E la chiamano estate

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Un film di Paolo Franchi. Con Isabella Ferrari, Jean-Marc Barr, Luca Argentero, Filippo Nigro, Eva Riccobono.
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Drammatico, durata 89 min. - Italia 2012. - Officine Ubu uscita giovedì 22 novembre 2012. - VM 14 - MYMONETRO E la chiamano estate * * 1/2 - - valutazione media: 2,65 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,65/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Dopo Nessuna qualità agli eroi Paolo Franchi gira un altro film 'psicoanalitico' sull'incomunicabilità di coppia.
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primo piano
Un (melo)dramma elegante e gelido, stilisticamente irrisolto e incapace di coinvolgere lo spettatore
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -

Dino ha quarant’anni e un amore smisurato per Anna, che non riesce a toccare e a consumare in un amplesso. Anestesista di giorno, amante compulsivo di notte, cerca soddisfazione con prostitute e scambisti. La morte precoce del fratello e l’abbandono della madre lo hanno segnato profondamente e lo conducono alla dipendenza sessuale. Respinte le amorevoli cure e le morbide avance di Anna, Dino recupera e incontra gli ex della compagna, pregandoli di tornare con lei o di appagarne il piacere che lui le nega. Allontanato o guardato con compassione, l’uomo chiede ad Anna di trovare un amante appassionato. Anna, prima riluttante, finisce per cedere, concedendosi qualche notte di sesso con uno sconosciuto. Ma il sentimento che nutre per Dino è più potente della frustrazione e di qualsiasi piacere fisico. Tornerà a casa ma forse per lei e per Dino è davvero troppo tardi per ricominciare. Il terzo lungometraggio di Paolo Franchi si muove tra la canzone di Bruno Martino (“E la chiamano estate”), che titola il film, e quella di Rita Pavone (“Che mi importa del mondo”), che lo chiude con un rigore quasi geometrico. La voce di Bruno canta la perdita e l’assenza di chi abbiamo amato e non smettiamo di amare, i versi della Pavone dicono invece la vicinanza e la presenza del diletto, esemplificando i movimenti sentimentali ed estremi della coppia protagonista, chiusa in una camera ideale. Franchi tenta una narrazione per sentimenti, musica e immagini, realizzando un (melo)dramma elegante e gelido dentro un’apparente atemporalità. Se Nessuna qualità agli eroi affrontava con tratti altrettanto estetizzanti la sterilità dell’anima, E la chiamano estate sperimenta l’inappetenza sentimentale attraverso una coppia che mette in scena la non possedibilità dell’amore. Il Dino ‘anestetizzato’ di Jean-Marc Barr riempie il vuoto con l’esercizio compulsivo di una pratica sessuale, intuendo che fuori, nel mondo e in una camera bianca, c’è qualcosa di meglio, qualcuno da vivere. Ma tutta quella bellezza il protagonista l’ha abiurata, in un tempo lontano che ritorna dentro le fotografie e le testimonianze di chi lo ha conosciuto, scegliendo per sé l’abiezione e la dannazione. La spirale della vergogna procede allora dentro gironi sempre più stretti, in cui si abbandona e si dissolve l’Anna smarrita e muta di Isabella Ferrari, provando a intralciare con un sentimento impegnativo la discesa libera dell’amato. E nella caduta il protagonista trascina con sé anche il suo autore, inghiottito nelle acque nere dei titoli (di apertura). Se il cinema di Franchi ha l’indiscusso coraggio di andare oltre i canoni consolidati del realismo e oltre le ovvietà di troppo cinema italiano, ancora una volta la sensazione è che i suoi soggetti (sempre interessanti) finiscano per cedere al manierismo del racconto, sprecando i concetti evocati e le inquietudini innescate. Stilisticamente irrisolto, E la chiamano estate soffre in aggiunta di dialoghi automatici il cui problema è la (in)credibilità. La difficoltà di essere creduto traumatizza e compromette qualsiasi relazione con i destinatari del film, mai coinvolti o commossi, mai sfiorati o ‘toccati’. Come Dino, Paolo Franchi sembra abdicare la pratica dell’emozione, finendo travolto dalla sua filosofia, dalla sua idea di cinema autarchico, autistico,‘suicida’. Un cinema che non ha 'francamente' bisogno dello spettatore per essere.

