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molenga
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giovedì 19 aprile 2012
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la vita, oltre
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Enoch, dopo la morte dei genitori e l'espulsione da scuola, vive con la zia in un limbo luttuoso, si aggira tra funerali di sconosciuti con lo sguardo basso e gioca a battaglia navale con Hiroshi, il fantasma di un kamikaze; conosce annabel, una ragazza malata di tumore al cervello. Lei ha tre mesi di vita, ma l'amore, specie nella disperazione, non guarda al tempo. Durante la loro relazione Enoch impara ad accettare anche la morte dei genitori-che non aveva potuto salutare- e che la vita può essere dolce, spietata, ma va vissuta come meglio si può.
Film delicato, bravi i due protagonisti ben diretti. ottima la scelta delle musiche
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miskin
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domenica 25 marzo 2012
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la poetica del sacrificio
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In " Restless" ( " L'amore che resta ") Gus Vas Sant ritorna sul tema a lui caro della peripezia esistenziale degli adolescenti, ma questa volta l'intensità dei contrasti vissuti in quell'età gli serve per esplorare il tema più generale del sacrificio, destino comune di tutte le esistenze .
La giovanissima e aggrazziata Annabel , malata terminale di cancro, assieme ad Enoch ( nome che significa appunto "sacrificio rituale" ) non sono personaggi reali, sono creazioni poetiche, come Hirosci, il fantasma che li accompagna: si incontrano durante un dei tanti riti funebri che il ragazzo continua a frequentare per esorcizzare la scomparsa violenta dei genitori nell'incidente che ha l'ha costretto in coma per mesi.
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In " Restless" ( " L'amore che resta ") Gus Vas Sant ritorna sul tema a lui caro della peripezia esistenziale degli adolescenti, ma questa volta l'intensità dei contrasti vissuti in quell'età gli serve per esplorare il tema più generale del sacrificio, destino comune di tutte le esistenze .
La giovanissima e aggrazziata Annabel , malata terminale di cancro, assieme ad Enoch ( nome che significa appunto "sacrificio rituale" ) non sono personaggi reali, sono creazioni poetiche, come Hirosci, il fantasma che li accompagna: si incontrano durante un dei tanti riti funebri che il ragazzo continua a frequentare per esorcizzare la scomparsa violenta dei genitori nell'incidente che ha l'ha costretto in coma per mesi.
Entrambi simboleggiano una condizione dell'esistenza, una scelta possibile per condurre avanti la vita, comunque sempre caduca: Annabel è lo spirito che indaga la natura e risolve in maniera pragmaticamente poetica il proprio rapporto con la morte, scegliendo comunque la bellezza della vita quotidiana, fra intuizioni e passioni artistiche Enoch rappresenta la fuga , l'impotenza la ribellione che viene educato da Annabel ad accettare la propria condizione umana. Il tocco di Gus van Sant è delicato e comunica un poetico amore per la vita, affidandosi alla bellezza dei volti, alle luci delle stagioni che trapassano l'una nell'altra e alla morbidezza della musica Indie.
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julien
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venerdì 9 marzo 2012
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eros e thanatos
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Annabel è una malata terminale di cancro, consapevole di avere pochi mesi a disposizione. La sofferenza sembra tuttavia scivolarle addosso e cerca di vivere nel miglior modo possibile il poco tempo che le resta. Enoch ha perso i genitori in un incidente, è stato in coma e sembra che sia anche stato morto per qualche istante: tuttavia sembra odiare sia la vita che la morte. Per lo meno finchè i due non si incontrano. Lei gli imparerà ad amare la vita e a rispettare la morte, lui le farà il dono più bello che si possa ricevere in fin di vita, l’amore. La relazione che nasce tra i due è alquanto bizzarra se non addirittura grottesca, ma altrimenti non poteva essere, tenendo anche conto che i due si conoscono a un funerale.
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Annabel è una malata terminale di cancro, consapevole di avere pochi mesi a disposizione. La sofferenza sembra tuttavia scivolarle addosso e cerca di vivere nel miglior modo possibile il poco tempo che le resta. Enoch ha perso i genitori in un incidente, è stato in coma e sembra che sia anche stato morto per qualche istante: tuttavia sembra odiare sia la vita che la morte. Per lo meno finchè i due non si incontrano. Lei gli imparerà ad amare la vita e a rispettare la morte, lui le farà il dono più bello che si possa ricevere in fin di vita, l’amore. La relazione che nasce tra i due è alquanto bizzarra se non addirittura grottesca, ma altrimenti non poteva essere, tenendo anche conto che i due si conoscono a un funerale. I due insieme vivranno noncuranti di tutto ciò che li circonda, come se nient’altro fosse importante: una scelta sicuramente molto più forte di quanto può sembrare a prima vista, in quanto implica il totale disinteresse da tutto ciò che il mondo esterno ci fa ritenere importante, ma invece non è fondamentale. Una scelta che solo chi ha toccato con mano la morte può comprendere. Un’altra chiave di lettura che in un certo modo riprende quest’ultima tesi è la differenza tra gli atteggiamenti dei due personaggi: Annabel ha una forza vitale travolgente nonostante sia in punto di morte, Enoch che ha avuto la fortuna di sopravvivere a un coma è inizialmente reticente alla vita stessa. Saranno l’amore e la vitalità di Annabel a fargli assaporare la vita nella sua pienezza, facendogli capire cos’è che conta davvero.
