali di grande impatto e grandiose scene di massa, la produzione cino-americana, punta al massimo del blockbuster, mettendo al servizio uno dei registi asiatici più vicini al system hollywoodiano.

The Great Wall è disponibile finalmente in Digital HD dal 6 giugno 2017 e in DVD, Blu-ray(TM), Blu-ray(TM) 3D e 4K Ultra HD(TM) dal 20 giugno 2017 con Universal Pictures Home Entertainment Italia e Legendary Pictures. I contenuti extra del film contengono scene eliminate, informazioni ulteriori sulla grafica e gli effetti speciali, backstage su Matt Damon in Cina e sul regista Zhang Yimou.

Una produzione da cifre stratosferiche sottolinea ancora una volta il desiderio della Cina di prendere parte a imprese di tale portata per farsi strada nell'industria cinematografica. Tanti registi asiatici intraprendono questa strada creando un cinema di confine che rende possibile l'incontro di culture diverse e di diversi modi di realizzare un film, a volte per ragioni economiche, a volte per esigenze artistiche. Molti sono gli autori orientali che hanno tentato l'avventura americana o che si sono stabiliti nel regno del cinema, di seguito selezionati per voi quattro film di quattro registi asiatici a Hollywood.

FOCUS
sabato 25 febbraio 2017
Roy Menarini

Il ruolo storico ricoperto da The Great Wall, nella sua identità di film sino-americano simbolo del nuovo sistema globale che avanza, rischia di soffocarne altre caratteristiche. D'accordo, non può essere sottovalutato quel che avviene nell'industria del cinema cinese, né taciuto di come l'Oriente abbia ribaltato le sorti del cinema commerciale statunitense in anni di vacche non sempre grasse sul mercato interno. D'altra parte anche i dati di consumo europei sembrano premiare l'est: è da nazioni un tempo appartenenti all'area del blocco sovietico che giungono le maggiori soddisfazioni di crescita sul Continente, laddove i mercati storici, forse satolli, dell'Europa occidentale, oscillano da tempo fra piccoli segni più e piccoli segni meno.

La tigre del cinema non è più occidentale, insomma, da qualunque punto di vista la si voglia guardare.

E allora perché pensiamo che The Great Wall sia un film che deve spingerci a cercare ben oltre le nozioni di puro mercato? Il segno più evidente è il genere scelto: fantasy, certo, ma prima di tutto avventuroso. L'avventura è un archetipo decisivo per le sorti delle narrazioni tradizionali, se si pensa a quale enorme storia abbiano i romanzi degli ultimi tre secoli per la nostra civiltà, da Daniel Defoe a Walter Scott, da Robert Louis Stevenson a Emilio Salgari, da Mark Twain a Herman Melville, questi ultimi già in fondo rappresentanti della letteratura moderna. Di questa grande tradizione nei consumi culturali occidentali è rimasto poco: c'è chi li ritrova nel videogame fantasy/adventure, chi nel filone supereroistico, chi ancora in certa serialità televisiva, ma non c'è dubbio che i connotati sono profondamente cambiati. Sembra invece che nel cinema orientale i tratti dell'avventura - ovviamente calibrati su una tradizione epica e letteraria autoctona - abbiano continuato a lavorare, complice una resistenza di questo immaginario pur in presenza di una massiccia globalizzazione e omogeneizzazione dei gusti.

Frasi
I più forti si prendono tutto!
William Garin (Matt Damon)
dal film The Great Wall - a cura di Vittorio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 febbraio 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Puntando sul mercato cinese che promette ottimi incassi non fosse altro che per il potenziale numerico degli spettatori, Hollywood sta mettendo in cantiere prodotti di avventure di gusto misto Orientale/Occidentale come questo The Great Wall, firmato da un cineasta di prestigio internazionale quale Zhang Yimou e illuminato da una star americana del carisma di Matt Damon.

giovedì 23 febbraio 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Due mercenari dell'Ovest arrivano sotto la Grande Muraglia nei primi anni del secolo XI. Il problema non sono i diffidenti guerrieri cinesi blu e rossi dentro la barriera ma dei mostri verdi a quattro zampe al di là della maestosa costruzione. Occidentali ed asiatici uniranno le loro forze per sconfiggere le creature. The Great Wall è un fantasy insieme letterale e metaforico.

