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luca scialò
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martedì 24 gennaio 2012
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sequel sfiatato, quasi forzato
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Le strade di Alberto e Mattia si sono nuovamente divise. Il primo ha i soliti problemi con la paranoica moglie, pensando soprattutto al lavoro; il secondo ha avuto anche un figlio da Maria, Edison (dal nome di Cavani), ma è rimasto un cronico mammone. La moglie così decide di lasciarlo e i suoi colleghi vedendolo depresso, decidono di fargli fare domanda a Milano dall'amico Alberto. Il trasferimento avviene, con un Mattia ancor più rattristato per la meta non certo ambita, ma troverà anche un Alberto a sua volta represso perché anche sua moglie a deciso di lasciarlo. In più dovrà affrontare i pregiudizi milanesi.
Dopo lo straordinario e sorprendente successo di Benvenuti al Sud, non poteva mancare il sequel capovolto.
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Le strade di Alberto e Mattia si sono nuovamente divise. Il primo ha i soliti problemi con la paranoica moglie, pensando soprattutto al lavoro; il secondo ha avuto anche un figlio da Maria, Edison (dal nome di Cavani), ma è rimasto un cronico mammone. La moglie così decide di lasciarlo e i suoi colleghi vedendolo depresso, decidono di fargli fare domanda a Milano dall'amico Alberto. Il trasferimento avviene, con un Mattia ancor più rattristato per la meta non certo ambita, ma troverà anche un Alberto a sua volta represso perché anche sua moglie a deciso di lasciarlo. In più dovrà affrontare i pregiudizi milanesi.
Dopo lo straordinario e sorprendente successo di Benvenuti al Sud, non poteva mancare il sequel capovolto. Ma il continuo appare, come spesso succede nel Cinema, forzato e quasi obbligato. Se i pregiudizi su Napoli vengono superati brillantemente da Alberto (Claudio Bisio) nel primo episodio, in questo caso Mattia (Alessandro Siani) sembra proprio non riuscire ad amare Milano. Inoltre, vari sono i riferimenti al primo film e nemmeno molto riusciti. Se Benvenuti al Sud è divertente dall'inizio alla fine e porta con sé una verve trascinante di gag della coppia Bisio-Siani, Benvenuti al Nord non esplode mai. Insomma, la dura legge del sequel non riuscito e che perde la sfida col primo episodio, ha colpito anche il fortunatissimo lungometraggio di Miniero.
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[+] benvenuti al nord
(di foffola40)
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marbus
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giovedì 9 febbraio 2012
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a volte è meglio non farli , i sequel
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Tra i miliardi incassati da "Benvenuti al Sud" c'erano anche i miei sette euro. E mi sono anche unito al coro di quelli che lo hanno apprezzato, facendolo diventare un piccolo cult. Certo nessuno si aspettava il trattato antropologico- sociologico sul conflitto nord sud, ma in poco meno di due ore si fanno un discreto numero di risate, e non è male in questi tempi di lega nord.
Lo salutai come un esempio di nuova commedia popolare all'italiana (anche se il soggetto è tratto da un film francese), con un occhio al passato ma non volgare. Una commedia di caratteri, insomma.
Ma come tutti i grandi successi c'è un rovescio della medaglia. L'inevitabile sequel, imposto dal produttore per rimpinguarsi le tasche dopo il successo del prototipo.
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Tra i miliardi incassati da "Benvenuti al Sud" c'erano anche i miei sette euro. E mi sono anche unito al coro di quelli che lo hanno apprezzato, facendolo diventare un piccolo cult. Certo nessuno si aspettava il trattato antropologico- sociologico sul conflitto nord sud, ma in poco meno di due ore si fanno un discreto numero di risate, e non è male in questi tempi di lega nord.
Lo salutai come un esempio di nuova commedia popolare all'italiana (anche se il soggetto è tratto da un film francese), con un occhio al passato ma non volgare. Una commedia di caratteri, insomma.
Ma come tutti i grandi successi c'è un rovescio della medaglia. L'inevitabile sequel, imposto dal produttore per rimpinguarsi le tasche dopo il successo del prototipo. Ecco perchè quando lessi le anticipiazione su un possibile sequel intitolato "Benvenuti al nord", ho storto un pò il naso. Sono andato comunque a vederlo (spendendo però solo 3euro e 50 perchè ho usufruito dello sconto studenti) e in effetti non sono rimasto deluso solo perchè mi aspettavo davvero poco.