Gus van Sant ci delizia con un’opera che non è certamente un capolavoro, ma sicuramente è molto originale. Le immagini, le musiche, le frasi, addirittura i vestiti e le azioni più insolite dei due personaggi sono suggestivi e piacevoli. Il regista riesce a trovare il giusto equilibrio tra drammatizzazione, dolcezza e ironia, forse manca in certi tratti di intensità. Ciò non toglie che sia un film che valga la pena di essere visto almeno una volta.
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doni64
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venerdì 9 marzo 2012
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film drammatico toccante
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Film drammatico incentrato sul tema amore.La trama intesessante..coinvolgente per la sua innata drammaticita'..buona l' interpretazione degli attori principali specie della ragazze che..sepur poco addentrata nel suo ruolo di vittima riesce a spuntarla per la sua semplicita' d'animo.Ottima la conclusione seppur tristemente attiva ma lascia una traccia profonda al pubblico...nel complesso un film che lascia qualcosa.Voto 7+/ 8.00(bello o quasi)
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kyotrix
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giovedì 1 marzo 2012
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carino
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Un po' sottotono all'inizio, ma si riprende. Leggerino sotto alcuni punti di vista, ma va bene cosi'.
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osteriacinematografo
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giovedì 1 marzo 2012
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un sorprendente gus van sant
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In un tempo che pare sospeso, Enoch, un ragazzo cupo e silenzioso, vagabonda per la città in cerca di morti da vegliare, osservare, scrutare; egli frequenta i funerali cittadini quotidianamente, alla ricerca di un segno, di un particolare, di una risposta. Durante un servizio funebre incontra Annabel, una ragazza vivace e intrigante che comprende subito l’estraneità del giovane al contesto, ma ne asseconda le mosse.
In un percorso che attraversa uno spazio che non è lo stesso in cui gli altri si muovono, i due adolescenti iniziano a conoscersi e si spogliano gradualmente dei propri segreti : Enoch ha perso i genitori in un terribile incidente d’auto da cui egli stesso si è miracolosamente salvato; deceduto per alcuni istanti, si è poi ripreso da un coma di tre mesi, trovando al risveglio Hiroshi, un kamikaze della seconda guerra mondiale che lo accompagna nelle sue divagazioni solitarie.
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In un tempo che pare sospeso, Enoch, un ragazzo cupo e silenzioso, vagabonda per la città in cerca di morti da vegliare, osservare, scrutare; egli frequenta i funerali cittadini quotidianamente, alla ricerca di un segno, di un particolare, di una risposta. Durante un servizio funebre incontra Annabel, una ragazza vivace e intrigante che comprende subito l’estraneità del giovane al contesto, ma ne asseconda le mosse.
In un percorso che attraversa uno spazio che non è lo stesso in cui gli altri si muovono, i due adolescenti iniziano a conoscersi e si spogliano gradualmente dei propri segreti : Enoch ha perso i genitori in un terribile incidente d’auto da cui egli stesso si è miracolosamente salvato; deceduto per alcuni istanti, si è poi ripreso da un coma di tre mesi, trovando al risveglio Hiroshi, un kamikaze della seconda guerra mondiale che lo accompagna nelle sue divagazioni solitarie. Anabel invece è una malata di tumore terminale che tenta di vivere quel che le resta con disincanto, coraggio e una spiccata e vorace curiosità verso il mondo naturale.
Dunque la morte, sfiorata o vissuta, passata o prossima, accomuna un’amicizia che diviene amore: Enoch e Annabel vivono la loro storia in modo doloroso ma non patetico, interpretando in modo originale un tempo ristretto ma prezioso, inscenando persino la morte di lei, quasi ad esorcizzare un evento che i due sentono addosso e affrontano con naturalezza. Enoch ha conosciuto il buio della morte, trascorre il tempo con il fantasma di un uomo che ha scelto di morire per la patria, e frequenta la morte dei funerali per riscattare il fatto di non aver salutato degnamente il padre e la madre; Annabel invece ha una data di scadenza, ha la forza della consapevolezza di un evento certo e ineluttabile, e si accosta con grazia e garbo alla morte e alle persone che soffrono per lei, citando sovente quello strano uccellino che ogni sera all’imbrunire crede di morire, e poi al mattino si risveglia e canta la follia di una vita che non si aspetta.
L’opera possiede una dolcezza naturale e spontanea, come se non fosse frutto dell’artificio cinematografico: c’è il dolore ma non la disperazione che spesso caratterizza film simili, c’è una storia essenziale e priva delle componenti enfatiche e ampollose del melodramma. Gus Van Sant sorprende per la scelta di genere: conserva il suo stile e non eccede mai, mostrando un amore poetico che della morte si nutre, tanto che i due protagonisti vivono una loro vita parallela, trasognata, tanto fugace quanto intensa.
