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valeria
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lunedì 28 novembre 2011
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bello davvero!
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Roma. Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio) è un ex professore deluso dalla vita e dall'insegnamento.
Si guadagna da vivere scrivendo biografie di personaggi più o meno noti e dando ripetizioni.
Luca (Filippo Scicchitano) è un ragazzo di quindici anni; vive con la madre e frequenta la V ginnasio con scarsi risultati.
Vive in un mondo tutto suo, ma soprattutto parla una lingua tutta sua... E' comunque un ragazzo sano e sensibile.
I destini di questi due personaggi sono destinati ad incrociarsi con risvolti inaspettati (e che qui non sveliamo) regalandoci una storia scritta e diretta con mano sicura ed esperta.
Premiato come miglior film nella sezione "Controcampo Italiano" alla 68° mostra del Cinema di Venezia, "Scialla! (stai sereno)" è un film ben confezionato.
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Roma. Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio) è un ex professore deluso dalla vita e dall'insegnamento.
Si guadagna da vivere scrivendo biografie di personaggi più o meno noti e dando ripetizioni.
Luca (Filippo Scicchitano) è un ragazzo di quindici anni; vive con la madre e frequenta la V ginnasio con scarsi risultati.
Vive in un mondo tutto suo, ma soprattutto parla una lingua tutta sua... E' comunque un ragazzo sano e sensibile.
I destini di questi due personaggi sono destinati ad incrociarsi con risvolti inaspettati (e che qui non sveliamo) regalandoci una storia scritta e diretta con mano sicura ed esperta.
Premiato come miglior film nella sezione "Controcampo Italiano" alla 68° mostra del Cinema di Venezia, "Scialla! (stai sereno)" è un film ben confezionato.
Lo sceneggiatore Francesco Bruni, dopo aver scritto tante belle storie per Virzì è qui al suo debutto come regista.
E' una commedia brillante, mai volgare, appassionante, con risvolti a volte drammatici che fanno da contraltare a quelli comici, mai scontata e ben interpretata.
Fabrizio Bentivoglio è semplicemente superlativo; la sua parlata veneta è difficile da dimenticare.
Barbora Bobulova è altrettanto a suo agio nei panni dell'ex pornostar Tina trapiantata in Italia.
Merita una menzione particolare il giovanissimo Filippo Scicchitano che alla sua prima volta sul grande schermo, ci fa letteralmente innamorare di questo ragazzino "burino", dolce e simpatico.
Se il cinema italiano sfornasse più spesso prodotti di questo livello, potremmo stare sereni davvero.
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sarchiapone
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lunedì 6 agosto 2012
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gioiellino (questo sì)
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Divertente, commovente, colto, profondo, spiritoso, intelligente... Il miglior film italiano dell'anno!
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tonimorris
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giovedì 8 dicembre 2011
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scialla! . . . proviamo a volerci bene?
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Nel colorito linguaggio dei giovani capitolini, “scialla!” vuol significare “tranquillo!”, “rilassati!” insomma, “stai calmo!”. Questo termine è stato scelto da Francesco Bruni per dare titolo al film che ha segnato il suo debutto quale regista nel panorama del cinema italiano e che gli è valso il primato nella sezione Controcampo Italiano alla 68^ Mostra di Venezia. Un esordiente per modo dire, visto che da circa vent’anni l’artista livornese scrive soggetti e sceneggiature di successo per alcuni dei protagonisti del nostro cinema quali Paolo Virzi, Mimmo Calopresti e Cristina Comencini. Il racconto è ambientato nella Roma dei “pischelli” (gli adolescenti under 16, n.
