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Molto forte, incredibilmente vicino |
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Un film di Stephen Daldry.
Con Tom Hanks, Sandra Bullock, Thomas Horn, Max von Sydow, Viola Davis.
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Titolo originale Extremely Loud and Incredibly Close.
Drammatico,
durata 129 min.
- USA 2012.
- Warner Bros Italia
uscita mercoledì 23 maggio 2012.
MYMONETRO
Molto forte, incredibilmente vicino
valutazione media:
2,70
su
47
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Tratto dall'omonimo libro di Jonathan Safran Foer, il racconto di una scoperta che cambia la vita a un ragazzo.
![]() Il libro si chiede come dire l'indicibile, ma il film non ha la risposta |
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Marianna Cappi
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È passato del tempo dal "giorno piu brutto", ma Oskar Schell non si dà pace. Suo padre lo ha lasciato con una missione incompiuta, con molte domande e una sola certezza: non deve smettere di cercare. Quando, nell'armadio del genitore, trova una chiave e un nome, Black, Oskar trova con essa anche la spinta e l'alibi che gli mancavano. Incontrare tutti i 472 Black di New York City per testare le loro serrature diventa per il bambino un modo di coltivare il sogno che quella chiave possa schiudergli un ultimo messaggio del padre e una maniera di scappare ancora il più a lungo possibile dall'evidenza.
"Cosa ti manca di piu di lui?", chiede Oskar alla madre. "La sua voce", risponde lei. E anche a lui mancano più che mai le parole del padre, vere e proprie istruzioni per l'uso della vita, e non a caso è ad un nome che si aggrappa e sempre non a caso è a un'occasione di dialogo persa per sempre che non si rassegna. E poi c'e l'inquilino, per il quale le parole ad alta voce non si possono più pronunciare, non dopo quello che è accaduto a Dresda, ma al quale la scrittura consente comunque di continuare a vivere. |
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Molto bello, incredibilmente triste
lunedì 28 maggio 2012
di Euler23
E' la storia del piccolo Oskar, è la storia della grande America. Oskar Schell (Thomas Horn) è un bambino, afflitto dalla Sindrome di Asperger, che, in seguito al dramma dell'11 Settembre, deve affrontare la perdita del padre Thomas Schell (Tom Hanks). Dopo il suo "worst day" si moltiplicano le fobie di cui soffre : eventi quotidiani come l'attraversamento di un ponte o uno dei tanti rumori che infestano la grande città, diventano inaccettabili portali che spingono la mente del ragazzo nelle sofferenze continua » |
Il coraggio di vivere dopo la tragedia
giovedì 24 maggio 2012
di donni romani
Certe ferite, umane e sociali, difficilmente trovano, se non a distanza di molti anni, la giusta dimensione letteraria o cinematografica, ma "Molto forte, incredibilmente vicino" , tratto dal libro di Jonathan Safran Foer affronta la tragedia dell'11 settembre rimanendole tangente, senza mai intersecarla, e affidandola allo sguardo sperduto, adulto, dolente e inquietante nella sua genuinità, di un adolescente, e nel farlo la rende più poetica e più cruda continua » |
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Lacrime e speranza...
giovedì 3 maggio 2012
di Annu83
Una volta esisteva un VI distretto a New York… o almeno questo è quello che viene raccontato ad Oskar. Oskar (Thomas Horn), figlio del gioielliere Thomas (Tom Hanks) e di Linda (Sandra Bullock), pur essendo un bambino molto sveglio, non può sapere che quello che sta per succedere cambierà la sua vita per sempre. Il tragico “worst day” americano, noto semplicemente come l’11 Settembre è destinato a far crollare, insieme alle torri, anche la felicità continua » |
La chiave del cuore
giovedì 31 maggio 2012
di renato volpone
Un bambino con un dolore grande, più grande di lui, ci prende per mano e ci porta attraverso la sofferenza delle persone che incontra per schiuderci la porta della sensibilità e della comprensione. Ci prende per mano e con dolcezza ci racconta il suo tormento, ci fa vivere la sofferenza delle persone chiuse nell'inferno che si librano nell'aria liberatrice della morte. Ci prende per mano e non ci lascia, ci racconta del dolore della privazione, di quanto "ci manca" continua » |
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| Oskar Schell | |
| "Sono contento di aver avuto una delusione che è molto meglio di non aver avuto niente!" | |
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| Oskar Schell | |
| "Ci sono più persone vive oggi, di quante ne siano morte in tutta la storia dell'umanità, ma il numero dei morti è in continuo aumento, un giorno non ci sarà più spazio per seppellire nessuno. E inventare dei grattacieli per i morti costruendoli verso il basso? Potrebbero farli sotto i grattacieli per i vivi costruiti verso l'alto, si potrebbero seppellire i morti 100 piani sotto terra e un vero e proprio mondo dei morti esisterebbe al di sotto del mondo dei vivi!" | |
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| Oskar Schell | |
| "La vita dopo che sei morto è come quella prima di essere nato" | |
