Gebo e l'Ombra

Un film di Manoel de Oliveira. Con Michael Lonsdale, Claudia Cardinale, Jeanne Moreau, Leonor Silveira, Luís Miguel Cintra.
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Titolo originale Gebo et l'ombre. Drammatico, durata 95 min. - Portogallo 2012. - Mediaplex Italia uscita giovedì 26 giugno 2014. MYMONETRO Gebo e l'Ombra * * 1/2 - - valutazione media: 2,96 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,96/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critica * * * - -
 pubblico * 1/2 - - -
Ambientato nel diciannovesimo secolo, il film racconta la storia di un povero patriarca che sacrificò se stesso per proteggere il figlio in fuga.
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primo piano
Una riflessione sulla crisi economica sotto forma di rappresentazione teatrale
Emanuele Sacchi     * * * * -

Nella casa del vecchio Gebo si ritrovano diversi amici per discutere del mondo, un banchetto di quiete che potrebbe durare all'infinito. Il ritorno inatteso di João, figlio di Gebo che ha smarrito la retta via, sconvolge gli equilibri interni alla famiglia e provocherà serie conseguenze.
Il fenomeno inspiegabile che risponde al nome di Manoel De Oliveira ha da tempo smesso di sorprenderci; è diventata quasi un'abitudine attendere un suo nuovo film e toccare con mano come l'ultracentenario regista stacchi ancora il gruppo per sensibilità, levità e spirito di osservazione. Cogliendo in pieno lo zeitgeist di un'epoca mesta come quella del 2012, De Oliveira va dritto al cuore della questione: il denaro, la sua mancanza e il suo effetto sull'uomo. La crisi, quella con la "c" maiuscola, al centro dell'obiettivo, ma è nella peculiarità del tragitto percorso che si trova la firma del maestro, immune a ogni forma di contraffazione.
Riprendendo il testo teatrale di Raul Brandão e concentrandosi in modo claustrofobico su una famiglia archetipica, l'apologo di Manoel acquisisce un'altra valenza, si astrae dagli affanni di oggi per analizzare l'eternità del rapporto tra l'uomo e l'argent. Il figlio di Gebo, il ribelle João, rappresenta sì la tendenza al male insita nell'animo umano, ma incarna anche l'elemento di rivoluzione che, pur aggiungendo entropia, imprime una svolta, scatena una crisi in una situazione di stagnazione e di eterna acquiescenza. Gebo è sostanzialmente l'anti-Abramo, che pone la salvezza del Figlio sopra ogni cosa; è il Padre a cui tocca l'onere del sacrificio, è lui a mentire ripetutamente, pur di preservare l'ottimismo evolutivo dell'uomo e nascondere la miseria della realtà.
Ma se Gebo è l'indubbio protagonista e fulcro della vicenda, è anche nelle caratterizzazioni minori che si può apprezzare il lavoro del regista (oltre che in pregevoli momenti di cinema come la pittorica sequenza di apertura, guidata dalle luci di lampade a olio): al personaggio di Luís Miguel Cintra in particolare è assegnato un compito prezioso, quello di dar voce all'artista in materia di crisi economica. La più dolorosa delle dissertazioni sulla sostanziale futilità della gloria e sull'inevitabile incompatibilità tra talento e denaro, senza che il compromesso giochi il suo ruolo. Lezione di morale, lezione di vita, lezione di cinema.

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Manoel de oliveira ci regala un fuori concorso.

sabato 8 settembre 2012 di 24luce

Manoel de Oliveira ci regala un fuori concorso alla 69Mostra di Venezia   O Gebo e a sombra, l'ultimo film di Manoel de Oliveira, raccoglie in sé una serie di primati: è stato girato in 25 giorni, il regista ha l' età straordinaria di 103 anni, si avvale di un gruppo di attori famosi, dalla vivacissima Cardinale che ben felice si è sottoposta al calvario di piangere per tutto il film, a Michael Lonsdale (Gebo), a Leonor Silvera, ad una Jeanne Moreau continua »

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Banale e pretenzioso

giovedì 10 luglio 2014 di veritasxxx

Il teatro al cinema, che invenzione meravigliosa. Un po' un controsenso visto che gran parte del fascino di un film è dato dal fatto di potersi svolgere potenzialmente in qualsiasi luogo esistente o immaginato, mentre nel caso del teatro ci si riduce nella maggior parte dei casi ad un unico ambiente. E questo passi, in fondo anche uno dei migliori film dello scorso inverno (Locke) si svolgeva dentro a un'automobile in tempo reale. Ma almeno c'era un'evoluzione nella storia, continua »

