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nero wolfe
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domenica 10 febbraio 2013
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troppa carne al fuoco...
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Troppa carne al fuoco: rapporto figlio (complicato, ma quanto, ma come?) - genitori, l'evento periodizzante della storia americana (soprattutto americana) non ancora elaborato per niente a nessun livello (nemmeno dopo la morte di Bin Laden; si vedano le conseguenze degli eventi di Bengasi), la storia di "formazione" che è una delusione... insomma a me è parso un gran pasticcio, discretamente confezionato principalmente grazie ai tre personaggi adulti, Max Von Sydow stratosfericamente sopra gli altri, il "suo" pezzo di film, l'unico che vola alto. Ma da dimenticare il "suo" dolciastro finale (back home... che banalità da happy end sdolcinato!), come l'incredibile e depressiva spiegazione della nascosta regia materna della ricerca (quest) del bimbo, che ne svilisce completamente il senso, ponendola in un contesto addomesticato, quindi falso.
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Troppa carne al fuoco: rapporto figlio (complicato, ma quanto, ma come?) - genitori, l'evento periodizzante della storia americana (soprattutto americana) non ancora elaborato per niente a nessun livello (nemmeno dopo la morte di Bin Laden; si vedano le conseguenze degli eventi di Bengasi), la storia di "formazione" che è una delusione... insomma a me è parso un gran pasticcio, discretamente confezionato principalmente grazie ai tre personaggi adulti, Max Von Sydow stratosfericamente sopra gli altri, il "suo" pezzo di film, l'unico che vola alto. Ma da dimenticare il "suo" dolciastro finale (back home... che banalità da happy end sdolcinato!), come l'incredibile e depressiva spiegazione della nascosta regia materna della ricerca (quest) del bimbo, che ne svilisce completamente il senso, ponendola in un contesto addomesticato, quindi falso. Peggio di così era difficile fare, per un film che avrebbe voluto fornire una elaborazione del lutto ed una storia di crescita di un bambino.
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archipic
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venerdì 18 gennaio 2013
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un diverso punto di vista
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Il 9/11 ha creato terribili sofferenze per chi lo ha vissuto in prima persona e per chi ne ha dovuto sopportare il peso delle conseguenze. Il film tratta proprio questo secondo aspetto: un figlio che perde il padre, ossia la sua guida e il suo amico, e prova a ritrovarlo affrontando sensi di colpa, problemi comportamentali e difficili rapporti col mondo adulto. Tutto incentrato sulla figura del bimbo, il film non tergiversa sull'evento in sè ma lo rapporta al significato intrinseco di ciò che ha rappresentato, ossia l'improvviso strappo di vite umane dai loro cari e dalle loro cose. Ed è proprio attraverso le cose ritrovate per caso che il protagonista si illude di poter dare un senso alla perdita e mitigarne la sofferenza e la colpa che sente su du sè.
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Il 9/11 ha creato terribili sofferenze per chi lo ha vissuto in prima persona e per chi ne ha dovuto sopportare il peso delle conseguenze. Il film tratta proprio questo secondo aspetto: un figlio che perde il padre, ossia la sua guida e il suo amico, e prova a ritrovarlo affrontando sensi di colpa, problemi comportamentali e difficili rapporti col mondo adulto. Tutto incentrato sulla figura del bimbo, il film non tergiversa sull'evento in sè ma lo rapporta al significato intrinseco di ciò che ha rappresentato, ossia l'improvviso strappo di vite umane dai loro cari e dalle loro cose. Ed è proprio attraverso le cose ritrovate per caso che il protagonista si illude di poter dare un senso alla perdita e mitigarne la sofferenza e la colpa che sente su du sè. Molto ben girato il film scorre senza molte pause, ben supportato da una recitazione molto buona, con il giovane Thomas Horn e il sempre grande Max Von Sydow una spanna su tutti. Il piccolo riesce molto bene a rappresentare il disagio psicologico derivante dalla perdita del padre ed a tratti le sue paranoie lo rendono addirittura antipatico, mentre il vecchio in modo molto istrionico tenta di approcciare il giovane perchè, a sua volta, anche lui ha qualcosa da farsi perdonare; e proprio il rapporto tra i due risulterà essere la parte migliore del film. In conclusione, un bel film che va visto cercando di immedesimarsi, partecipando ai sentimenti dei protagonisti, altrimenti si corre il rischio di non apprezzarlo fino in fondo.
