NEWS |
Premi che recuperano la memoria e arretrano la rappresentazione del presente.
lunedì 27 febbraio 2012 - Giancarlo Zappoli
La notte degli Oscar si è conclusa con una premiazione che, come sempre accade con gli Academy Awards, non è tanto importante per il fatto che una statuetta sia andata o meno a questo o a quel film ma piuttosto per un altro (e complessivamente più significativo) motivo. Ogni anno Hollywood, con questa serata, ci comunica una tendenza o, perlomeno, un'attenzione specifica. Ci dice cioè l'orizzonte verso cui le major stanno puntando lo sguardo.
Non preoccupatevi. Non vedremo nel prossimo futuro solo film muti in bianco e nero o rievocazioni dei bei tempi andati in cui immergerci grazie alla 'magia' del 3D.
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NEWS |
Martin Scorsese miglior regista, premio alla carriera a Morgan Freeman.
lunedì 16 gennaio 2012 - Nicoletta Dose
I protagonisti della 69a edizione dei Golden Globes, che si è tenuta ieri sera al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, sono stati proprio i grandi favoriti, Paradiso amaro di Alexander Payne (miglior pellicola drammatica) e The Artist (miglior commedia o musical) di Michel Hazanavicius. Durante una serata di glamour e lusso, il conduttore Ricky Gervais ha smorzato i toni dispensando battute al vetriolo (Natalie Portman è stata definita "patetica"), scherzato con il cane protagonista di The Artist e sentenziando che i "Golden Globes stanno agli Oscar come Kim Kardashian sta a Kate Middleton".
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FOCUS |
Parigi e Il sogno di mezzanotte.
lunedì 12 dicembre 2011 - Pino Farinotti
Assumo la nota strofetta, sostituendone il soggetto: meno male che Woody c'è. La bella notizia è che Midnight in Paris ci sia, la buona novella è che sia in testa al box office. La gente ha gradito e, presumibilmente, capito. Non è così automatico il successo di Allen, che è per lo più "critico", raramente anche al botteghino. "Midnighit" è un collettore, una summa, felici: cultura e spettacolo combinati al meglio.
È opinione comune, in realtà è più di un'opinione è un fatto, che la Parigi degli anni Venti valesse Atene del quarto secolo avanti Cristo e Firenze del Rinascimento.
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APPROFONDIMENTI |
Midnight in Paris, struggente miniatura di un professionista.
lunedì 5 dicembre 2011 - Roy Menarini
Baciato da un ottimo successo nel primo weekend italiano, Midnight in Paris conferma quanto di buono raccolto negli Stati Uniti, dove Woody Allen non guadagnava così bene da tempi immemorabili. Le trasferte del regista newyorkese appaiono non solo redditizie, ma anche molto intelligenti. Un esito del tutto meritato. Sgombriamo infatti il campo dalla noiosa questione del pro o contro Allen, e dagli schieramenti che militano rispettivamente nella squadra del “Woody è da tempo un pensionato” e “Woody è di nuovo lui”.
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GALLERY |
Le foto della commedia parigina di Woody Allen.
lunedì 28 novembre 2011 - a cura della redazione
Woody Allen, Midnight in Paris e il suo solito intreccio. La storia scritta (e diretta) dal maestro di Manhattan, questa volta, verte sulle vicende di una famiglia, in Francia per affari, e di due futuri sposi; tutti impegnati in esperienze che cambieranno le loro vite. Ma il film è anche altro: è la storia d'amore di un uomo per una città, Parigi; oltre che la testimonianza di quanto sia illusoria l'idea che vivere un'altra vita possa portare ad una maggiore felicità.
Midnight in Paris è l'omaggio di Woody Allen alla capitale francese, che paragona per certi versi alla sua città natale: “Naturalmente tifo New York perché sono nato e cresciuto lì, ma se non vivessi a New York, Parigi sarebbe la mia città d’adozione”.
