I figli della mezzanotte

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Un film di Deepa Mehta. Con Satya Bhabha, Shahana Goswami, Rajat Kapoor, Shabana Azmi, Ronit Roy.
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Titolo originale Midnight's Children. Drammatico, durata 146 min. - Canada, Gran Bretagna 2012. - Videa - CDE uscita giovedì 28 marzo 2013. MYMONETRO I figli della mezzanotte * * 1/2 - - valutazione media: 2,85 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,85/5
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Deepa Mehta si conferma impavida e abile nel portare sul grande schermo le problematiche della sua terra d'origine
Paola Casella     * * * - -

Bombay, 1947. Allo scoccare della mezzanotte, nell'anno in cui veniva dichiarata l'indipendenza dell'India dall'Inghilterra, nasce Shiva, figlio di una coppia benestante. Ma in ospedale un'infermiera decide di scambiare il bambino con un altro neonato, Saleem, anch'egli nato esattamente a mezzanotte, ma figlio di un mendicante della casta più umile. L'infermiera è convinta di compiere così un atto di giustizia sociale, in realtà darà solo luogo ad una catena infinita di equivoci e tragedie. E il destino dei "figli della mezzanotte" si dipanerà attraverso i decenni in parallelo con quello dell'India, diventandone metafora.
I figli della mezzanotte è tratto dall'omonimo best seller di Salman Rushdie e l'immagine simbolo del film, più volte reiterata, è quella del fuoco d'artificio, poiché storia e Storia prendono la forma di una continua esplosione, a volte gioiosa, più spesso drammatica. Deepa Mehta, che aveva piacevolmente sorpreso pubblico e critica con la trilogia Fire, Earth e Water, si conferma impavida nel portare sul grande schermo le problematiche legate alla sua terra d'origine, da lei lasciata per trasferirsi in Canada, ma mai del tutto abbandonata.
La potenza e la sensualità di certe immagini - un seno nudo visto attraverso l'oblò ritagliato in un lenzuolo, un neonato intoccabile abbandonato su un telo sporco, un primo piano mefistofelico di Indira Ghandi - confermano il talento registico di un'autrice che non ha paura di piazzare la cinepresa in medias res, privando se stessa, e gli spettatori, di filtri emotivi di fronte alla vitalità di un paese fatto di contrasti e contraddizioni, oltre che di grande bellezza. I frequenti excursus nel realismo magico, legati alle apparizioni dei figli della mezzanotte che turbano i sogni ad occhi aperti di Saleem, spingono la narrazione ancora più sopra le righe, restituendo un quadro di forte impatto.
C'è molto amore e molta rabbia da parte della regista verso la propria terra, cui risparmia (cinematograficamente parlando) gli eccessi di folklore e di retorica di altre conterranee espatriate in Occidente. La sensazione per lo spettatore è quella di trovarsi in mezzo ad un fiume in piena al quale è più facile abbandonarsi che opporre resistenza. Un maggiore lavoro di selezione però avrebbe dovuto essere operato sulla sceneggiatura, che tenta di far coesistere tutte le suggestioni e le svolte del romanzo di Rushdie in un film di quasi due ore e mezza. Il risultato è talvolta schiacciante e di difficile decodificazione, soprattutto per chi non ha familiarità con la storia originale.

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Realismo magico indiano

giovedì 12 settembre 2013 di Linus2k

Ho conosciuto la regista indiana Deepa Metha grazie alla splendida trilogia "Water-Earth-Fire", il cui film "Water" le valse la nomination all'Oscar come miglior film straniero (chiunque non l'abbia visto è caldamente invitato a recuperarlo), ed attendevo da tempo una sua nuova opera. Il cinema della Deepa si caratterizza per uno sguardo sul suo Paese scevro di sovrastrutture "bollywoodiane" e di quel lato kitsch che accompagna a volte il cinema indiano. continua »

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La stgori adell'india attraverso le esistenze di d

martedì 2 aprile 2013 di Flyanto

 Film in cui si narrano le varie vicende della storia dell'India, della sua indipendenza nel 1947 alle continue guerre con il vicino Pakistan, ecc..., attraverso la storia di due bambini e della loro crescita dopo essere stati scambiati in culla alla propria nascita. Quello che avrebbe dovuto vivere e crescere con la famiglia benestante viene posto da un'infermiera dell'ospedale nella culla di quello che invece appartiene alla famiglia indigente e che invece trascorrerà così continua »

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I dolori (ironico-onirici) del giovane saleem

giovedì 1 agosto 2013 di Vincenzo Iennaco

 I “figli della mezzanotte” sono i bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento in cui l'India proclamò la propria indipendenza dalla Corona inglese. Tra di loro vi sono anche due neonati di Bombay, Saleem e Shiva, che vengono scambiati volontariamente da un'infermiera colta da un inconsulto e personale moto rivoluzionario, sovvertendone l'ordine stabilito e donando al povero l'esistenza del ricco e viceversa. Ed attraverso continua »

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Il ricco diventa povero e il povero diventa ricco

mercoledì 4 marzo 2015 di enzo70

I figli della mezzanotte è un importante affresco sulla storia più recente dell’India mutuata dall’omonimo libro di Salman Rushdie. Due bambini, di classi sociali diverse, nascono alla mezzanotte del giorno dell’indipendenza dell’India; un’ infermiera decide di rimettere la giustizia ad un gesto semplice, lo scambio delle culle, in modo che il povero diventi ricco ed il ricco diventi povero. Le storie delle famiglie di origine vengono tratteggiate prima continua »

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DVD | I figli della mezzanotte

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 4 settembre 2013

Cover Dvd I figli della mezzanotte A partire da mercoledì 4 settembre 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd I figli della mezzanotte di Deepa Mehta con Satya Bhabha, Shahana Goswami, Rajat Kapoor, Shabana Azmi. Distribuito da Eagle Pictures, il dvd è in lingue e audio italiano, DTS 5.1 HD - inglese, DTS 5.1 HD. Su internet figli della mezzanotte (Blu-ray) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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VIDEO | Una clip tratta dal nuovo film di Deepa Mehta.