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Noia,noia e noia

sabato 4 aprile 2015 di Luca1960

Nella sala cinematografica (con pubblico di cinefili di un ciclo del cinema) ho sentito russare pesantemente da almeno tre punti diversi; all' uscita ho chiesto all'usciere quanti sono usciti anticipatamente, la risposta e' stata che non e' stato in grado di tenere il conto. E' evidente che il film e' perfettamente riuscito nel suo scopo di annoiare il pubblico, tutto infatti e' studiato attentamente con il suddetto preciso scopo : scena fissa sulla medesima inquadratura continua »

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APPROFONDIMENTI | Cineasta ultracentenario, dai molti talenti e dalla carriera interminabile.

Manoel de Oliveira

mercoledì 18 giugno 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Manoel de Oliveira C'è questo giovane cineasta portoghese, Manoel Cândido Pinto de Oliveira, 106 anni, oppure 104, le fonti sono discordanti. Dal 26 giugno nelle sale Gebo e l'ombra, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2012, suo ultimo film ma niente paura, ne sta già realizzando un altro, intitolato A Igreja do Diabo, "la chiesa del diavolo". La sua prima regia nel 1931, un cortometraggio a carattere sociale, ma per tutto il periodo successivo alla guerra mondiale (la prima, naturalmente) è in Portogallo un attore destinato a un futuro luminoso, protagonista del primo film sonoro lusitano, A Canção de Lisboa (1928).

   

L'amara saggezza del vecchio Manoel

di Roberto Nepoti La Repubblica

Il contabile Gebo, sua moglie Dorotea e la loro nuora Sofia vivono una vita miseranda e ripetitiva; mentre il figlio/marito Joao se n'è andato da tempo, compiendo azioni di cui non si può vantare. Quando il figliol prodigo ritorna, è solo per portare nuove ambasce alla famiglia. Il film più recente di Manoel de Oliveira, patriarca del cinema con i suoi splendidi 105 anni, è tratto da una pièce di Raoul Brandao e rispetta rigorosamente l'unità di luogo. Come molte altre opere del portoghese, si articola per lunghe inquadrature fisse, senza primi piani né varianti stilistiche onde non distrarre lo spettatore dalle parole. »

Poesia a lume di candela

di Alessandra Levantesi La Stampa

Messa in scena del dramma morale (1923) dello scrittore modernista Raul Brandao e, al momento, ultimo suo lungometraggio, Gebo e l'ombra è l'ennesima conferma del rigore poetico dell'ultracentenario Manoel De Oliveira. Si sa che il maestro lusitano reputa il teatro «un presente» di cui il fantasmatico cinema può catturare l'effimera realtà; e che per lui le parole possiedono suggestione pari a quella delle immagini. Soprattutto se affidate a ottimi interpreti quali Michael Lonsdale nel ruolo del titolo, la Cardinale, la Moreau e i portoghesi Silveira e Cintra. »

De Oliveira, maestro della noia

di Massimo Bertarelli Il Giornale

De Oliveira è sempre de Oliveira. Il Gran Vegliardo portoghese (105 anni!) a una straordinaria eleganza figurativa unisce una stupefacente capacità di annoiare. Con la critica colta che va in estasi da mezzo secolo. Stavolta la storia si svolge nell'umile casa dell'onesto contabiLe Gebo (Michael Lonsdale), in ansia, come la moglie Doroteia (Claudia Cardinale), per la sparizione del figlio Joao. Un'ora e mezzo di chiacchiere, che non passa mai. Su, esodate il Maestro! Da Il Giornale, 26 giugno 2 »

Manoel de Oliveira, 106 anni, ancora maestro di ombra e luci

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Il vecchio contabile Gebo (Michael Lonsdale) è avvolto dall'ombra: che fine ha fatto il figlio Joào (Ricardo Trèpa)? E quale segreto l'uomo condivide con la nuora Sophie (Leonor Silveira) per proteggere la moglie Doroteia (Claudia Cardinale)? Gli anni passano per tutti, ma qualcuno non se ne cruccia: Gebo e l'ombra (2012) è l'ultimo film del maestro Manoel de Oliveira, 106 anni a dicembre (e sta girando anche il corto O Vehlo do Restelo). Qui siamo nel dramma da camera, con pianisequenza e camera fissa a scandire il tempo del ritorno del figliol prodigo (?): de Oliveira inquadra il crepuscolo degli uomini, dove verità e menzogna si contagiano nell'ombra, avidità e povertà lottano invano. »

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Emanuele Sacchi
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