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INTERVISTE |
Il regista americano inaugura il Festival con Midnight in Paris.
mercoledì 11 maggio 2011 - Ilaria Ravarino
Il pubblico del Festival può tirare il fiato: Woody ce l’ha fatta. Atteso in Croisette come una sorta di monumento vivente, il maestro Woody Allen ha presentato oggi con discreto successo il suo Midnight in Paris, film d’apertura del Festival di Cannes. Per la pellicola nessun entusiasmo, piuttosto un generico e condiviso apprezzamento, come una specie di sospiro di sollievo collettivo di fronte al 42º film di un regista amatissimo ma (comprensibilmente) stanco. L’opinione che serpeggia nei corridoi del Palais, inconfessabile, è che in fondo nessuno si aspetti più un capolavoro dall’uomo che in gioventù produsse la miglior commedia americana: Midnight in Paris ha inaugurato il Festival, ha strappato qualche risata, insomma è andato in porto senza colpo ferire.
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Moretti e Sorrentino alla kermesse, De Niro presidente della giuria.
martedì 1 marzo 2011 - Nicoletta Dose
Il cinema italiano è in crisi? La domanda rimbomba, senza trovare risposta, nei dibattiti intellettuali dei maggiori critici cinematografici, nelle chiacchiere tra novelli cinefili e in ogni occasione festivaliera che si presenti. Quest'ultime, se sono a Venezia, Cannes o Berlino, garantiscono rassegne contraddistinte dal tocco d'autore, e prendervi parte è una fervida dimostrazione di vitalità. Se alla Berlinale 2011 l'Italia ha presenziato solo fuori concorso, con la commedia Qualunquemente e Gianni e le donne, alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes, che si terrà dall'11 al 22 maggio prossimi, ritorna da protagonista con alcune tra le più interessanti proposte dell'anno.
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È nelle librerie il dizionario realizzato in collaborazione con MYmovies.it.
mercoledì 19 dicembre 2012 - Rossella Farinotti
Nell'edizione 2013 si evolvono alcuni dei codici tradizionali del "Farinotti". Fermo restando quello primario, "dalla parte del pubblico" ne rilevo un altro, importante: la vedibilità a posteriori, la resistenza al tempo. È indubbio che il dizionario, nelle stagioni ultime e penultime, sia stato molto severo nell'attribuzione del giudizio massimo, le cinque stelle. Dal 1979, che contiene due titoli Apocalypse Now e Il cacciatore, la massima attribuzione è toccata a Blade Runner (1981) e a Manhattan (1981).
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Compie 50 anni anche L'angelo sterminatore di Buñuel, capolavoro del cinema e dell'arte.
martedì 13 novembre 2012 - Rossella Farinotti
"Ma perché non riescono ad andarsene? Non capisco." Così risponde Luis Buñuel (Adrien de Van), perplesso, allo sceneggiatore americano Gil (Owen Wilson) che gli suggerisce una storia per un nuovo film. Woody Allen nel suo Midnight in Paris ironizza su e con il grande autore del cinema surrealista proprio rispetto a uno dei suoi capolavori: L'Angelo sterminatore, del 1962.
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Artista immenso, grande attore, tanto cinema.
martedì 25 settembre 2012 - Rossella Farinotti
Inaugurata a Milano, a Palazzo Reale, una mostra che può essere definita storica, su Pablo Picasso. Quando si tratta di un grande nome in una retrospettiva, nei tempi recenti si tende ad essere un po' scettici sulla qualità e sulla completezza della mostra. Non è questo il caso: sono presenti 200 lavori dal Museo Picasso di Parigi, dunque opere che fanno testo. Con un richiamo, in sala delle Cariatidi, su grande schermo, alla Guernica, il capolavoro che nel 1953 fu portato a Milano proprio dallo stesso Picasso, oggi considerato troppo delicato per il trasporto.
