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mrvyrus
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sabato 19 maggio 2012
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uno dei più brutti allen
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delusione quasi totale, salvato da quel tocco del maestro che si sente minimante. Storia noiosa,incasinata non afferrabile dal grande pubblico e attori poco ispirati. Non avrei mai detto che avrei spento un sui film dopo mezz'ora per poi finirlo a fatia in un paio di giorni! riguardatevi 1000 volte Match point piuttosto!
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no_data
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mercoledì 16 maggio 2012
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woody allen è sempre woody allen
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Considerare questo un film è puro eufemismo, ma se proprio dobbiamo, direi chè un film di fantascienza comico.
Fantascienza per l'assurdità della storia, anche se scagli la prima pietra chi non è mai stato attratto dalla possibilità di tornare indietro nel tempo, per rivivere diversamente la propria vita nel passato, perchè non contento del proprio presente. E questo è quello che ci presenta Woody Allen nella storia del personaggio principale che vagabonda la notte a Parigi, e, come una novella cenerentola al contrario, è dopo mezzanotte che riesce a incontrare personaggi importanti del passato scrittori e pittori. L'errore che fa il regista, però è quello di non rimanere fedele allo stereotipo di un "provaci ancora Sam", geniale film comico, ma cerca di spostarsi senza riuscirci su tematiche serie.
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Considerare questo un film è puro eufemismo, ma se proprio dobbiamo, direi chè un film di fantascienza comico.
Fantascienza per l'assurdità della storia, anche se scagli la prima pietra chi non è mai stato attratto dalla possibilità di tornare indietro nel tempo, per rivivere diversamente la propria vita nel passato, perchè non contento del proprio presente. E questo è quello che ci presenta Woody Allen nella storia del personaggio principale che vagabonda la notte a Parigi, e, come una novella cenerentola al contrario, è dopo mezzanotte che riesce a incontrare personaggi importanti del passato scrittori e pittori. L'errore che fa il regista, però è quello di non rimanere fedele allo stereotipo di un "provaci ancora Sam", geniale film comico, ma cerca di spostarsi senza riuscirci su tematiche serie. Il retaggio di vecchia data c'è sempre, però, e cosa fa? prende un attore comico Owen Wilson, che non riesce mai a scrollarsi di dosso quell'aurea di eterno stupido e lo mette a recitare a piacimento. Chiaramenteil film, così facendo, risuta surreale e comico . Un voto da 1 a 10? Direi sicuramente meno venti a Woody Allen e un 8 a Owen , anche se qui non è affatto adatto al ruolo.
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liuk!
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giovedì 10 maggio 2012
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eccellente sceneggiatura
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Pellicola che merita appieno i premi ricevuti. Ad una grande sceneggiatura originale si affianca una regia attenta, colta ed a tratti surreale che affascina gli spettatori con splendide scene e dialoghi mai banali. Veramente uno splendido lavoro.
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vandamme84
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sabato 5 maggio 2012
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ne carne ne pesce
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un film che non è assolutamente nè carne nè pesce. storia piuttosto ridicola, dal trailer mi aspettavo tutto un'altro film. invece un film assolutamente scialbo, che non sa di niente, con una storia di fantasia.
un film che si può vedere solo in mancanza di alternative.
ma fa pensare il fatto di quanto l'istinto da pecora sia diffuso tra gli italiani. un film che a molti è piaciuto perchè altri dicevano che era bello...
mah... ma del resto questa è l'italia, con la maggior parte delle persone completamente prive di una propria coscienza: l'importante è copiare quello che fanno gli altri
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rescart
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sabato 5 maggio 2012
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opera della maturità
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E’ questa l’intenzione che Allen manifesta di avere sulla base di almeno un paio di indizi. Il primo è quando il protagonista, ottimamente interpretato da un Owen Wilson nei panni mimetici di Woody attore, racconta a Buñuel la trama di un film che non solo non ha ancora realizzato, ma mostra di non avere ancora sufficiente maturità artistica per concepirlo. Il secondo è la scelta del regista americano di realizzare subito dopo questo film il raffazzonato ed infelice “To Rome with love”, quasi a voler sottolineare il fatto di aver appena raggiunto un vertice artistico difficilmente ripetibile (almeno in tempi brevi). Non sempre talento e maturità vanno a braccetto, come fu nel caso di Bunuel.
