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paride86
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domenica 27 maggio 2012
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senza infamia e senza lode
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Mi aspettavo di meglio da questo film, considerato che è tratto da un best-seller e che il regista è David Fincher.
Si tratta, invece, di una storia intrecciata e complicata, ben interpretata ma mal diretta: la parte finale è davvero troppo frettolosa e alcuni espedienti narrativi lasciano il tempo che trovano.
Brava Rooney Mara, ma la candidatura all'Oscar è forse troppo.
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Mi aspettavo di meglio da questo film, considerato che è tratto da un best-seller e che il regista è David Fincher.
Si tratta, invece, di una storia intrecciata e complicata, ben interpretata ma mal diretta: la parte finale è davvero troppo frettolosa e alcuni espedienti narrativi lasciano il tempo che trovano.
Brava Rooney Mara, ma la candidatura all'Oscar è forse troppo.
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ultimoboyscout
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giovedì 10 maggio 2012
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l'impronta indelebile di fincher.
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Non vuole essere un instant remake, tantomeno un clone dell'originale di produzione scandinava. Piuttosto un ottimo film, forte ed indipendente, dotato di una sua anima e del fascino indiscusso di Fincher, che si conferma (se ce ne fosse ancora bisogno) miglior regista di thriller degli ultimi 20-25 anni. E' il sunto perfetto tra teoria e pratica del reboot, in cui un regista in stato di grazia mette mano a una storia ben nota e considerando scenografia, costumi, luci, interpretazioni dei protagonisti e alchimia tra loro siamo di fronte a un capolavoro. Fincher mette insieme quasi tutti i luoghi comuni del noir in maniera hardcore. Lisbeth è nera e violenta com'è nera la fotografia tipicamente fincheriana, con luci talmente opache da confondersi con le ombre.
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Non vuole essere un instant remake, tantomeno un clone dell'originale di produzione scandinava. Piuttosto un ottimo film, forte ed indipendente, dotato di una sua anima e del fascino indiscusso di Fincher, che si conferma (se ce ne fosse ancora bisogno) miglior regista di thriller degli ultimi 20-25 anni. E' il sunto perfetto tra teoria e pratica del reboot, in cui un regista in stato di grazia mette mano a una storia ben nota e considerando scenografia, costumi, luci, interpretazioni dei protagonisti e alchimia tra loro siamo di fronte a un capolavoro. Fincher mette insieme quasi tutti i luoghi comuni del noir in maniera hardcore. Lisbeth è nera e violenta com'è nera la fotografia tipicamente fincheriana, con luci talmente opache da confondersi con le ombre. E' un film "per adulti", come ama definirlo il regista, rimasto folgorato da Rooney Mara in "The social network", tratto più dal libro che dal film precedente, è stato clamorosamente ignorato agli Oscar come più o meno quasi tutti i film del regista (poche le sue soddisfazioni nelle notti delle statuette), la confezione è elegante e patinata e al centro della storia c'è l'attrazione tra il giornalista e la giovane hacker/ricercatrice. Il thriller gelato è erotizzato dal tocco fluido e preciso di Fincher, capace di far legare i due personaggi, lui ordinato, analogico e lineare, lei incasinata, digitale e inafferrabile. Rooney Mara e Lisbeth Salander sono l'anima dle film, più sensuale di Noomi Rapace ma ugualmente ermetica e segnata ma con un pizzico di humour e luminosità in più è destinata a diventare un personaggio cult del cinema moderno, una vera icona punk a cavallo tra genio e follia, la sociopatia fatta eroina versione 2.0, più forte dei soprusi e degli stupri. Per una pellicola di questo genere la scelta migliore non poteva che essere quella di David Fincher, il taglio che riesce a dare è davvero unico e se continuerà su questa strada la Millennium Trilogy cinematografica è destinata a diventare un successo planetario indiscusso. Strepitosa pure la colonna sonora, ma a farci capire bene cosa ci aspetta basta guardare solo i titoli di testa: clamorosi, da cult assoluto!
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g_andrini
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lunedì 5 marzo 2012
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molto bello!
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C'è di tutto. Sesso, droga, giallo, suspence. Le due ore e mezza, con un piccolo intervallo, sono godibilissime. Questo genere di film va goduto interamente, senza pregiudizi infondati. Complimenti a tutti!
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kate13
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venerdì 24 febbraio 2012
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una grande rooney mara
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ciao a tutti! premetto di non aver letto il libro e questo è sicuramente un vantaggio poichè ogni qual volta abbia letto prima il libro e poi visto il film sono sempre rimasta molto delusa. I libri ti permettono di dare libero sfogo alla tua immaginazione e quando poi guardi il film i personaggi non sono mai come li avevi immaginati.