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mylifeitsmymovie
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domenica 18 novembre 2012
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eccezionale incredibilmente
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Ben fatto, ben pensato, mal presentato...un film che incorpora senza alcun dubbio dramaticità, avventura, azione e curiosità.
Averlo ambientato durante l'evento che ha radicalmente cambiato la storia americana e presentarlo con gli occhi un bimbo che ha perso la persona più cara
a lui è una mossa vincente.
Cerco di essere aggiornato per puro hobby alle nuove uscite ma l'ho scoperto solo a novembre ed era uscito in dvd a settembre..non ne avevo nemmeno sentito parlare..e invece a mio parere avrebbe meritato molta più attenzione...complimenti a chi sta dietro a questa meravigliosa storia
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cenox
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mercoledì 31 ottobre 2012
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più che molto forte, direi molto lento
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Il trailer mi aveva incuriosito: la storia racconta di un ragazzino, probabilmente autistico, che attraversa un periodo traumatico della sua vita, poicgè il padre, con cui aveva un legame molto forte, è tra le persone cadute l'11 settembre nell'attacco alle torri gemelle. Il padre per costringerlo a socializzare con le altre persone e per vincere le sue paure gli proponeva sempre delle ricerche, come una caccia al tesoro, e la scoperta casuale di una chiave nel guardaroba del genitoàre, porta il ragazzino a compiere un'infinita ricerca a chi possa appartenere e chissà cosa possa aprire, nella speranza che dietro a tutto ciò ci possa essere un estremo saluto del padre.
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Il trailer mi aveva incuriosito: la storia racconta di un ragazzino, probabilmente autistico, che attraversa un periodo traumatico della sua vita, poicgè il padre, con cui aveva un legame molto forte, è tra le persone cadute l'11 settembre nell'attacco alle torri gemelle. Il padre per costringerlo a socializzare con le altre persone e per vincere le sue paure gli proponeva sempre delle ricerche, come una caccia al tesoro, e la scoperta casuale di una chiave nel guardaroba del genitoàre, porta il ragazzino a compiere un'infinita ricerca a chi possa appartenere e chissà cosa possa aprire, nella speranza che dietro a tutto ciò ci possa essere un estremo saluto del padre. La drammaticità degli eventi però non è ben bilanciata con lo svolgimento del film che, soprattutto nella prima parte risulta essere piuttosto noioso, senza regalare nulla allo spettatore, tranne un'enorme pesantezza. Il voto mio è concorde con quello della critica, due stelle e mezzo...
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chicca3004
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martedì 23 ottobre 2012
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il giorno più brutto di tutti
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Un modo diverso di raccontare l'attentato dell'11 settembre. Il dolore soffocato di un bambino, le colpe inconsapevoli date ad una madre invece sempre presente ed attenta, un nonno ritrovato che, anche se a suo modo, nel suo silenzio, sa stargli vicino. E il coraggio di un bambino che si muove in una città come NYC alla ricerca di qualcosa più grande di lui, senza mai fermarsi, senza mai abbandonare la speranza di trovare qualcosa di suo padre, senza mai smettere di cercare come gli diceva suo padre.
Film toccante e commovente, la Bullock brava (come sempre) e il piccolo che interpreta Oskar veramente eccellente in una parte comunque molto difficile.
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kyotrix
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mercoledì 3 ottobre 2012
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sottotono
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Il film e' valido, bravi gli attori ( su tutti bambino e la bullok ), ma non arriva a toccarmi, a commuovermi, che visto il genere e' una grossa pecca. La prima ora e' quasi odioso, avrei spento, migliora con l'arrivo del "vecchietto" e verso la fine con la scoperta della chiave e la confessione della madre.
Insomma, nulla di che.
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ultimoboyscout
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sabato 22 settembre 2012
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il giorno più brutto del mondo.
