Take Shelter

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Un film di Jeff Nichols. Con Michael Shannon, Jessica Chastain, Katy Mixon, Shea Whigham, Kathy Baker.
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Titolo originale Take Shelter. Drammatico, durata 120 min. - USA 2011. - Movies Inspired uscita venerdì 29 giugno 2012. MYMONETRO Take Shelter * * * 1/2 - valutazione media: 3,52 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
osteriacinematografo giovedì 23 agosto 2012
paura dentro, paura fuori Valutazione 3 stelle su cinque
94%
No
6%

“Take shelter” ,opera seconda del giovane regista americano Jeff Nichols,è ambientato fra le grandi pianure dell’Ohio. Curtis LaForche è impiegato come capocantiere presso una ditta della zona,e il suo lavoro consente a lui e alla sua famiglia di vivere con serenità,e di affrontare le costose cure di cui necessita la figlia Hannah,una bambina affetta da sordità. Curtis è un uomo responsabile e tranquillo,che vive in funzione di sua moglie Samantha e di sua figlia,finchè il suo equilibrio non viene improvvisamente minato da una serie di incubi terribili,che s’insinuano e si fissano nella sua psiche,fin quasi a divenire reali.Nella mente di Curtis si instaura così il seme di una paura incontrollabile,la paura della fine sua e dei suoi cari,che germoglia poi sotto forma di allucinazioni apocalittiche,tali da non consentirgli più di vivere in modo normale,e da porlo ai margini della società civile. [+]

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cinedick lunedì 13 giugno 2011
l’incubo del cielo e il diluvio sotterraneo dell’a Valutazione 4 stelle su cinque
85%
No
15%

L’incubo del cielo e il diluvio sotterraneo dell’America. Riccardo Tavani Cosa c’è in Curtis LaForche che non va? Ha una bella moglie, Samantha, un buon lavoro, una buona assistenza medica che a breve pagherà le spese di un costoso intervento alla piccola figlia sordomuta Hannah. Eppure nella testa di Curtis c’è qualcosa che proprio non va. Lui sente avvicinarsi una tempesta spaventosa, vede cadere pioggia dal vago colore e odore delle feci, vede uccelli ammassarsi minacciosi come nel film di Hitchcock ma poi piombare uno dietro l’altro stecchiti sull’erba come enormi chicchi di macabra grandine nera. Qual è il segreto di questa tempesta che Curtis sente avvicinarsi sempre di più? Una vecchia regola del poliziesco americano dice che se vuoi scoprire il lato oscuro di una faccenda devi seguire la traccia dei soldi. [+]

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rongiu sabato 10 novembre 2012
i segni dell'anima. Valutazione 4 stelle su cinque
90%
No
10%

Non è stata facile l’infanzia di Curtis \ Michael Shannon / e il momento attuale non è certo dei migliori. “Schizofrenia paranoide”. Maledetta diagnosi! Quante volte l’avrà ripetuto ritornando coi ricordi indietro nel tempo? Di anni ne aveva solo dieci e la stessa malattia è stata causa di separazione dei suoi. Sa bene, quindi, Curtis, cosa significa essere “solo” ed è questo il motivo per cui non intende correre il rischio di perdere Samantha, la moglie, \ Jessica Chastain /, alle prese quotidianamente con il non facile problema uditivo della piccola Hannah \ Towa Stewart /. Così come in “Shotgun Stories”, il regista \ Jeff Nichols / presenta un nuovo dramma familiare attraverso il quale intende penetrare nell’animo umano, nel suo subconscio, proporre un tema quale quello della malattia mentale, che sta mietendo vittime a più non posso, specie tra le popolazioni dove progresso e civiltà sono basi solide per una “omologata globalizzazione”. [+]

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dave san martedì 26 febbraio 2013
follia profetica Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Le vicende di un padre si complicano quando scopre di avere ereditato una psicosi di famiglia. Gradualmente si accorge che i suoi sogni sono popolati da temporali e funeste immagini apocalittiche. Queste però iniziano a invadere la sua realtà. L’uomo prende coscienza del problema e inizia a curarsi, ma continua ad agire da padre e marito. Non può e non vuole rinunciare ai suoi. Per sicurezza, si costruisce un rifugio anti tornado (principalmente per proteggere figlia e moglie). Il dramma del protagonista è la consapevolezza dell’illusione, quanto la difficoltà patologica a percepirla come irreale. In questo consistono la malattia e l’essenza iniziale della storia. [+]