Due vite in suo potere

martedì 19 marzo 2013 - Chiara Renda

I figli della mezzanotte, due vite in suo potere Due vite in suo potere, due bambini nelle sue mani": le mani di un'infermiera di una clinica di Bombay decisa a cambiare il destino di due bambini. Spinta dalla voce nella sua testa che gli suggerisce "lascia che il ricco sia povero e il povero ricco", in questa clip in esclusiva la donna sostituisce i braccialetti di identificazione di due neonati: Saleem Sinai, figlio illegittimo di una donna povera, e Shiva, figlio di una coppia benestante, destinando in questo modo ognuno a vivere il destino dell'altro.

   

VIDEO | La nuova opera di Deepa Mehta tratta dal libro di Salman Rushdie.

Il trailer italiano

giovedì 7 febbraio 2013 - Chiara Renda

I figli della mezzanotte, il trailer italiano Un destino segnato: venire al mondo a Bombay alla mezzanotte del 15 agosto 1947, momento in cui l'India proclama la sua indipendenza dall'Impero britannico.Parte da questo attimo magico il trailer italiano in esclusiva de I figli della mezzanotte, nuova epica opera della regista indiana Deepa Mehta, candidata al premio Oscar e autrice di opere toccanti come Fire, Earth, Water. In questa occasione il soggetto è tratto dal libro omonimo (del 1981, vincitore del Booker Prize) che ha rivelato al mondo il talento di Salman Rushdie: la storia di quei mille bambini nati a mezzanotte il 15 agosto 1947, con doti straordinarie e soprannaturali.

   

di Nigel Andrews Financial Times

Durante la visione di I figli della mezzanotte si rischia seriamente la morte per overdose di realismo magico. Il romanzo socio-storico-fantastico di Salman Rushdie, vincitore del Booker prize, poteva essere portato sullo schermo in cinque o sei modi diversi. La regista Deepa Mehta e lo stesso Rushdie, autore della sceneggiatura, probabilmente hanno scelto il peggiore. Una storia indiana contemporanea, arricchita con elementi fiabeschi e allegorici, può diventare un romanzo, anche un megaromanzo, se la personalità dell'autore/narratore riesce a dare una forma e un carattere, insomma qualità, alla quantità. »

I ragazzi del 1947 hanno poteri straordinari e fanno gli scrittori

di Roberto Nepoti La Repubblica

Saleem Sinai nasce allo scoccare della mezzanotte del 15 agosto 1947, giorno della dichiarazione d'indipendenza dell'India. Con lui vengono al mondo altri "figli della mezzanotte" dotati di poteri straordinari: tra essi Shiva, scambiato con Saleem nella culla e che diventerà il suo nemico giurato, e la bella Parvati, strega benefica. La loro storia attraverserà un trentennio. Anche Salman Rushdie è nato nel 1947 e ha avuto in dono i poteri della grande scrittura. Però il suo bestseller di oltre seicento pagine, pubblicato nel 1981, era troppo difficile da portare sullo schermo: fitto di personaggi e di avvenimenti, di legami parentali, di luoghi, richiedeva capacità di sintesi eccezionali. »

Dal libro al film persa l'ironia

di Alessandra Levantesi La Stampa

Di solito gli scrittori, una volta concessi i diritti, si disinteressano di ciò che accadrà del loro libro al momento del trasferimento sullo schermo. Al contrario Salman Rushdie, di cui è nota la passione per il cinema, si è occupato lui stesso di produrre e sceneggiare I figli della Mezzanotte (Mondadori), il fluviale romanzo che nel 1980 lo impose all'attenzione internazionale, scegliendo come regista l'indiana naturalizzata canadese Deepa Mehta. Con un tale avallo da parte dell'autore, possiamo solo chiederci se il film non venga a confermare la teoria che talvolta una certa dose di infedeltà può aiutare a rimanere aderenti allo spirito della pagina. »

Rushdie in film che delusione

di Silvio Danese Quotidiano Nazionale

Epopea indiana, dalle catene dell'Impero britannico inizio secolo allo stato d'emergenza di Indira Gandhi negli anni '70, tra colpi di Stato e guerre civili in Pakistan e in Kashmir, nelle sorti della famiglia di Saleem, che nasce la notte dell'indipendenza (15 agosto 1947) con un destino scambiato dalla culla. Dal romanzo complesso di Salman Rushdie, la regista di 'Water", diversamente legata alle radici religiose ed etniche rispetto alla più celebre e occidentale Mira Nair, tenta un affresco quanto più ricco possibile legando differenze di classe, cronaca storica, induismo, passaggi generazionali, immaginario magico. »

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