Incassi E la chiamano estate
Primo Weekend Italia: € 58.000
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Premi e nomination E la chiamano estate

premi
nomination
Roma Film Festival
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0
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Bellissimo film. struggente!

giovedì 29 novembre 2012 di claudio bianco

Sguardi che si incontrano. L'amore come condivisione di un dolore. L'impossibilità di poter essere davvero felici. Attori in stato di grazia. Regia sublime. Sesso come tentativo di riempire un vuoto che si ripresenta sempre più angosciante come il tempo senza cronologia se non quello ossessivo e reiterato di un tempo interiore. Finalmente un film originale, forte, inquieto! continua »

* - - - -

Pretenzioso e incompleto

venerdì 16 novembre 2012 di Gioygio

E' con dispiacere che devo affermare il completo fallimento del film "e la chiamano estate". Da un film del Festival Internazionale del Film di Roma, ci si aspetta un livello alto ed invece già dopo il primo quarto d'ora di film viene voglia di uscire dalla sala e l'unica domanda che sorge spontanea è "perchè è in concorso questo film?". Il regista sicuramente ha un background cinematografico non indifferente e come afferma lui stesso continua »

* * * * -

Quando l'amore non basta

lunedì 26 novembre 2012 di renato volpone

Quando l'amore non basta, quando nella società moderna la semplicità dello scambio amoroso non riesce più a riempire la vita, quando un uomo e una donna si guardano da lontano. Paolo Franchi ci racconta della "depravazione amorosa", dell'incapacità dell'individuo di vivere con semplicità il rapporto con un'altra persona. Sfiorando il pornografico si arrischia su di un terreno franoso, ma riesce a mantenere l'equilibrio tra amore puro continua »

* * * - -

Quando l'incomunicabilità conduce al nichilismo to

domenica 25 novembre 2012 di Flyanto

 Film in cui viene descritto il problema dell'incomunicabilità all'interno di un coppia, seppure molto innamorata. Molto discussa e criticata al Festival del cinema di Roma questa pellicola è stata fortemente presa di mira principalmente per il suo tema alquanto "scomodo" (e più diffuso di quanto si creda) appunto della difficoltà a comunicare sessualmente e non e per le esplicite scene di sesso o di nudo che qui, a mio parere,  non risultano continua »

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DVD | E la chiamano estate

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 8 maggio 2013

Cover Dvd E la chiamano estate A partire da mercoledì 8 maggio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd E la chiamano estate di Paolo Franchi con Isabella Ferrari, Jean-Marc Barr, Filippo Nigro, Luca Argentero. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet E la chiamano estate (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 4,87 €
Prezzo di listino: 6,50 €
Risparmio: 1,63 €
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Tra eros e vuoto poetico sotto lo scandalo c'è poco

di Valerio Caprara Il Mattino

Voluto o casuale, certo il colpo pubblicitario più clamoroso del decennio. «E la chiamano estate», destinato ai conciliaboli dei cinefili adusi agli estri d'autore, si ritrova proiettato all'acme dell'interesse nazionale grazie alla perfetta saldatura tra gli smodati contestatori del Festival di Roma, la doppia premiazione a dispetto, l'insurrezione giornalistica seguita all'annuncio della giuria e il flusso di polemiche, motivate o strampalate che siano, inarrestabile almeno sino a quando l'incolpevole spettatore confronterà il prezzo del biglietto con quello che il film contiene. »

L'impossibile maschile, un gioco di specchi senza desiderio

di Cristina Piccino Il Manifesto

Un uomo e una donna, si amano ma non si toccano. Lui nemmeno la sfiora, eppure è il grande amore della sua vita, per fare sesso però corre dalle prostitute, tra gli scambisti, serate infinite che filma con accanimento, con la segreta speranza che sia lei, la moglie, la spettatrice di queste immagini. E la chiamano estate di Paolo Franchi (prima produzione di Nicoletta Mantovani per la Pavarotti International), era l'ultimo dei tre film in gara al festival di Roma, accolto con fischi, urla, e battute nella proiezione stampa, non saprei dal pubblico (esce in sala il 22). »

Dopo i fischi romani arriva nelle sale l'estate di Isabella

di Roberto Nepoti La Repubblica

Dino, medico anestesista, intrattiene da tempo una relazione sentimentale con Anna; ma, pur amandola, non riesce ad avere con lei alcun contatto sessuale. La totale dissociazione tra amore e sesso porta l'uomo a praticare il secondo con prostitute, anche più di una per volta e sotto l'effetto di droghe. Paolo Franchi prosegue la sua esplorazione cinematografica delle ossessioni di personaggi sotto trauma, senza arretrare davanti ai rischi della sgradevolezza; e pagando un costo alto, come dimostrano l'ostilità e i fischi incassati alla Festa del cinema di Roma (che pure lo ha premiato per la regia e la migliore attrice). »

Quegli echi moraviani per un autore appartato

di Paolo D'Agostini La Repubblica

In rete già circolano i peggiori lazzi sul conto di E la chiamano estate di Paolo Franchi. Non è da escludere che lo stesso regista lo avesse messo in conto. Assumiamoci il compito, in parte obiettivamente impervio, di difendere il suo film. Il terzo, dopo La spettatrice e Nessuna qualità agli eroi, di un autore che se non fosse una formula abusata definiremmo appartato. Anomalo in un panorama dominato dalle variazioni sul linguaggio della commedia. Con la cadenza dell' inchiesta che ricostruisce gli antefatti di un drammatico esito e facendo ricorso con evidenza consapevole ad abbondanti echi moraviani nel profilare situazionie personaggi (il protagonista si chiama Dino come nel romanzo La noia ), il film indaga il nodo della non corrispondenza tra amore e sesso. »

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