Il quinto potere

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Un film di Bill Condon. Con Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Anthony Mackie, David Thewlis, Alicia Vikander.
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Titolo originale The Fifth Estate. Drammatico, durata 129 min. - USA 2013. - 01 Distribution uscita giovedì 24 ottobre 2013. MYMONETRO Il quinto potere * * - - - valutazione media: 2,40 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,40/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * - - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Nel 2007 Julian Assange, già gestore e fondatore di WikiLeaks, incontra Daniel Domscheit-Berg. Con lui porterà la piattaforma alla notorietà mondiale.
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Una delle storie più importanti di questi anni non diventa cinema nella maniera che meriterebbe
Gabriele Niola     * * - - -

Nel 2007 Julian Assange, già gestore e fondatore di WikiLeaks, incontra Daniel Domscheit-Berg, con lui nel corso di 3 anni porterà la piattaforma per la divulgazione di documenti riservati alla notorietà mondiale attraverso la pubblicazione di una serie segreti clamorosi, culminati con i cablogrammi e i resoconti riguardanti la guerra in Afghanistan del governo americano nel 2010, evento talmente clamoroso da distruggere la stessa organizzazione interna del sito e renderlo il nemico dei principali governi del pianeta.
Quella di WikiLeaks è una storia a doppio livello. Da una parte è un racconto dell'era digitale, la nascita di un sito (e di una tecnologia dietro di esso) che ha cambiato il concetto di segretezza, consentendo la più grande fuga di notizie nella storia dell'informazione; dall'altra è uno dei molti esempi delle nuove forme di attivismo, cioè di come la tecnologia e la comunicazione digitale stiano cambiando la maniera in cui gli individui agiscono e si muovono per protestare attivamente contro le istituzioni.
In questo senso il film di Bill Condon (scritto da Josh Singer, ex collaboratore di Aaron Sorkin) guarda sia alla nuova scia di film che cercano di portare al cinema la più grande rivoluzione dei tempi che viviamo attraverso gli uomini dietro gli indirizzi internet più noti (da The social network fino ai prossimi biografici su Steve Jobs), sia ai movimenti politici e alle tendenze sociali maggiori, come già cercavano di fare i documentari TPB: AFK e We are legion. Forse però non è Bill Condon la personalità più adatta per un simile impiego.
Della complessa figura di Julian Assange il regista azzecca ma non calca il contrasto tra tensione verso la verità e continuo ricorso alla menzogna, la costruzione di un personaggio per molti tratti fasullo e l'irrefrenabile tendenza alla mistificazione finalizzata ai propri nobili scopi, che poi concidono sempre con quelli della sua creatura.
Tuttavia, dotato di un immaginario saldamente radicato nei decenni passati e poco incline a ripensare il cinema per adattarsi alla messa in scena di qualcosa che non c'è (un sito internet), Il quinto potere non ambisce al rigore di The social network (che di un network sociale come Facebook mostrava il contesto di nascita, nuove imprese da nuove categorie umane) ma anzi, pur puntando anch'esso sul rapporto fedeltà/tradimento di due amici, ha la sua trovata visiva più audace in un'idea vecchio stampo per la quale WikiLeaks viene rappresentato da un ufficio anni '50, in cui i file arrivano sotto forma di fogli di carta che bruciano quando viene attaccato. È solo un esempio dell'incapacità del film di immaginare un cinema diverso per raccontare dinamiche, personaggi e fatti unici, che si rispecchia anche nella necessaria semplificazione che viene fatta del protagonista. Il quinto potere infatti in molti punti dipinge Julian Assange con i toni del villain classico (quasi da Ian Fleming, dall'apparenza anticonvenzionale che si rispecchia in gusti, valori e tendenze non ortodosse), non solo lo mette esplicitamente dalla parte del male facendolo scivolare lentamente nel delirio (del resto il film è tratto dal resoconto molto parziale contenuto nel libro scritto dall'ex socio di Assange, ora in causa con lui) ma racconta il legame con Daniel Domscheit-Berg attingendo dichiaratamente al repertorio del melodramma e andando ben oltre l'innocuo bromance. L'Assange di Condon si comporta come una fidanzata ferita che per affermare la propria indipendenza compie il più clamoroso degli atti (di nuovo come Zuckerberg all'inizio di The social network, solo che in quel caso si trattava di un fatto ammesso dallo stesso protagonista) e questo senza negarsi nessuno dei peggiori stereotipi legati al mondo dell'hacking, dalla solitudine all'inettitudine sociale fino al rancore.
Diviso tra l'ammirazione per le conquiste di WikiLeaks e la condanna dei rischi che ha corso, Il quinto potere appare più preoccupato di tirare una morale alla fine della storia (rigorosamente in bocca a giornalisti della carta stampata) che di mostrare la maniera in cui le nuove tecnologie stiano lasciando emergere nuovi protagonisti, nuovi contrasti e nuovi problemi ai vertici socio-economici della società. Il film tralascia totalmente la ricerca di un registro differente dal solito, riducendo una storia complessa da spiegare proprio per la peculiarietà dei suoi contrasti, ad un melò vecchio stampo in cui le dialettiche sono sempre gelosie, invidie e vanità già note e prevedibili dallo spettatore.

