I colori della passione

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Un film di Lech Majewski. Con Rutger Hauer, Michael York, Charlotte Rampling, Oskar Huliczka, Joanna Litwin Titolo originale The Mill and the Cross. Drammatico, durata 97 min. - Svezia, Polonia 2011. - CG Home Video uscita venerdì 30 marzo 2012. MYMONETRO I colori della passione * * * 1/2 - valutazione media: 3,82 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,82/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Il regista Lech Majewski configura il mondo visionario e senza regole del pittore Pieter Bruegel.
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primo piano
Una profonda contemplazione del Mistero dell'arte
Giancarlo Zappoli     * * * * -

Nel 1564 Pieter Bruegel il Vecchio completa la tela intitolata "La salita al Calvario" in cui rappresenta la Passione di Cristo ambientandola nelle Fiandre del suo tempo, oppresse dalla presenza spagnola. Filippo II (salito al trono nel 1556 alla morte di Carlo V) sta conducendo una feroce repressione contro i movimenti religiosi riformistici che suscitano reazioni negli ambienti colti ispirati dal pensiero di Erasmo da Rotterdam. Il pittore viene mostrato mentre sta concependo l'opera all'interno della quali colloca se stesso e i personaggi che lo circondano nella vita quotidiana.
Carel van Mandel, primo biografo di Bruegel agli inizi del Seicento, definisce Bruegel "pittore dei contadini" intendendo con ciò sottolineare sia le origini che il soggetto preferito dall'artista e questa lettura dell'opera impedirà una sua completa messa in luce sino alla fine dell'Ottocento. Il film di Majevski non si propone di collocare la figura di Bruegel nel filone del cinema biografico. La novità non sta neppure sul piano tecnico. Già Tarkovskij nel 1974 aveva inserito un 'quadro vivente' ispirato proprio a Bruegel e al suo "I cacciatori nella neve" in Lo specchio e due maestri come Kurosawa con Sogni e Rohmer con La nobildonna e il duca avevano compiuto ulteriori passi in questa direzione (grazie ai mezzi sempre più avanzati disponibili).
I colori della passione è e vuole essere al contempo un'occasione di contemplazione e di meditazione. La sofferenza di Cristo è collocata nel qui ed ora di un popolo che, a sua volta, soffre. I persecutori sono spagnoli e il Bruegel di Rutger Hauer osserva la loro protervia denunciandola nel quadro. Mentre traduce in immagini e colori il mistero della Passione il pittore non smette di riflettere sul presente osservandone i più intimi dettagli. Ci si trova così, con Majevski, a contemplare non solo il mistero nascosto nel divino ma anche quello che sottende gli aspetti più oscuri e profondi della concezione dell'opera d'arte.
Sin dal folgorante inizio in cui l'artista colloca gli esseri umani in carne ed ossa sullo sfondo del paesaggio da lui dipinto veniamo fatti partecipi della scelta stilistica del film. Verremo accompagnati in un mondo e in un tempo che forse conosciamo poco. Ne osserveremo la quotidianità e vedremo come questa si traduca in simbolo alto. A partire dal mulino che domina dalla cima di una rupe l'ambiente circostante trasformato in dimora di un Dio che offre la materia prima per un pane che si trasforma in dono di sé. La circolarità dominante nel ritmo della composizione pittorica si riflette nel film e si muove all'interno della dinamica degli opposti Vita/Morte ben rappresentati dall'albero rigoglioso sulla sinistra e il palo su cui si espongono al ludibrio della voracità dei corvi i corpi dei condannati dei quali ci viene mostrata la desolata sorte.
L'artista, ci dice Majevski, può riuscire ad entrare nei più reconditi pensieri della Madre che assiste al martirio del figlio così come è in grado di sospendere il fluire dell'azione rendendo compresente una sofferenza che si fa dono ogni giorno fino alla fine dei tempi. Bruegel esprime così il divino e la sua lettura del senso della vita osservando i bambini, gli uomini e le donne con le loro doti ma anche con le loro bassezze. Solo con un'arte che si rifà al vero del vivere è possibile tentare di comprendere il Mistero nella sua complessità. Senza avere il timore di raffigurare un Gesù che cade sotto il peso della Croce mentre la massa è attenta non a lui ma a raggiungere il luogo in cui assistere al macabro spettacolo della sua morte. Nello stesso istante la Madre, con Giovanni e le due donne, cerca di trovare una ragione a quanto accade e la camera, pennello digitale dei nostri giorni, ne contestualizza il dolore rendendolo universale.