E' percepibile che la pellicola sia stata girata approssimativamente , senza voglia ed in fretta per uscire giusto un attimo dopo il Cinepanettone di Neri Parenti (e De Laurentiis). La sceneggiatura (stavolta tutta colpa degli autori nostrani) si riduce al canovaccio dei due uomini soli abbandonati dalle donne che vogliono svagarsi tra il patetico e il ridicolo. Che poi uno sia del nord e uno del sud è secondario. Anche le prove degli attori sono inferiori. Praticamente il protagonista è Siani, che ha tutto il film sulle spalle, ma non ha le spalle di Bisio; lo stesso Bisio, costretto a scene imbarazzanti (come quella in cui viene scambiato pee il maniaco); la Lodovini oltre che meno brava che nel primo film ,sembra anche meno bella; la Finocchiaro sarebbe la migliore ma per ravvivare un personaggio comunque monocorde le fanno anche interpretare l'inutile ruolo della madre. La novità potrebbe essere solo un Paolo Rossi simil Brunetta. Ma un personaggio simpatico, senza le battute giuste che ci sta a fare? La satira di costume poi si riduce a Siani che non riesce a dire la parola "mutuo". Per chi vuole rimpiangere l'originale.
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cassanonat
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martedì 24 gennaio 2012
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prove tecniche di commistione territoriale
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Capitolo secondo. Dopo la tragicomica discesa ai fittizi inferi - leggesi "la folkloristica Castellabate"- dell'impaurito milanese Bisio, ora il processo si inverte. Tocca al paesano/mammone Siani risalire la scala e andare a Milano. E io mi gusto questa viaggio di crescita lumbard in un cinema napoletano: strana la vita.
Il processo opposto non è solo locale, ma anche mentale. La coppia Bisio/Siani attraversa un processo osmotico, imparando ognuno a vestire i panni dell'altro, come nel primo episodio. Bisio impara a prendere la vita con più leggerezza, l'importanza degli attimi in famiglia. Siani invece quanto sia necessaria una crescita mentale e la separazione dalle grazie materne, soprattutto ora che è diventato padre, il tutto perfettamente metaforizzato dall'impossibilità di scandire la parola mutuo.
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Capitolo secondo. Dopo la tragicomica discesa ai fittizi inferi - leggesi "la folkloristica Castellabate"- dell'impaurito milanese Bisio, ora il processo si inverte. Tocca al paesano/mammone Siani risalire la scala e andare a Milano. E io mi gusto questa viaggio di crescita lumbard in un cinema napoletano: strana la vita.
Il processo opposto non è solo locale, ma anche mentale. La coppia Bisio/Siani attraversa un processo osmotico, imparando ognuno a vestire i panni dell'altro, come nel primo episodio. Bisio impara a prendere la vita con più leggerezza, l'importanza degli attimi in famiglia. Siani invece quanto sia necessaria una crescita mentale e la separazione dalle grazie materne, soprattutto ora che è diventato padre, il tutto perfettamente metaforizzato dall'impossibilità di scandire la parola mutuo. "Musc", "muts", i tentativi nel delinearla si sprecano con improbabili smorfie, segno che il ragazzo padre (che ragazzo non è) ha bisogno di una nuova infarinata di seriosità.
Tutto appare già in parte visto. E' come se un continuo senso di dejavù ti segua per tutta la pellicola. Appaiono già visti i clichè, che anche in senso opposto rimangono gli stessi: la diffidenza e la paura, il terùn che non vuole lavorare, la nebbia (e il giubotto antinebbia che si associa perfettamente al quello antiproiettile del primo episodio), i falsi teatrini.
La parabola che porterà i due ad ottenere un equilibrio perfetto per salvaguardare lavoro-famiglia passa attraverso un contrappasso di dantiana memoria: ognuno si trasformerà nel proprio opposto, per capire quanto eccessivamente ingenuo era il loro passato. La favoletta nei ritmi del passato episodio scorrerà liscia. Con un simbolico abbraccio nord/sud tra i due anziani Costabile e la Pina (suocera di Bisio), che si intendono senza parlare lo stesso idioma, quasi a voler dire che la distanza che esiste è solo nei luoghi comuni. Perchè al nord come al sud siamo sempre in qualche modo perfettamente imperfetti. Due metà di un frutto che con non poche difficoltà si possono unire. E chi glielo spiega ora al partito dei fazzoletti verdi? D'altronde già nel suo primo film Luca Medici alias Checco Zalone aveva dimostrato che risate e razzismo politico vanno spesso d'accordo, soprattutto se cotte in salsa leghista.