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Incassi Il quinto potere
Primo Weekend Italia: € 301.000
Incasso Totale* Italia: € 432.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 3 novembre 2013
Primo Weekend Usa: $ 1.714.000
Incasso Totale* Usa: $ 2.840.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 27 ottobre 2013
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Il coraggio è contagioso

venerdì 25 ottobre 2013 di Gabardine

Il film si limita a raccontare fatti realmente accaduti riguardanti la storia di Wikileaks e del suo fondatore Julian Assange. Il linguaggio usato dal regista, a me sconosciuto, è semplice ed efficace, e permette allo spettatore di rettificare autonomamente la vastità di informazioni rilasciate durante il racconto. A tal proposito ho trovato molto utili le suggestive inquadrature su edifici, privati e non, di rilevanza politica ed economica che hanno sicuramente giovato all'archiviazione continua »

se volete la verità dovrete cercarvela da soli...
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Julian Assange
Non va troppo lontano chi si fida delle persone.
Le persone sono leali ma per opportunismo cambiano idea.
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Julian Assange
Il coraggio è contagioso.
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DVD | Il quinto potere

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 8 maggio 2014

Cover Dvd Il quinto potere A partire da giovedì 8 maggio 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il quinto potere di Bill Condon con Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Alicia Vikander, Carice van Houten. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet quinto potere (DVD) è prenotabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 14,99 €
Prezzo di listino: 16,99 €
Risparmio: 2,00 €
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FOCUS | Benedict Cumberbatch, con Il quinto potere una popolarità meritata.

Lo sguardo ostinato

martedì 22 ottobre 2013 - Dario Zonta

Lo sguardo ostinato Giusto qualche ora fa, eravamo all'anteprima milanese del Il quinto potere, che non è il sequel del capolavoro che fu di Orson Welles ma lo spudorato tentativo di sfruttare quel discorso che dalla carta stampata si è andato evolvendo all'informazione ai tempi di wikileaks. Non senza fatica stavamo cercando di districarci nell'intrigo informativo e informatico scatenato dalle impalpabili "gole profonde" della rete, certo meno affascinanti di quella primigenia che fu in Tutti gli uomini del presidente, quando salta la luce in sala, anzi in tutto il cinema.

   

NEWS | La vera storia del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. Dal 24 ottobre al cinema.

Il sito ufficiale

lunedì 7 ottobre 2013 - a cura della redazione

Il quinto potere, il sito ufficiale La storia ha inizio quando il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange e il suo collega Daniel Domscheit-Berg uniscono le forze per diventare dei cani da guardia, in grado di controllare l'attività dei potenti e dei privilegiati. Grazie a un piccolo budget, i due creano una piattaforma online che consente ai loro informatori di trasmettere in forma anonima delle notizie riservate, puntando così i riflettori sui luoghi oscuri dove si nascondono i segreti governativi e i crimini aziendali. In breve tempo, riescono a svelare più notizie importanti di tutti i leggendari mass media tradizionali messi insieme.

   

Il ritratto di Assange regge: è equilibrato

di Alessandra Levantesi La Stampa

Arriva nelle sale italiane in un'aura di flop annunciato, tanto negativa è stata l'accoglienza di pubblico (e di critica) nelle piazze in cui è uscito. Sono opinioni che vanno tenute in debito conto, e tuttavia di questa causa evidentemente persa vorremmo assumere in qualche modo la difesa. Basato su due libri - Wikileaks dei giornalisti inglesi Leigh e Harding e soprattutto Inside Wikileaks (Marsilio) che il tedesco Daniel Domscheitd-Berg, braccio destro di Julian Assange per 3 tumultuosi anni, ha scritto all'indomani della sua tormentata uscita dal sito - Il quinto potere aveva varie sfide da superare. »

Più polemiche che adrenalina

di Michele Anselmi Il Secolo XIX

Sabato scorso, durante la manifestazione romana purtroppo degenerata in tafferugli, i giovani "antagonisti" hanno pensato bene di imbrattare anche i manifesti parapedonali del film "Il quinto potere". «Boicottatelo, non andate a vederlo, è prodotto dalla Dreamworks di Spielberg, collegata agli interessi e al potere del governo americano» recita il tam-tam in rete e ripetono i militanti dei centri sociali. Specie dopo che Julian Assange ha reso nota una lettera spedita dall'attore inglese Benedict Cumberbatch che lo incarna sullo schermo con notevole somiglianza: nei gesti, negli abiti, nei mitici capelli bianchi, nella cadenza australiana Vi si legge: «Io credo che tu sia una brava persona, ma non è un buon film quello che hai interpretato e scelto, si basa su una sceneggiatura "tossica", ti sei affidato a persone il cui scopo primario è distruggere e rimuovere tutto il lavoro fatto da WikiLeaks». »

Scacco matto a Wikileaks

di Giulia D'Agnolo Vallan Il Manifesto

Una delle affermazioni interessanti fatte nel denso documentario di Alex Gibney We Steal Secrets: The Story of WikiLeaks era che -estradizione o meno- il dipartimento di stato Usa ha già vinto una battaglia fondamentale contro Julian Assange, e cioè quella dell'immagine, isolando il fondatore di WikiLeaks da quegli stessi organi mediatici istituzionali - New York Times, The Guardian e Der Spiegel- che hanno pubblicato il blocco più enorme e determinante dei documenti segreti postati sul suo sito. »

Il quinto potere | Indice

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