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archipic
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giovedì 17 maggio 2012
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i sentimenti alla spielberg
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Mi è piaciuto quest'ultimo lavoro del grande Steven; pur non entrando a far parte del gruppo dei suoi capolavori è un film che si lascia guardare davvero con piacere. Cast senza attori di gran fama (forse per non togliere troppo spazio al vero protagonista: il cavallo Joey) il film è sorretto dai soliti 3 caratteri specifici dei film del regista americano: la regia impeccabile, la fotografia molto suggestiva e quasi pittorica e l'imponenza della colonna sonora del grande John Williams. Questi 3 caratteri sono presenti alla grande in questa pellicola che emoziona, diverte e fa trascorrere 2 ore e 20 in godibilissimo relax. Del resto il credo di Spielberg, legatissimo al cinema del passato, è intrattenere lo spettatore; e le sue storie svolgono a pieno il compito: il cinema di Spielberg è puro entertainment.
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Mi è piaciuto quest'ultimo lavoro del grande Steven; pur non entrando a far parte del gruppo dei suoi capolavori è un film che si lascia guardare davvero con piacere. Cast senza attori di gran fama (forse per non togliere troppo spazio al vero protagonista: il cavallo Joey) il film è sorretto dai soliti 3 caratteri specifici dei film del regista americano: la regia impeccabile, la fotografia molto suggestiva e quasi pittorica e l'imponenza della colonna sonora del grande John Williams. Questi 3 caratteri sono presenti alla grande in questa pellicola che emoziona, diverte e fa trascorrere 2 ore e 20 in godibilissimo relax. Del resto il credo di Spielberg, legatissimo al cinema del passato, è intrattenere lo spettatore; e le sue storie svolgono a pieno il compito: il cinema di Spielberg è puro entertainment.
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cimmino pasquale
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lunedì 12 marzo 2012
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cavalcando nel mondo degli eroi...
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Una lieve storia d'amore, che certamente consola coloro i quali sono amanti di vicende d'altri tempi. In un mondo dove il cavallo-vapore è la forza imperante, un ragazzo, che ben si sa ergere al di là delle afflizioni della miseria, prima, e della guerra, poi, rivive i fasti delle memorabilia antiche, scagliando oltre l'ostacolo ogni timore, come solo i Compagni macedoni avevano fatto o i cavalieri polacchi faranno poi, incuranti del domani.
Accanto al giovane virgulto, si staglia la figura (quasi mostruosa per la sua maestosità) di un cavallo, purosangue, che tanta umanità sembra possedere da, non solo far sfigurare molti dei personaggi del film, quanto da indurre in quanti vengono in contatto con esso un sentimento di pace.
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Una lieve storia d'amore, che certamente consola coloro i quali sono amanti di vicende d'altri tempi. In un mondo dove il cavallo-vapore è la forza imperante, un ragazzo, che ben si sa ergere al di là delle afflizioni della miseria, prima, e della guerra, poi, rivive i fasti delle memorabilia antiche, scagliando oltre l'ostacolo ogni timore, come solo i Compagni macedoni avevano fatto o i cavalieri polacchi faranno poi, incuranti del domani.
Accanto al giovane virgulto, si staglia la figura (quasi mostruosa per la sua maestosità) di un cavallo, purosangue, che tanta umanità sembra possedere da, non solo far sfigurare molti dei personaggi del film, quanto da indurre in quanti vengono in contatto con esso un sentimento di pace. Insomma il cavallo del film si erge a fuoco fatuo nelle tenebre di un mondo indegno, sprigionando non calore, ma una speciale scintilla che certamente rassomiglia a un qualcosa di divino e roussoiano al contempo.
INSOMMA DA VEDERE PER QUANTI AMANO LA LEGGENDA.
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sirangelino
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domenica 11 marzo 2012
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strappalacrime!!
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Grandissimo Film!! Bellissimo!!!