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martedì 20 dicembre 2011 - Nicoletta Dose
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News e anticipazioni dal mondo del cinema.Il trailer del film
mercoledì 7 dicembre 2011 - Robert Bernocchi
È l'ultimo titolo in gara per gli Oscar che ancora deve essere mostrato ai critici. C'è chi lo vede come un segnale negativo e chi invece pensa che abbia volutamente evitato le luci dei riflettori per posizionarsi al meglio per gli Academy Awards. Comunque, difficile pensare di ignorare la nuova pellicola di Stephen Daldry (sempre nominato come regista per tutte le sue tre pellicole finora), interpretata dai vincitori dell'Oscar Tom Hanks e Sandra Bullock e che rappresenta l'adattamento di un romanzo di Jonathan Safran Foer incentrato su un ragazzino, che deve affrontare il dolore per il padre morto nelle Torri gemelle l'11 settembre. continua » |
News e anticipazioni dal mondo del cinema.Polemica a New York
mercoledì 23 novembre 2011 - Robert Bernocchi
Fino a ieri si diceva che la pellicola Extremely Loud and Incredibly Close non sarebbe stata mostrata ai membri del New York Film Critics Circle, che fornirà il primo premio in ordine temporale tra le varie associazioni. Ora sta nascendo una piccola polemica, francamente poco sensata. Infatti molti siti hanno citato le parole di alcuni rappresentanti del NYFCC, tra cui il responsabile John Anderson e il critico del New York Post Lou Lumenick, che avrebbero ironizzato sulla scelta della Warner Bros. continua » |
La rubrica sul premio cinematografico più prestigioso del mondo.Extremely Loud and Incredibly Close risale tra i frontrunner
martedì 1 novembre 2011 - Robert Bernocchi
Più convincente invece la risalita di Stephen Daldry, visto che dalla prima proiezione di Extremely Loud and Incredibly Close è emerso che nessuno in sala è riuscito a trattenere le lacrime. Più che altro, strano che un regista di questo calibro, sempre nominato per tutti i suoi tre film precedenti, non fosse considerato uno dei favoriti da mesi. Aumentano anche le possibilità di Michael Fassbender, anche grazie alle polemiche sul rating NC-17 ricevuto da Shame, che impedirà ai minori di 17 anni di vedere il film. continua » |
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Un bel romanzo rovinato da un film mediocre
di Roberto Nepoti La Repubblica
“E meglio il film o era migliore il libro?” si chiedono due capre mentre mangiano pellicola in una celebre battuta di Hitchcock. Forse sir Alfred aveva ragione e la domanda è solo oziosa: eppure riesce difficile trattenere la delusione per il modo in cui il solitamente migliore Stephen Daldry ha tradotto in immagini le magnifiche pagine del romanzo di Jonhatan Safran Foer. La storia è nota. Reso orfano di padre dalla strage dell’11 settembre Oskar, ragazzo di nove anni affetto da una malattia che gli rende difficile l’interazione sociale, percorre tutti i distretti di New York in una strana caccia a tesoro: munito di una chiave e di un solo indizio (il nome Black), vuole a ogni costo trovare la serratura che quella chiave può aprire. » |
di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano
Un romanzo cult per un film mediocre. Capita spesso e in questo caso esemplarmente, essendo il film del regista già premiato per The Hours un quasi totale annullamento dei gradi di spiazzamento creati dal caso letterario di Jonathan Safran Foer. Daldry imprigiona la sua narrazione del romanzo di formazione negli schematismi noti al proprio cinema, limitandosi a far emergere le eccentricità sonore dell’impianto complessivo, senza le quali il cine-progetto sarebbe risultato a dir poco disastroso. E non basta la spontanea bravura del fanciullo Thomas Horn e il guizzo senile di Max von Sydow a salvare il carrozzone noioso che le presenze di Hanks e Bullock contribuiscono a peggiorare. » |
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di Manohla Dargis The New York Times
L’11 settembre è stato affrontato dal cinema statunitense con una circospezione che ha il sapore della riluttanza. Probabilmente molti autori se ne sono tenuti alla larga per paura di offendere gli spettatori. Altri, come Michael Moore con Fahrenheit 9/11, non si sono preoccupati di infastidire il grande pubblico perché si sono rivolti a un’audience specifica dandogli esattamente ciò che si aspettava. Molto forte, incredibilmente vicino ha preso una strada diversa: non è un’occasione per mostrare un sacrificio individuale né per esprimere il lutto nazionale nè per riflettere. » |
Gli orfani dell'11 settembre
di Silvio Danese Quotidiano Nazionale
Oscar, perduto il padre nel disastro dell’11 settembre, cerca di svelare il mistero di una chiave e un nome. Nel percorso, si fa strada una elaborazione del lutto fino a quel momento impossibile. Ci sono immagini che finiscono per diventare un surrogato del reale, perdendo ogni influenza drammatica. E’ il caso della caduta delle Twin towers. Dal romanzo di Jonathan Safran Foer, autore di un altro libro portato con successo al cinema, “Ogni cosa è illuminata”, un regista sensibile come Daldry (“The Hours”) tenta una trasposizione delicata e illustrativa. » |
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