Filippo Timi, il fascino del cattivo

L'attore perugino interpreta in Ruggine un cinico pedofilo.

 
In foto Filippo Timi, Stefano Accorsi e Valeria Solarino, protagonisti del film <em>Ruggine</em> di Daniele Gaglianone.
In foto Filippo Timi, Stefano Accorsi e Valeria Solarino, protagonisti del film Ruggine di Daniele Gaglianone.
venerdì 2 settembre 2011 di Giovanni Bogani

Questo personaggio così negativo, vuoi sapere se ha lasciato strascichi dentro di me? Sì, ma al contrario: con le mie nipotine sono così affettuoso che devono dirmi: zio, basta per favore con tutte queste coccole!”.
Anche a Venezia, dove tutti sono continuamente preoccupati di dire e fare la cosa giusta, Filippo Timi riesce a mantenere la voglia di giocare. Protagonista – insieme a Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino – di Ruggine di Daniele Gaglianone, che passa oggi alle Giornate degli Autori, Filippo Timi racconta con humour anche un personaggio scomodo, come quello che interpreta in questo film, che parla di violenza sui bambini.

Timi, come hai affrontato questo personaggio così negativo?
Semplice. Con una fiducia completa nel regista. Non conta se il personaggio è positivo o negativo, conta che il regista abbia una visione creativa.

Così non ha fatto fatica Gaglianone a convincerti…
Scherzi? Ho insistito io, perché lui prendesse me! E poi, quando mai ti ricapita di toccare corde così nere?.

Tu sei anche regista teatrale. Hai lavorato in qualche modo insieme a Gaglianone, per costruire le scene?
No, assolutamente. Io sono un cavallo matto, ma il set è un mondo assolutamente gerarchico. Il regista è Dio. E a volte non capisci quello che Dio ti chiede, ma credi lo stesso ciecamente in lui.

Qual è il fascino di un personaggio che ha in sé il male?
Molti dei personaggi più affascinanti del cinema hanno a che fare col male: Hannibal the Cannibal, per dirne uno. O tanti cattivi di Hitchcock, affascinantissimi. E poi, per me i personaggi più spaventosi sono quelli dei cartoni animati! Sai chi mi spaventa davvero? La strega cattiva di Biancaneve! E ancora di più, Biancaneve!.

Da attore, ma anche da spettatore appassionato, per te che cosa ha di buono adesso il cinema italiano? Perché credi ancora nel cinema italiano?
Perché il cinema italiano resiste. È nei momenti di crisi che si riscopre una coppia: è nei momenti di crisi come questo che si riscopre il cinema italiano. E poi, io dico dico ‘sì’ al cinema italiano perché riesce ancora a essere differente dalla televisione'.

Non ami la televisione?
No, a me piace: io piango guardando la tv! Ma il cinema deve essere diverso, e ancora riesce a esserlo. E poi, stanno venendo fuori degli autori. C’è ancora questa idea meravigliosa del cinema come espressione di un’anima, di un’idea, e non come macchina da popcorn. Io non mi fido del giudizio del pubblico, non mi interessa se i film incassano zero o un miliardo: ci sono dei film che mi piacciono, a prescindere dal loro successo.

Chiediamo la stessa cosa al regista del film, Daniele Gaglianone.

Perché crede ancora al cinema italiano?
Perché in un momento difficile il cinema italiano non ha soldi, ma riesce a fare lo stesso film. È ora di finire di credere che ci saranno vacche grasse per sempre, con un delirio iniziato negli anni ’80: cerchiamo, invece, di raccontare questo paese in modo diverso. E alcuni registi lo stanno facendo. Non voglio una ulteriore omologazione del cinema, ma voglio un cinema che ritorni in strada e tra la gente.

Valeria Solarino, per te?
Per me il cinema italiano sta dando una grande risposta, in un momento di grande difficoltà generale. Film anche molto diversi tra loro, che riescono a essere competitivi sul mercato. Molte commedie sono riuscite a rinnovare la fiducia della gente nel cinema italiano.

A seguire le foto del film.

In foto:
Filippo Timi (Filippo Timi) (38 anni) 27 Febbraio 1974, Perugia (Italia) - Pesci
Interpreta Il dottor Boldrini nel film di Daniele Gaglianone Ruggine. Al cinema da venerdì 2 settembre 2011.
Filippo Timi
Ruggine Quando l'uomo nero esce dalla fiaba ed entra nella realtà
Ruggine

* * * - -
(mymonetro: 3,25)
Siamo in una città del nord Italia alla fine degli anni settanta. Durante una calda estate in un quartiere di periferia abitato da immigrati meridionali e del nord est, in una piccola babele linguistica, la banda capitanata dal siciliano Carmine passa il tempo tra giochi e scontri con altre piccole bande. Giocano a fare gli adulti per sentirsi grandi, soprattutto nel loro luogo mitico, il loro regno, il Castello, due vecchi silos arrugginiti sui quali col tempo si sono accatastati rottami e ferraglia. Quell’estate, un nuovo medico arriva nel quartiere; il dottor Boldrini, un elegante e aristocratico signore.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
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Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
Una scena del film <em>Ruggine</em>.
Una scena del film Ruggine.
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