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Come la mamma e la zia, cercando di scordare Ernest.
martedì 14 agosto 2012 - Rossella Farinotti
Il nome Hemingway è un incanto e una tragedia. Ernest è uno scrittore eterno, un nome perenne, è come se fosse sempre vivo. Il concetto è lo stesso che può riguardare una Marilyn. Woody Allen, nel suo Midnight in Paris ne ha rilucidato la memoria, con simpatia e passione, giocando anche sulle sue debolezze, come quella mania di battersi con tutti, per uno spirito competitivo senza uguali. In un locale di Parigi Ernest, dopo aver parlato di letteratura, si alza di scatto, mostra i pugni e urla “chi vuole battersi con me?” Questa è una citazione recente, adesso ce n’è una del momento, e non è riferita a Ernest, ma a un’altra Hemingway, Dree, pronipote dello scrittore, protagonista di Starlet, film presentato a Locarno.
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Nove nomination per entrambi i film. Nastro dell'anno ai Taviani.
lunedì 4 giugno 2012 - Luca Volpe
È nel corso di una cerimonia all'insegna della sobrietà, priva del red carpet in segno di rispetto delle vittime del terremoto in Emilia, che il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) ha reso note le candidature ai prossimi Nastri d'argento, prestigiosi riconoscimenti giunti quest'anno alla loro 66esima edizione. Saranno soprattutto due, Romanzo di una strage e Magnifica presenza, entrambi con 9 candidature, i film che il prossimo 30 giugno, al Teatro Antico di Taormina (con differita televisiva su Raiuno il 14 luglio), si contenderanno la vittoria nelle principali categorie.
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Passeggiata immaginaria del regista newyorkese. Di Pino Farinotti.
lunedì 30 aprile 2012 - Pino Farinotti
In Manhattan, Woody Allen si pronuncia in una appassionata dichiarazione d'amore verso New York, la sua città. Nel testo fuori campo, incipit del film, connotando il protagonista, cioè se stesso, dopo alcuni tentativi con didascalie complicate e astratte, trova la giusta formula: "Era di New York e lo sarebbe sempre stato."
New York "è" dunque Woody, che poi nel tempo ha viaggiato, esplorando altre città.
E ogni città la faceva sua, secondo storie diverse, ma sempre col denominatore della passione e dell'assunzione.
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La delusione di To Rome With Love: qualche riflessione.
domenica 22 aprile 2012 - Roy Menarini
Sono pochi i critici disposti a difendere l’ultimo film di Woody Allen con la foga che giustamente è stata utilizzata per l’ottimo Midnight in Paris o per il beffardo Basta che funzioni. Stavolta, la sensazione è quella di un’opera in cui qualcosa è andato decisamente storto, e dove i requisiti minimi di intelligenza, brillantezza, ingegno di scrittura sembrano annegare in una sabbia mobile dove l’espertissimo regista newyorkese non immaginava certo di finire. Ma, al di là di queste innegabili e condivise sensazioni, si può provare a ragionare nel dettaglio sulle cause del disastro? Anzitutto, per noi italiani il pasticcio viene enfatizzato dall’effetto di straniamento dato da doppiaggio e attori nostrani.
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A Hugo Cabret cinque premi tecnici, per Dante Ferretti la terza statuetta.
lunedì 27 febbraio 2012 - Robert Bernocchi
Potrebbe essere ricordata come la cerimonia più noiosa della storia (almeno recente) degli Oscar. Magari non è avvenuto nulla di imbarazzante, nessun numero che rivedremo tra vent'anni su YouTube al livello di Rob Lowe che duetta con Biancaneve, come avvenuto negli anni Ottanta. Ma certo che, per varie ragioni, era difficile trattenere gli sbadigli e non solo per l'ora tarda. Una serata che qualcuno aveva cercato di rovinare in anticipo riportando delle dichiarazioni di Mark Wahlberg, che ha sostenuto di avere un amico alla società che si occupa dello scrutinio dei voti e quindi di conoscere in anticipo i risultati.
