Elle

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Un film di Paul Verhoeven (I). Con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira.
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Titolo originale Elle. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 130 min. - Francia 2016. - Lucky Red uscita giovedì 23 marzo 2017. - VM 14 - MYMONETRO Elle * * * - - valutazione media: 3,17 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
brunoformichetti lunedì 28 agosto 2017
sceneggiatura ridicola Valutazione 0 stelle su cinque
0%
No
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 Un film decisamente notevole che attrae con energia lo spettatore.
L’attesa di come il tutto potrà svilupparsi per giungere alla soluzione finale tanto misteriosa e, di certo, imprevedibile rende la pellicola molto interessante. E come se ciò non bastasse ci si accompagna la mirabile regia di Verhoeven ed una attrice pluripremiata come la Huppert.
I presupposti ci sono tutti.
Che dire però della sceneggiatura?? Nulla da eccepire?? Eh, no! Tanto da eccepire.
Intorno alla metà del film sembra non possano esserci più aggiunte di stimolo.
Ci si ripete ad libitum annacquando quanto magistralmente girato fino a quel punto. [+]

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kronos martedì 1 agosto 2017
la pianista 2 Valutazione 2 stelle su cinque
0%
No
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Pare il sequel de "La pianista" di Haneke: stessa progettualità filmica, stessa protagonista, stessi pregi (pochi) e soprattutto difetti.
Tutto ruota attorno alla solita malsana Huppert, ormai anagraficamente improponibile come oggetto del desiderio maschile, e alla voglia di stupire e scandalizzare ad ogni costo.
Ma come nel prototipo di Haneke le idee sono confuse, i temi (parecchi) vengono affastellati senza criterio e la durata risulta eccessiva.

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no_data lunedì 29 maggio 2017
verhoeven cerca lo scandalo. trova il sarcasmo. Valutazione 2 stelle su cinque
100%
No
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Si comincia con uno stupro, di cui si odono solo le urla. Michèle Leblanc, la protagonista, lasciata riversa sul pavimento, si rialza impassibile, raccoglie i cocci della colluttazione, si ripulisce dal sangue con un bagno e ricomincia la sua vita di imprenditrice di successo. Da questo incipit sorprendente si potrebbe, inseguendo le domande che esso immediatamente solleva, dipanare una trama torbida ed avvincente, in un percorso che conduce diritto dentro la mente di una donna capace di una reazione così insolita al più odioso dei crimini. Ma non è così.
Perché il fine di Paul Verhoeven nel girare “Elle” è creare scandalo. [+]

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gianleo67 mercoledì 26 aprile 2017
nata di marzo, nata balzana... Valutazione 3 stelle su cinque
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Algida e cinica manager di mezza età, con un passato oscuro ed un'infanzia traumatica, viene improvvisamente violentata da un misterioso assalitore travisato nella bella casa in cui vive da sola. La sua reazione, apparentemente fredda e distaccata, è solo l'inizio di un gioco al rimpiattino fatto di perversioni sessuali e di rituali sadomasochistici che la porteranno a scoprire l'identità dell'unica persona in grado di scuoterla dal grigiore e dall'apatia della sua inappagante vita borghese. Finale a sorpresa...o quasi.
A prenderlo sul serio, questo psicodramma cinefilo dell'olandese Verhoeven, porterebbe inevitabilmente ad assecondare lo strascico polemico che ha accompagnato la sua presentazione rivierasca con tanto di feroci critiche al suo impianto smaccatamente derivativo e ad una pretenziosità autoriale sprezzante del senso del ridicolo. [+]

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paolorol martedì 18 aprile 2017
horror vacui Valutazione 2 stelle su cinque
100%
No
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 Ho visto il film in versione doppiata e mi sono riproposto di rivederlo, armandomi di una mega dose di santa pazienza, in V.O..  Potrò forse riconsiderare il mio giudizio non benevolo nei confronti di questo lavoro di Verhoven.  Tanta, troppa, carne al fuoco, una camionata di storie accatastate  alla bell'e meglio a formare un polpettone indigesto che avrebbe avuto senso solo se sottoposto ad un intervento di coraggiosa sottrazione. Sono uscito dalla sala decisamente stremato da 130 interminabili  minuti  di storie più o meno male intrecciate, tutte connotate da manifestazioni di disagio psichico s trasformare il film  in una sorta di DSM-V. [+]

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emanuele1968 lunedì 17 aprile 2017
perchè esistono questi film? Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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Che caos, ci sta un po di tutto, thriller, commedia, dramma, relazioni aperte, perversione, morbosita, minestrone, provocazione, vita improbabile, pressioni, hei regista, che mal di testa! in sintesi non si sa che scrivere, visto in una maniera e divertente, in un'altra decisamente e un no comment. L'unica cosa che ho notato fuori dal cinema era sul volto dei presenti un evidente sorriso del tipo << ma che c.......a >> forse il fine del regista era quello.

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idrism lunedì 3 aprile 2017
mai più Valutazione 1 stelle su cinque
67%
No
33%

Critici e premi Oscar hanno perso ogni credibilità , lodando questo pasticcio che ruba citazioni a mano bassa senza un minimo di storia propria, attori espressivi come amebe, tempi persi, video statico...voglio indietro i soldi del biglietto!!! ma per avere un parere autentico, cosa bisogna fare?

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kimkiduk lunedì 3 aprile 2017
tra haneke e bunuel? Valutazione 4 stelle su cinque
78%
No
22%

Tre motivi per vederlo: c'è la Huppert; è un film che parla in modo NON americano della società e non ci sono armi, eserciti, epidemie, guerre, supereroi; devi pensare per capirlo per bene.
In effetti uscendo devi cercare di capirlo, scordandoti forse della fiammeggiante interpretazione della Huppert e del suo personaggio caratterizzato e aderito su di lei come una tuta di un pattinatore sul ghiaccio.
Il film è tratto da un libro, ma non avendolo letto ce lo scordiamo e diamo la colpa di tutto a Verhoeven.
Quindi sono fantastiche le caratterizzazioni di personaggi di una società che, giustamente, discrimina un mostro che ha ucciso 27 persone (padre di Michelle), ma che consente a tutti di nascondere il mostro che in tutti è. [+]

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ralphscott lunedì 3 aprile 2017
hupper,la perversa del cinema (francese). Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
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Un po' deluso dalla sceneggiatura,indecisa,ho apprezzato invece la musa Huppert,sebbene sia stata più intensa in altre occasioni (Il buio nella mente,La pianista,ecc.). Chi sia lo stupratore non è difficile individuarlo,ma non è la cosa che sembri premere di più a Verhoeven. Il regista è in trasferta,ma il gusto del cinema d'oltralpe si avverte tutto. Non mancano le volgarità forzate,in stile...Basic Istinct.

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brunos8s domenica 2 aprile 2017
imbarazzante softporno truccato da thriller Valutazione 1 stelle su cinque
75%
No
25%

Thriller psicologico che da ampio spazio a autoerotismi, scene di sesso esplicito dove l'esigenza di compensare la banalità della storia ha indotto il regista ad abbondare in ogni tipo o quasi di oscenità varie. Probabilmente proporre un film pornografico al pubblico sarebbe stato più onesto. Senza trascurare l'ovvio messaggio misogino che traspare da questa misera pellicola. Da evitare.

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