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E’ questa l’intenzione che Allen manifesta di avere sulla base di almeno un paio di indizi. Il primo è quando il protagonista, ottimamente interpretato da un Owen Wilson nei panni mimetici di Woody attore, racconta a Buñuel la trama di un film che non solo non ha ancora realizzato, ma mostra di non avere ancora sufficiente maturità artistica per concepirlo. Il secondo è la scelta del regista americano di realizzare subito dopo questo film il raffazzonato ed infelice “To Rome with love”, quasi a voler sottolineare il fatto di aver appena raggiunto un vertice artistico difficilmente ripetibile (almeno in tempi brevi). Non sempre talento e maturità vanno a braccetto, come fu nel caso di Bunuel. Allen aveva già dimostrato con Manhattan di avere talento da vendere, ora che quel talento si sposa con la maturità, o almeno dichiara di volersi sposare con essa, il risultato non è all’altezza delle aspettative. Ma come suol dirsi, tutto è relativo. Nei confronti del talento di Allen le aspettative sono altissime e ovviamente è lui il primo ad essere consapevole di ciò. Di qui la trama del film, il cui senso ultimo è quello di relativizzare la stessa grandezza artistica. Per quanto di talento possa essere un regista e artista come Woody Allen, non sarà mai possibile disporre di uno strumento di misurazione assoluto. Per chi vive oggi la Parigi degli degli anni venti potrà sembrare il non plus ultra esattamente come per chi è vissuto allora poteva sembrarlo la Belle Epoque, e per chi visse in quest’ultimo periodo storico potrebbe sembrare il Rinascimento italiano. Nessuna lezione potrebbe essere più azzeccata, sia dal punto di vista di un americano a Parigi che soffre di un innato complesso di inferiorità nei confronti della vecchia Europa, sia dal nostro punto di vista che forse soffriamo al contrario di un simmetrico complesso di superiorità. Di qui forse anche la scelta degli attori, il cui curricolo artistico non è certo di altissimo livello. Ma come si diceva prima, tutto è relativo.
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doc57
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domenica 22 aprile 2012
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lo sbalzo temporale non è tutto
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La comicità di Allen non trova spazio in un film ove ciò che viene rappresentato è già stato realizzato (e probabilmente meglio) da altri. La porta del tempo era molto più originale in Kate & Leopold, pellicola che gradevolmente accompagna lo spettatore verso una commedia garbata e godibile sul contrasto fra due diverse epoche. Manca totalmente un pizzico di avventura come in Timeline, cosa che taglia la fetta "famiglia" dalla visione homevideo. Manca infine la forza di una storia d'amore come quella proiettata in un "diverso futuro possibile" come in The Familiy Man, che riesce a coinvolgere lo spettatore nonostante il faccione inespressivo di N.
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La comicità di Allen non trova spazio in un film ove ciò che viene rappresentato è già stato realizzato (e probabilmente meglio) da altri. La porta del tempo era molto più originale in Kate & Leopold, pellicola che gradevolmente accompagna lo spettatore verso una commedia garbata e godibile sul contrasto fra due diverse epoche. Manca totalmente un pizzico di avventura come in Timeline, cosa che taglia la fetta "famiglia" dalla visione homevideo. Manca infine la forza di una storia d'amore come quella proiettata in un "diverso futuro possibile" come in The Familiy Man, che riesce a coinvolgere lo spettatore nonostante il faccione inespressivo di N. Cage. Al termine della visione è lecito domandarsi se il film non fosse "targato Allen" a quale settore di pubblico potrebbe essere rivolto: forse a promessi sposi in procinto di "rivedere" criticamente la loro promessa...
