Come non detto

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Un film di Ivan Silvestrini. Con Josafat Vagni, Monica Guerritore, Francesco Montanari, Ninni Bruschetta, Valentina Correani.
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Commedia, durata 90 min. - Italia 2012. - Moviemax uscita venerdì 7 settembre 2012. MYMONETRO Come non detto * * * - - valutazione media: 3,24 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,24/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Mattia sta per trasferirsi a Madrid dal fidanzato Eduard, così da non dover rivelare alla famiglia di essere gay.
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Commedia pop corale, 'orgogliosa' di esplorare il terreno dell'identità sessuale
Marzia Gandolfi     * * * - -

Mattia ha un biglietto per Madrid e un fidanzato di Madrid con cui cominciare una nuova vita lontano dall'Italia e da un segreto che proprio non vuole confessare. Mattia è gay e la sua famiglia non lo sa. Lo ignora il padre, allenatore di rugby col vizio delle donne, lo ignora la madre, casalinga dimessa e 'dismessa' dal marito, lo ignora la sorella, coatta convinta con marito meccanico e prole sempre in arrivo. A conoscere la verità su Mattia sono soltanto Stefania, amica di sempre e da sempre, Giacomo, drag queen di notte e 'lavandiere' di giorno, ed Eduard, madrileno romantico e ostinato. Eduard vuole conoscere la famiglia di Mattia senza sapere che il suo amato è lontano dall'aver dichiarato la propria omosessualità. Alla vigilia della partenza però Mattia sarà costretto a fare i conti con se stesso e la propria identità. Intorno al tavolo troverà le parole per dirlo e per dirsi.
Piace l'esordio pop di Ivan Silvestrini, che dirige una commedia 'orgogliosa' di esplorare il terreno dell'identità sessuale. Costruito alla maniera di un racconto di formazione corale, racchiuso nell'arco di una giornata, Come non detto ha una narrazione intimista che sposa bene la difficoltà a ricomporre il modo in cui guardiamo a noi stessi con il riflesso che produciamo nell'occhio dell'altro, come suggerisce l'incipit allo specchio davanti al quale indugia il Mattia garbato di Josafat Vagni. Il suo personaggio è innamorato di una vita che non riesce a vivere 'apertamente', per l'intransigenza del sistema sociale, incarnato nel film dai genitori, o più probabilmente per la paura di affermare (e afferrare) la piena bellezza del suo essere. Per questa ragione, l'incapacità di trattenere un rapporto autentico col mondo, Mattia (ri)vive nei frequenti flashback, in un passato di occasioni perse per dirsi veramente, perseverando nella passività, nella bulimia d'immaginario e nel vuoto di identità che essa produce.
Ma nell'idea scritta da Roberto Proia, di cui Silvestrini è intelligente traduttore attraverso una regia discreta e (in)visibile, il dramma esistenziale prodotto da una menzogna diventa una commedia al termine della quale ciascun personaggio affronterà e dichiarerà se stesso, scoprendo che lo sguardo dell'altro non deve essere per forza coercitivo ma può rivelarsi complice e addirittura sostenitore. Al diavolo i cliché allora, nel film di Silvestrini e Proia non ci sono nonne da piangere o gay che abbinano bene i colori.
Come non detto racconta tranches de vie piuttosto che tranches de gateaux. Favorito da un cast smagliante, nessuno escluso, Come non detto irrompe in scena con personaggi gioiosi, imperfetti ingranaggi di un (quasi) perfetto incastro narrativo, dove a colpire non è tanto e non è solo ciò che accade ma il modo in cui accade.

Incassi Come non detto
Primo Weekend Italia: € 93.000
Incasso Totale* Italia: € 216.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 16 settembre 2012
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Se il cinema italiano avesse più emergenti così!!

lunedì 10 settembre 2012 di johnny1988

Un film per cui vale la pena erigere una recensione. Mattia, proototipo di figlio perfetto invita, suo malgrado, il fidanzato da Madrid a una cena coi parenti. L'unico problema è come fare outing alla famiglia. Al punto che, fra una balla e l'altra, farà di tutto pur di non presentare l'ospite a tavola. MIne Vaganti sembra aver spianato la via commerciale a un tipo di cinema che Ozpetek predilige, quello sul tema dell'identità. E più di tutto soprende continua »

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Fresco, allegro e positivo

domenica 9 settembre 2012 di sam74

Come non detto, del giovane regista Ivan Silvestrini (classe 1982!!!) è un film fresco, spensierato, che sa trattare con grandissima intelligenza e garbo non tanto il tema del coming out e il timore di non essere accettato in famiglia, quanto piuttosto il pregiudizio che spesso le persone omosessuali hanno nascosto in sé. Argomento forse ancor più spinoso. E tuttavia, Silvestrini pare muoversi in questa materia con semplicità e leggerezza, senza mai scivolare nel dramma, perché tutto può essere continua »

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Recensione analitica. film consigliato

sabato 8 settembre 2012 di Fabrizio.Sorbara

Seppur condito con qualche stereotipo evitabile, vedi amico del protagonista, il film risulta nel complesso un ottimo prodotto. E' una elaborazione originale della tematica del coming-out, questa volta vista da una prospettiva mai affrontata in altri prodotti cinematografici: la contingenza e l'impellenza dovuta a situazioni di cui si apprende improvvisamente la necessità. Per chi ha vissuto in prima persona una esperienza di coming out, si ritroverà facilmente identificato continua »

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Piccolo bel film italiano

lunedì 10 settembre 2012 di ralphscott

Moderna commedia di costume? Film di genere (gay)? Minimalismo di attualità? Chiamatelo come vi pare,ma questo filmetto ha tutto per esser preso ad esempio. Un pugno di bravi attori danno vita ad una delicata favola metropolitana,con molti spunti di attualità e temi sempreverdi. Infatti,pur essendo il fulcro del racconto,la gaiezza di Mattia è lungi da esaurire le tematiche trattate. Forse,ciò che più incanta ed intenerisce é continua »

Mattia
"Stefania! Anche se fossi etero me ce avresti portato tu co 'sta fiatella sull'altra sponda, hai capito?"
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Alba Paiettes
"Guarda che le corna so' come i tacchi, slanciano!"
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Josafat Vagni /Monica Guerritore
"Mamma...sono gay!" "Si, amore, sono gay, guardali poverini"
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Il testamento di Gandolfini

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Eva è una massaggiatrice divorziata e sola. Non per molto. A una festa, incontra Albert, corpulento e single, con il quale entra subito in sintonia e sotto le lenzuola. Intanto, fa amicizia anche con Marianne, poetessa schifata dal rapporto col suo ex marito. Che, combinazione, è proprio Albert. Che fare? Che tristezza vedere Gandolfini nella sua penultima interpretazione, prima della tragica e prematura scomparsa. Un testamento della sua bravura, con rimpianto. Da Il Giornale, 1 maggio 2014 »

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