Nonostante le costanti ripetizioni il film scorre tranquillamente e strappa molte risate. D'altronde se non esagerati i clichè funzionano sempre e questo è un altro caso in cui l'assioma funziona. I fan del primo film potrebbero storcere il naso alle tangenti somiglianze, ma questo secondo capitolo sembrava una parabola necessaria per completare il viaggio iniziato al sud di un'Italia ancora troppo divisa dai pregiudizi. In tempi di richiesta recessione e crisi un piccolo messaggio buonista di speranza non fa male.
Un'applauso al duo, ma in realtà avrei evitato Emma Marrone nel videoclip finale che centra come i friarelli nei tortellini al brodo.
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peppe2994
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sabato 28 gennaio 2012
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"benvenuta delusione"
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Un sequel inutile,piatto e forzato in troppi aspetti.Luca Miniero non riesce a riprodurre,il benvenuto scorso proponendo pochissime novità e alcuna idea di visione.Mi aspettavo di trovare una trama elaborata,con un cast allegro e spumeggiante,ma solo un illusione.Ho visto solo un Bisio e un Siani,particolarmente depressi,una Finocchiaro molto arrabbiata e un Paolo Rossi troppo inquadrato.Quindi in parole povere,il cast non ha fatto trapelare alcuna risata eccetto nella parte finale,in cui ho abbozzato qualche sorriso.La trama in un qualmodo risulta piatta,con uno sgorgare di banalità continue e frequenti.Questo prodotto,mi ha deluso fortemente,si è rivelato freddo incapce di spiccare il volo,come ha fatto il suo predecessore.
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Un sequel inutile,piatto e forzato in troppi aspetti.Luca Miniero non riesce a riprodurre,il benvenuto scorso proponendo pochissime novità e alcuna idea di visione.Mi aspettavo di trovare una trama elaborata,con un cast allegro e spumeggiante,ma solo un illusione.Ho visto solo un Bisio e un Siani,particolarmente depressi,una Finocchiaro molto arrabbiata e un Paolo Rossi troppo inquadrato.Quindi in parole povere,il cast non ha fatto trapelare alcuna risata eccetto nella parte finale,in cui ho abbozzato qualche sorriso.La trama in un qualmodo risulta piatta,con uno sgorgare di banalità continue e frequenti.Questo prodotto,mi ha deluso fortemente,si è rivelato freddo incapce di spiccare il volo,come ha fatto il suo predecessore.Lì governava l'allegria e la spensieratezza,le battute erano divertenti e molto più solari,persino la trama molto ricca e originale.Per concludere solo una trovata commerciale mal riuscita.
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liuk!
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lunedì 11 giugno 2012
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indecoroso
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Brutto ma che più brutto non si può. Classico sequel indecoroso che infanga il primo capitolo e si porta dietro un'onta di vergogna ed umiliazione. Da evitare come la peste.
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vavanzi
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lunedì 10 settembre 2012
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benvenuti alla noia
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Chi ha minimamente apprezzato Benvenuti al Sud, rifugga questo patetico sequel.
Non si ride mai, trionfa la noia, le battute - se così si possono chiamare - sono imbarazzanti
La trama è inesistente, gli attori - privi di regia e sceneggiatura - si trascinano fiacchi e imbolsiti per tutta la durata del film.
Spiace poi vedere Paolo Rossi imbarcato in questa triste comparsata: è proprio vero che tutto ha un prezzo...
In sintesi, una inutile sofferenza di 1.50h per lo spettatore: l'unica motivazione per cui è stato realizzato questo film è di natura economica, a beneficio delle tasche dei produttori.
Consigliato vivamente a chi soffre d'insonnia.
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purplerain
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martedì 17 luglio 2012
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meglio piangerli senza vederli!!
