Francofonia - Il Louvre sotto occupazione

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Un film di Aleksandr Sokurov. Con Louis-Do de Lencquesaing, Benjamin Utzerath, Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes Titolo originale Le Louvre sous l'Occupation. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 87 min. - Francia, Germania, Paesi Bassi 2015. - Academy Two uscita giovedì 17 dicembre 2015. MYMONETRO Francofonia - Il Louvre sotto occupazione * * * - - valutazione media: 3,43 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,43/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
   
   
   
La storia di due uomini eccezionali: il direttore del Louvre Jacques Jaujard e l'ufficiale dell'occupazione nazista il conte Franziskus Wolff-Metternich, prima nemici, poi collaboratori.
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primo piano
Sokurov utilizza il Louvre come macchina del tempo e si fa pittore, storico e marinaio
Marianna Cappi     * * * 1/2 -

Jacques Jaujard era il conservatore in carica nel momento in cui la Francia fu occupata dai nazisti. Il conte Franziskus Wolff-Metternich era invece l'uomo mandato da Berlino per ispezionare l'inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirne in Germania una parte. I due erano molto diversi, un funzionario e un aristocratico, e molto nemici, ma collaboreranno per preservare i tesori dell'arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov, nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all'Hermitage e all'assedio di Leningrado, e a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all'Oceano. Sokurov va oltre l'idea del museo come contenitore per preservare l'arte e ne canta in questa elegia la natura di ritratto di una nazione e di un continente, codice genetico identitario.
Ci sono momenti di Francofonia in cui pare di trovarsi dentro un'histoire di Godard, per il tono assertivo delle affermazioni politiche, la gravità e l'ironia, per la combinazione dei materiali visivi e lo sconfinamento di quelli sonori. L'incedere di Sokurov attraverso il Louvre è lontano da quello dell'Arca russa e, in generale, il film che ne esce è molto diverso, meno coerente nel progetto estetico, più variamente stratificato e assemblato, così come i materiali che lo compongono, dalle foto d'epoca alle conversazioni via computer col capitano del mercantile, dalle ricostruzioni forzate, al teatro, al repertorio. A questa dimensione grafica di pastiche, si associano i rimbalzi temporali, il presente delle riprese e il passato prossimo dei confitti mondiali, il passato remoto della scultura giordana di nove mila anni fa (un salto di pochi istanti che lascia storditi e smossi) e il presente della proiezione, cui è impossibile non pensare, con il mare a teatro di perdite immani e la distruzione mirata della storia antica del Medio Oriente, del tesoro della sua identità culturale, appunto. "Uno stato ha bisogno di un museo per esistere", dice il film, mentre sedicenti stati costruiscono la loro esistenza sullo smantellamento del museo di un mondo. Ma Sokurov mescola il tempo anche all'interno del girato stesso, inventando un duo di operatori alla Lumière nella Parigi occupata, dove passano turisti con abiti di oggi.
All'incontro tra Jaujard e Wolff-Metternich si affianca quello del cineasta e dello storico che si fanno, per l'occasione, una persona sola. Sokurov si mette sulle tracce di Jaujard e Metternich proprio come uno storico dell'arte si mette sulle tracce dei personaggi di un quadro, entra nelle loro vite, nelle loro case. All'inizio del suo viaggio annovera tra i caratteri fondanti dell'identità europea la tradizione del ritratto, quel perpetrare la vita attraverso la raffigurazione del volto, che il primo piano cinematografico ha portato all'estremo. E allora non poteva mancare la Gioconda, presa a oggetto di un'efficace variazione dell'effetto Kulesov: alla sua leggendaria enigmaticità si può associare qualsiasi monologo, tanto quello rivoluzionario di fine '700 quanto quello egocentrico e assolutista di Bonaparte. Il tempo dell'arte non è quello dell'uomo, va oltre: fu questa consapevolezza ad accomunare Jaujard e Metternich. Ma la straordinaria vicenda della conservazione dei tesori del Louvre, nascosti nei castelli e scampati alla razzìa nazista, serve anche a Sokurov per suonare un requiem a ciò che è invece andato perso per sempre, nella sua Russia e nel resto dell'Europa orientale.
Intrinsecamente discontinuo, Francofonia offre momenti altissimi e altri in cui non è difficile distrarsi e finire con la mente al largo, certi di venire comunque presto recuperati dall'interesse del discorso e dalla bellezza delle immagini.