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alfonso nero
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giovedì 8 marzo 2012
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war horses
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Nel 1914, in un villaggio inglese un piccolo proprietario terriero acquista un cavallo per la gioia del piccolo figlio Albert, che decide di chiamarlo Joey e si prende l’impegno di addestrarlo. Joey è un cavallo dotato di una spiccata personalità, un purosangue caratterizzato da“calzini bianchi” sulle quattro zampe e una macchia sul muso che ricorda la forma di una croce. Con il passare del tempo il rapporto tra il ragazzo e il cavallo cresce fino a diventare un legame indissolubile. Ciònonostante, poco tempo dopo, il padre di Albert in gravi difficoltà economiche, contro la volontà del ragazzo, è costretto a vendere l'animale che viene acquistato dall’esercito inglese appena entrato in guerra.
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Nel 1914, in un villaggio inglese un piccolo proprietario terriero acquista un cavallo per la gioia del piccolo figlio Albert, che decide di chiamarlo Joey e si prende l’impegno di addestrarlo. Joey è un cavallo dotato di una spiccata personalità, un purosangue caratterizzato da“calzini bianchi” sulle quattro zampe e una macchia sul muso che ricorda la forma di una croce. Con il passare del tempo il rapporto tra il ragazzo e il cavallo cresce fino a diventare un legame indissolubile. Ciònonostante, poco tempo dopo, il padre di Albert in gravi difficoltà economiche, contro la volontà del ragazzo, è costretto a vendere l'animale che viene acquistato dall’esercito inglese appena entrato in guerra. Il quadrupede, sbattuto da una trincea all'altra, compie azioni eroiche, lasciando un segno di speranza su tutte le persone con cui entra in contatto. Albert intanto, animato dall’indomabile desiderio di ricongiungersi con il suo cavallo, decide di arruolarsi e partire per la guerra. Tratto da un romanzo di Michael Morpurgo del 1982, basato sulle testimonianze reali di alcuni veterani inglesi della prima guerra mondiale, War Horse è diventato anche una pièce teatrale di grande successo che ha debuttato nel South Bank di Londra nel 2007. E, ora, il grande Steven Spielberg ne ha fatto un adattamento per il grande schermo che ha entusiasmato la critica americana. Una storia di amicizia sullo sfondo della prima guerra mondiale, in cui, mentre i primi carri armati facevano la loro apparizione, i cavalli venivano ancora usati come strumento di battaglia. Ma non è un altroSalvate il soldato Ryan, bensì una storia incentrata sui legami affettivi, adatta alle famiglie - ha commentato Spielberg, aggiungendo: “Per la prima volta al cinema l’eroe non è sopra una sella ma sotto. E la storia è raccontata come la vede lui”. Girato nei maestosi paesaggi del Devon, Spielberg ha scelto una troupe ‘all british’, a cominciare dai due sceneggiatori Lee Hall (Billy Elliot) eRichard Curtis (Love Actually, Notting Hill) al cast che vede il giovane protagonista Jeremy Irvine più Peter Mullan, Emily Watson, David Thewlis, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell. War Horse è un film che bilancia perfettamente melodramma, retorica, gusto per la messa in scena e sentimenti, regalandoci una storia capace di farci piangere senza vergogna.
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giacomogabrielli
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mercoledì 7 marzo 2012
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steven, steven... **
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La dura recensione in anteprima di MyMovies speravo fosse una delle tante sottovalutazioni di certi film da parte della critica... e invece no. Stavolta purtroppo c'ha preso: Spielberg ha cannato in pieno. Dov'è il regista che ha fatto del suo cinema una religione, che sovrapponendo una bicicletta alla luna ha fatto la storia, che ha sempre saputo anticipare i gusti del pubblico, sfornando, sempre in tempo così da battere tutti, capolavori che hanno accompagnato generazioni intere? 'War Horse' mi ha spiazzato. Spielberg era, è e rimarrà il mio dio, anche se penso che questo non è niente di più che un film della domenica pomeriggio, da oratorio.
