Steve McQueen - Una vita spericolata

Un film di Gabriel Clarke, John McKenna. Con Steve McQueen, Chad McQueen, John Sturges, Neile Adams, Lee H. Katzin.
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Titolo originale The Man & Le Mans. Documentario, Ratings: Kids+13, durata 112 min. - USA 2015. - I Wonder Pictures uscita lunedì 9 novembre 2015. MYMONETRO Steve McQueen - Una vita spericolata * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.
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Un documentario sulla realizzazione del film di Steve McQueen, Le Mans.
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Omaggio all'uomo, all'attore e al film Le 24 ore di Le Mans, diventato un cult
Marzia Gandolfi     * * * - -

Si può evadere in molti modi e con ogni mezzo da un'infanzia di disaffezione e abbandono sopportata nella profonda provincia americana. Steve McQueen si rimise al suo istinto e montò su un'automobile in corsa. Sull'età ribelle da scavezzacollo costruirono poi la sua mitologia ma a guardarlo bene e più da presso, come hanno fatto John McKenna e Gabriel Clarke, la sua apparente nonchalance dissimulava una profonda afflizione.
Nondimeno l'immaturità mai risolta e l'evidente difficoltà ad assumersi la responsabilità di una vita adulta restano la spina dorsale della sua leggenda e della sua popolarità. In barba a registi e produttori, cercava e otteneva sempre ruoli a sua immagine, personaggi che potesse agevolmente 'occupare'. Inadeguati, irresponsabili e abitati dal furore di vivere, i suoi anti-eroi cadevano, si rialzavano e infilavano grandi fughe, entusiasmando lo spettatore. Quello che sognava di diventare un giorno Steve McQueen.
Cool è l'aggettivo più speso a descriverlo perché Steve McQueen, attore, produttore e pilota, riuscì a coltivare uno stile proprio e a imporre un'impronta personale, guidando dietro un paio di Persol, misurando il tempo con un Tag-Heuer, vivendo al cento per cento e bruciando la vita, preferibilmente in auto o in moto. L'attitudine cool, che rimarcava una precisa gestualità e un (ac)curato dress-code, prosperava sul terreno cinematografico e su quello meccanico, facendone un modello di eleganza maschile su due (o quattro) ruote. Un modello eterno che è tutte le stelle del firmamento insieme: gli occhi di Paul Newman, l'intensità di Cary Grant, le cicatrici di Montgomery Clift, l'aria mesta di James Mason, il passo di James Coburn. Un'idea di perfezione in fuga sui tetti come Jean-Paul Belmondo o irriducibilmente in amore come Charles Denner.
Attore fisico, per lui i dialoghi migliori erano quelli secchi, McQueen seduceva con l'economia della sua performance e la temerarietà del suo essere dentro e fuori lo schermo, prolungamento di una vita accelerata. In questo passaggio professionale ed esistenziale si colloca Steve McQueen: The Man & Le Mans, documentario sull'ossessione di un'artista e sul fallimento finanziario e personale che è costato realizzarla. Risalendo la sua biografia fino al 1971, McKenna e Clarke incontrano il figlio del celebre attore, pescano nei suoi archivi frammenti visivi e sonori inediti, (ri)scoprono Steve McQueen e rivelano il dietro le quinte di Le 24 ore di Le Mans.
A trentacinque anni dalla sua morte, Steve McQueen: The Man & Le Mans rende omaggio all'uomo, all'attore, unione indissolubile, e a un film che l'assenza di sceneggiatura, le traversie produttive e il fiasco finanziario resero un cult. Diretto da Lee H. Katzin, che subentrò a John Sturges, congedato per divergenze inconciliabili (l'autore voleva una storia d'amore, McQueen un film puro concentrato sulla gara), Le 24 ore di Le Mans fu il progetto più ambizioso di un uomo che sognava in grande e faceva dell'estremo il suo modo di essere al mondo.
Visionario e intrepido, per lui il 'dato reale' era un'opinione parziale, Steve McQueen voleva girare a velocità di corsa il film sulle corse mai realizzato. Quarantacinque piloti professionisti, venticinque auto da corsa (Porsche 908 e 917, Ferrari 512, Matra e Corvette) e due sceneggiatori in competizione avrebbero 'scritto' il suo sogno e gareggiato nella corsa di endurance più famosa e celebrata. Testimonianze e brani di corse originali ritrovate quarant'anni dopo da Chad McQueen riemergono lo spirito di un artista inquieto, tormentato e 'vinto' dalla sua stessa passione. Una passione totale che gli costò sei milioni di dollari e danni incalcolabili alla carriera e alla vita privata. Derek Bell, cinque volte vincitore sul circuito francese, David Piper, pilota che perse una gamba durante le riprese, Jonathan Williams, incaricato di recare la 'camera' su una Porche 908, Chad McQueen, il secondo figlio, Neile Adams, attrice ed ex moglie, e Siegfried Rauch, co-protagonista di McQueen nel film, ricompongono il ritratto di un uomo in fuga. Una corsa che contemplava l'eccesso e che lo condusse in Messico a cercare una cura alternativa per un mesotelioma provocato dall'amianto, lo stesso riscontrato in molte tute indossate dai piloti negli anni Sessanta. Una gara persa la sua che lo uccise a (soli) cinquant'anni fermandogli il cuore, interrompendone la vita fuori norma e consacrandolo icona di stile.

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Steve
"La corsa è vita, il resto è solo attesa"
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Steve McQueen una vita spericolata sulle piste delle corse in auto

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Gabriel Clarke e John McKenna hanno realizzato con questo documentario un ritratto non convenzionale di Steve McQueen, morto trentacinque anni fa all'età di cinquant'anni (stessa generazione, per intenderci, di James Dean, di Sean Connery, di Clint Eastwood). Non convenzionale per come è costruito. Perché non è un resoconto lineare sulla vita personale a artistica della inquieta superstar degli anni 60-70, ma sceglie un punto di osservazione molto specifico e ne fa la parte per il tutto. È infatti il racconto, supportato da repertorio, da materiale sonoro con la sua voce, da testimonianze soprattutto del figlio Chad e della ex moglie Neile Adams, del colossale progetto (1970), naufragato tra mille problemi, di realizzare un film sulla 24 ore di Le Mans e dunque "il" film definitivo sulle corse automobilistiche, sua grande passione: vera sintesi prima ancora che il mestiere di attore del suo modo di essere e di concepire la vita. »

Steve McQueen - Una vita spericolata | Indice

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