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Hugo e The Artist si contendono la statuetta. Tra gli attori è sfida tra Clooney e Pitt.
martedì 24 gennaio 2012 - Robert Bernocchi
In una corsa così attesa come l'Oscar (e che viene preannunciata da molti premi), è difficile che avvengano tante sorprese. Quest'anno, il numero di scelte anomale è rimasto basso, ma ci sono sicuramente delle notizie importanti. Per esempio, il fatto che titoli come The Tree of Life (che è stato nominato anche come miglior regista, Terrence Malick) e Molto forte, incredibilmente vicino siano entrati nei nove film che si giocheranno l'Oscar maggiore. Continua »
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E lasciamoci commuovere. Di Pino Farinotti.
lunedì 23 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Nel luglio del 1942, tredicimila ebrei vennero richiusi al Vélodrome di'hiver di Parigi. Giorni di angosce in condizioni igieniche disastrose, uomini subito mandati nei campi, bambini separati dalle madri. Sappiamo cosa succedeva. Solo una minima parte di loro sopravvissero ai lager. Incredibilmente manca una documentazione storica della vicenda. Ai giorni nostri, un giovane cronista dice "strano, i nazisti documentavano tutto", il direttore gli risponde “non furono i nazisti, furono i francesi”.
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Le promesse per il 2012, con una sicurezza.
lunedì 2 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Il 2011 è trascorso, film, programmi, opinioni controverse, giudizi buoni e cattivi, box office, festival. La sensazione generale, anche legata alla depressione generale, è che ci lasciamo alle spalle qualcosa che ha pesato, che ha prodotto più infelicità che felicità. Anche se qualcosa di buono c'è stato e, ricorrendo all'artificio della memoria immediata, estraggo alcuni titoli buoni, magari privilegiando il nostro cinema con Habemus papam di Moretti e Che bella giornata di Nunziante, con Zalone.
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Il soccorso non ci viene dal nostro cinema.
lunedì 19 dicembre 2011 - Pino Farinotti
Comincio con uno stralcio del mio libro "Storie di cinema".
"All’inizio degli anni Trenta, quando l'America, e il resto del mondo, soffrivano della famosa crisi economica, il presidente Roosevelt accettò di buon grado che Hollywood giocasse il suo ruolo più adeguato, quello di fabbrica dei sogni, quello di grande-anestetico-per-il-momento. Astaire-Rogers e Walt Disney furono fra i maggiori eroi di quella contingenza. I due ballerini nerobiancovestiti, erano agili come schizzi, eleganti più dei cigni, sorridenti a oltranza, affrancati dell'eterno happy end, e cantavano le canzoni, sempre felici, dei più grandi compositori, Gershwyn, Kern, Porter, Berlin.
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Bene anche The Descendants, The Help e Le idi di marzo.
giovedì 15 dicembre 2011 - Robert Bernocchi
Sono sempre stati bollati come un premio che fa molta attenzione alle star, a scapito di artisti meno conosciuti ma più meritevoli. Inutile dire che i Golden Globes non si smentiscono neanche questa volta, visto che tutti i candidati sono prestigiosi e conosciuti. Certo, qualche scelta (come Brendan Gleeson) magari è intrigante, ma inutile sperare di vedere qui interpreti e film di nicchia. Continua »
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Oltre 2500 pagine e 400 nuovi film per la 16a edizione del dizionario.
domenica 11 dicembre 2011 - a cura della redazione
L'edizione 2012 del Farinotti si presenta ancora una volta come punto di riferimento per chiunque si interessi alla settima arte. Pino Farinotti, Rossella Farinotti e Giancarlo Zappoli presentano il nuovo volume, quest'anno arricchito di circa 400 nuovi film per oltre 2500 pagine di giudizi sul cinema.
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Ligabue – Campovolo e The Artist tra le uscite del weekend.
venerdì 9 dicembre 2011 - Robert Bernocchi
Come capita sempre in questo periodo dell'anno, il secondo weekend di dicembre è fatto di uscite di scarso valore commerciale. Può sembrare strano, considerando che siamo vicini al Natale e quindi ai maggiori incassi nei botteghini, ma tutti i cavalli di razza (commedie italiane, cartoni, grandi film americani) arriveranno solo tra sette giorni. Il motivo è semplice: tutti cercano di essere posizionati al meglio per sfruttare i ricchissimi giorni che arrivano dopo il Natale e per questo cercano di non disperdere pubblico esordendo troppo presto e rischiando poi di perdere sale nel momento topico dell'anno.