Incassi Francofonia - Il Louvre sotto occupazione
Incasso Totale* Italia: € 231.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 10 gennaio 2016
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Perplesso

lunedì 28 dicembre 2015 di brian77

Dopo aver visto il film rimanendo piuttosto perplesso e annoiato, sono andato a leggermi per curiosità le critiche italiane entusiaste, ma non ho trovato praticamente nessuno che riuscisse minimamente a discutere il film: o trovavo trombonate retoriche sull'importanza dell'arte, della memoria ecc, tutte cose che poteva dire qualunque professore novantenne in pensione di sessant'anni fa, oppure trovo frasi astratte sullo stile di Sokurov che lo esaltano come autore, artista, maestro, multi qui post continua »

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Una boccata d'aria

giovedì 24 dicembre 2015 di tavololaici

Che bel lavoro!! Una ode, spesso persino ironica (ho trovato infatti davvero spassose le apparizioni di Napoleone Bonaparte), all' arte , alla sua salvezza, agli animi che riescono a riconoscersi su questo piano anche sotto le bombe, come se in petto prendesse forma, di colpo, la decenza, e la bellezza- ovvero tutto l'esatto opposto del mondo in cui erano -e siamo- parte). Il regista mescola tecniche e stili diversi, muovendoci su piani diversi e temporalità dissonanti che si intersecano. Il continua »

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Cosa saremmo senza l'europa?

domenica 20 dicembre 2015 di FabioFeli

L’immagine angosciosa di un mercantile, che come la famosa Zattera della Medusa di Géricault rischia di essere inghiottito con  un prezioso carico di opere d’arte da un mare in tempesta, irrompe via Skype sullo schermo del computer del regista. Il dialogo a pezzi con il capitano Dirk sul mercantile viene interrotto da immagini del passato: appare la Parigi occupata dai nazisti nel 1940, che si accingono a perpetrare il sacco del Louvre grazie all’acquiescenza del continua »

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La banalità del “bene”?

domenica 3 gennaio 2016 di vanessa zarastro

Grande appassionato d’arte Sokurov fa un film sul Museo del Louvre un po’ come aveva fatto in “Arca russa” sull’Hermitage di S. Pietroburgo. Tre o quattro sono le storie (epoche) che s’intrecciano: 0 0 1 213 1217 DIPSA 10 2 1428 14.0 Normal 0 14 false false false IT JA X-NONE  continua »

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DVD | Francofonia - Il Louvre sotto occupazione

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 8 giugno 2016

Cover Dvd Francofonia - Il Louvre sotto occupazione A partire da mercoledì 8 giugno 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Francofonia - Il Louvre sotto occupazione di Aleksandr Sokurov con Louis-Do de Lencquesaing, Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes, Benjamin Utzerath. Distribuito da Eagle Pictures. Su internet Francofonia (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

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APPROFONDIMENTI | Il suo nuovo film Francofonia è oggi in concorso a Venezia 72.

Aleksandr sokurov

venerdì 4 settembre 2015 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Aleksandr Sokurov Classe 1951, un Leone d'oro vinto nel 2011 con Faust, Aleksandr Sokurov è di nuovo in caccia. Il suo nuovo film Francofonia - Il Louvre sotto occupazione è ora in concorso alla Mostra di Venezia: un documentario commissionato dal Louvre all'uomo che in Arca russa (2002) è riuscito a raccontare l'Ermitage di San Pietroburgo e la sua misteriosa bellezza con un piano sequenza di 96 minuti. Il cineasta ama però sparigliare le carte, e il film intreccia momenti perlustrativi tra le stanze del più celebre museo del mondo a sequenze di fiction, con Vincent Nemeth nei panni di Napoleone Bonaparte, Johanna Korthals Altes in quelli di Marianna, Louis-Do de Lencquesaing nel ruolo di Jacques Jaujart, direttore del Louvre sotto l'occupazione tedesca, e Benjamin Utzerath in quello di Franz Wolff-Metternich, amministratore dell'istituzione museale per conto dei nazisti.

   

INCONTRI | Intervista al regista di Francofonia, in concorso alla 72. Mostra di Venezia.

"siamo noi a salvare l'arte"

martedì 8 settembre 2015 - Paola Casella

Sokurov: Casualità: è la parola più usata da Aleksandr Sokurov, il regista russo che quest'anno concorre al Lido con Francofonia - Il Louvre sotto occupazione. A sentire lui, anche il Leone d'oro vinto quattro anni fa con il suo Faust è stato "una casualità", tanto più che Sokurov aveva dichiarato nel 2007 di non voler più partecipare in concorso. "Ma i produttori e distributori insistono che sia la forma più economica ed efficace di promozione del mio cinema. E siccome sono squattrinati sono costretto, mio malgrado, ad aiutarli, li osservo correre e porto loro l'acqua e gli asciugamani".