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ashtray_bliss
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giovedì 12 aprile 2012
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film a due livelli: buona l'idea*risultato confuso
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Woody e' una firma, un marchio o meglio un 'sigillo' di garanzia. Le sue opere sono geniali e brillanti e solitamente trasmettono un messaggio ben piu' profondo di quello superficiale. Anche l'idea di partenza di questo movie e' simpatica e originale (ma non brillante, visto il fatto che l'idea di percorrere il passato e' stata proposta ripetutivamente nella storia del cinema). Un uomo a mezzanotte in punto, a Parigi, una citta' "magica" per eccellenza, incontra il passato. Ma non un passato qualsiasi, bensi gli anni '20, gli anni dove tutti i grandi della letteratura e dell'arte si radunavano a Parigi. Cosi, Gil, scrittore frustrato e a corto di idee nonostante sia sempre in cerca di creativita' e nuovi spunti letterari, si imbatte "magicamente" in quella che lui considera "l'epoque d'or".
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Woody e' una firma, un marchio o meglio un 'sigillo' di garanzia. Le sue opere sono geniali e brillanti e solitamente trasmettono un messaggio ben piu' profondo di quello superficiale. Anche l'idea di partenza di questo movie e' simpatica e originale (ma non brillante, visto il fatto che l'idea di percorrere il passato e' stata proposta ripetutivamente nella storia del cinema). Un uomo a mezzanotte in punto, a Parigi, una citta' "magica" per eccellenza, incontra il passato. Ma non un passato qualsiasi, bensi gli anni '20, gli anni dove tutti i grandi della letteratura e dell'arte si radunavano a Parigi. Cosi, Gil, scrittore frustrato e a corto di idee nonostante sia sempre in cerca di creativita' e nuovi spunti letterari, si imbatte "magicamente" in quella che lui considera "l'epoque d'or". Cosi avra' l'opportunita'di incontrare e addirittura confrontarsi con i suoi idoli: Hemingway, Fitzgerald, T.S. Eliot, Dali, Picasso...Questa avventura gli fara' capire chi e' lui veramente e gli dara' la carica e creativita' necessaria per proseguire il suo romanzo, oltre che realizzare che lui e la donna che sta per sposare non hanno in realta' nulla in comune e nemmeno si amano.
Il film, si evolve in due livelli-diversi-ma paralleli i quali si incontrano in un punto-cardine comune: il protagonista Gil. I livelli, invece, che costituiscono l'intera pellicola sono due:
1. Il confronto-scontro tra l'epoca moderna e il passato. Nessuno e' mai contento o appagato di vivere in una determinata epoca storica. Questo genera una nostalgia verso il passato, le epoche che non sono state mai vissute ma solo tramandate (per mezzi letterari sopratutto, ma grazie all'Arte universalmente). In ogni epoca storica, prevale la nostalgia del passato. In effeti, cio' e' quello che accomuna gran parte dei protagonisti: Gil, Adriana-che rimpiange la Belle Epoque, Gabrielle-che conosce perfettamente i grandi della musica degli anni '20.
2. Il secondo livello, meno evidente e al quale viene dato minor spazio all'interno del film e' : il confronto tra personalita' opposte e tutto quello che ne deriva (o ne dovrebbe derivare) : dallo scontro culturale a quello economico. Cosi, attorno a Gil ruotano dei personaggi che mettono in evidenza il perpetuo confronto-scontro tra persone diverse: La ragazza di Gil, Inez, ne e' un esempio lampante. Non si preoccupa della importanza che ha la letteratura nel universo di Gil, e' superficiale e le interessano solamente i ristoranti costosi, e i negozzi che vendono articoli preziosi come gli antiquari. Per lei, Parigi di notte, vuol dire ballare mentre per per Gil vuol dire incontrare il passato con tutta la nostalgia e creativita' che accompagna questo evento. Ad Inez, piace celebrare una vita ricca e spensierata mentre Gil rappresenta la ricerca e l'amore verso le grandi opere passate. In effetti queste diversita' verrano a galla durante la loro permanenza a Parigi e segneranno la fine del loro rapporto a fine viaggio. Al contempo pero' lui stesso e' messo a confronto con personalita' differenti appunto perche' provengono da epoche diverse con punti di vista differenti. Personalita' che hanno tutto(=passione per l'arte e la letteratura) e nulla (diversi punti di vista, e diverse epoche storiche nelle quali vivono e agiscono) in comune con Gil.
