Sacro GRA

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Un film di Gianfranco Rosi. Documentario, durata 93 min. - Italia 2013. - Officine Ubu uscita giovedì 19 settembre 2013. MYMONETRO Sacro GRA * * 1/2 - - valutazione media: 2,93 su 67 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,93/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
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 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Un documentario sui generis vincitore del Leone d'Oro alla 70.a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
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primo piano
Distruggendo ogni convenzione sul documentario, Rosi guarda e fa guardare la realtà come fosse cinema
Gabriele Niola     * * * * -

Intorno al Grande raccordo anulare di Roma (GRA) si svolgono diverse esistenze. Un nobile piemontese decaduto che vive con la figlia in un appartamento in periferia (accanto ad un dj indiano), un pescatore d'anguille, un esperto botanico che combatte per la sopravvivenza delle palme, un paramedico con una madre affetta da demenza senile, delle prostitute transessuali, un nobile che vive in un castello affittato come set per fotoromanzi, alcuni fedeli che osservano un'esclisse al Divino Amore attribuendola alla Madonna e delle ragazze immagine di un bar.
Nonostante sia raccontato in maniera non lineare, incrociando le diverse storie che il regista ha scelto di seguire, Sacro GRA appare come un road movie che non attraversa nulla, come se il regista avesse solcato un territorio fermandosi in diversi punti per documentarne l'eterogeneità. Invece è un cerchio il percorso battuto in due anni di lavorazione, tragitto che per antonomasia non conduce a nulla ma collega tutto.
Intorno alla mastodontica struttura che racchiude Roma Rosi ha studiato l'elemento umano, come sempre avviene nei suoi documentari che partono da un paesaggio per indagare i suoi abitanti. In questo caso il paesaggio umano che si muove nel paesaggio urbano a pochi metri dal raccordo, visto attraverso il montaggio che il regista fa delle decine di ore di materiale girato, diventa un paesaggio cinematografico.
Se il cinema di finzione ha la capacità di fondare la mitologia dei luoghi realmente esistenti in cui sceglie di ambientare le sue storie, Sacro GRA scarta subito la soluzione più semplice solitamente lasciata ai documentari e riprende pochissimo il raccordo in sè. Sono gli uomini a definire il luogo e non viceversa, un'umanità assurda, paradossale e imprevedibile. Persone e caratteri che la realtà sembra ereditare dal cinema (tanto che ci si chiede cosa si sia ispirato a cosa).
Si fa infatti fatica ad accettare la realtà documentaristica delle storie di Sacro GRA tanto il loro svolgersi pare in linea con i dettami e gli stilemi dei generi del cinema. Alcuni segmenti ricordano le commedie italiane anni '50, altri hanno personaggi che parlano di "antipasti della vendetta" e di attacchi come in un film di guerra, altri sono apertamente grotteschi e caricaturali, altri ancora non disdegnano il dramma intimista della vecchiaia o il kammerspiel, con una finestra a fare da frame nel frame.
In ogni caso è la capacità fuori dal normale di Gianfranco Rosi di posizionare la videocamera (quindi scegliere il suo punto di vista sugli eventi) a provocare la trasfigurazione del reale in mitologia del cinema. Come se fosse andato ai confini del mondo (e invece, lo si ripete, ha solo girato in tondo) Rosi riesce a distruggere ogni convenzione documentarista per trovare il cinema nella realtà attraverso lo sguardo e raccontare così il paesaggio umano più vicino a noi (dopo i narcos di El sicario e i messicani di Below sea level). Nato ad Asmara, con nazionalità italiana e americana, nell'85 si trasferisce a New York dove studia alla New York University Film School. Il suo primo mediometraggio, Boatman, risale al 1993 e viene presentato in vari festival internazionali. In seguito presenta alla Mostra del Cinema di Venezia Afterwords, nel 2001, e Below Sea Level, nel 2008, che si aggiudica i premi Orizzonti e Doc/It. Il film vince anche il premio come miglior documentario al Bellaria Film Festival, i Grand Prix e il Prix des Jeunes al Cinéma du Réel del 2009, il premio per il miglior film al One World Film Festival di Praga, il Premio Vittorio De Seta al Bif&st 2009 per il miglior documentario ed è nominato come miglior documentario all'European Film Awards 2009.
Del 2010 è invece il lungometraggio El sicario - Room 164, film-intervista su un sicario messicano che vince diversi premi. Dirige inoltre varie pubblicità progresso, ma il successo vero e proprio arriva nel 2013, quando il suo documentario Sacro GRA, che racconta vite difficili intorno al Grande Raccordo Anulare di Roma, vince il il Leone d'oro al miglior film alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Incassi Sacro GRA
Primo Weekend Italia: € 178.000
Incasso Totale* Italia: € 970.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 20 ottobre 2013
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Premi e nomination Sacro GRA