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La dura recensione in anteprima di MyMovies speravo fosse una delle tante sottovalutazioni di certi film da parte della critica... e invece no. Stavolta purtroppo c'ha preso: Spielberg ha cannato in pieno. Dov'è il regista che ha fatto del suo cinema una religione, che sovrapponendo una bicicletta alla luna ha fatto la storia, che ha sempre saputo anticipare i gusti del pubblico, sfornando, sempre in tempo così da battere tutti, capolavori che hanno accompagnato generazioni intere? 'War Horse' mi ha spiazzato. Spielberg era, è e rimarrà il mio dio, anche se penso che questo non è niente di più che un film della domenica pomeriggio, da oratorio. Un autentico tarocco. uno scherzo che le recenti poche idee del Maestro ci hanno fatto. Una storia potenzialmente super-strappalacrime, originale e grandiosa. E invece no, Steven si è abbandonato ad un qualcosa di melenso, interpretato da attori brutti e in parte incapaci. Assurde certe situazioni, come la scena dei due soldati che liberano il cavallo nella trincea. Delusione ai massimi livelli per la sceneggiatura nel suo complesso, che contiene troppi personaggi ai quali non c'è il tempo di affezionarsi. Il cavallo c'è praticamente solo all'inizio e alla fine e nel mentre partono tutte storielle che non servono a niente se non a rendere tremendamente lungo e noioso il film. Peccato, perchè da uno sceneggiatore della portata di Richard Curtis ci si aspettava un capolavoro, quale non è. La fotografia di Kaminski è sin troppo ricercata, vista la leggerezza del film. Palesi sono gli omaggi ai film degli albori; apprezzato e chiaro, per esempio, il finale alla 'Via Col Vento'. Lasciando perdere la penosa edizione italiana, realizzata in modo ridicolo, la recitazione si può ritenere fin troppo teatrale, come anche le scenografie. Scioccanti quei pochi secondi in cui la pioggia digitale si muove insieme all'inquadratura e quelle specie di soggettive dell'aratro. Infine, si salvano le musiche del buon Williams, che a tratti risollevano il film dallo squallore che lo domina, i costumi, l'interpretazione di Emily Watson e il trailer. Un'opera si che fa piangere, ma dalla tristezza per come è stata realizzata... della serie: il quarto 'Indiana Jones' in confronto è un filmone. STEVEN, STEVEN... **
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osteriacinematografo
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venerdì 2 marzo 2012
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la caduta di spielberg
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“War horse” narra la storia di Joey, un cavallo selvaggio che vive libero nelle campagne del Devon. Acquistato all’asta di paese da Ted Narracott a un prezzo spropositato, Joey verrà addestrato da Albert, il figlio di Ted, ad arare i campi angusti della fattoria dei Narracott. Albert instaura un rapporto di profonda amicizia col cavallo, e riuscirà nell’intento di fargli dissodare molti ettari di terra; ma la guerra incombe, il maltempo rovina il raccolto, e Ted è costretto a vendere Joey all’esercito inglese per salvare la fattoria.
Il Capitano Nichols, nuovo proprietario dell’animale, promette ad Albert di averne cura, ma l’uomo muore al primo assalto in Francia, e Joey viene predato dall’esercito tedesco assieme al cavallo del sergente Perkins.
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“War horse” narra la storia di Joey, un cavallo selvaggio che vive libero nelle campagne del Devon. Acquistato all’asta di paese da Ted Narracott a un prezzo spropositato, Joey verrà addestrato da Albert, il figlio di Ted, ad arare i campi angusti della fattoria dei Narracott. Albert instaura un rapporto di profonda amicizia col cavallo, e riuscirà nell’intento di fargli dissodare molti ettari di terra; ma la guerra incombe, il maltempo rovina il raccolto, e Ted è costretto a vendere Joey all’esercito inglese per salvare la fattoria.
