Warrior

Consigliato assolutamente sì!
3,96/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * 1/2
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
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Tom Hardy, dopo aver interpretato il criminale Bronson, mostra i muscoli sul ring.
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primo piano
Puro cinema di corpi piegati dalla volontà, un trionfo di commoventi seconde occasioni
Gabriele Niola     * * * * 1/2

Due fratelli che non si parlano e non si vedono da anni, un padre, artefice della disapora familiare a furia di botte e notti ubriache, e un gigantesco torneo di arti marziali miste con un primo premio di 5 milioni di dollari. Entrambi ex prodigi della lotta greco romana, perchè il padre-allenatore sebbene regalasse botte extra allenamento sapeva il fatto suo, i fratelli Conlon si ritrovano tra i migliori 16 del pianeta, coinvolti nel torneo che per ognuno dei due può essere la salvezza dal baratro (uno è un disperato autentico, l'altro un disperato con famiglia a carico a cui stanno levando tutto) senza aver risolto le loro questioni personali.
Gavin O'Connor in passato ha dimostrato di saperne di film sullo sport (Miracle) e di film sulle questioni familiari (Pride and glory), ora in Warrior riassume queste due tematiche, in uno sforzo di scrittura e messa in scena non indifferente che, specie nelle scene di lotta (le più difficili da restituire nella complessità d'azione e coinvolgimento personale nelle singole decisioni) nonostante l'uso di macchina a mano sembra guardare al più alto dei modelli, il padre di tutti i film di pugilato, l'inarrivabile Il sentiero della gloria.
Eppure per tutto il resto il vero punto fermo del regista/sceneggiatore è Rocky, cui viene riservato il trattamento rispettoso che si deve ai testi classici, come fosse Amleto. O'Connor ne replica i passaggi chiave e le interazioni fondamentali per adattare le sue dinamiche gutturali (la carne piegata da uno spirito e una volontà indomabili) ad una storia diversa (due fratelli separati e distrutti ognuno in maniera diversa da un padre ingiusto). I due protagonisti sono l'uno l'Adriana dell'altro e ogni personaggio interpreta un carattere o una funzione del testo di base. È cinema classico hollywoodiano, cinema di seconde occasioni, di buoni sentimenti e di perdenti che vogliono conquistare qualcosa, ma non suoni come una resa, Warrior è un film dalle alte aspirazioni, tra i più straordinari, sorprendenti e commoventi dell'anno.
Merito di una storia che regala più d'una sorpresa (di trama e di linguaggio) ma anche di tre interpreti scelti e amalgamati con sapienza su cui spicca non tanto il perfetto Nick Nolte, quanto il titanico Tom Hardy, un attore come se ne sono visti emergere pochi in questi anni, in grado in un pugno di primi piani finali di dispiegare sullo schermo un lavoro di silenzi portato avanti in tutto il film per guidare la carica verso l'esplosione emotiva.
Con le scene in interno riprese come in un film di Eastwood e quelle in esterna riprese come in uno di John G. Avildsen, O'Connor si dedica al ring riprendendo quello che questi due registi avevano già capito (e che mancava totalmente a Cinderella man o The fighter) cioè l'idea che il massimo della violenza sul ring nasca da una mistura dalle dosi raffinatissime di disperazione e tenerezza. Warrior è permeato da un senso di pietas mostruoso che schiaccia come un rullo tutte le diverse cadute di stile e leggerezze di cui pure il film è costellato.
Così quando l'opera giunge al suo climax fisiologico e le due storie parallele (miracolosamente scritte entrambe come le principali) si incrociano nel più ovvio degli scontri finali, O'Connor dà il suo massimo, superando anche il modello eastwoodiano per come lascia che il film non parli con la scrittura ma con il gesto. La presenza e l'azione dei corpi si fanno veicolo emotivo sostituendo la parola e attraverso la dura fisicità dei colpi i personaggi si relazionano come accade in uno scambio di battute. Senza tagli di montaggio esasperati ma con autentiche sequenze di lotta riprese a figura intera Warrior parla e commuove quasi senza bisogno di parole.