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
David di Donatello
0
1
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Tempo e soldi sprecati, una noia mortale

venerdì 4 ottobre 2013 di Millotta

Ben girato, ben fotografato... e basta. Casi umani osservati con voyeurismo quasi perverso. Emozioni: pochissime. Sbadigli, sbadigli e ancora sbadigli. Da escludere l'ultimo spettacolo: l'assopimento è assicurato. Tipico film che piace alla critica, molto meno al pubblico. Leone d'oro? Se questo è il nuovo cinema italiano, come ci siamo ridotti... Chi vuole comunque andare a vederlo, non dica che non era stato avvisato. continua »

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Il documentario riprende il suo meritato spazio

giovedì 19 settembre 2013 di Deborissimah

E' bello che l'Italia sia tornata sul podio di casa ed è bellissimo che uno dei maggiori festival mondiali abbia premiato un documentario, genere troppo spesso relegato ai margini della cinematografia. A parere di chi scrive tra i film in concorso c'era di meglio, tuttavia è apprezzabile il messaggio che si è voluto dare con questa incoronazione. Molto carino, Sacro GRA, niente di eclatante, ma decisamente godibile. Un piccolo spaccato di vita ai margini della Capitale, continua »

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Il neo neorealismo.

mercoledì 2 ottobre 2013 di Boyracer

Finalmente un grande film italiano in concorso a Venezia, potente, originale, coraggioso e ben fatto, tanto da conquistare meritatamente e con poche discussioni il Leone d'Oro dopo 15 anni da quel 1998 di Gianni Amelio e del suo  “Così ridevano”, ultimo italiano a vincere in casa prima di questo “Sacro Gra”. Il regista Gianfranco Rosi ha impiegato 3 anni e migliaia di ore di girato per arrivare a questi 93 minuti di vero cinema e di vera poesia. Il film continua »

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La grande bruttezza

lunedì 30 settembre 2013 di gambadilegnodinomesmith

Intuizione interessante per titolo e soggetto.  Lo spazio di ritagli urbani che si relativizza in luogo in quanto vissuto da persone e storie ricche di incomunicabilità là dove una città risulta ai più di passaggio. Possibile risposta al decadentismo della Roma intra moenia di Sorrentino. L’operazione risulta però compiaciuta di questa trovata risultando sterile e superficiale, non riesce a superare la frammentarietà di questi ritratti di persone continua »

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DVD | Sacro GRA

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 20 febbraio 2014

Cover Dvd Sacro GRA A partire da giovedì 20 febbraio 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Sacro GRA di Gianfranco Rosi con . Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Sacro GRA (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 7,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,00 €
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APPROFONDIMENTI | Roy Andersson e il cinema d'autore nel Piccione.

Uno spettatore riflette sull'esistenza

sabato 21 febbraio 2015 - Roy Menarini

Uno spettatore riflette sull'esistenza In una sala del nord Italia, non particolarmente affollata ma nemmeno deserta, uno spettatore anziano - a metà di Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - esclama voltandosi verso la moglie: "Non è un vero film: è una serie di vignette surreali", mostrando apprezzamento sia per quel che vede sullo schermo sia per la propria intuizione. A fianco, la signora (evidentemente bene informata su premi e festival) risponde di rimando: "Si vede che a Venezia piace così. Anche il Leone dell'anno scorso, Sacro GRA, non era un vero film".

