Felice chi è diverso

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Un film di Gianni Amelio. Documentario, durata 93 min. - Italia 2014. - Cinecittà Luce uscita giovedì 6 marzo 2014. MYMONETRO Felice chi è diverso * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Attraverso interviste e immagini di repertorio, Amelio ripercorre la battaglia combattuta contro i gay in Italia nella seconda metà del 900.
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primo piano
Dal rapporto tra società e omosessuali nel '900 Amelio arriva a celebrare la diversità in assoluto
Gabriele Niola     * * * * -

Attraverso le parole dei giornali e le immagini di repertorio della televisione, viene raccontata la battaglia combattuta contro l'omosessualità in Italia nella seconda metà del novecento. Finita la repressione e il silenzio totale sulla questione degli anni fascisti, il paese scopre tutto insieme la presenza e la vita degli omosessuali, in una continua condanna che quando non prendeva la forma dell'attacco diretto o dell'insulto palese, era sottilmente indagata come la più infamante delle condizioni, la più deprecabile delle depravazioni umane.
L'accettazione sociale dell'amore omosessuale e la sua normalizzazione sono una questione lessicale irrisolta per Gianni Amelio. È questa la prima e più importante intuizione sottesa a tutto quel che Felice chi è diverso costruisce, l'assunto che fonda un'impalcatura costituita da circa 20 interviste a 19 anziani omosessuali che ricordano la loro vita e (in un chiusura) ad un adolescente che non conosce che la situazione odierna.
Parte quindi dalle parole ma finisce anche alle parole questo documentario che celebra non la diversità dal normale (come spesso viene identificata l'omosessualità) ma la diversità in quanto tale, anche all'interno della singola categoria (che è poi il senso della poesia di Sandro Penna da cui il titolo è tratto). Sebbene Felice chi è diverso non vada per nulla leggero nel raccontare gli abissi di ignoranza che hanno caratterizzato la propaganda omofobica negli anni trattati, il documentario vive soprattutto di momenti sorprendenti in cui molti intervistati si dicono comunque nostalgici del passato. Chi per pudore, chi per l'eccitazione del proibito, chi per la varietà delle categorizzazioni che prendevano la forma dei diversi epiteti regionali e che la parola "gay" ha appiattito come se tutto fosse la stessa cosa. Nessuno è uguale a nessun altro in questo racconto fatto solo da omosessuali, nessun esperienza si somiglia, nessun opinione concorda.
Mettendo in primo piano titoli di giornale, assurdità lessicali, follie giornalistiche (come il reportage investigativo sulla prostituzione maschile o le interviste canzonatorie in rima) fino alle gag più innocenti che nascondevano comunque una lettura repressiva del fenomeno, Amelio agita lo specchietto dell'indignazione facile, ma sembra che il vero obiettivo di questo documentario sia di far strisciare dietro alle immagini e riuscire a permeare ogni racconto di quel senso di gioia delle differenze che è la base della tolleranza in generale.
Non c'era di sicuro bisogno di un nuovo documentario sulla vita omosessuale, di certo ce n'era di uno come questo che riporta alla luce un clamoroso rimosso collettivo e affronta la questione da un punto di vista tra i meno comuni, per cercare di superare uniformità di sguardo e percezione e rendere la complessità di un mondo.

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Testimonianze toccanti contro ostilità preconcette

mercoledì 12 marzo 2014 di effemmecinema

 Invertiti, anti-natura, “capovolti”, “terzo sesso”: queste solo alcune delle parole coniate da un mondo eterossessuale, spietato e sessista, per additare con spregio gli omossessuali, affiancate non di rado da altri vocaboli, pescati appositamente per loro dallo “stanzino maleodorante” del vizio e dello squallore. Difficile però non condividere il dettame “Il bambino è perfetto, sbagliata è la società” di continua »

Aron Sanseverino
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DVD | Felice chi è diverso

Uscita in DVD

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APPROFONDIMENTI | Il regista conferma la complicità con i personaggi quale specifico del suo cinema.

Gianni amelio

mercoledì 5 marzo 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Gianni Amelio Penetra per noi nella «giungla dei morbidi» Gianni Amelio, autore del documentario Felice chi è diverso nelle sale dal prossimo 6 marzo distribuito da Istituto Luce e Rai Cinema. Dove per «giungla dei morbidi» si intende(va) quella parte di Villa Borghese a Roma teatro secondo un cinegiornale scandalistico di inizio anni 70 di incontri tra maschi, altrimenti definiti "invertiti", "diversi", "finocchi", "pin up boy" o "capovolti", da cui la definizione delle pratiche omosessuali come "vizio capovolto".

   

La storia mai raccontata degli omosessuali in Italia

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Sono ricchi, poveri, colti, ignoranti, ingenui, smaliziati, felici, quasi felici, molto infelici. Hanno tutti 70-80 anni, tranne uno. E sono omosessuali. Insieme, sollecitati con infinita delicatezza da Amelio, raccontano una storia "invisibile" che appartiene a tutti. La storia di un paese che sotto il fascismo (ma anche dopo, eccome!) ha cancellato l'esistenza degli omosessuali. Alle interviste, Amelio alterna materiali di repertorio agghiaccianti nella loro volgarità, reticenza, e in fondo inesistenza. »

Prima l'orgoglio della differenza poi vengono le norme

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Lo sguardo sull'omosessualità del documentario di Gianni Amelio Felice chi è diverso è l'opposto di quello espresso ripetutamente da Ferzan Ozpetek e confermato anche dal suo nuovo film Allacciate le cinture. Tanto il regista turco-romano afferma un principio di normalizzazione e interpreta un soggetto che aspira a essere al centro della medietà borghese e ad affermare la propria quota di potere e di lobby (pur, certamente, nella fantasiosa stravaganza di assortimenti che antiborghesi, però, sono soltanto all'apparenza), quanto invece il lavoro di Amelio scava - tra persone in età avanzata - in ciò che si è fatto finta di dimenticare, cerca i reietti (non solo: la passerella di testimonianze comprende anche persone solidamente affermate nella società ma che la coscienza della condizione di reietto hanno conservata ben ferma). »

Amelio, l'omofobia si combatte con leggerezza

di Alessandra Levantesi La Stampa

Di Felice chi è diverso, documentario sull'ostracismo degli omosessuali nella società italiana sull'arco di oltre mezzo secolo a partire dall'epoca fascista, è straordinario il modo in cui riesce a coniugare leggerezza e gravità. La leggerezza nasce dalla serenità d'animo e di mente con cui Gianni Amelio (che ha fatto outing qualche tempo fa) affronta il tema; la gravità deriva dalla consapevolezza che la battaglia per accettare e far accettare la propria identità sessuale ha inciso ferite profonde nella vita di troppi; e che il problema tuttora sussiste. »

di Adriano De Grandis Il Gazzettino

Omosessuali, ieri. Dopo il recente coming out, Amelio firma un documentario sincero, didattico e a uso soprattutto delle nuove generazioni per capire come si viveva da gay, dal fascismo agli anni'70. Fin troppo convenzionale nella forma, l'interesse è sul "contenuto", dove con le testimonianze di gente famosa e non, si dimostra (non senza ironia, specie con Paolo Poli e il gay degli ambienti vaticani) la crudeltà di una società che non è cambiata molto, come rivela il finale con il ragazzo del 2000. »

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Gabriele Niola
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Il film è oggi distribuito in 1 sala cinematografica:
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