La macchinazione

Un film di David Grieco. Con Massimo Ranieri, Libero de Rienzo, Roberto Citran, Milena Vukotic, Matteo Taranto.
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Noir, Ratings: Kids+13, durata 100 min. - Italia 2016. - Microcinema uscita giovedì 24 marzo 2016. MYMONETRO La macchinazione * * * - - valutazione media: 3,20 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,20/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini e il suo rapporto con il giovane ragazzo di vita Pino Pelosi.
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primo piano
Un Massimo Ranieri al top dell'immedesimazione in un lavoro che coniuga uno stile ben riconoscibile a una contestualizzazione filologicamente accurata
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Estate 1975. Pier Paolo Pasolini sta montando quello che sarà il suo ultimo film Salò o le 120 giornate di Sodoma. Sta anche lavorando alla stesura del romanzo "Petrolio" con cui porta alla luce gli oscuri intrecci tra potere politico e potere economico in Italia. Da alcuni mesi ha avviato una relazione con Pino Pelosi, un giovane borgataro romano che ha rapporti con la criminalità cittadina. Una notte degli amici di Pelosi rubano il negativo del film e chiedono inizialmente una cifra molto consistente per restituirlo. Si tratta però di un tentativo per attirare lo scrittore in una trappola mortale.
David Grieco riapre la discussioni e, soprattutto, le riflessioni sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Era necessaria una buona dose di coraggio e di determinazione per affrontare nuovamente un tema che le inchieste a carattere documentaristico e il cinema di finzione hanno già ampiamente trattato. Ma Grieco ha dalla sua due forti motivazioni la prima (e decisamente più importante) quella di essere stato vicino allo scrittore sia come attore che come assistente e soprattutto amico. La seconda quella di aver rifiutato la proposta di collaborare alla sceneggiatura del Pasolini di Abel Ferrara quando ha capito che il regista puntava più al versante sessuale degli ultimi giorni di vita dello scrittore che non alla ricerca della verità sulla sua morte. Questo è invece ciò che interessa al regista che, grazie alla collaborazione con il professor Guido Bulla che nel film ha anche il ruolo di segretario di una sezione del MSI, ha scritto una sceneggiatura rigorosa così come rigoroso è il film che ne è conseguito.
Il cinema italiano sembrava aver progressivamente perso, nel corso dei decenni, l'interesse a proporre ricostruzioni di fatti importanti come questo prestando attenzione al contempo alla contestualizzazione filologicamente accurata e a uno stile ben riconoscibile. Pareva quasi che in materia (fatte le dovute eccezioni) dovesse essere la televisione, con il linguaggio che le è proprio, ad occuparsene. Grieco ha una tesi e la espone in modo consequenziale: Pasolini dava fastidio a quelli che all'epoca ancora non venivano definiti come 'poteri forti' ma che di fatto lo erano. Pelosi, che non era il soggetto di un rapporto occasionale ma che invece frequentava da tempo lo scrittore, è stato solo uno dei responsabili della sua uccisione e non 'il' responsabile. Questa rimessa in discussione del 'caso' non avrebbe però avuto la forza che invece gli va riconosciuta se davanti alla macchina da presa non ci fosse stato un Massimo Ranieri al top dell'immedesimazione, sia fisica che caratteriale, con il personaggio. Ranieri è capace di far scomparire l'attore nello scrittore e nell'uomo Pasolini tanto da far ricordare, sul piano della prestazione, il Gian Maria Volonté de Il caso Moro.

Incassi La macchinazione
Primo Weekend Italia: € 84.000
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Com'è intollerabile essere tollerati

venerdì 25 marzo 2016 di enrico omodeo sale

Com'è intollerabile essere tollerati. Pasolini intervistato da un giornalista francese cita Cocteau e l'aforisma racchiude il pensiero dell'ultimo periodo dell'autore, incurante del consenso, della tolleranza, perfino della morte. È un'estate, quella del 75, di ossessione per lo scrittore di Casarsa: per Cefis e il suo controllo tentacolare sul potere in Italia; per il Pelosi e le borgate, che stanno per perdere la loro magnifica innocenza; per il fascismo, quello piccolo borghese, molto piu presente continua »