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Incassi Warrior
Primo Weekend Italia: € 430.000
Incasso Totale* Italia: € 1.296.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 4 dicembre 2011
Primo Weekend Usa: $ 5.607.000
Incasso Totale* Usa: $ 13.632.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 23 ottobre 2011
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Premi e nomination Warrior

premi
nomination
Premio Oscar
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1
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Un film da oscar.un nick nolte da oscar

venerdì 11 novembre 2011 di tiamaster

"Sparta" è un torneo di arti marziali tra la gente più forte del mondo:5 milioni di dollari e gloria al vincitore,questo torneo sarà teatro di una "riunione familiare" tra i fratelli edgerton/hardy e il padre,un nick nolte da oscar,che dà agli spettatori un interpretazione favolosa.La trama potrà sembrarvi nulla di chè,ma il film è un trionfo di emozioni,durante ogni match tu sei lì,sul ring,perchè in questo film ti immedesimi da subito,supportato da un ottima sceneggiatura.Le lacrime saranno inevitabili,come continua »

* * * * -

Non solo muscoli, combattimenti e sangue...

venerdì 11 novembre 2011 di GiuDor

Il film narra la storia di due fratelli che non si vedono da anni, e di un padre, che essendo la causa di tutti i problemi, rinnegato dai figli stessi. Il primo figlio, Tommy ex marines dal passato oscuro, si ripresenta dopo 14 anni solo per essere seguito negli allenamenti da suo padre, poco adatto a fare il padre, ma uno dei migliori nelle arti marziali miste; poi c'è Brendan, professore di liceo sommerso dai debiti, che riprende a combattere per disperazione. I destini continua »

* * * * -

Non solo botte !

mercoledì 16 novembre 2011 di TurnAround

Cosa succederebbe se due fratelli che non si parlano da anni, con un padre alcolizzato e in cerca di soldi, uno per saldare una promessa, l'altro per non perdere la casa, si ritrovassero a combattere in un'emozionante torneo di arti miste americano ?? Pugni, calci, lacrime... Warrior è un film che cattura e non molla dall'inizio alla fine. Partendo in modo più o meno lento e tranquillo, raggiunge l'apice nelle scene finali che immedesimano lo spettatore in maniera straordinaria. Complici la buona continua »

* * * - -

Un altro sogno americano

domenica 6 novembre 2011 di peppe.simeone

"Sparta" è il più importante torneo mai realizzato di MMA: 16 uomini tra i più forti del mondo si sfideranno per aggiudicarsi il premio messo in palio di 5 milioni di dollari. Si incontreranno e scontreranno qui anche due fratelli, divisi dalla vita e da un padre alcolista; Brendan combatte per il mutuo della casa, Tommy per la vedova del suo migliore amico morto in Iraq.  Un film diretto con maestria e bravaura che dà il meglio di sè nelle scene continua »

JJ Riley
"Da piccoli volevamo sapere chi era il più forte del quartiere, ora voglio sapere chi è il più forte del pianeta!"
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tom
"E dove sono tutti i soldi? No, li ha presi tutti il mongo!"
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Frank Campana
"O lo metti ko, o perdi la casa!"
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
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APPROFONDIMENTI | Il cantore della cultura irlandese-americana.

Gavin o'connor

mercoledì 9 novembre 2011 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Gavin O'Connor Ognuno ha le sue piccole manie. La nostra è sfrucugliare nell'immaginario irlandese-americano. Che non significa, attenzione, l'Irlanda, Oscar Wilde, Joyce, gli U2 e Roddy Doyle, tutta un'altra storia. Sarà che il nostro regista preferito resta John Ford, ma seguire l'epica di chi ha vissuto il Grande Paese nordamericano portandosi addosso una tradizione millenaria, comprese le sofferenze ataviche, ha sempre avuto un fascino particolare. A differenza del melodramma italo-americano, o dell'autoironia ebraica, la cultura irlandese-americana è più primitiva.