venerdì 3 marzo 2017
Manohla Dargis
The New York Times

Mostri digitali ghignanti, un bellicoso Matt Damon e un battaglione di valorosi guerrieri cinesi si mescolano in The great wall, uno spettacolo tanto blando quanto ipertrofico che serve essenzialmente a sancire la potenza produttiva dell'industria cinematografica cinese. La storia narra una leggenda inventata: ogni sessant'anni creature mostruose emergono dagli abissi per divorare la gente.

giovedì 23 febbraio 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il mercenario William Garin è imprigionato da un esercito multicolore che, da un lato della Grande Muraglia, si prepara ad affrontare un'orda di mostri mutanti. Coproduzione Cina e Usa che rende evidente l'incompatibilità tra le cinematografie dei due Paesi, The Great Wall è un patchwork di pezzi difficili da tenere assieme: un celebre regista cinese (qui al suo peggio) come Zhang Yimou; la star americana [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Colossale coproduzione, i cinesi ci mettono la spettacolare Muraglia e l'esotico colorato esercito di lance, gli americani ci mettono Alien e l'eroe mercenario Matt Damon. Fantascienza wuxia? È una delle leggende che spiega La costruzione del muro di 8.850 km. Dirige cavalcate nel deserto e masse di frecce e lame dagli spalti, attacchi digitali di fetidi bestioni verdi e imprese coraggiose al maschile [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2017
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Accompagnato da una campagna negativa alla fine arriva anche sui nostri schermi The Great Wall, praticamente la grande muraglia. Kolossal di produzione cinese, meglio, l'hollywoodiana Legendary Pictures, rilevata da Wanda. Si parla di 150 milioni di dollari di budget ma, al momento, ne ha già incassati 267 milioni. Il naso arricciato di molti consiste nel fatto che in una storia che dovrebbe essere [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Guazzabuglio avventuroso più barboso che eccitante tra frecce, esplosioni e vampe di fuoco in una Cina medioevale. Sono penetrati nell'inaccessibile fortezza i mercenari William e Tovar per fare il pieno di polvere nera. Qui i guerrieri della regina lin Mei si preparano a respingere mostruose creature che si destano ogni sessant'anni. La costosa baracconata del venerabile Zhang Yimou in patria ha fatto [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
domenica 26 febbraio 2017
Andrea Chirichelli

Grossi cambiamenti nella top ten di ieri: in testa, separati da appena 2mila euro, finiscono The Great Wall e Beata Ignoranza, che portano casa rispettivamente 482mila e 480mila. Gran balzo in avanti per Mamma o Papà?, che torna sul podio dopo una settimana [...]

NEWS
venerdì 17 febbraio 2017
Andrea Chirichelli

Il 23 febbraio arriva in Italia The Great Wall, l'ultimo film del regista di Lanterne Rosse Zhang Yimou, con protagonista Matt Damon, ispirato alla costruzione della Grande muraglia cinese. Si tratta della più grande produzione mai realizzata in Cina [...]

TRAILER
venerdì 29 luglio 2016
 

Arriverà al cinema il prossimo 23 febbraio l'atteso The Great Wall, il più grande film interamente girato in Cina con la superstar mondiale Matt Damon. Con la regia di uno dei più visionari autori dei nostri tempi, Zhang Yimou, The Great Wall della [...]

BIZ
martedì 5 giugno 2012
Robert Bernocchi

Dopo tante voci più o meno confermate, è stato annunciato ufficialmente il cast della nuova pellicola di Woody Allen, che verrà girata tra New York e San Francisco questa estate. Oltre a nomi che già conoscevamo (Alec Baldwin, Cate Blanchett, Michael [...]

BIZ
mercoledì 24 agosto 2011
Robert Bernocchi

Non passa molto tempo senza scoprire nuovi progetti per Ben Affleck. Anche se attualmente è impegnato a dirigere la pellicola Argo, sembra proprio che potrebbe aver trovato un nuovo film a cui lavorare dopo la conclusione di questo impegno.

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