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Benvenuti al nord è il sequiel del riuscitissimo film, remake del francese "Giù al nord", "benvenuti al sud e devo dire che certe volte se certi film non si fanno è meglio!! Il regista ci presenta i personaggi all'interno di una sceneggiatura piatta e monotona nella quale ci troviamo ad assistere ai continui litigi di coppia senza capire bene cosa le mogli vogliano dai mariti!! Insomma con lo stesso cast del primo film e con un'idea di base già riuscita ci saremmo aspettati di meglio! Questo sembra il clasico film che si deve fare perchè il primo è andato bene, gli attori sembrano senza idee, le battute sembrano scontate!!! La scena dell'arrivo a Milano, poi, in tutto simile a quella dell'arrivo di Totò è
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Benvenuti al nord è il sequiel del riuscitissimo film, remake del francese "Giù al nord", "benvenuti al sud e devo dire che certe volte se certi film non si fanno è meglio!! Il regista ci presenta i personaggi all'interno di una sceneggiatura piatta e monotona nella quale ci troviamo ad assistere ai continui litigi di coppia senza capire bene cosa le mogli vogliano dai mariti!! Insomma con lo stesso cast del primo film e con un'idea di base già riuscita ci saremmo aspettati di meglio! Questo sembra il clasico film che si deve fare perchè il primo è andato bene, gli attori sembrano senza idee, le battute sembrano scontate!!! La scena dell'arrivo a Milano, poi, in tutto simile a quella dell'arrivo di Totò è a dir poco patetica, la presenza delle mogli è di contorno e mai da protagoniste!! Stanno lì solo a criticare i mariti e poco altro!! Direi che tutto sommato non si ride quasi mai, le gag tra persone che parlano lingue diverse e incomprensibili sono ormai stantie e superate!! Attendiamo il regista ad un lavoro migliore in futuro!!
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kimberly206
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mercoledì 2 gennaio 2013
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secondo elogio del sud
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Il primo film è stato piacevole e ci ha fatto fare qualche sana risata. Ha saputo raccontare i soliti pregiudizi tra Nord e Sud, facendoci sentire piacevolmente uniti dalle nostre differenze e dal nostro essere italiani.
Purtroppo il secondo film è stata una grande delusione, e fortunatamente non ho speso neanche 1 euro perché lo stanno riproponendo su Sky Cinema.
Sono del Nord quindi ho guardato ancora più incuriosita il sequel... ma con il passare delle scene, aspettavo con ansia qualche lato positivo del Nord... che non ho trovato. Il protagonista napoletano, Alessandro Siani nei panni di Mattia, che viene trasferito a Milano, sembra proprio che non trovi lati positivi del Nord, esaltando più di una volta i valori e le usanze del Sud.
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Il primo film è stato piacevole e ci ha fatto fare qualche sana risata. Ha saputo raccontare i soliti pregiudizi tra Nord e Sud, facendoci sentire piacevolmente uniti dalle nostre differenze e dal nostro essere italiani.
Purtroppo il secondo film è stata una grande delusione, e fortunatamente non ho speso neanche 1 euro perché lo stanno riproponendo su Sky Cinema.
Sono del Nord quindi ho guardato ancora più incuriosita il sequel... ma con il passare delle scene, aspettavo con ansia qualche lato positivo del Nord... che non ho trovato. Il protagonista napoletano, Alessandro Siani nei panni di Mattia, che viene trasferito a Milano, sembra proprio che non trovi lati positivi del Nord, esaltando più di una volta i valori e le usanze del Sud.
Anzi, i settentrionali vengono dipinti come non curanti delle tradizioni curinarie, stakanovisti, chiusi, antipatici, incuranti della famiglia.
Mattia proprio non si trova bene a Milano... e l'unico lato positivo, (se questo è il massimo che noi del Nord possiamo vantare) è quello di lavorare senza sosta. Il finale è forzato e banale. Anzi, c'è una regressione del pensiero di unificazione e di spirito di adattamento.
Mentre in "Benvenuti al Sud", Alberto al momento di rientrare nella sua amata Milano, non voleva quasi più tornarci e restare al Sud con nuovi amici, Mattia nel sequel proprio non ci vuole restare a Milano ed è contentissimo di ritornare nel suo paese.
Quindi, la morale è "mogli e buoi dei paesi tuoi"?
Un consiglio: dimenticare il sequel e continuare a sorridere con il caro "Benvenuti al Sud".
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ultimoboyscout
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domenica 13 maggio 2012
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tutta l'italia...è paese.