   

FOCUS | Alice Rohrwacher premiata a Cannes: un bel segnale.

Onda&fuorionda

domenica 1 giugno 2014 - Pino Farinotti

ONDA&FUORIONDA Il film Le meraviglie diretto da Alice Rohrwacher ha dunque vinto il Grand prix della giuria al festival di Cannes. Il trofeo viene considerato il secondo in ordine di importanza, dopo la Palma d'oro. Il riconoscimento è un bel segnale, che riallaccia il filo d'oro dell'Oscar, attribuito alla Grande bellezza di Sorrentino. Ed è recente anche il Leone d'oro attribuito a Gianfranco Rosi col suo Sacro Gra, lo scorso settembre al festival di Venezia. Non vincevamo il "Leone" dal 1998 (Così ridevano di Amelio) e l'Oscar dal '99 (La vita è bella di Benigni) e continuiamo a non vincere la Palma dal 2001 (La stanza del figlio di Moretti).

   

INCONTRI | Gli artisti presenti al Festival raccontano la loro esperienza.

Bilanci e impressioni degli italiani

lunedì 14 ottobre 2013 - Paolo Bertolin

Busan 2013, bilanci e impressioni degli italiani Al Festival Internazionale di Busan, anche quest'anno il cinema italiano è stato presente con una partecipazione numerosa e diversificata. Del resto, il pubblico coreano è qui sempre assai curioso della nostra produzione, che altrimenti fatica a raggiungere gli schermi locali. Come di consueto, approfittando della contiguità, Busan ha fatto incetta di recenti titoli veneziani, dal Leone d'Oro Sacro GRA, con Gianfranco Rosi accolto dalla platea coreana come una maestà del cinema, a L'Intrepido di Gianni Amelio, da Via Castellana Bandiera di Emma Dante a L'arbitro di Paolo Zucca.

   

INCONTRI | Gianfranco Rosi a Busan con il documentario vincitore del Leone d'Oro.

Il conquista la corea

mercoledì 9 ottobre 2013 - Paolo Bertolin

Il Sacro GRA conquista la Corea Gianfranco Rosi è uno dei più importanti registi italiani contemporanei - e da molto prima della consacrazione del Leone d'Oro per Sacro GRA. Cineasta essenziale già dal suo primo film, Boatman, realizzato in India vent'anni fa, e già premiato a Venezia nel 2008 per Below Sea Level, Rosi vanta un'impeccabile filmografia di grande cinema, che comprende pure lo sconvolgente El Sicario, Room 164. Opere sfortunatamente ignorate dalla nostra distribuzione, ma che hanno conosciuto circolazione globale nei festival e che ora, proprio mentre Sacro GRA dimostra il potenziale di botteghino del documentario creativo, saranno disponibili per gli utenti di MYmovies.

   

APPROFONDIMENTI | Sacro GRA come contenitore di personaggi.

Morte e miracoli

domenica 22 settembre 2013 - Roy Menarini

Vita, morte e miracoli In un sol colpo, un documentario italiano è stato per la prima volta selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia, e ha contemporaneamente vinto il Leone d'Oro. Roba da stropicciarsi gli occhi, avranno pensato le decine di autori che da anni sfornano il miglior cinema italiano - quello documentario, appunto - e che spesso ibridano i linguaggi senza poter ambire ad altro che a una nicchia di appassionati. Sebbene dunque sia vero che il film di Rosi riscatta e difende un'intera categoria, è anche oggettivo il contrario: Sacro GRA è un signor documentario, e stacca di chilometri (visto che parliamo di una tangenziale) molti colleghi impegnati nel cosiddetto cinema del reale.

   

APPROFONDIMENTI | Le riflessioni di Dario Zonta, creative producer del film Leone d'oro a Venezia 70.

