Senza arte né parte

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Un film di Giovanni Albanese. Con Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston, Donatella Finocchiaro, Hassani Shapi, Giulio Beranek.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 90 min. - Italia 2011. - 01 Distribution uscita venerdì 6 maggio 2011. MYMONETRO Senza arte né parte * * - - - valutazione media: 2,47 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,47/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * - - -
 pubblico * * 1/2 - -
Tre operai disperati si trovano a diventare veri e propri falsificatori di opere d'arte contemporanea.
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Commedia sul precariato e sull'arte di arrangiarsi
Marzia Gandolfi     * * - - -
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TROVASTREAMING

Il pastificio di Alfonso Tammaro, impresario arrogante e senza scrupoli, chiude i battenti davanti ai suoi operai per spalancarli su una fabbrica meccanizzata e all'avanguardia. Enzo, Carmine e Bandula, colleghi e amici accomunati dal licenziamento e dallo stesso destino precario, si concedono una rappresaglia a suon di musica. Dopo un'improduttiva ricerca di lavoro, i tre operai vengono reclutati dallo stesso Tammaro come custodi di una preziosa collezione di opere d'arte contemporanea. Consigliato dalla bionda consulente finanziaria, Tammaro ha deciso di investire sull'arte per 'arrotondare' e godere senza danno delle grazie della donna. Sconcertati dal valore delle opere di cui non comprendono il credito e per cui collezionisti privati sono disposti a spendere cifre da capogiro, Enzo, Carmine e Bandula decidono che le possono fare anche loro. Avviato il processo di falsificazione, finiranno presto in un gioco più grande di loro che li condurrà all'asta di una prestigiosa galleria romana.
Regista, ma prima ancora artista, creatore e scenografo, Giovanni Albanese torna dietro la macchina da presa dopo dieci anni e AAA Achille, commedia gentile sulla balbuzie che inciampava ad ogni parola. Ex balbuziente e convinto sostenitore della 'manualità' come strumento potente di espressione del sé, Albanese pratica di nuovo l'autobiografismo e l'arte, al servizio questa volta di una disfunzione sociale: il precariato. Come I soliti ignoti di Monicelli i protagonisti di Giovanni Albanese provano a mettere a segno il colpo del secolo ai danni di un ignorante rampante e alla faccia di facoltosi collezionisti. Persuasi molto presto dai 'tagli' di Fontana, dalle 'michette' caolinizzate di Manzoni e dai cavalli vivi in salotto di Kounellis che per essere artisti non è più indispensabile saper fare qualcosa, gli onesti falsari trasformano la propria vita in arte, quella di arrangiarsi. Muovendo dal concetto che l'arte contemporanea si fonda sull'idea piuttosto che sulla tecnica, il regista lascia che proprio la precarietà esistenziale dei protagonisti diventi soggetto artistico. Il dramma del licenziamento produce allora il gesto e l'azione, slatentizzando le loro emozioni e realizzando praticamente la loro dimensione immaginaria. Fuori dallo spazio convenzionale della tela e dentro un pastificio dismesso, idealmente prossimo al laboratorio creativo del logopedista Remo, i disoccupati del Salento riprodurranno oggetti d'arte concettuale e produrranno una loro idea di bello. Senza arte né parte confronta dialetticamente un 'basso' che si vuole sincero ed esplicito e un 'alto' che vive costituzionalmente dentro la finzione. Da una parte un mondo che lavora (o almeno lo vorrebbe tanto) e si confronta con le difficoltà della vita reale, dall'altra un mondo che la fugge e ripiega in case-museo. Da una parte ancora l'autoironia di chi non si prende troppo sul serio (Battiston-Salemme), dall'altra l'artificiosità di chi si va affermando (Paolo Sassanelli) o l'avidità del brutto affermato (Ninni Bruschetta).
Se il soggetto di Albanese-Perocco ha più di un merito, ad esempio quello di scoprire un territorio elitario e poco frequentato e di impegnare i suoi protagonisti nella creazione 'materiale' della loro esistenza, la regia non ha nessun interesse alla visione e la sceneggiatura (messa a punto da uno degli alfieri del rilancio della commedia italiana, Fabio Bonifacci) al solito sfodera buonismo e riconciliazione. Gli italiani brava gente e cuore in mano anche questa volta faranno quello che si deve: finanziare il viaggio aereo di un immigrato indiano e consolarsi con un brindisi di sciroppo di melograno. Si aggiunga in nota la presenza nel film del manifesto elettorale di Nichi Vendola, product placement (politico) e rappresentazione ideologica di un 'bene' di consumo. Parola di Andy Warhol.