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Meno incisivo e più annunciato di "Benvenuto al Sud", è comunque simpatico e divertente grazie soprattutto alla verve di Bisio e Siani e alla naturale sinergia che c'è tra loro. Al grido di squadra che vince non si cambia, la formula riproposta è la stessa: una commedia, il sequel di un remake, risate, tante cartoline dall'Italia, dal mare di Castellabate alla festa degli Alpini sul Monte Rosa, passando per la Milano dalla doppia faccia, quella dei grattacieli e quella delle osterie con le gag di un napoletano trasferito a Milano tra accenti e modi di dire, cucina tipica e partiti nordisti. La storia riprende circa due anni dopo la fine del primo capitolo, Alberto e Mattia sono in piena crisi coniugale, col primo accusato dalla moglie di pensare solo al lavoro e il secondo addirittura lasciato poichè incapace di imporsi con la madre e di prendersi delle responsabilità.
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Meno incisivo e più annunciato di "Benvenuto al Sud", è comunque simpatico e divertente grazie soprattutto alla verve di Bisio e Siani e alla naturale sinergia che c'è tra loro. Al grido di squadra che vince non si cambia, la formula riproposta è la stessa: una commedia, il sequel di un remake, risate, tante cartoline dall'Italia, dal mare di Castellabate alla festa degli Alpini sul Monte Rosa, passando per la Milano dalla doppia faccia, quella dei grattacieli e quella delle osterie con le gag di un napoletano trasferito a Milano tra accenti e modi di dire, cucina tipica e partiti nordisti. La storia riprende circa due anni dopo la fine del primo capitolo, Alberto e Mattia sono in piena crisi coniugale, col primo accusato dalla moglie di pensare solo al lavoro e il secondo addirittura lasciato poichè incapace di imporsi con la madre e di prendersi delle responsabilità. Ovviamente, stavolta saranno presi di mira vizi e virtù che si annidano all'ombra della Madonnina. Minero riesce a dare continuità e un senso compiuto al suo sequel, ironizza sulle differenze culturali tra Nord e Sud senza chiamare per forza in causa Totò, dimostrando che tali ricchezze possono essere una ricchezza e non una divisione o un limite. Ottime le new entry Paolo Rossi, che interpreta un "Marchionne col fisico di Brunetta" e...Angela Finocchiaro nelle vesti della razzista suocera di Alberto. Che dire? Che tutto il mondo...pardon...l'Italia è paese? Forse si, quel che è certo è che i francesi si erano fermati all'originale (il bellissimo "Giù al Nord) mentre noi abbiamo voluto raddoppiare, certi di ripetere gli incassi: in un periodo in cui almeno un pò di voglia di ridere c'è, può andare bene anche così.
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fausta rosa
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lunedì 23 gennaio 2012
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si può sorridere commuovendosi
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Non la prima volta che Luca Miniero riesce a intrattenere il suo pubblico in maniera divertente leggera e per nulla banale. La storia si ripete con BENVENUTI AL NORD che riprende le atmosfere e le situazioni di Benvenuti al Sud trasferendole geograficamente e connotandole emotivamente.
Gli stereotipi nord – sud appena accennati, sfumati, sfiorati e subito superati da rapporti umani che si intrecciano e si scoprono e si apprezzano nella ferialità. Delicato ed efficace il tratteggio di Mattia, interpretato dal bravo Alessandro Siani che, sebbene rimandi allo stile recitativo del grande Troisi, riesce a dar vita ad una psicologia autentica, vera, fragile eppure vincente, perchè in grado di cambiare e di far cambiare .
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Non la prima volta che Luca Miniero riesce a intrattenere il suo pubblico in maniera divertente leggera e per nulla banale. La storia si ripete con BENVENUTI AL NORD che riprende le atmosfere e le situazioni di Benvenuti al Sud trasferendole geograficamente e connotandole emotivamente.
Gli stereotipi nord – sud appena accennati, sfumati, sfiorati e subito superati da rapporti umani che si intrecciano e si scoprono e si apprezzano nella ferialità. Delicato ed efficace il tratteggio di Mattia, interpretato dal bravo Alessandro Siani che, sebbene rimandi allo stile recitativo del grande Troisi, riesce a dar vita ad una psicologia autentica, vera, fragile eppure vincente, perchè in grado di cambiare e di far cambiare .
Non siamo dinnanzi ad un capolavoro della cinematografia ma sicuramente ad un film di piacevole e gradevole visione, adatto a tutti, capace di far sorridere, riflettere e delicatamente commuovere .
E non mi sembra poco.
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