La rivincita del documentario

martedì 10 settembre 2013 - Dario Zonta

Sacro GRA, la rivincita del documentario A questo punto bisogna parlare più consapevolmente del ruolo del documentario nella politica cinematografica e culturale italiana, ora che il Leone d'oro è andato a un film documentario, Sacro Gra di Gianfranco Rosi. La vittoria, lasciatecelo dire, ha un valore storico perché per la prima volta, grazie al coraggio di Alberto Barbera, un film documentario è entrato nella competizione maggiore, concorrendo al pari di altri film di fiction, e perché ha vinto sbaragliando proprio quella concorrenza.

   

APPROFONDIMENTI | A Venezia 70 con Sacro GRA, uno dei rifondatori del documentario italiano.

Gianfranco rosi

giovedì 5 settembre 2013 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Gianfranco Rosi Una delle cose più interessanti della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ancora in corso è il dibattito sul documentario. In selezione ufficiale ce ne sono 21 disseminati in varie sezioni, due in concorso. Ma sulla terminologia non c'è accordo. O almeno, viene fuori vedendo i film e ascoltando gli autori che la definizione è spesso una formula di comodo. Costanza Quatriglio, regista di Con il fiato sospeso, presentato fuori concorso, racconta l'avvelenamento di alcuni giovani ricercatori dell'Istituto di Chimica e farmacia dell'Università di Catania, e affronta di petto la questione scegliendo attori professionisti come Alba Rohrwacher e Michele Riondino voce narrante per un'opera all'apparenza documentaristica.

   

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Due sensazionali boiate. Guarda caso reduci dalle magiche notti veneziane. Sacro Gra, del documentarista Gianfranco Rosi, è addirittura l'incredibile (?) vincitore del Leone d'oro: forse allo spiritoso Bernardo Bertolucci non è parso vero di aver scovato un film più barboso dei suoi. Quanto a noia, non gli è da meno Via Castellana Bandiera, della regista teatrale Emma Dante. Dunque, Sacro Gra è un documentario formato da una ventina di siparietti attorno al Grande Raccordo Anulare di Roma. Le auto sfrecciano, o restano bloccate dagli ingorghi, come quando nevica. »

Racconto corale lungo i confini del raccordo anulare

di Curzio Maltese

Nel paese che ha inventato le città, convivono ormai in ogni città due anime opposte, i centri storici più straordinari e le periferie più atroci. Nella capitale questa schizofrenia esplode. Al centro rimane la Roma delle mille meraviglie e intorno, lontano anni luce, prolifera nel traffico e a un ritmo selvaggio l'ammasso informe cresciuto intorno al raccordo anulare. In questa seconda città segreta e spaesata ha vagato per quasi tre anni il regista Gianfranco Rosi, alla ricerca d'immagini e persone reali che potessero diventare racconto nel suo Sacro Gra,Leone d'oro a Venezia. »

Ecco il racconto con il Leone d'oro

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Quando "Sacro Gra" venne presentato a Venezia ai primi di questo mese misi subito in evidenza che, per la prima volta, la Mostra del Cinema accoglieva in concorso nella sezione ufficiale un documentario, sia pure di lungometraggio. Rilevavo però che, dopo averlo visto, meritava proprio questa eccezione, subito confermata del resto da un altro primato assoluto, la vincita del Leone d'oro. Il noto documentarista Gianfranco Rosi, che lo ha scritto, diretto e fotografato, gli ha dato come sola cornice quel Grande Raccordo Anulare che si estende per 70 chilometri attorno a Roma. »

Un referto «obiettivo» per nuovi percorsi narrativi

di Valerio Caprara Il Mattino

Il migliore bounty killer della Mostra di Venezia è apparso subito il botanico che conduce una caccia solitaria e spietata al coleottero sterminatore di palme chiamato punteruolo rosso. Così come s'è rivelato il più fine umorista il decaduto nobile piemontese che, seppure rinchiuso nel microvano di un orribile palazzone, si slancia a paragonare l'odore di una melanzana con quello del nobile rosso francese Chateau d'Yquem... Testa a testa, naturalmente, con la cubista vestita di soli slip, calze a rete e tacchi 12 che prima d'esibirsi in un losco baretto per camionisti si chiede se il rossetto scelto per la serata non sia per caso «un po' da mignotta». »

Sacro GRA | Indice

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