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donni romani venerdì 29 giugno 2012
non c'è rifugio per una mente malata Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Quale è il confine fra follia e premonizione, quanto si può spingere in là una mente spaventata, quando si passa dall' essere una Cassandra inascoltata ad uno schizofrenico latente? Queste sono le domande che Curtis LaForche si pone ogni giorno, da quando incubi terribili lo assalgono, con visioni di tempeste foriere di distruzione e allucinazioni uditive di tuoni e fulmini. La sua vita è una vita come tante, un lavoro come operaio edile, una moglie fragile ma risoluta a non far mancare nulla alla propria famiglia - lavora come sarta e mette da parte i soldi per affittare una casa al mare per l'estate - e una figlia non udente, in attesa dell'intervento per l'impianto cocleare. Ma è il passato l'incubo peggiore che Curtis si trova ad affrontare, perchè a sua madre all'età di trent'anni hanno diagnosticato una schizofrenia paranoide, e naturalmente lui pensa che i propri sintomi siano da attribuire alla stessa patologia, perciò si rivolge a psicologi e psichiatri per tentare di salvare se stesso e la propria famiglia. [+]

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francisdeckhaunt martedì 2 ottobre 2012
“non è solo un sogno, è una sensazione.” Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
100%

Curtis è un operaio che vive, con sua moglie e la figlia sordomuta, in una cittadina dell'Ohio. In preda a diversi sogni su una terrificante tempesta, inizia a costruire ossessivamente un rifugio che proteggerà lui e la sua famiglia quando il cataclisma, egli ne è convinto, arriverà. Il suo tormento si aggraverà sempre di più, fino a fargli dubitare che la sua salute mentale sia arrivata al capolinea, come fece quella di sua madre quando lui era piccolo. Il ritmo della pellicola è scandito da una colonna sonora che trasmette la giusta angoscia e da semplici effetti speciali, che però raggiungono il proprio scopo, specialmente considerando il budget piuttosto basso del film. [+]

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astromelia giovedì 13 settembre 2012
stupendo Valutazione 5 stelle su cinque
33%
No
67%

lentissimo,cupo,claustrofobico,paranoico,ma perfettamente assemblato,lo spettatore rimane legato a queste due ore di quasi insostenibile girandola di dubbi ed emozioni,quante volte crediamo che un tale sia pazzo solo perchè compie strani gesti? ma non è questo forse il manifestarsi di un giudizio atrui deviante che allontana le fortunate persone che percepiscono l'esatta realtà dall'indifferenza quotidiana della massa?il connubio uomo-natura nelle sue manifestazioni e come parte integrante di essa esiste da sempre,non come malattia mentale disgregante ma come percezione cosmica,la tempesta perfetta alla fine arriva,con un finale dalle mille supposizioni,forse un pò troppo lasciato a se stesso,attinenza con maalick e il suo tree of life,questa pellicola secondo la mia opinione non si deve percepire come la storia di un'uomo malato ma come un'ulteriore prova che alle volte ciò che ci accade intorno ci passa solamente accanto senza percepirne il suono o l'autentica sostanza.

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taxidriver mercoledì 7 marzo 2012
al riparo da se stessi e dal mondo Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
100%

Take Shelter, ovverosia mettersi al riparo. Al riparo da cosa? Il pericolo è sempre in agguato, e la vita stessa va così: da un giorno all'altro, tutto potrebbe finire. Visioni apocalittiche di un futuro non troppo lontano, in tempi di sconvolgenti profezie Maya e crisi mondiali. Curtis è un uomo comune, un uomo come tanti altri: fa un lavoro faticoso, ha una bella moglie e una figlia sordomuta. Insomma, comune nel senso che la sua vita non è certamente perfetta, e già da qui si colgono alcuni elementi intrinseci alla trama generale: Curtis è un uomo della working-class americana, quella che più ha pagato il prezzo della crisi mondiale; e il problema della figlia costituisce un altro aspetto non trascurabile, ma tutto sommato soltanto di contorno al tema centrale. [+]

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renato volpone giovedì 19 luglio 2012
malattia o premonizione? Valutazione 3 stelle su cinque
27%
No
73%

Il confine tra malattia mentale e premonizione è molto sottile, chi può dire quale sia la verità oppure quanto l'allucinazione individuale possa diventare collettiva. Con maestria il regista di questo film ci regala l'emozione forte di convivere con un malato di mente, della sua potenziale violenza contro di sè e contro gli altri, del come cambiano le cose per tutte le persone che gli stanno intorno. Il film è lento, faticoso, ma è proprio questa lentezza a legarti alla sedia, a voler scoprire come va a finire. Bravi gli interpreti, bella la fotografia.

[+] il finale (di cenox)
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