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L'inaugurazione di stasera con L'arte di vincere di Bennett Miller.
venerdì 25 novembre 2011 - Nicoletta Dose
Il cinema di qualità e lo sguardo rivolto ai grandi autori. Il Torino Film Festival rappresenta anche quest'anno una vetrina dedicata alla settima arte che offre agli spettatori, non solo una varietà di proposte culturali, ma anche un momento di riflessione sull'importanza sociale del cinema. La 29a edizione prende dalle opere del passato la filmografia del regista americano Robert Altman e la ripropone integralmente, dai primi lavori degli anni Cinquanta all'ultimo capolavoro Radio America diretto nel 2006.
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Presentata oggi la 29. edizione della rassegna piemontese.
giovedì 10 novembre 2011 - Luca Volpe
Saranno sedici, di cui due italiani, i film in concorso alla ventinovesima edizione del Torino Film Festival. La rassegna – in programma dal 25 novembre al 3 dicembre – è stata presentata questa mattina a Roma dal direttore Gianni Amelio (al suo terzo appuntamento) e dalla sua vice Emanuela Martini. Presente all'evento anche il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino. A difendere i colori italiani saranno Carlo Virzì, fratello di Paolo, e l'esordiente Mateo Zoni. Il primo presenterà al Festival la sua opera seconda, I più grandi di tutti, con Alessandro Roja, Claudia Pandolfi e Marco Cocci.
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INTERVISTE |
Medusa presenta i film che vedremo prossimamente al cinema.
martedì 28 giugno 2011 - Ilaria Ravarino
Il trailer più originale è quello di Leonardo Pieraccioni, che prega per il suo film circondato da un gruppo di suore innamorate del bel Thyago Alves. Il più improvvisato quello di Ficarra e Picone, per una pellicola che ancora non ha nemmeno il titolo ma «agli esercenti italiani, che sono i migliori del mondo, piacerà». E ancora il trailer-cortometraggio di Benvenuti al Nord, uno sketch che fa il verso al celebre «Noio volevàn savoir» di Totò, Peppino e la... malafemmina, o le prime immagini con doppiaggio italiano di This must be the place di Paolo Sorrentino.
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NEWS |
Dopo Londra, Barcellona e Parigi, il regista ha scelto l'Italia.
giovedì 14 aprile 2011 - Marlen Vazzoler
Quarantuno film in quarantadue anni. Non si può negare che Woody Allen, ormai alla soglia degli ottant'anni, sia uno dei registi più prolifici in circolazione. Dopo aver raccontato la propria città natale, New York, nella maggior parte dei suoi film, dal 2005 il regista ha ambientato quasi tutte le sue ultime pellicole in Europa: Londra (Match Point, Scoop, Sogni e delitti, Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni), Barcellona (Vicky Cristina Barcelona) e Parigi (Midnight in Paris).
Il regista ha rivelato il motivo di questa scelta durante la conferenza stampa di Basta che funzioni, l'ultimo suo film girato a New York: “Stavo per fare il mio prossimo progetto a New York (Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, ndr.
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NEWS |
I film di Sorrentino e Moretti in concorso alla Croisette.
giovedì 14 aprile 2011 - Nicoletta Dose
Le gambe di Faye Dunaway sono "dei compassi che misurano il mondo, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia". Così soleva dire Bertrand ne L'uomo che amava le donne di François Truffaut, ed è la frase alla quale si è probabilmente ispirato il regista e fotografo Jerry Schatzberg che ha ritratto Faye Dunaway nel manifesto ufficiale di Cannes 2011, in programma dall'11 al 22 maggio prossimi.
Un tocco di eleganza e femminilità che ammanta la kermesse della tradizionale raffinatezza intellettuale.
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