Gran bella interpretazione del personaggio da parte di Rooney Mara, un personaggio ambiguo, cupo e misterioso. Il film, seppur basato su un'indagine, non è affatto noioso! Mai lento nè banale. Si deve essere amanti del genere per poterlo apprezzare davvero. io ve lo consiglio!
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charliefdl
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mercoledì 22 febbraio 2012
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senza capo nè coda...
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Sinceramente non sono riuscito a cogliere alcun senso in questo film, noioso e lento allo sfinimento, scene crude e perverse quà e la.. ma senza un filo conduttore. Due ore e mezza di martirio.. Una vera schifezza.
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osteriacinematografo
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mercoledì 22 febbraio 2012
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la cupa e ossessiva spirale di fincher
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Quando un grande sceneggiatore come Steven Zaillian (Schidler’s List) scrive un film basandosi su un ottimo romanzo, e quando dietro la macchina da presa si trova un tale di nome David Fincher (Seven, Fight club, Zodiac), che maneggia alla perfezione un certo tipo di storie, ci sono ottimi presupposti perché ne venga fuori un buon film.
La splendida invenzione dello scrittore Stieg Larsson è alquanto nota: Mikael Blomqvist -giornalista che si occupa di indagini economiche- perde un processo in cui è accusato di diffamazione dal magnate Wennerstrom.
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Quando un grande sceneggiatore come Steven Zaillian (Schidler’s List) scrive un film basandosi su un ottimo romanzo, e quando dietro la macchina da presa si trova un tale di nome David Fincher (Seven, Fight club, Zodiac), che maneggia alla perfezione un certo tipo di storie, ci sono ottimi presupposti perché ne venga fuori un buon film.
La splendida invenzione dello scrittore Stieg Larsson è alquanto nota: Mikael Blomqvist -giornalista che si occupa di indagini economiche- perde un processo in cui è accusato di diffamazione dal magnate Wennerstrom. La rovina finanziaria e le dimissioni lo spingono ad accettare un incarico particolare: dovrà infatti indagare sulla misteriosa e precoce scomparsa –avvenuta negli anni 60- di Harriet Vanger, nipote prediletta del vecchio e potente industriale Henrik Vanger (Christopher Plummer), convinto che la giovane sia stata uccisa da un membro della sua famiglia. Blomqvist si trasferisce così nella campagna sperduta e imbiancata del Gavleborg, per studiare da vicino la complessa storia di una famiglia dal passato glorioso ma oscuro, e da un presente caratterizzato da legami sfaldati e largamente compromessi. Per non destare sospetti, agisce con l’alibi di una biografia dedicata all’impero economico dei Vanger.
In parallelo Fincher segue Lisbeth Salander, un’eccellente investigatrice specializzata in spionaggio informatico. La Salander stila un profilo dettagliato e completo di Blomqvist per conto di Henrik Vanger, che vuol conoscerne ogni aspetto per valutarne l’integrità. Lisbeth è una punk ventiquattrenne solitaria e selvaggia, col gusto dei piercing e dei tatuaggi; conduce una vita appartata e silenziosa, e vive sotto tutela per aver tentato di uccidere il padre in tenera età. La ragazza mostra il suo aspetto sommerso nel momento in cui le viene assegnato un tutore d’ufficio in luogo di Holger Palmgren, l’anziano e malato uomo che ne curava gli interessi. Il nuovo tutore , l’avvocato Nils Bjurman, chiede a Lisbeth favori sessuali in cambio degli assegni che le spettano, e infine la violenta in modo sadico e brutale: la dark lady risponderà in modo lucido e spietato (un modo che è giusto scoprire da soli), annichilendo il pingue aguzzino.
I destini di Mikael e Lisbeth s’incrociano nel momento in cui il giornalista ne richiede la collaborazione per il caso Vanger: i due lavoreranno a stretto contatto intrecciando un’intensa relazione sentimentale; faranno luce sui lati oscuri dell’intricata vicenda, grazie all’insaziabile e frenetico desiderio di ricerca che li condurrà sulle tracce di un killer seriale.
David Fincher realizza un’opera eccellente sotto ogni punto di vista: la fotografia è cupa e seducente, il ritmo è incalzante grazie a un montaggio che non concede pause in 160 minuti di film; l’inquietudine e il mistero crescono di pari passo con le febbrili rivelazioni, e l’arco nero e teso del regista scocca frecce visive che sovrappongono ansia a tensione, trascinando lo spettatore in un percorso ondivago che termina nel gorgo soffocante delle peggiori inclinazioni umane. Il film scende oltre lo scantinato che precede l’epilogo, oltre lo spazio cinematografico percepito, inabissandosi nelle tetre profondità del male che l’uomo nasconde dietro candide e soleggiate superfici.