   

GALLERY | Riscatto e sentimenti nell'action movie con Tom Hardy e Joel Edgerton.

E tu per cosa combatti?

lunedì 31 ottobre 2011 - a cura della redazione

Warrior, e tu per cosa combatti? Tom Hardy e Joel Edgerton, astri nascenti della cinematografia mondiale, sono i due grandi protagonisti di Warrior, action movie diretto dal regista americano Gavin O’Connor. Fratelli impegnati nella sfida della loro vita, Hardy e Edgerton vestono rispettivamente i panni di Tommy e Brendan Conlon. Il primo è un marine tormentato da un tragico e misterioso passato, che fa ritorno a casa dopo quattordici anni per chiedere al padre (Nick Nolte) di allenarlo per "Sparta", importante competizione di arti marziali.

BIZ

Il ritorno delle arti marziali come metafora darwinista

di Valerio Caprara Il Mattino

Un film «di mazzate»: così chiosava una cinéfila locale per esternare la voglia d’assistere a un «action-movie» senza se e senza ma. Definizione che s’attaglia perfettamente a «Warrior», tosta epopea di un torneo di Mma (arti marziali miste) accompagnato per il buon peso dal tradizionale carico di contrasti e disavventure che affliggono i due fratelli protagonisti. Il regista in ascesa O’Connor ci dà davvero dentro sciorinando la sua (riconoscibile) giostra di stereotipi hollywoodiani sotto forma d’animalesca, selvaggia disfida sportiva, ma il fatto curioso è che ci riesce come se fosse la prima volta. »

L'anti Rocky. Oggi l'America combatte contro se stessa

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Si comincia con Pittsburgh, il centro siderurgico fantasma, l'immagine della catastrofe americana fin da Flashdance, il primo invito alla flessibilità totale. Il lavoro sfruttato. Poi si passa a Filadelfia, dove gli Usa nacquero e si dettero regole e valori. La patria. Poi ad Atlantic City, capitale est del vizio. Il piacere, anche se spesso un tantino alienato, la felicità promessa... Perché dei maschi di una famiglia disunita tratta il film. Uno da una parte, uno dall'altra... E dunque di mezza America d'oggi, perché sfilerà via via in questo Rocky travestito da Fight Club: l' Iraq, l'Afghanistan, il Vietnam, il fuoco amico, i soldati o eroi o disertori o tutte e due le cose insieme, i cadaveri dei ventenni innocenti che non vedremo in tv, i subprime e Wall street che li telecomanda, la scuola pubblica degradata, la casa di proprietà per tutti, il fiore all'occhiello dell'America, che ora la stanno togliendo a quasi tutti. »

Mettere il cuore sul ring per aiutare la famiglia ecco i moderni guerrieri

di Roberto Nepoti La Repubblica

Un dramma familiar-sportivo, efficiente, teso, ben montato e servito da un bel cast ma cinico e sleale nel colpire lo spettatore sotto la cintura. Il plot introduce elementi di drammatica attualità, dai traumi dei reduci alla crisi economica: i due fratelli protagonisti sono Tommy, un marine di ritorno dall'Iraq, e Brendan, professore di fisica costretto a battersi sul ring per salvare la famiglia dalla rovina. Tutto questo, però, al servizio di una storia interamente impostata su un torneo di arti marziali miste, lo Sparta, dove dei tizi si massacrano senza esclusione di colpi per vincere una borsa milionaria. »

La redenzione passa dal ring

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Fratelli coltelli, anche se qui dimezzo ci sonni pugni (e molto altro) che si rifilano in un combattimento di arti marziali miste. Uno è reduce da una guerra, l’altro deve raccattare soldi per la famiglia. Si batteranno, senza esclusioni di colpi. In mezzo, uno strepitoso Nick Nolte, in odore di Oscar (come questo gioiellino di fìlm), papà e pugile ubriacone irlandese. In apparenza, nulla di nuovo sotto il sole del solito riscatto che passa dal ring. Qui, però, ci si emoziona nonostante l’eccessiva lunghezza. »

Warrior | Indice

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