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mikemaister
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martedì 24 gennaio 2012
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la nascita della “herodementia”
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Britt Reid, in seguito alla morte del padre, eredita tutte le sue ricchezze e la sua testata giornalistica, una delle più stimate e vendute della città. Non avendo mai assunto responsabilità o impieghi di qualsivoglia genere, il nostro protagonista si trova a dover “addomesticare” un vero e proprio impero mediatico. Ma con Kato, l’uomo del cappuccino nonché sottovalutato meccanico, deciderà di creare un nuovo eroe in città, un eroe che agisce da criminale, The Green Hornet, un mix di stupidaggine, fortuna, etica e filantropia. Calpesteranno i piedi a qualcuno, ma si sa, in certi film la mancanza di un lieto fine è probabile come un pugno sulla carotide in una sacrestia.
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Britt Reid, in seguito alla morte del padre, eredita tutte le sue ricchezze e la sua testata giornalistica, una delle più stimate e vendute della città. Non avendo mai assunto responsabilità o impieghi di qualsivoglia genere, il nostro protagonista si trova a dover “addomesticare” un vero e proprio impero mediatico. Ma con Kato, l’uomo del cappuccino nonché sottovalutato meccanico, deciderà di creare un nuovo eroe in città, un eroe che agisce da criminale, The Green Hornet, un mix di stupidaggine, fortuna, etica e filantropia. Calpesteranno i piedi a qualcuno, ma si sa, in certi film la mancanza di un lieto fine è probabile come un pugno sulla carotide in una sacrestia.
Herodementia ho chiamato questo genere di commedia-azione, perché corre su binari già percorsi da altri film (il più celebre dei quali è Kick-Ass di Matthew Vaughn) dove il nostro “eroe” è il prodotto sregolato di un susseguirsi di eventi affrontati con poca serietà o, se vogliamo, poco ortodossia, dal quale però scaturisce un’irrefrenabile voglia di azione, sangue, giustizia, vendetta.
The Green Hornet è il capolavoro di Gondry, il Tarantino della herodementia se vogliamo, la cui unica sfortuna sono stati gli effetti speciali a dir poco maldestri e una recitazione del nostro Seth Rogen non propriamente all’altezza, quasi da Razzie Awards. The Green Hornet non è un eroe, e nemmeno un criminale, altro non è se non il frutto del potere mediatico, della forza fisica, dell’ingegno, della cultura e dell’idiozia, una bomba sociale insomma. Divertente e geniale la psicoanalisi del nostro ideatore di The Green Hornet: dall’alto della sua stupidità ed inconsapevolezza, Reid ha intravisto (e non che ci volesse più di tanto) in Kato un vero talento nella meccanica e nelle arti marziali, e come ogni buon uomo di potere lo ha sottomesso ai sui servigi facendo leva sull’ingenuità e sulle tergiversazioni; come se non bastasse il tutto è nato da un episodio sporadico, dove sventano una colluttazione ed uno stupro per pura casualità, ma cavalcando l’onda dell’euforia da eroe, decidono appunto di diventare degli eroi, seguendo una psiche criminale dettatagli inconsapevolmente dalla bella segretaria Lenore, una Cameron Diaz a mio avviso troppo marginale in un film decisamente tra le sue corde. Allora, ricapitoliamo: abbiamo l’eroe (di facciata), l’aiutante eroe (il vero eroe), la bella fanciulla(la mente dell’eroe) ed il giornale (che ha inventato il nostro eroe a livello mediatico)… ma l’antagonista? E qui la platea si scalda: il cattivo dal nome impronunciabile è Al Capone dei giorni nostri, con meno fare gentile, meno italico ma più sanguinario, violento e… depresso!!! Sissignori, avete capito bene, è in preda ad una crisi di mezza età, è vittima di paranoie tipiche di una mente criminale, come il non fare più paura o non ricevere abbastanza rispetto, fino al punto che anche lui vuole trasformarsi in un supercattivo, con tanto di costume e “frase d’addio”. Da qui in poi una serie di eventi che saranno davvero erodemenziali, una sequenza di atti-fatti fedele allo schema classico di una favola: eroe, aiutante eroe, l’antagonista, la crisi tra gli eroi, la riunione tra i due ed il successo, manca solo la donzella da salvare in pratica.
La regia condisce il tutto con un tocco di classe, davvero un ottimo montaggio, specialmente alcune inquadrature degne di nota, come la sequenza alla Ocean’s prima dell’epica battaglia.
Gondry è riuscito a creare un supereroe senza superpoteri, un supercriminale senza criminialità, attualissimo a livello sociale e quasi critico nei confronti della società odierna, facendone una satira spontanea di un panorama dove la mente ed il braccio non sono più i motori dell’azione, lasciando spazio al potere mediatico, il vero deus ex machina.
Un film da vedere, da capire, da approfondire, un film che non va visto con gli occhi della serietà ma che al contempo esige che si lasci in tasca la superficialità e lo snobbismo. Un bel film.