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Nel colorito linguaggio dei giovani capitolini, “scialla!” vuol significare “tranquillo!”, “rilassati!” insomma, “stai calmo!”. Questo termine è stato scelto da Francesco Bruni per dare titolo al film che ha segnato il suo debutto quale regista nel panorama del cinema italiano e che gli è valso il primato nella sezione Controcampo Italiano alla 68^ Mostra di Venezia. Un esordiente per modo dire, visto che da circa vent’anni l’artista livornese scrive soggetti e sceneggiature di successo per alcuni dei protagonisti del nostro cinema quali Paolo Virzi, Mimmo Calopresti e Cristina Comencini. Il racconto è ambientato nella Roma dei “pischelli” (gli adolescenti under 16, n.d.r.) che giocano a fare i grandi, sempre alla ricerca del sensazionale con cui stupirsi e stupire. Bruno, padovano d’origine, ironico, deluso dalla vita e che non disdegna lo spinello, è un ex docente di lettere che si guadagna da vivere con il doposcuola a studenti, altrettanto apatici, e facendo il biografo di personaggi sui generis come calciatori e pornodive. Luca è uno dei suoi alunni, ha quasi sedici anni, vive e si muove da coatto ascoltando perennemente musica rap e vagheggiando un futuro da boss della Magliana. Una sera la madre del giovane, dovendo assentarsi a lungo per lavoro, chiede all’insegnante di occuparsi del figlio e, nel rivelargli che ne è il padre, ripercorre con lui i momenti fugaci durante i quali lo concepirono. Inizia così una convivenza segnata da reciproche incomprensioni e da modi di interpretare la vita completamente diversi, che vede l’uno prendere via via coscienza delle proprie responsabilità di genitore e l’altro continuare a fregarsene del mondo, sfidando tutto e tutti. I tentativi del professore di avvicinarsi al ragazzo sembrano destinati al fallimento, ma accade qualcosa che cambierà totalmente la situazione iniziale. Francesco Bruni, con sottile ironia e senso dell’humour tratteggia una storia toccante e commovente che coinvolge gli spettatori rendendo gli adulti partecipi del mondo, a volte sconosciuto, in cui vivono gli adolescenti e mostrando ai giovani come ogni occasione, anche la più negativa, può essere l’inizio di un processo di maturazione in cui acquisire senso di responsabilità e rispetto per se stessi. Tra i vari interpreti, tutti bravissimi, spicca Fabrizio Bentivoglio, eccellente nelle vesti dell’ attempato neo papà che ritrova interessi umani, professionali e sentimentali ormai smarriti. Un vivo apprezzamento per il debuttante Filippo Schicchitano. Sopperendo alla mancanza di mestiere con la spontaneità, egli riesce ad essere perfetto nel ruolo di ragazzo vitale, irriverente quanto basta, che grazie al ritrovato affetto di un padre dato per morto, è pronto a cogliere l’occasione per cominciare a diventare grande.
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il re censore
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mercoledì 7 dicembre 2011
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stiamo sereni!
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Succede, raramente, che il cinema italiano, nel mare magno dei cinepanettoni, un po' defilato rispetto ai mostri sacri come Sorrentino e Garrone, diverse spanne sopra la commediola adolescenziale e il comico medio, riesca a sfornare dei piccoli gioielli. Accade nel modo più delicato possibile, senza troppa pubblicità, purtroppo, col risultato che spesso questi gioielli passano quasi inosservato o sono pesantemente sottovalutati.
Scialla! ci viene offerto nella confezione di un prodotto popolare quasi adolescenziale: dalla locandina sembra all'incirca l'ennesimo episodio dei Cesaroni con qualche dollaro in più per poter essere spacciato nei cinema aspettando qualche punto più alto di Virzì o di un Muccino vecchio stile.
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Succede, raramente, che il cinema italiano, nel mare magno dei cinepanettoni, un po' defilato rispetto ai mostri sacri come Sorrentino e Garrone, diverse spanne sopra la commediola adolescenziale e il comico medio, riesca a sfornare dei piccoli gioielli. Accade nel modo più delicato possibile, senza troppa pubblicità, purtroppo, col risultato che spesso questi gioielli passano quasi inosservato o sono pesantemente sottovalutati.