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Un modo diverso per raccontare l'11 Settembre e più in generale il senso di una perdita. Questo film lo fa attraverso gli occhi di Oskar, che nella tragedia delle Torri Gemelle ha perso non solo il padre ma anche qualcosa in più: una figuara fiondamentale, la guida per capire il mondo ed affrontarlo. Una chiave, trovata tra le cose del padre, gli farà compiere un "viaggio", una ricerca lucida e minuziosa per capire cosa apre e i tanti incontri che farà saneranno in parte la sua ferita. E' una pellicola delicatissima e commovente in cui si esalta un magnifico Max Von Sydow (candidato all'Oscar) che accompagna il giovane nella sua ricerca, più come un angelo custode che come un padre.
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Un modo diverso per raccontare l'11 Settembre e più in generale il senso di una perdita. Questo film lo fa attraverso gli occhi di Oskar, che nella tragedia delle Torri Gemelle ha perso non solo il padre ma anche qualcosa in più: una figuara fiondamentale, la guida per capire il mondo ed affrontarlo. Una chiave, trovata tra le cose del padre, gli farà compiere un "viaggio", una ricerca lucida e minuziosa per capire cosa apre e i tanti incontri che farà saneranno in parte la sua ferita. E' una pellicola delicatissima e commovente in cui si esalta un magnifico Max Von Sydow (candidato all'Oscar) che accompagna il giovane nella sua ricerca, più come un angelo custode che come un padre. Stephen Daldry è ormai uno specialista nel trasporre libri di successo e riesce nel mantenere sempre alta l'intensità conservando la tessitura naif della voce di Oskar sul tragico sfondo delle Torri ferite che crollano. Il tutto accompagnato da musiche delicate, in linea col film e da una spiccata luminosità cristallina. Peccato che Daldry non riesca a calarsi nel mondo come visto da Oskar, ma oscilli tra il letterario e l'opportunismo e che non riesca a trasformare New York nella città calda, avvolgente e accogliente che in realtà è, ma la faccia apparire anonima, fredda e anaffettiva, con le persone che il ragazzino incontra decisamente, forzatamente fasulle. Un film sul dolore della perdita che esplora quell'umanità generata dal gesto inumano per antonomasia. Un racconto di formazione con la ricerca della serratura che è anche la metafora dell'elaborazione del lutto e con il confronto evidente tra amore e disperazione da cui il film trae forza. Ma ne trae anche da piccoli gesti come un pianto, un abbraccio o una carezza, gesti apparentemente semplici e naturali. Una rivisitazione bella quanto insolita del Worst Day americano.
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fedilla
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mercoledì 19 settembre 2012
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peccato che non sia una storia vera
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Lo stile del regista di Billy Elliot lo riconosciamo subito dall'abbigliamento un po' stravagante del bambino, vero protagonista di questa storia, così triste, così assurda che è un vero peccato non sia reale! Tom Hanks e Sandra Bullock sono due nomi famosi, ma appena accennati, poco sfruttati. Il primo è il povero papà che muore nel 'giorno più brutto' l'11 settembre e la seconda ha un ruolo marginale di mamma assente che recupera solo alla fine quando svela di punto in bianco le sue imprese, delle quali nessuno dubita neanche lontanamente per tutta la durata del film, e che sembrano un po' appiccicate addosso, giusto per non farla passare per madre scellerata che permette al proprio figlio di fare tutti quei giri e di incontrare tutte quelle persone.
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Lo stile del regista di Billy Elliot lo riconosciamo subito dall'abbigliamento un po' stravagante del bambino, vero protagonista di questa storia, così triste, così assurda che è un vero peccato non sia reale! Tom Hanks e Sandra Bullock sono due nomi famosi, ma appena accennati, poco sfruttati. Il primo è il povero papà che muore nel 'giorno più brutto' l'11 settembre e la seconda ha un ruolo marginale di mamma assente che recupera solo alla fine quando svela di punto in bianco le sue imprese, delle quali nessuno dubita neanche lontanamente per tutta la durata del film, e che sembrano un po' appiccicate addosso, giusto per non farla passare per madre scellerata che permette al proprio figlio di fare tutti quei giri e di incontrare tutte quelle persone. E' invece sempre presente, quasi in modo nauseante, la tenacia del bambino, che sfiora l'assurdo ma che inevitabilmente ci trasmette il suo immenso dolore e la sua impotenza nel riuscire a dare una spiegazione all'accaduto. Oskar cammina, corre, è instancabile, la sua ricerca è estenuante anche per lo spettatore che riesce a prendere fiato solo quando il vecchio nonno gli scrive su un foglio 'stop'.