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fedeleto
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domenica 11 dicembre 2011
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il calabrone verde colpisce ancora
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Inspirato alla serie Green Hornet degli anni 60,il film racconta la storia di un ragazzo ,figlio di un uomo ricchissimo direttore di un giornale ,che all'improvvisa morte del padre si ritrova solo e senza punti di riferimento .Appena conosce il suo maggiordomo Kato,scopre che quest'uomo e' in realta' un esperto di macchine ,gadget esplosivi,e di arti marziali.Quale miglior idea che quella di travestirsi e farsi chiamare green hornet combattendo il crimine a New York?Inutile dire che il film non e' che un pretesto per creare scene di adrenalina e divertimento ,ma il contenuto che non motiva la spiegazione del perche' diventano eroi se non che per divertirsi cade nel ridicolo,anche se diverte non soddisfa.
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liuk©
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mercoledì 19 ottobre 2011
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simpatico
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Pellicola che fa sorridere ma non convince pienamente. La visione può essere evitata tranquillamente.
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nfl 26
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giovedì 1 settembre 2011
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due ore sprecate....
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The Green Hornet racconta l'origine e gli eventi che hanno portato Britt Reid e Kato,rispettivamente interpretati da Seth Rogen e da Jay Chou, ad unirsi in nome della giustizia e combattere il male,nel film interpretato dal grande Christoph Waltz.....il tutto accompagnato dalla bionda Cameron Diaz !!!!
Questa coppia di giustizieri era già nota grazie alla serie televisiva interpretata da Van Williams e Bruce Lee; quest'ultimo reso famoso nel mondo occidentale grazie al ruolo di Kato!
Dopo la favolosa trilogia su spider-man magistralmente diretta da Sam Raimi e durante l'ascesa del batman di Christopher Nolan, hollywood ha voluto abbuffarsi,fino allo stremo,di supereroi !
Il risultato di questo inutile sforzo è un film ,a mio parere, molto scadente sotto tutti gli aspetti.
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The Green Hornet racconta l'origine e gli eventi che hanno portato Britt Reid e Kato,rispettivamente interpretati da Seth Rogen e da Jay Chou, ad unirsi in nome della giustizia e combattere il male,nel film interpretato dal grande Christoph Waltz.....il tutto accompagnato dalla bionda Cameron Diaz !!!!
Questa coppia di giustizieri era già nota grazie alla serie televisiva interpretata da Van Williams e Bruce Lee; quest'ultimo reso famoso nel mondo occidentale grazie al ruolo di Kato!
Dopo la favolosa trilogia su spider-man magistralmente diretta da Sam Raimi e durante l'ascesa del batman di Christopher Nolan, hollywood ha voluto abbuffarsi,fino allo stremo,di supereroi !
Il risultato di questo inutile sforzo è un film ,a mio parere, molto scadente sotto tutti gli aspetti.
Il film si pone come obiettivo,il raccontare il momento fatidico in cui Britt Reid e Kato da semplici "colleghi" si sono uniti sotto il nome di "Calabrone Verde" ! Bè il regista(Michel Gondry,entrato nelle classifica dei migliori 50 registi esistenti,stilata da IMDB,grazie a film come Se Mi Lasci Ti Cancello e Gli Acchiappafilm) non è stato in grado di sottolineare questo passaggio e tutto avviene come se fosse normale o naturale divenire all'improvviso degli eroi mascherati ! Seth Rogen più lo vedo recitare e più mi chiedo perchè lo fanno recitare. Jay Chou musicista taiwanese ottimo nei combattimenti ma scarso quando si tratta di "dialogare" con gli altri personaggi !! In fine Christoph Waltz reduce del successo riscosso con Inglorious Bastards e quasi sicuramente consapevole di aver sbagliato nello scegliere questo film !!
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ultimoboyscout
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lunedì 29 agosto 2011
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shanghai? adoro il giappone...
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Strano che un regista di cinema di un certo livello si impegni in film come questo. Ma ormai i supereroi non sono più quelli di una volta e le visionarie illusioni di Gondry trasformano il calabrone verde in una pellicola in cui passato e futuro, commerciale e autoriale si fondono/scontrano, creando un circo di immagini e situazioni di forte intrattenimento. Il supereroe assume così contorni diversi, innovativi ed atipici, tanto di moda in queste ultime stagioni cinematografiche. Infatti Rogen non c'entra nulla (almeno sulla carta) nel contesto, lui che al massimo è protagonista di un cinema americano nerd, giovanilistico e sovrappeso, ma per azzeccarci qualcosa il film l'ha prodotto e se l'è pure scritto a misura.