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Gdynia
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Durres
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Potente!

mercoledì 28 marzo 2012 di giuliacanova

Meraviglioso! Estasiata dalle immagini e dalla spettacolare fotogafia. Raffinata prova di sperimentazione stilistica cinematografica il cui risultato è un'opera d'arte nel vero senso della parola. Un film visionario e scandito per tavole, pieno di simbolismi che si rivelano attraverso le rappresentazioni sceniche di impianto pittorico, e di tale intensità che coinvolgono al di là dell'impatto puramente visivo che pure è potente. Io personalmente non ricordo continua »

* * * - -

Pittura vivente

sabato 31 marzo 2012 di Luana

Visivamente notevole soddisfa però più un bisogno di fruizione estetica che altro. Certo l'amore per il dettaglio da cui viene tolto il "rumore" delle parole per farlo emergere in tutta la sua magia e mistero è cosa rara da vedere al cinema ed è anche raro esserne consapevoli fino in fondo nel nostro quotidiano, sommerso da pensieri e parole. Per cui un po'..un bel po' di silenzio non guasta.Il film è sicuramente un grande omaggio all'arte della pittura.Troppo impeccanile formalmente finisce però continua »

* * - - -

Più che un film, un quadro in movimento

venerdì 13 aprile 2012 di blufont

decisamente bella la fotografia, le scenografie, la cura dei dettagli, i colori, la luce, le ricostruzioni. Bella l'idea di dar vita ad un quadro, di iscrivere un film nello spazio di una tela. Ma in generale non mi ha convinto. E non per l'assenza quasi assordante di dialoghi o musica (la colonna sonora è data piuttosto dai suoni della campagna, dal rumore degli zoccoli, delle asce dei boscaioli, degli animali, del vento, delle pale del mulino, con effetti anche molto suggestivi, continua »

* * * * *

Meraviglioso

domenica 1 aprile 2012 di Goldy

Un film che nessun produttore interessato al profitto avrebbe mai potuto produrre. Infatti è prodotto e ideato dall'istituto di cinema polacco , più attento al "bello" che al ritorno economico. Per la mancanza di una trama vera e propria lo vedranno in pochi ma i pochi che lo vedranno si gusteranno una scena inziale nel mulino a vento che da sè vale il film. L'idea è geniale e il "realismo" che esprime nel rapprresentare la quotidianità di queel paese e di quella gente è insuperabile per credibilità continua »

rutger Hauer
"Il mio dipinto dovrà raccontare molte storie, ed essere grande abbastanza da contenere il tutto!"
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DVD | I colori della passione

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 10 settembre 2013

Cover Dvd I colori della passione A partire da martedì 10 settembre 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd I colori della passione di Lech Majewski con Rutger Hauer, Michael York, Charlotte Rampling, Oskar Huliczka. Distribuito da Cecchi Gori Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, DTS 5.1 HD - italiano, Dolby Digital 5.1 - italiano, Dolby Digital 2.0 - stereo - originale, DTS 5.1 HD. Su internet colori della passione. The Mill and The Cross (Blu-ray) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,74 €
Prezzo di listino: 12,99 €
Risparmio: 3,25 €
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FOCUS | Lech Majewski nella storia del cinema. Di Pino Farinotti.

Il cinema traduce l'arte nobile

lunedì 9 aprile 2012 - Pino e Rossella Farinotti

I colori della passione: il cinema traduce l'arte nobile Lech Majewski è un nome che legittimamente si pone nella storia del cinema. Non è un innovatore, un legislatore, ma col suo I colori della passione ha composto un'opera che traduce l'arte in cinema. Accetta la sacrale prevalenza dell'arte nobile, si pone al suo servizio, e firma un unicum, anzi, come detto sopra lo perfeziona, perché c'erano stati altri autori che si erano applicati a quella formula, grandi autori. Qualche richiamo storico è opportuno. Tarkovskij aveva già lavorato su Bruegel ("I cacciatori nella neve"), così come Kurosawa ("Sogni") e Rohmer ("La nobildonna e il duca").

   

NEWS | Majewski fa del Cinema uno strumento di riflessione teologica e storica.

Nell'arte il senso dell'esistere

lunedì 2 luglio 2012 - Giancarlo Zappoli

I colori della passione, nell'arte il senso dell'esistere Pieter Bruegel (detto Il Vecchio per distinguerlo dal figlio primogenito detto Il Giovane) nasce tra il 1525 e il 1530 e muore nel 1569. Il suo decesso avviene quindi a un'età che noi non consideriamo nell'ambito dell'anzianità. Il suo essere Vecchio sta quindi nella paternità di un primogenito che seguirà le sue orme ma anche in quella di una pittura che coglie e sa esprimere il sottile confine che separa le vicende quotidiane da quelle universali. Con I colori della passione (in streaming su MYMOVIESLIVE! fino a domenica 8 luglio) Lech Majewski il Vecchio (ho avuto modo di conoscerlo personalmente ma non so se abbia un successore definibile, come per Bruegel, Il Giovane) ha deciso di cogliere l'intimità di un Maestro mostrando come la complessità (e l'apparente banalità) del presente abbia bisogno dello sguardo dell'artista per potersi tradurre, senza forzature, in riflessione 'alta'.

