Benur - Un gladiatore in affitto

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Un film di Massimo Andrei. Con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Teresa Del Vecchio, Stefano Fresi, Elisabetta De Vito.
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Commedia, durata 98 min. - Italia 2012. - Movimento Film uscita mercoledì 1 maggio 2013. MYMONETRO Benur - Un gladiatore in affitto * * * - - valutazione media: 3,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,08/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
Dalla commedia teatrale "Ben Hur" di Gianni Clementi.
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primo piano
Benur trova nella regia pulita di Massimo Andrei una forma filmica interessante, anche se debitrice di certo cinema rumeno
Paola Casella     * * * - -

Sergio e Maria sono fratello e sorella cinquantenni, abitano insieme nella periferia romana degradata e condividono una quotidianità fatta di piccoli rancori e grandi ristrettezze economiche. Sergio ha un "glorioso" passato di stuntman a Cinecittà, ma dopo un incidente sul set si ritrova a fare il finto centurione al Colosseo, dove i turisti lo fotografano per poche lire. Maria invece lavora per una hotline erotica, sprofondata in una profonda depressione dopo l'abbandono del marito. Ad interrompere il loro tran tran domestico si intromette Milan, un immigrato clandestino proveniente dalla Bielorussia pieno di voglia di lavorare e di buone intenzioni. Riuscirà Milan a scuotere Sergio e Maria dall'impasse e a restituire loro un po' di entusiasmo?
E' difficile classificare Benur - Un gladiatore in affitto secondo un genere cinematografico, anche se a prima vista sembra una commedia: ma solo nel modo doloroso e sofferto in cui lo sono certe storie della cinematografia rumena contemporanea che riescono a raccontare il lato tragicomico della miseria, e della meschinità che quella miseria porta con sé. Il che non esclude che Benur appartenga anche alla nostra scuola cinematografica, e a certi ritratti di "miseria e ignobiltà" entrati a far parte del patrimonio della commedia all'italiana. La cattiveria di Sergio e Maria, dettata dall'abbrutimento e dal rancore, li rende "nuovi mostri" di questa Italia umiliata dalla crisi, in cui l'immigrato è allo stesso tempo risorsa da sfruttare e concorrente da temere.
Il personaggio di Milan sfugge il pietismo cinematografico (anche se a tratti rasenta l'agiografia) per restituirci la complessità di un essere umano abituato alla fatica e al compromesso, e dunque più disposto ad abbassarsi ai lavori umili e alle pretese ingiuste di quanto lo siano gli italiani di recente povertà. Paolo Triestino crea il ritratto credibile dell'immigrato dall'italiano all'inizio approssimativo e fantasioso, poi sempre più appiattito sulla gergalità romanesca. Nicola Pistoia ed Elisabetta De Vito gli fanno da contraltare eccedendo talvolta in grettezza coatta, ma comunicando nitidamente il livore di due italiani di mezza età che si accorgono ogni giorno di avere perso l'ultimo treno per la salvezza, non solo socioeconomica.
Basato sullo spettacolo teatrale di Gianni Clementi, che firma anche la sceneggiatura, Benur trova nella regia pulita di Massimo Andrei e nel suo senso compositivo forte (ma mai prevaricatore) una forma filmica interessante, anche se debitrice del cinema rumeno di cui sopra (vedi la scena del malore di Milan in bagno). E' un'estetica povera ma dotata di una coerenza interna che la fa aderire al contenuto, rafforzandone il senso. In qualche modo Benur ricorda anche Reality di Matteo Garrone, desiderosi entrambi di attingere ad un mix di tradizione e modernità per raccontare come è diventata l'Italia di oggi senza rinnegare le radici di come è sempre stata, un Paese vittima della seduzione di ciò che è brutto e cattivo, pur conservando memoria di ciò che era bello e buono. Tanto Benur quanto Reality, ciascuno secondo i suoi codici, raccontano una corruzione globale del gusto che ha azzerato le difese tradizionali dell'italiano medio: la famiglia, la comunità, il patrimonio artistico parte del Dna nazionale.
Questa storia di ordinaria sopraffazione e straordinario riscatto, di schiavitù contemporanea e rassegnazione ai diktat del consumismo di importazione, riesce anche ad includere l'eco distante della nostalgia per un cinema fiero e remunerativo che riusciva ad attirare le attenzioni (e i denari) di Hollywood facendo leva sul mito della Roma antica e sull'abilità delle maestranze di Cinecittà. Un cinema di cui sono "ombre" i patetici figuranti che sfilano davanti al Colosseo vestiti come Charlton Heston. Curioso come il finale, sia in Benur che in Reality, resti sospeso a metà fra la realtà e il delirio dell'immaginazione: come a suggerire che anche il cinema oggi non sappia bene quale direzione prendere.