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Strano che un regista di cinema di un certo livello si impegni in film come questo. Ma ormai i supereroi non sono più quelli di una volta e le visionarie illusioni di Gondry trasformano il calabrone verde in una pellicola in cui passato e futuro, commerciale e autoriale si fondono/scontrano, creando un circo di immagini e situazioni di forte intrattenimento. Il supereroe assume così contorni diversi, innovativi ed atipici, tanto di moda in queste ultime stagioni cinematografiche. Infatti Rogen non c'entra nulla (almeno sulla carta) nel contesto, lui che al massimo è protagonista di un cinema americano nerd, giovanilistico e sovrappeso, ma per azzeccarci qualcosa il film l'ha prodotto e se l'è pure scritto a misura. La regia di Gondry da il tocco complesso dell'autore che sembra sbattere col taglio action, la trama diverte a mescolare generi risultando appetibile ad un pubblico vasto. E il bello è che questo eroe non si lamenta delle troppe responsabilità, non ha un lato oscuro ma beatamente si esalta nel suo ingegnoso mondo da baloccone leggermente dark. Dove regna un magnifico Christoph Waltz, attore completissimo, e dove incontri una deliziosa Cameron Diaz e più fugacemente James Franco. Il personaggio di Kato è emblematico e significativo: un omaggio al primo personaggio di successo di Bruce Lee proprio nell'anno in cui avrebbe compiuto 70 anni. A Rogen mancherà il physique du role per fare il supereroe, non quello per far ridere e divertire. Ultima nota per il regista: Michel le fou è davvero bravo, eclettico, imprevedibile e assolutamente geniale, il film è di difficile classificazione ma funziona.
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silviatek
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venerdì 19 agosto 2011
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molto divertente!!!
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é un film davvero molto carino, è sia di azione che comico, la trama la segui volentieri ed è molto convolgente... Da vedere...
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fede60
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domenica 17 luglio 2011
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da farsi ridare i soldi del biglietto
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non c'è punteggio più basso per esprimere cosa penso del film. sono andato con una combriccola di ragazzi tra i 10 e i 13 anni, quindi già preparato ad un film adatto a quell'età.ma giovane non significa necessariamente stupido, questo è un film stupido e mal fatto. penoso sotto ogni aspetto: trama, interpretazione, regia, caratterizzazioni, scenografia... dimentico qualcosa ?
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cenox
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venerdì 24 giugno 2011
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deludente
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Non è minimamente possibile rapportare questo film con i più belli e disparati film di supereroi...ok, va bene che questo tratta tutto in una chiave comica ma non è possibile accettare certe idee e certe scene (per esempio un maggiordomo che è a metà tra un ninja e un inventore geniale, viene licenziato quando potrebbe fare qualsiasi cosa oppure quando una macchina tagliata di netto a metà da un ascensore continua ad essere guidabile come se nulla fosse!!). A mio avviso, per un film come questo, risulta essere troppo anche il minutaggio, poichè noioso in alcune parti (certi dialoghi non so chi li ha scritti) anche se dovrebbe risultare pieno d'azione ed adrenalina.
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Non è minimamente possibile rapportare questo film con i più belli e disparati film di supereroi...ok, va bene che questo tratta tutto in una chiave comica ma non è possibile accettare certe idee e certe scene (per esempio un maggiordomo che è a metà tra un ninja e un inventore geniale, viene licenziato quando potrebbe fare qualsiasi cosa oppure quando una macchina tagliata di netto a metà da un ascensore continua ad essere guidabile come se nulla fosse!!). A mio avviso, per un film come questo, risulta essere troppo anche il minutaggio, poichè noioso in alcune parti (certi dialoghi non so chi li ha scritti) anche se dovrebbe risultare pieno d'azione ed adrenalina.
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ragthai
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domenica 5 giugno 2011
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film per ragazzini
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Un film godibile per un target di ragazzini. Non capisco le media voto cosi' alta, ho letto molti giudizi piu' negativi del mio.
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ams80
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giovedì 19 maggio 2011
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l'anti-eroe
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Britt Reid è un ragazzo senza madre, cresciuto all'ombra di un padre che dedica tutta la sua vita al lavoro. Alla morte di quest'ultimo Reid fa la conoscenza di Kato (un ex dipendente di suo padre).
Kato si rivela dotato di stupefacenti doti di combattimento oltre che di meccanica (costruirà la "Pantera nera": auto che usano per andare in giro con la veste di "super-eroi" o presunti tali).
I due volendo combinare qualcosa di buono nella vita si mettono a combattere il crimine ma in maniera tutt'altro che seria ed organizzata.
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Britt Reid è un ragazzo senza madre, cresciuto all'ombra di un padre che dedica tutta la sua vita al lavoro. Alla morte di quest'ultimo Reid fa la conoscenza di Kato (un ex dipendente di suo padre).
Kato si rivela dotato di stupefacenti doti di combattimento oltre che di meccanica (costruirà la "Pantera nera": auto che usano per andare in giro con la veste di "super-eroi" o presunti tali).
I due volendo combinare qualcosa di buono nella vita si mettono a combattere il crimine ma in maniera tutt'altro che seria ed organizzata.
Il film rappresenta quasi la parodia del classico eroe, Green Hornet è l'anti-eroe ovvero completamente disorganizzato, a tratti sfigato.
Il film sembra più un fumetto, non ci sono grandi effetti speciali, discorsi o scene mirabolanti. Anche i due personaggi principali sono poco approfonditi.
Nonostante sia un film che non rimarrà nella storia, la pellicola risulta gradevole per passare una serata a guardarsi un dvd a tratti ironico e poco impegnativo.
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