   

GALLERY | Oggi la giornata di Sokurov e Depp.

Mark ruffalo giornalista impegnato in spotlight

venerdì 4 settembre 2015 - a cura della redazione

Venezia 72, Mark Ruffalo giornalista impegnato in Spotlight Con l'apertura del concorso ieri, inaugurato dalla fuga adolescenziale di Looking for Grace e dall'orrore dei bambini africani costretti a combattere (Beasts of No Nation), è entrata nel vivo la 72. Mostra del Cinema di Venezia. Sul red carpet ieri sera hanno sfilato i protagonisti dell'apprezzato thriller giornalistico Spotlight (Fuori concorso) di Thomas McCarthy, Mark Ruffalo e Stanley Tucci. Un ottimo film "sobrio ed equilibrato" (parola di Ruffalo) che prende spunto dall'inchiesta giornalistica sulla pedofilia nella Chiesa portata avanti tra il 2001 e il 2002 dal Boston Globe e da un team di quattro giornalisti investigativi.

   

Un delirio Napoleone al Louvre

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Che noia stratosferica. Il trombone russo Aleksander Sokurov, doppiato dall'incolpevole Umberto Orsini, ci fa da cicerone in una delirante visita al Louvre. Dove spezzoni di filmati con Hitler s'incrociano con una Controfigura di Napoleone estasiato davanti alla Gioconda. Chiacchiere e immagini in libertà, roba da far svenire Giobbe. Ultima scena: due sedie vuote. Forse un fosco presagio del pubblico in sala. Da Il Giornale, 17 dicembre 2015 »

Con Napoleone e i nazisti al Louvre

di Alessandra Levantesi La Stampa

Già nel titolo c'è il senso del film di Aleksandr Sokurov: Francofonia, ovvero una sorta di elegia per musica, voci e immagini dedicata alla Francia in quanto metafora o supremo avamposto della civiltà occidentale; e una riflessione sull'ambiguo rapporto fra cultura e potere, tema su cui Sokurov va indagando da tempo con il suo personalissimo cinema. Se nell'Arca russa era l'Hermitage di Pietroburgo, qui il luogo d'elezione prescelto è il Louvre e ad avvicendarsi sono tre piani di racconto: nel presente, il regista dialoga via computer dal suo studio con un capitano, che naviga in balia della tempesta con un prezioso carico di dipinti; nel passato, siamo nella Parigi occupata dai nazisti, dove il curatore Jacques Jaujard si trova a dover collaborare con il nemico, nella figura del conte Franz-Wolff Metternich, per salvaguardare il patrimonio del più prestigioso museo del mondo; intanto nei saloni quasi svuotati aleggiano i fantasmi - ed è il terzo livello narrativo - di una trepida Marianna, simbolo della Francia, che non fa che ripetere lo slogan «Libertà Fraternità Uguaglianza»; e di un pomposo Napoleone, molto compiaciuto di essere stato lui a riempire le immense gallerie dei trofei depredati nel corso delle sue campagne militari. »

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Giugno 1940, i tedeschi hanno preso Parigi. Il conte Franz Wolff-Metternich, capo della commissione tedesca per la protezione delle opere d'arte in Francia, incontra il direttore del Louvre Jacques Jaujard, colui che ha predisposto il piano d'evacuazione dei musei transalpini. Già avvezzo al tema museale (Arca russa sull'Ermitage; Elegy of a Voyage del Bojimans di Rotterdam), il maestro russo Aleksandr Sokurov firma un'affascinante elegia sull'arte e sulla necessità della sua salvaguardia, a prescindere dalle contingenze della natura e le esigenze della politica: se Parigi val bene una messa, il Louvre val bene una stretta di mano tra galletti e nazisti. »

Con Sokurov è l'arte il centro della vita

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Un Amico anglofono dialoga via Skype con il Regista (che è proprio lui) seduto davanti al computer. L'Amico parla dalla cabina di comando di un'imbarcazione che trasporta opere d'arte, ma l'oceano in tempesta lo costringe a gettare a mare i preziosi container. Questa Metafora - ma che metafora? Sembra affermare il contrario del resto del film che mette l'arte, qui zavorra di cui liberarsi per sopravvivere, al centro della vita - fa da filo conduttore alla ricostruzione di una storia vera. Quella del direttore del Louvre Jaujard e del suo interlocutore durante l'occupazione nazista, il colto aristocratico Wolf-Metternich che fu suo complice nella protezione del patrimonio museale non senza conseguenze presso i vertici del Reich. »

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