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gabriella
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giovedì 30 agosto 2012
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molto piano incredibilmente noioso
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Nonostante la drammaticità del contenuto, nonostante la presenza di un ragazzino rimasto improvvisamente orfano del padre morto nell’attentato delle torri gemelle, devo dire che il film di Stephan Daldry non mi ha lasciato addosso niente di significativo. Partendo dal finale, il film si snoda su una chiave trovata dal ragazzino in un vaso venduto precedentemente all’asta e comprato dal padre del ragazzo. Oskar decide così di risolvere un enigma iniziato per gioco assieme al padre, cercando di ricomporre un puzzle che dovrebbe aprirgli una porta che gli permetterà di decifrare un ultimo messaggio del padre. Nel suo precorso, in questa fantomatica caccia al tesoro, Oskar sarà aiutato da un vecchio e singolare signore, un sempre straordinario Max Von Sydow, che oserei dire sprecato nel ruolo, si perché l’intreccio narrativo fa perdere gli orizzonti, non riesce il regista a utilizzare sapientemente lo schema particolareggiato, s’ingarbuglia e smarrisce la strada, rimangono brandelli di storie e strappi argomentativi che fanno perdere scorrevolezza e fluidità al racconto.
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Nonostante la drammaticità del contenuto, nonostante la presenza di un ragazzino rimasto improvvisamente orfano del padre morto nell’attentato delle torri gemelle, devo dire che il film di Stephan Daldry non mi ha lasciato addosso niente di significativo. Partendo dal finale, il film si snoda su una chiave trovata dal ragazzino in un vaso venduto precedentemente all’asta e comprato dal padre del ragazzo. Oskar decide così di risolvere un enigma iniziato per gioco assieme al padre, cercando di ricomporre un puzzle che dovrebbe aprirgli una porta che gli permetterà di decifrare un ultimo messaggio del padre. Nel suo precorso, in questa fantomatica caccia al tesoro, Oskar sarà aiutato da un vecchio e singolare signore, un sempre straordinario Max Von Sydow, che oserei dire sprecato nel ruolo, si perché l’intreccio narrativo fa perdere gli orizzonti, non riesce il regista a utilizzare sapientemente lo schema particolareggiato, s’ingarbuglia e smarrisce la strada, rimangono brandelli di storie e strappi argomentativi che fanno perdere scorrevolezza e fluidità al racconto.
La cosa peggiore rimane però che il film non arriva a toccare le corde del cuore e finisce con lo strappare qualche sbadiglio.
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wallofwoodoo
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giovedì 16 agosto 2012
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stephen daldry dirige un nuovo dramma giovanile.
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Il film è molto ben costruito e recitato. Eccellenti il ragazzo e la coppia di anziani, meno incisivi proprio le stelle Hanks (in una parte importante ma non primaria) e la Bullock, non sempre a suo agio nella parte.
Non ho letto il libro per cui non so il grado di fedeltà del film al romanzo nè dal punto di vista narrativo né da quello del risalto ai personaggi. Certo nel film la parte da leone la fa il ragazzo, come del resto accadeva anche con Billy Elliot.
Eccezionale la prima parte del film, secondo me c'è una caduta nella parte finale (che coincide grossomodo con quella del colloquio tra madre e figlio). Comunque resta un bel film anche se molto triste.
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Il film è molto ben costruito e recitato. Eccellenti il ragazzo e la coppia di anziani, meno incisivi proprio le stelle Hanks (in una parte importante ma non primaria) e la Bullock, non sempre a suo agio nella parte.
Non ho letto il libro per cui non so il grado di fedeltà del film al romanzo nè dal punto di vista narrativo né da quello del risalto ai personaggi. Certo nel film la parte da leone la fa il ragazzo, come del resto accadeva anche con Billy Elliot.
Eccezionale la prima parte del film, secondo me c'è una caduta nella parte finale (che coincide grossomodo con quella del colloquio tra madre e figlio). Comunque resta un bel film anche se molto triste.
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