Scialla! ci viene offerto nella confezione di un prodotto popolare quasi adolescenziale: dalla locandina sembra all'incirca l'ennesimo episodio dei Cesaroni con qualche dollaro in più per poter essere spacciato nei cinema aspettando qualche punto più alto di Virzì o di un Muccino vecchio stile.
Non è questo il caso: Scialla, infatti, si fa strada proprio nella mediocrità di certi prodotti mal recitati e dozzinali tipici del nostro cinema. Emerge con foga, quella si, quasi adolescenziale, per donarci uno spaccato di vita senza troppe pretese. La storia è quella di un ragazzo e di un professore: entrambi emarginati (per scelta o necessità), entrambi soli, entrambi più preziosi della patina che si sono costruiti per difendersi dalla noia e dalla strada. Non c'è poi molto intorno a questi due personaggi e questo perché volutamente il film si concentra solo su di loro. Lo fa con amore, con una sceneggiatura mai sopra le righe, mai banale, forse leggermente buonista ma in modo giocoso, divertito, che fa dimenticare qualche ingenuità comunque rara.
Bentivoglio disegna uno dei suoi personaggi migliori: è sufficiente un po' di accento nordico, uno sguardo che ferisce, poche mosse e una bravura che non si trova facilmente altrove per decretare un'affezione automatica verso il buon professore. Potrebbe risultare un personaggio sopra le righe: non lo è mai, nemmeno per un secondo.
Il polo opposto e complementare è il ragazzotto un po' burino: qui Filippo Scicchitano butta sul tavolo una prova da attore bello che fatto. Non una sbafatura, non un'espressione superflua o fuori posto. Se si pensa a quanto male venga usato il dialetto romanesco in certi film, quanto la recitazione sia sottovalutata e forzata, c'è da fare un applauso a questa promessa del cinema italiano. Ci regala un personaggio col quale interfacciarci attimo dopo attimo senza risultare mai istrionico, finto.
Due prove d'attore di gran rilievo al servizio di una storia semplice, delicata, che però è anche un piccolo pugno verso la mediocrità, verso il conformismo. Un bel film, scritto bene, che si meriterebbe anche una seconda visione tanto per ricordarci che il cinema italiano fatto a modo è quasi un genere a se stante. Il genere del neo-neorealismo, in cui tutto è piccolo, marginale, tranquillo, disegnato senza sbafature, volgarità, eccessi di stile o di costruzione, ma dove basta una frase, un gesto, per farci battere il cuore, ridere, pensare a quanto è densa, ricca, straordinaria questa bassa, media, triste umanità di borghi e sobborghi.
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dude1965
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domenica 20 novembre 2011
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scialla
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Grande interpretazione degli attori
storia contemporane dove emerge l'importanza di un padre per quanto sgangherato, nella vita di un figlio adolescente, se la madre glielo permette, naturalmente.
Ottimo film
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(di cinemania)
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olgadik
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sabato 26 novembre 2011
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un regista a suo agio alla prima uscita
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Nei panni di Bruno, cinquantenne ex-professore, costretto a fare il gost-writer di autobiografie su personaggi più o meno squallidini, finalmente Fabrizio Bentivoglio affina quella maschera un po’ statica dei film precedenti. Tanti, per la verità, tra cui l’ultimo Happy Family di Salvatores. In Scialla, vincitore del Controcampo veneziano, si rivela tutta la sua finezza sorniona ed amarognola; sullo stesso piano, come bravura, il giovane Luca (Filippo Schicchitano), a suo agio per genuinità nel ruolo di un quindicenne romano un po’ coatto, cinico in apparenza, vitale e simpatico, con uno sguardo dolce che colpisce subito. Il regista Francesco Bruni, sceneggiatore in auge, ottimo professionista (vedi collaborazioni con Virzì, Calopresti e fiction di Montalbano), debutta come regista nel mondo della commedia e se la cava in modo egregio, dandoci una di quelle opere piccole ma ben fatte, che riconciliano con questo genere, spesso terribilmente banalizzato.