   

NEWS | Da Lech Majewski, una profonda contemplazione del Mistero dell'arte.

Su mymovieslive!

martedì 27 marzo 2012 - Luca Volpe

I colori della passione su MYMOVIESLIVE! Quando Lech Majewski lesse l'analisi critica de 'La salita al calvario' di Pieter Brugel, firmata dal critico Michael Francis Gibson, il regista, geniale e visionario, si propose di trasporre il dipinto in un film. Vi lavorò per tre anni, adottando la tecnica dei tableaux vivant (utilizzata in passato da Pasolini e Godard) e facendo ricorso alle più innovative tecnologie di computer grafica. Ne emerse un'opera fortemente sperimentale, un viaggio in tre dimensioni nel quadro del maestro fiammingo.

   

VIDEO | In esclusiva su MYmovies.it il trailer italiano del film.

Una rivoluzionaria esperienza estetica

martedì 13 marzo 2012 - Nicoletta Dose

I colori della passione, una rivoluzionaria esperienza estetica Ci sono voluti ben tre anni di lavoro, un notevole impegno tecnico e visivo (tecnologie di computer grafica e 3D) e un cast straordinario (Rutger Hauer, Charlotte Rampling, Michael York) per realizzare I colori della passione. Il visionario regista Lech Majewski ha rivoluzionato il modo di rappresentare l’arte attraverso il cinema, introducendo un metodo che permette di ‘entrare’ in un dipinto e di creare un racconto facendo muovere le figure ritratte nel quadro, interpretate da attori in carne ed ossa.

   

Il calvario secondo Bruegel

di Valerio Caprara Il Mattino

Risparmiando sugli aggettivi che si possono immaginare d’emblée (stilizzato, ieratico, tarkovskjano), «I colori della passione» prospetta un’esperienza particolarissima perché l’autore riesce davvero a far sì che lo spettatore “viva” in un quadro. Che poi sarebbe un capolavoro, «La salita sul Calvario» ispirato alla Passione, realizzato dal maestro fiammingo Pieter Bruegel nel 1564 e investigato con incomparabile acutezza dal critico d’arte Michael F. Gibson nel memorabile saggio «The Mill and the Cross» (titolo originale del film). »

La videoarte della passione

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Lech Majewski ha fatto il miracolo: il regista sperimentale polacco amico di Basquiat e Andy Warhol ha dato vita, o meglio vite, al quadro capolavoro fiammingo La salita al calvario (1564) di Peter Bruegel il Vecchio. Videoarte pretenziosa che non regge la dimensione narrativa? Niente affatto. Siamo alle soglie del capolavoro. Colpito da un saggio critico che indagava le tante storie e misteri dietro quell’enorme campo lungo in cui Bruegel descrisse meticolosamente 500 personaggi del suo tempo, adattando anacronisticamente il calvario del Cristo a usi e costumi dell’Europa del XVI secolo con un sagace accenno alla situazione politica della sua amata terra (gli spagnoli invasori sono i cavalieri rossi rappresentanti l’oppressione dell’occupazione delle Fiandre), Majewski ci riporta indietro nel tempo e come The Artist non usa quasi mai la parola per descrivere la quotidianità del 1500. »

di Dennis Harvey Variety

Con uno straordinario slancio immaginativo il film di Lech Majewski combina tecnologie vecchie e nuove per permettere allo spettatore di penetrare nel dipinto del 1564 di Pieter Bruegel il Vecchio, La processione al calvario, una tela epica del maestro fiammingo che ritrae la crocifissione di Cristo, ricontestualizzandola durante la brutale dominazione spagnola delle Fiandre. Nella sequenza iniziale ci viene presentato questo complesso quadro attraverso una combinazione di attori (e cavalli), effetti realizzati con il bluescreen e fondali in due dimensioni. »

Geniale "Passione" dove il quadro prende vita

di Gianni Rondolino

Nel Kunsthistorisches Museum di Vienna sono esposti non pochi quadri di Peter Breguel il vecchio, tra i quali l’intenso e drammatico La salita al Calvario , in cui la crocifissione di Cristo è rappresentata come fosse un episodio marginale di un racconto visivo che comprende decine e decine di personaggi secondari che conducono la loro vita quotidiana. È da questo quadro che Lech Majewski, un regista polacco che è anche scrittore, poeta, regista teatrale, ha tratto il film I colori della passione , per molti aspetti assolutamente nuovo e genialmente attraente. »

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