I due attori sono eccellenti: Mia Wasikowska si conferma su standard notevoli, e la sua figura esile si muove con forza e leggerezza sulla scena; l’esordiente Henry Hopper invece stupisce per la presenza/assenza che riesce a donare al suo personaggio, per la sua vaga ed elusiva imperscrutabilità, per quello sguardo enigmatico che non par provenire da un ragazzo di vent’anni, per la postura del corpo a tratti bizzarra, per quel sorriso ambiguo e tentennante che riempie lo spazio e sostituisce le parole che Enoch avrebbe dovuto pronunciare al funerale di Annabel.
Poco prima del precipizio finale, la Morte chiede alla Vita: “Ce la farai?” – La Vita non ne è certa, e scuote il capo in senso obliquo.
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blinkato
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mercoledì 29 febbraio 2012
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brutto
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Assolutamente da non vedere...molto brutto come film. che peccato.
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rosario velardi
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martedì 28 febbraio 2012
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la morte come componente della vita
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Amo particolarmente Van Sant, in questo suo nuovo film riprende un argomento a lui molto caro, l'universo adolescenziale, lo aveva fatto molto bene in Paranoid park ma anche in Elephant man.
L'amore che resta è un film "dolcissimo" su come la vita possa essere vissuta intensamente anche quando la morte è dietro l'angolo. I due protagonisti conosciutosi ad un funerale scoprono di avere entrambi un rapporto particolare con la morte, l'imminente morte di lei non farà da ostacolo a una storia d'amore intensa e tipicamente adolescenziale. Il film conoscendo la filmografia di Van Sant si snoda su una trama probabilmente prevedibile ma altamente emotiva con la solita tipicità dei suoi film, è un regista che ha sempre amato l'universo giovanile, questa volta lo fa con questa bella storia d'amore che sa emozionare e accrescere la stima per il suo lavoro.
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Amo particolarmente Van Sant, in questo suo nuovo film riprende un argomento a lui molto caro, l'universo adolescenziale, lo aveva fatto molto bene in Paranoid park ma anche in Elephant man.
L'amore che resta è un film "dolcissimo" su come la vita possa essere vissuta intensamente anche quando la morte è dietro l'angolo. I due protagonisti conosciutosi ad un funerale scoprono di avere entrambi un rapporto particolare con la morte, l'imminente morte di lei non farà da ostacolo a una storia d'amore intensa e tipicamente adolescenziale. Il film conoscendo la filmografia di Van Sant si snoda su una trama probabilmente prevedibile ma altamente emotiva con la solita tipicità dei suoi film, è un regista che ha sempre amato l'universo giovanile, questa volta lo fa con questa bella storia d'amore che sa emozionare e accrescere la stima per il suo lavoro.
Ottima interpretazione di due attori poco più che ventenni, a volte i film più belli sono interpretati da non necessariamente professionisti.
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nalipa
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lunedì 27 febbraio 2012
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van san....... delicato?
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In quanto da Gus Van Sant il pubblico non si aspetta certo "La delicatezza"
Ok. dato l'argomento ossia la morte durante l'aolescenza é stato riguardevole da parte del regista tanto garbo....ma siccome proprio la morte ritengo non sia mai garbata... pensavo che avrebe trattato l'argomento in modo più definito ....
M A G N I F I C I entrambi i protagonisti.... che meritavano un film più coraggioso.
Straordinaria la somiglianza con il padre di Henry hopper.
E' comunque un film che si guarda volentieri in attesa della scena di svolta ...che non arriva!
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binda
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mercoledì 8 febbraio 2012
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una storia d'amore
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E' un film profondo che ci insegna come si può convivere con la morte.
E' un inno alla vita, alla gioia di vivere.
Una storia delicata, dolcissima tra due adolescenti in difficoltà che si interrogano sul tema della morte.
Lo spaesato Enoch che a causa di un incidente rimane orfano e ritorna alla vita dopo tre mesi di coma.
Annabel che ha un cancro, sa di dover morire ma vuole vivere la sua breve esistenza felice fino all'ultimo istante.
Enoch a Annabel si incontrano casualmente e decidono di rendere indimenticabile il poco tempo che resta loro da sperimentare insieme.
Enoch si vota all'amore e si apre alla vita.
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E' un film profondo che ci insegna come si può convivere con la morte.
E' un inno alla vita, alla gioia di vivere.
Una storia delicata, dolcissima tra due adolescenti in difficoltà che si interrogano sul tema della morte.
Lo spaesato Enoch che a causa di un incidente rimane orfano e ritorna alla vita dopo tre mesi di coma.
Annabel che ha un cancro, sa di dover morire ma vuole vivere la sua breve esistenza felice fino all'ultimo istante.
Enoch a Annabel si incontrano casualmente e decidono di rendere indimenticabile il poco tempo che resta loro da sperimentare insieme.
Enoch si vota all'amore e si apre alla vita. Una vita che alla fine chiederà il conto ma che gli concederà la bellezza del ricordo di momenti meravigliosi.
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