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Nei panni di Bruno, cinquantenne ex-professore, costretto a fare il gost-writer di autobiografie su personaggi più o meno squallidini, finalmente Fabrizio Bentivoglio affina quella maschera un po’ statica dei film precedenti. Tanti, per la verità, tra cui l’ultimo Happy Family di Salvatores. In Scialla, vincitore del Controcampo veneziano, si rivela tutta la sua finezza sorniona ed amarognola; sullo stesso piano, come bravura, il giovane Luca (Filippo Schicchitano), a suo agio per genuinità nel ruolo di un quindicenne romano un po’ coatto, cinico in apparenza, vitale e simpatico, con uno sguardo dolce che colpisce subito. Il regista Francesco Bruni, sceneggiatore in auge, ottimo professionista (vedi collaborazioni con Virzì, Calopresti e fiction di Montalbano), debutta come regista nel mondo della commedia e se la cava in modo egregio, dandoci una di quelle opere piccole ma ben fatte, che riconciliano con questo genere, spesso terribilmente banalizzato. Luca e Bruno non sanno di essere padre e figlio, ma una circostanza casuale (la madre parte per un lavoro di mesi in Africa) costringe la donna a rivelare al suo vecchio amore che dalla loro relazione era nato quindici anni prima un bambino. Per questo motivo Luca, che prendeva da Bruno lezioni private, gli sarà affidato con la precisa richiesta di non rivelare al ragazzo la sua vera identità. Così l’indolente e fino allora ignaro genitore, si troverà a vivere una convivenza difficile che è tale anche per l’adolescente. Sulle prime infatti la “strana coppia” la vedremo guardinga e tesa col fine di difendere la propria autonomia, ma poi una serie di episodi agevolerà il disgelo di cui non sto a riferire i particolari. Sotto lo sguardo attento, non giudicante né moralista di Francesco Bruni, i personaggi costruiscono un rapporto e un modo di relazionarsi che gioverà ad entrambi. Tale processo avviene con una naturalezza e una semplicità che costituiscono uno degli aspetti migliori del film, poiché l’autore non pigia il pedale della facile commozione. Tra i due che a stento si sfioravano lentamente, si consolidano affetto e tolleranza. Ironico, venato di malinconia per le occasioni perdute, divertente e vero, questo lavoro, nato bene e condotto da mani esperte, prende via via corpo, catturando lo spettatore. Alternandosi alla guida della scassata vespa del professore o sbracati sul divano per ripassare intensivamente l’epica, Luca e Bruno trovano serenità o per meglio dire “sciallano” entrambi. Il titolo del film è appunto un vocabolo gergale diffuso tra i giovani romani del Testaccio e dell’Ostiense per dire “sta tranquillo, sta sereno” e in quanto tale, fa parte del bagaglio di parole striminzite e mozze usate da soggetti come Luca. Tra gli altri personaggi citerei quello felicemente particolare (almeno nel nostro cinema) del boss spacciatore di droga, che nel tempo libero legge e ricorda quegli autori che il suo insegnante gli aveva fatto amare quando andava a scuola… Ma qui è meglio non aggiungere altro se non un sincero “scialla” per tutti noi, visti i tempi!
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giuseppe simeone
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martedì 29 novembre 2011
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"scialla" la prima!
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La storia di Bruno, scrittore ed ex professore disilluso, che inaspettatamente si riscopre padre e uomo ritrovando la gioia di vivere attraverso l'incontro con suo figlio Luca.
Una commedia leggera e buonista, dove le forzature della sceneggiature ed il troppo calcato gergo giovanile non compromettono la godibilità dell'insieme: è induscutibile l'ottimo lavoro di Bentivoglio, che caratterizza un personaggio a tratti affascinante ma soprattutto molto "umano", a cui si affianca l'ottimo esordio di Scicchitano, forse il migliore del cast, che impersonando un tipico ragazzo romano alle prese con turbe adolescenziali e liceo, si tiene a distanza dal modello "Mocciano" e quindi si rende credibile attraverso un intelligente ironia.