Daniel Craig aderisce con classe al ruolo di Blomqvist, ma chi davvero sorprende e sconcerta è Rooney Mara: l’attrice americana interpreta l’hacker Lisbeth e i suoi disturbi borderline in modo talmente calzante da divenire il tessuto connettivo del film, l’elemento imprevedibile, inafferrabile, che oscilla in modo convulso fra le violenze patite e quelle esplose verso l’esterno, che si dimostra ferrea e implacabile nel disciplinare la propria attività d’indagine, e poi dissoluta e perversa nella vita privata; il suo personaggio è l’elastico oscuro che congiunge i meccanismi dell’opera: s’insinua nelle vite e nei segreti delle persone, raggiunge ferocemente ogni angolo fisico e concettuale della storia, mossa dall’impulso ossessivo di punire quegli “uomini che odiano le donne”; Lisbeth è talmente al centro della storia da porre in secondo piano persino le sorti di Harriet, ed è suo l’ultimo indecifrabile sguardo del film, che lascia presagire una nuova inquietante mutazione sotto un casco nero che sfreccia nell’oscurità.
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riccardo t.
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mercoledì 22 febbraio 2012
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uomini che odiano le donne
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Bellissimo thriller d’autore di David Fincher che in questo film unisce il marciume contenutistico di Seven, con la consueta pulizia stilistica ed eleganza registica che ha contraddistinto i suo ultimi lavori da Zodiac fino a The Social Network.
Come in altri suoi film, al regista interessa relativamente il mistero da risolvere, ma come i personaggi reagiscano ad esso, e ai loro rapporti resi alla grande, soprattutto per via di un ottima costruzione dei personaggi, fragili, soli e asociali che si trovano e si cercano, trascinati da un evento più grande di loro, ma anche grazie alle interpretazioni di Daniel Craig, in tono più dimesso, e di Rooney Mara, meravigliosa nel mostrare forze e debolezze della sua Lisbeth.
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Bellissimo thriller d’autore di David Fincher che in questo film unisce il marciume contenutistico di Seven, con la consueta pulizia stilistica ed eleganza registica che ha contraddistinto i suo ultimi lavori da Zodiac fino a The Social Network.
Come in altri suoi film, al regista interessa relativamente il mistero da risolvere, ma come i personaggi reagiscano ad esso, e ai loro rapporti resi alla grande, soprattutto per via di un ottima costruzione dei personaggi, fragili, soli e asociali che si trovano e si cercano, trascinati da un evento più grande di loro, ma anche grazie alle interpretazioni di Daniel Craig, in tono più dimesso, e di Rooney Mara, meravigliosa nel mostrare forze e debolezze della sua Lisbeth.
Ma a differenza dell’originale svedese, c’è anche una maggiore profondità nel trattare il tema del titolo, i confronti e scontri tra i due sessi.
Dal punto di vista tecnico, il film è fantastico, dall’eleganza della fotografia con vari contrasti cromatici che ci ridà una Svezia fredda e asettica di forte ambientazione, e clorazioni più calde nei flashback, al reparto sonoro sempre efficace, alla colonna sonora del duo Reznor-Ross. Infine nota di merito al montaggio che si muove bene nel tempo alternando passato e presente della vicenda, e nello spazio mostrando i parallelismi tra i due protagonisti. Piccolo capolavoro i titoli di testa.
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charliefdl
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lunedì 20 febbraio 2012
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soldi buttati... mediocre!
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Senza capo nè coda, noioso e lento allo sfinimento. Ottimo se avete problemi ad andare di corpo. Giudizio: mediocre!
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charliefdl
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lunedì 20 febbraio 2012
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bha...
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Senza capo nè coda, lento e noioso. Il mio giusidio è : assolutamente mediocre.
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hollyver07
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lunedì 20 febbraio 2012
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nominations... azzeccate!
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Ciao. Per quanto ben poco possa valere il mio giudizio, ritengo molto azzeccate le nominations agli oscar proposte per questa pellicola. Rooney Mara è forse troppo giovane per ambire ai "guardiani" o "soldatini" dorati che dir si voglia. Se la giovanotta dovesse vincere... farebbe un ideale "paio" con la Jodie Foster de "Il silenzio degli innocenti", in puro ambito thriller. Francamente, considero meno improbabile l'affermazione del film per gli aspetti riguardanti il sonoro e la fotografia le quali, in questa particolare pellicola, sono davvero da applausi. Saluti
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