Il Capitano Nichols, nuovo proprietario dell’animale, promette ad Albert di averne cura, ma l’uomo muore al primo assalto in Francia, e Joey viene predato dall’esercito tedesco assieme al cavallo del sergente Perkins. I due cavalli attraverseranno insieme la Grande Guerra: prima insieme ai giovani militari tedesci Gunter e Michael, e poi con la dolce Emily, una ragazzina francese che tenta di nasconderli prima che l’esercito tedesco li requisisca per utilizzarli come bestie da soma. Chiunque allaccerà rapporti con Joey finirà male. Nel frattempo Albert, ormai maggiorenne, si arruola e parte per il fronte, e così seguiamo le sue vicende in parallelo a quelle, ancor più drammatiche, dei due splendidi cavalli, prima dell’ovvio e patinato finale.
Spielberg utilizza un linguaggio cinematografico classico e realizza un film banale e scontato, che va dove deve andare senza mai sorprendere, seguendo un canovaccio piatto e deludente; un film ruffiano che adula e tenta di addolcire lo spettatore a suon di clichè e caramelle visive che hanno un sapore commerciale, adattabile ai gusti più disparati. Certo, Joey è un ottimo attore, le scenografie sono accattivanti e ben realizzate, ma la storia è talmente scontata e superficiale da sconcertare: sembra quasi che Spielberg sia stato costretto a fare questo film, o che l’abbia fatto senza alcuna convinzione, con l’inevitabile risultato di produrre un’opera che colleziona stereotipi e si rivela inverosimile.
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cinemaniaco85
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giovedì 1 marzo 2012
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se vi piace il caffè amaro lasciate perdere
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Per tutti quelli che non l'hanno ancora visto, vi dò solo il consiglio: Questo è un film assolutamente Politically correct. Quindi se non vi piaciono le storie mielose dove il bene vice sul male e tutto si conclude per il meglio, lasciate stare e magari vi consiglierei un horror o un film d'azione visto che in sala ce ne sono diversi!!! Solo questo perchè ovviamente il film mi è piaciuto moltissimo se non si era capito!
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erostrato
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giovedì 1 marzo 2012
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una cavalcata verso il nulla
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Ancora una volta ci viene propinata la ricetta di "Dio, Patria e Famiglia" tanto cara agli statunitensi, servendosi dell'ennesimo protagonista animale.
Spielberg ci invita a salire in groppa al nostro eroe per una cavalcata che dovrebbe mostrarci l'orrore della guerra ma alla fine del viaggio scendiamo da cavallo senza nemmeno uno schizzo di sangue. Tutto è così sorprendentemente asettico e mal ricostruito da risultare palesemente falso. E' forse questo uno dei messaggi del film? Che dire poi della povera Bess de (Le onde del destino), così mal diretta in questa occasione da demolirne le potenzialità future di attrice?
erostrato
[+] ma và!
(di cinemaniaco85)
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lalli
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giovedì 1 marzo 2012
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splendido joey
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una splendida favola (amara) con delle immagini spettacolari e un meraviglioso protagonista JOEY. abbasso ogni guerra e w tutti gli animali...
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(di gazza973)
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viaggiatore77
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mercoledì 29 febbraio 2012
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dove manca l'umanità può l'animale
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Film adatto anche a chi non ama il tema della guerra. Pur non nascondendo, in alcuni brevi passaggi, l'atrocità della guerra, il protagonista è in assoluto il cavallo, che unisce le storie di diversi personaggi, mescolando aspetti tristi, romantici, a tratti anche comici. Certo, sotto licenza poetica, il cavallo "diretto" da Spielberg sembra quasi un cane ma se serve ad evidenziare l'assurdità della guerra, come nella scena in cui un soldato inglese ed uno tedesco si aiutano amichevolmente per liberarlo dal filo spinato, allora ben venga. Probabilmente non sarà un capolavoro, ma si lascia piacevolmente guardare.
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