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La storia di Bruno, scrittore ed ex professore disilluso, che inaspettatamente si riscopre padre e uomo ritrovando la gioia di vivere attraverso l'incontro con suo figlio Luca.
Una commedia leggera e buonista, dove le forzature della sceneggiature ed il troppo calcato gergo giovanile non compromettono la godibilità dell'insieme: è induscutibile l'ottimo lavoro di Bentivoglio, che caratterizza un personaggio a tratti affascinante ma soprattutto molto "umano", a cui si affianca l'ottimo esordio di Scicchitano, forse il migliore del cast, che impersonando un tipico ragazzo romano alle prese con turbe adolescenziali e liceo, si tiene a distanza dal modello "Mocciano" e quindi si rende credibile attraverso un intelligente ironia.
Ottima la riflessione sull'importanza dell'istruzione e della meritocrazia; la sorpresa finale nei titoli di coda vale il prezzo del biglietto (si aspettava da tempo una reazione alla fin troppo dilagante passione per il genere inaugurato da "romanzo criminale").
Un applauso meritato, quindi, all'esordio di Bruni alla regia!
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angelo umana
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martedì 6 marzo 2012
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vulcani pronti a scoppiare
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Come guadagnarsi credibilità presso il proprio figlio 16enne? Un sistema può essere quello mostrato su Scialla!: il papà scrittore e insegnante di lezioni di ripetizione Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio) cerca di cavar fuori dai guai il figlio Luca (Filippo Scicchitano) che vi si è cacciato, e incontra il malavitoso che vuole regolare i conti, come forma di rispetto dovutagli. Il malavitoso però è un suo ex allievo che ha amato le lettere proprio per via di Bruno e lo risparmia: bello pensare che molti malviventi abbiano sbagliato strada, avrebbero potuto darsi con successo a attività artistiche.
Se però non capitano avvenimenti così forti può darsi che il figlio adolescente continui a non voler studiare, a non amare alcuna regola, nemmeno quelle del buon senso, continui nelle sue manifestazioni ora di furia ora di voglia di tenerezza (Luca che si rimira le foto sue e della mamma), ora di spaccone ora di bambino che non sa che fare ed allora … non resta che sperare che “un giorno si sveglia ed è un’altra persona”.
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Come guadagnarsi credibilità presso il proprio figlio 16enne? Un sistema può essere quello mostrato su Scialla!: il papà scrittore e insegnante di lezioni di ripetizione Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio) cerca di cavar fuori dai guai il figlio Luca (Filippo Scicchitano) che vi si è cacciato, e incontra il malavitoso che vuole regolare i conti, come forma di rispetto dovutagli. Il malavitoso però è un suo ex allievo che ha amato le lettere proprio per via di Bruno e lo risparmia: bello pensare che molti malviventi abbiano sbagliato strada, avrebbero potuto darsi con successo a attività artistiche.
Se però non capitano avvenimenti così forti può darsi che il figlio adolescente continui a non voler studiare, a non amare alcuna regola, nemmeno quelle del buon senso, continui nelle sue manifestazioni ora di furia ora di voglia di tenerezza (Luca che si rimira le foto sue e della mamma), ora di spaccone ora di bambino che non sa che fare ed allora … non resta che sperare che “un giorno si sveglia ed è un’altra persona”. Questo dice a Bruno la pornodiva Tina (Barbara Bobulova), la quale sta “scrivendo” un libro di memorie ma con la penna e le parole del Beltrame, fino a quando, terminata la fatica letteraria, entrambi non si confideranno il bisogno di dormire abbracciati. Eppure il dubbio che i genitori non sappiano “dire dei no” non è solo degli insegnanti.