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Il pensiero di pasolini

giovedì 17 marzo 2016 di Maurizio Meres

L'unica certezza che si può avere vedendo il film è quella che il pensiero di Pasolini è più vivo che mai,la sua voglia anticonformista di vedere e conoscere ciò che il mondo non vede,attraverso un consumismo generato nel controllare il pensiero delle persone,siamo agli inizi degli anni settanta,ma oggi siamo il frutto di quello che un potere occulto inizio. Dopo tante rievocazioni sulla triste vicenda che vide la sua atroce morte,forse questa versione se così si può definire è quella che rispecchia continua »

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L'altra verità sulla morte di pasolini

domenica 27 marzo 2016 di robroma66

Un omicidio politico e non sessuale: questo è il racconto che David Grieco fa dell'assassinio di Pasolini, ucciso -secondo la ricostruzione che ne dà il film- su mandato politico in collegamento con gli ambienti della P2 e della banda della Magliana. La notte dell'omicidio di Pasolini all'idroscalo di Ostia c'erano due alfa GT: la prima di PPP e la seconda di Antonio Pinna (interpretato da Libero De Rienzo), appartenente alla banda della Magliana e la cui auto continua »

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L'altra verità sulla morte di pasolini

domenica 27 marzo 2016 di robroma66

Un omicidio politico e non sessuale: questo è il racconto che David Grieco fa dell'assassinio di Pasolini, ucciso -secondo la ricostruzione che ne dà il film- su mandato politico in collegamento con gli ambienti della P2 e della banda della Magliana. La notte dell'omicidio di Pasolini all'idroscalo di Ostia c'erano due alfa GT: la prima di PPP e la seconda di Antonio Pinna (interpretato da Libero De Rienzo), appartenente alla banda della Magliana e la cui auto continua »

massimo ranieri
"Solo chi ti ama ti tradisce!"
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VIDEO | Elogio di Gian Maria Volonté nella scena tratta dal film di David Grieco su Pasolini. Dal 24 marzo al cinema.

Il furto di salò

lunedì 7 marzo 2016 - a cura della redazione

La macchinazione, il furto di Salò Nell'estate del 1975, Pier Paolo Pasolini sta montando il suo film più aspro e controverso, Salò o le 120 Giornate di Sodoma. Quando, la notte del 26 agosto, viene sottratto dagli stabilimenti della Technicolor il negativo di Salò, scatta una trappola mortale che vede la sinergia fra delinquenza comune, crimine organizzato e una criminalità politico-finanziaria che forse a tutt'oggi conserva larghe sacche di potere nel nostro Paese. Nella notte fra il primo e il due novembre del '75, Pasolini si reca all'Idroscalo per riavere il negativo del film.

   

Un Pasolini già troppo visto

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Roma, estate 1975. S'incontra in auto con il diciassettenne Pino Pelosi, il famoso scrittore Pier Paolo Pasolini. Stavolta vestito, vede spesso anche tale Giorgio Steimitz, misterioso e informatissimo. Poi gli rubano i negativi del suo Salò o le 120 giornate di Sodoma. A che scopo? Nebuloso, contorto dramma che rievoca gli ultimi mesi di Pasolini, senza dire nulla di nuovo. Recitazione artigianale, linguaggio da borgata e molta noia. Ranieri somiglia al personaggio, ma è troppo vecchio. Da Il G »

Tutti i nemici di Pasolini

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Pasolini, si ricomincia. Dopo i molti volumi e non pochi film dedicati a uno dei misteri più misteriosi d'Italia, David Grieco, giornalista, regista, a lungo amico e anche aiuto di Pasolini, riapre il caso con una controinchiesta basata non solo su ipotesi ma sull'attento collegamento di tracce sapientemente occultate in 40 anni di versioni ufficiali. L'opinione comune rimuove e semplifica, mettendo tutto sul conto dei giri pericolosi frequentati dal poeta. La macchinazione, prima libro (Rizzoli) e poi film, tesse una complicata trama che molti liquideranno come dietrologica, ma trova solidi agganci anche in altre inchieste parallele. »

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