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DVD | Benur - Un gladiatore in affitto

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 12 dicembre 2013

Cover Dvd Benur - Un gladiatore in affitto A partire da giovedì 12 dicembre 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Benur - Un gladiatore in affitto di Massimo Andrei con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Elisabetta De Vito, Teresa Del Vecchio. Distribuito da DNA. Su internet Benur. Un gladiatore in affitto (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 10,99 €
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GALLERY | Le prime immagini del set di Massimo Andrei.

Bighe e scooter ai piedi del colosseo

martedì 20 settembre 2011 - Nicoletta Dose

Benur, bighe e scooter ai piedi del Colosseo Tratto dalla commedia di Gianni Clementi, esponente del neorealismo teatrale italiano, Benur - Un gladiatore in affitto è una divertente storia di alti e bassi, di 'miseria e nobiltà' diretta dal regista Massimo Andrei. Le strade di Roma in questi giorni sono state invase da attori in groppa alle bighe tipicamente romane, ma anche se sullo sfondo ci sono il Colosseo e i fori imperiali, l'ambientazione del film riguarderà i tempi moderni. L'intreccio avviene in epoca contemporanea e vede come protagonisti due fratelli e un immigrato: Sergio, un ex stuntman rimasto senza lavoro e con qualche handicap fisico, Maria, delusa da recenti avventure sentimentali che si rifugia nelle telefonate erotiche per racimolare qualche soldo e per avere qualche contatto umano e Milan, un faccendiere bielorusso che entra nella vita dei due fratelli e la scombina al punto da cambiarla completamente.

Favola contro i luoghi comuni

di Valerio Caprara Il Mattino

Ovazioni al Festival di Roma più che meritate. «Benur - Un gladiatore in affitto» è una commedia inusuale e intelligente, divertente ma innervata da umori amari e malinconici come avveniva nei cult della migliore stagione post-neorealistica, quella «monicelliana» o «comenciniana» anni Cinquanta. Il napoletano Massimo Andrei, su cui avevamo scommesso in tempi non sospetti, ci offre, dunque, una favola vera che rovescia i luoghi comuni politically correct sul rapporto tra i povericristi nostrani e quelli immigrati con piglio sobrio e mai compiaciuto o patetico, strutturalmente correlato alla bravura del trio Pistoia-Triestino-De Vito e alla coespressibilità delle location romane assai poco turistiche e purtuttavia ammalianti. »

Tremate, ecco i nuovi gladiatori di Tor Sapienza

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Tutte le caratteristiche che avevano fatto apprezzare Mater Natura vincitore della Settimana della critica 2005 le possiede anche Benur, il secondo film di Massimo Andrei. Possiede anche questo il suo inconfondibile ritmo pop, ironia e tenerezza nei confronti dei personaggi, la chiave musicale (qui di Nicola Piovani con una composizione di Tony Canto) che si fa protagonista e diventa portante in alcuni momenti della trama dove non ci sono parole che tengano, il melodramma in chiave contemporanea. »

Il romano e il bielorusso centurioni per passione

di Francesco Alò Il Messaggero

Paolo Triestino e Nicola Pistoia, grande coppia teatrale in grado di passare da Murray Schisgal a Edoardo Erba, non hanno mai avuto una chance al cinema. Eccola: in Benur, tratto dalla pièce di Gianni Clementi, li vediamo come Sergio (Pistoia), ex stuntman ora finto centurione per turisti al Colosseo, e Milan (Triestino), ex ingegnere bielorusso ora immigrato clandestino. I due faranno squadra per sbarcare il lunario anche se incomprensioni ed equivoci sono dietro l'angolo. Lo spunto meritava ben più potenza, e ambizione, cinematografica (alla regia un fin troppo timido Andrei, più coraggioso ai tempi di Mater Natura), mentre la coppia scoppia: Pistoia urla sempre risultando fuori giri; Triestino più calibrato azzecca la parlata. »

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