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Premi e nomination Senza arte né parte

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La dura realtà e l'effimero

martedì 10 maggio 2011 di renato volpone

Una garbata commedia che mette a confronto con delicatezza la precarietà del lavoro e l'effimero della ricchezza, rappresentato in questo caso dall'arte contemporanea e dai collezionisti d'arte. Un pastificio licenzia i dipendenti sostituendoli con dei macchinari. l'imprenditore nel frattempo si lancia negli affari del traffico d'arte comprando opere contemporane di famosi artisti. I dipendenti licenziati vengono riassunti per pochi euro per fare i turni di guardia ai continua »

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L'arte della commedia

venerdì 6 maggio 2011 di Mystyle.asso88

Senza arte né parte di Giovanni Albanese,racconta la storia di Enzo (Vincenzo Salemme),Carmine (Giuseppe Battiston) e Bandula (Hassani Shapi),tre operai che lavorano in un pastificio nel salento, improvvisamente licenziati per far spazio a nuovi macchinari pronti a sostituirli.Così i tre uomini non più tanto giovani,cercano inutilmente di trovare un nuovo lavoro per riuscire a mantenere le proprie famiglie.Alla fine l’occasione per ricominciare viene data loro proprio continua »

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Ironia nella vita

mercoledì 20 luglio 2011 di dounia

Il film fa vedere la storia che succede nel Premiato pastificio Tammaro di Salento. La fabbrica chiude e gli operai che lavoravano dentro restano disoccupati. La consulente finanziaria di Tammaro eredita in quei giorni una collezione d'arte che viene sistemata, in modo provvisorio, nel vecchio pastificio. Tre operai: Enzo, Carmine e Bandula hanno il compito di custodire le opere d'arti in quello stabilimento, trasformato in magazzino. Ai tre ex-operai, che lavorano in nero, viene l'idea di rifarle continua »

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Il prezzo dell'arte.

venerdì 8 febbraio 2013 di ultimoboyscout

Giovanni Albanese associa due mondi lontanissimi e lo fa in chiave comica. E' la storia di quattro disoccupati del Salento e dell'universo dell'arte contemporanea: possibile conciliarli? Il surreale incontro avviene quando tre di loro vengono licenziati dal pastificio in cui lavorano e il loro datore di lavoro decide di trasformarlo in un magazzino per opere d'arte. Perchè allora non copiare gli originali e vendere le copie fasulle per buone fregandosene dell'ex padrone continua »

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DVD | Senza arte né parte

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 26 ottobre 2011

Cover Dvd Senza arte né parte A partire da mercoledì 26 ottobre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Senza arte né parte di Giovanni Albanese con Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston, Donatella Finocchiaro, Hassani Shapi. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Senza arte né parte (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 6,50 €
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INCONTRI | Il comico napoletano presenta Senza arte né parte.

Il mercenario della commedia

martedì 3 maggio 2011 - Ilaria Ravarino

Vincenzo Salemme, il mercenario della commedia Ha esordito con Sogni d’Oro di Nanni Moretti, ormai 25 film fa, e nonostante le recidive visite in Casa Sacher non si è mai sentito un radical chic. Attore, regista e drammaturgo amatissimo a teatro, in trent’anni di carriera Vincenzo Salemme da Bacoli ha collezionato felici collaborazioni con il cinema di Moretti e con quello dei Vanzina, ha flirtato con massimo Boldi in Olè e lavorato con Mario Martone e Giuseppe Tornatore, limitando le sue apparizioni televisive a sporadici e fortunati interventi.

   

La nuova banda degli onesti

di Roberto Nepoti La Repubblica

Nella pletora di commedie nazionali, quella di Giovanni Albanese è tra le più gradevoli e originali. Al centro una "banda degli onesti" composta da tre operai di un pastificio del Salento: ex-operai, anzi, perché il padrone riconverte la fabbrica mettendosi nel mercato dell' arte. Riassunti come guardiani, gli amici trovano la quadra dei loro problemi: falsificheranno gli "assurdi" oggetti d' arte, vendendo i pezzi originali e sostituendoli con quelli tarocchi. Artista in proprio, Albanese si concede al qualunquismo nel valutare l' arte contemporanea con l' occhio del profano (quella roba lì, siam capaci tutti. »

Salemme e Battiston falsari a Otranto

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Piacevole, spigliata commedia dell’esordiente Giovanni Albanese, prof di Belle Arti a Roma, che si attirerà le rabbiose critiche di pittori e scultori pop, presi perfidamente per i fondelli. O forse no, visto che, come spiegano i titoli di coda, gli hanno messo a disposizione le loro opere. A Otranto tre operai licenziati da un pastificio vengono riassunti dallo stesso padrone per sorvegliare i suoi preziosi cimeli. Perché non fare delle copie e rivenderli a peso d’oro?Un film leggero e spiritoso, con un eccellente Vincenzo Salemme e un bravo Giuseppe Battiston. »

Se l'arte è tutta da ridere questo film la tradisce

di Alessandra Levantesi La Stampa

Nel 1994 la drammaturga Yasmina Reza conquistò fama internazionale con la commedia Art dove tre amici si scontravano davanti a una tela bianca. Sénza arte ne parte prende avvio da analogo spunto, ma qui a indurre tre operai del Salento a occuparsi dì problemi estetici è la prospettiva di fare un po’ di soldi. Pagati in nero come guardiani della collezione del pastaio Sassinelli, Salemme, Battiston e Shapi restano di stucco nell’apprendere che una scatoletta di escrementi o una bottiglia di whisky infilata in una scarpa possono valere una fortuna. »

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

A volte i titoli fanno la critica: la commedia dell’artista-regista Giovanni Albanese è Senza arte né parte. Ancora Puglia (la Film Commission lavora bene, troppo), ancora Vendola (scoprite il product placement), ancora precarietà, e pure un migrante e un gay: al presepe mancano solo bue e asinello, al film tutto il resto. Salemme e Battiston (formato macchiette dopo le buone Notizie date a Greco) vengono licenziati, la salvezza è l’arte contemporanea: prendono Fontana, Pascali e Schnabel e ne fanno copia conforme, ma finiranno a smerciare sciroppo di melograno. »

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