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nick castle
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venerdì 11 maggio 2012
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non si può biasimare nessuno...
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Pellicola alquanto convenzionale "The son of no one" dell'apprezzato ma ancora agli inizi Dito Montiel. Una storia semplice anche se fangosa narrativamente condita da una buona regia. Schemi che sembrano presi giusto giusto da "Law & Order" qualunque serie sia delle varie, ed infatti non si può dar torto a chi lo accusa di banalità, perchè si, è vero che è un film già visto con una trama riscaldata al microonde chissà quante volte, ma è anche vero che ogni tanto una trama trita e ritrita (e oggi giorno neanche tanto...) fa piacere rivederla.
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vittorio
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domenica 8 gennaio 2012
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credevo meglio...
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Tanti attori per un film visto e rivisto....
Deludente...
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molenga
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venerdì 30 dicembre 2011
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i conti del nypd
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i conti del mitico dipartimento di polizia di new york devono sempre tornare, non c'é spazio per gli scandali. un bravissimo channing tatum interpreta un poliziotto appena passato dalla stradale alla sezione operativa del queens, il quartiere dov'é cresciuto:una giornalista di quartiere, la binoiche, inizia a pubblicare il contenuto di alcuni biglietti anonimi che le vengono recapitati e che fanno riferimento-non anticipo l'intreccio, per quanto sia immediatamente deducibile-al segreto che segna la vita del protagonista. Bravo il regista, diligente tutto il cast, bella fotografia e ritmo elevato con ottima colonna sonora. film da vedere
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filippo catani
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martedì 27 dicembre 2011
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trama trita e ritrita
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Un giovane agente della polizia di New York viene mandato in servizio nel quartiere dove è cresciuto. Dovrà fare però i conti con l'inquietante passato che pensava e sperava di aver seppellito per sempre. Questo a causa delle lettere anonime mandate a una giornalista che parlano di due omicidi avvenuti quando il poliziotto era un ragazzo.
Cast di tutto rispetto per un film ampiamente sotto la linea di galleggiamento. Questo perchè ormai, salvo poche varianti, certe trame sono bollite e scontate. Infatti anche quì da storie del passato si passa ai poliziotti corrotti. Ray Liotta e Al Pacino ormai ricoprono troppo spesso gli stessi ruoli. Il film non appassiona, si trascina stancamente verso un finale già scritto e ampiamente preventivabile.
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Un giovane agente della polizia di New York viene mandato in servizio nel quartiere dove è cresciuto. Dovrà fare però i conti con l'inquietante passato che pensava e sperava di aver seppellito per sempre. Questo a causa delle lettere anonime mandate a una giornalista che parlano di due omicidi avvenuti quando il poliziotto era un ragazzo.
Cast di tutto rispetto per un film ampiamente sotto la linea di galleggiamento. Questo perchè ormai, salvo poche varianti, certe trame sono bollite e scontate. Infatti anche quì da storie del passato si passa ai poliziotti corrotti. Ray Liotta e Al Pacino ormai ricoprono troppo spesso gli stessi ruoli. Il film non appassiona, si trascina stancamente verso un finale già scritto e ampiamente preventivabile.
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alespiri
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martedì 20 dicembre 2011
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un grande film
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Un film antiamericano alla Oliver Stone intensamente interpretato da Channing Tatum ed Al Pacino. Il film spazia su due piani temporali, senza togliere nulla al pathos narrativo. White, bambino tormentato, orfano dei genitori, nel 2006 si trova coinvolto in un duplice omicidio per difendersi da due balordi con la complicità del suo amico Vicki che gli promette il silenzio. Figlio di un membro della polizia White viene protetto dalla polizia stessa per il crimine commesso.
Al pacino, prossimo alla pensione, gli rende la vita "libera" insabbiando il caso. Ma i sensi di colpa non abbandoneranno mai il protagonista.
White adulto, poliziotto sposato con figlia nel presente, trasferito per lavoro nel luogo natale, si troverà ad affrontare le ombre del suo passato quando una giornalista indipendente (Giuliette Binoche) comincia a pubblicare lettere anonime che mettono in luce l'omcidio irrisolto misteriosamente 16anni prima.
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Un film antiamericano alla Oliver Stone intensamente interpretato da Channing Tatum ed Al Pacino. Il film spazia su due piani temporali, senza togliere nulla al pathos narrativo. White, bambino tormentato, orfano dei genitori, nel 2006 si trova coinvolto in un duplice omicidio per difendersi da due balordi con la complicità del suo amico Vicki che gli promette il silenzio. Figlio di un membro della polizia White viene protetto dalla polizia stessa per il crimine commesso.
Al pacino, prossimo alla pensione, gli rende la vita "libera" insabbiando il caso. Ma i sensi di colpa non abbandoneranno mai il protagonista.
White adulto, poliziotto sposato con figlia nel presente, trasferito per lavoro nel luogo natale, si troverà ad affrontare le ombre del suo passato quando una giornalista indipendente (Giuliette Binoche) comincia a pubblicare lettere anonime che mettono in luce l'omcidio irrisolto misteriosamente 16anni prima. Cominciano le minacce telefoniche, la tensione nella famiglia di White cresce.
Descrivere le nefandezze di "stampo mafioso" della polizia di New York tanto osannata, anche dopo l'attentato alle torri, è un atto coraggioso e lucido. Il lato oscuro delle cose emerge in questo film con una potenza emotiva straordinaria. Un finale da "action movie" restituirà ritmo alla narrazione fino al tragico epilogo che metterà tutti i tasselli al loro posto senza cambiare le carte in tavola. Come in un labirinto senza uscita dove anche un uomo "libero" può perdersi.
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