Il film è gradevolissimo, da commedia all’italiana in cui ogni italiano si rivede. Fabrizio Bentivoglio è il solito sornione “gatto sul termosifone” come lo definisce Tina che, alla lunga, profonda conoscitrice di uomini e di tecniche professionali, assume lei stessa il ruolo di chi ascolta. Il 16enne Luca risulta simpatico d’istinto, col portamento sgraziato degli adolescenti che non sanno bene quale posa assumere. La musica è forte, proprio come i vulcani adolescenziali che ogni tanto scoppiano.
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pepito1948
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lunedì 5 dicembre 2011
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fesco e rilassante
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Francesco Bruni è qui alla prima prova di regia, ma ha una lunga esperienza come sceneggiatore (di Virzì, per esempio). E si vede, perchè la storia che ci racconta -che si inserisce a pieno merito nel filone del nuovo cinema che fa sorridere e pensare nello stesso tempo, asciutto ed essenziale nell'uso dei mezzi espressivi come nella scelta dei temi- è molto ben equilibrata e aderente ad alcune problematiche fortemente sentite nell'attualità della nostra società e non solo, come il tribolato rapporto padre/figli, il mondo variegato della scuola, la crisi della cultura,ecc. Al centro l'imprevista e temporanea convivenza di uno scrittore cinquantenne semifallito e depresso ed uno studente non proprio modello di sedici anni, sbandato e poco incline alle regole ma vitale e sensibile agli stimoli del mondo che lo circonda.
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Francesco Bruni è qui alla prima prova di regia, ma ha una lunga esperienza come sceneggiatore (di Virzì, per esempio). E si vede, perchè la storia che ci racconta -che si inserisce a pieno merito nel filone del nuovo cinema che fa sorridere e pensare nello stesso tempo, asciutto ed essenziale nell'uso dei mezzi espressivi come nella scelta dei temi- è molto ben equilibrata e aderente ad alcune problematiche fortemente sentite nell'attualità della nostra società e non solo, come il tribolato rapporto padre/figli, il mondo variegato della scuola, la crisi della cultura,ecc. Al centro l'imprevista e temporanea convivenza di uno scrittore cinquantenne semifallito e depresso ed uno studente non proprio modello di sedici anni, sbandato e poco incline alle regole ma vitale e sensibile agli stimoli del mondo che lo circonda. Sono padre e figlio, Bruno e Luca, ma quest'ultimo non ne è a conoscenza fino a che Bruno, vincolato al silenzio dalla madre del giovane costretta ad allontanarsi per alcuni mesi, non decide di rivelare ugualmente il vero rapporto. Tra i due si instaura una dinamica difficile ma proficua di stimoli reciproci, che porterà ad una crescita umana ed al superamento di barriere apparentemente ineliminabili per entrambi, quindi allo sblocco dai rispettivi autoavvitamenti che spianerà la strada verso un approccio più sereno alla vita (scialla= vai tranquillo!). Il linguaggio fresco e verace di Luca, così come quello posato di Bruno ed il ritmo rilassato e lontano da certe frenesie narrative altrove riscontrate, conferiscono una vena di piacevole autenticità ad un film, ottimo esempio della rinata commedia neorealista italiana, intelligente e credibile, senza gli eccessi e gli artifici verbali o "situazionali" propri di certa recente produzione sgangherata e imbottita di trovate incapaci di smuovere il pensiero. Il tutto aiutato da una pregevole prova dei protagonisti, in particolare del giovane Scicchitano, incredibilmente disinvolto per essere alla prima esperienza d'attore. Non sarà un capolavoro, nulla a che vedere con la grande commedia all'italiana di qualche decennio fa, ma degno di essere selezionato tra le numerose offerte cinematografiche del momento, sia dai giovani che potranno identificarsi nelle difficoltà di “percorso” del sedicenne Luca sia da molti attempati padri, che non faranno fatica a riconoscersi nelle ardue problematiche di realizzazione lavorativa e/o di relazioni con la prole in via di formazione nel contesto familiare come in quello scolastico.
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