Il risultato finale appare pero' abbastanza confuso e non all'altezza dell'idea di partenza. Risulta un movie godibile ma non eccezionale. Brillanti i dialoghi e la fotografia.
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alexmolle
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mercoledì 4 aprile 2012
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grandissimo woody allen!
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Non aspettatevi un film divertente. Il film è molto serio e poetico, ambientato in una Parigi magnifica. Woody Allen, ancora una volta, non delude.
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francescoambrosino
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lunedì 19 marzo 2012
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un altro capolavoro del grande woody
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"Siamo dei nani sulle spalle dei giganti". Potrebbe essere questa la frase migliore per descrivere il capolavoro di Woody Allen "Midnight in Paris". La frase, generalmente attribuita a Newton, fu pronunciata in realtà per la prima volta da Bernardo di Chartres, filosofo francese del XII secolo. Secondo la sua teoria, noi siamo come nani che siedono sulle spalle dei giganti, ed in questo modo possiamo vedere molto più in là in quanto sollevati e innalzati dalla loro grandezza.
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"Siamo dei nani sulle spalle dei giganti". Potrebbe essere questa la frase migliore per descrivere il capolavoro di Woody Allen "Midnight in Paris". La frase, generalmente attribuita a Newton, fu pronunciata in realtà per la prima volta da Bernardo di Chartres, filosofo francese del XII secolo. Secondo la sua teoria, noi siamo come nani che siedono sulle spalle dei giganti, ed in questo modo possiamo vedere molto più in là in quanto sollevati e innalzati dalla loro grandezza. In pratica, oggi non saremmo quello che siamo se non ci avessero preceduto popoli, culture e tradizioni.
Il personaggio di Gil, interpretato da un sorprendentemente bravo Owen Wilson, sembra condividere in pieno questo pensiero. Sceneggiatore di successo ad Hollywood, Gil desidera dedicarsi alla letteratura e trasferirsi definitivamente a Parigi, dove si trova con la futura moglie Inez per incontrare i suoceri. L' amore per la città, l'arte, la musica e la cultura che si respirano passeggiando per le sue strade, lo rapiscono. Letteralmente. Infatti, una sera, dopo una sbornia, Gil si ritrova solo a vagare per le strade della città. Si siede sui gradini di una chiesa, ed allo scoccare della mezzanotte la Parigi diventa magica. Un' auto degli anni venti si ferma davanti a lui ed i passeggeri lo invitano a unirsi a loro. Inizia così un meraviglioso viaggio nella Parigi degli anni '20, periodo da lui idolatrato. E durante questa sua avventura, incontrerà i personaggi che lo hanno maggiormente ispirato nella sua vita: Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald in compagnia di Zelda, Gertrude Stein, Salvador Dalí, Pablo Picasso, Henri Matisse, Thomas Stearns Eliot, Luis Buñuel, il torero Juan Belmonte, Man Ray, Cole Porter. Insomma, il sogno di ogni scrittore e artista del mondo.
Ogni sera, alla stessa ora, Gil si immerge in questo mondo, vivendo le esperienze più profonde della sua vita ed interrogandosi sul senso delle scelte compiute fino a quel momento. E mentre vive il suo sogno di felicità, ben lontano da una vita matrimoniale sciatta vissuta in una California arida, vede maturare i suoi sentimenti per Adriana, compagna di Picasso ed in passato dell'italiano Modigliani, interpretata dalla meravigliosa Marion Cotillard. In sua compagnia, vivrà un illuminante viaggio nella Parigi della Belle Epoqué, periodo da lei considerato come la vera età dell'oro della città. Così, immersi nell'atmosfera del Maxim's incontrano Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin e Edgar Degas, che invece rimpiangono il Rinascimento. Questo viaggio farà capire a Gil di quanto sia inutile vivere nel ricordo di un passato felice. L'importante, è vivere il proprio tempo senza rimpianti. Così, lasciata finalmente la sua fidanzata Inez, passeggiando per le strade della città, incontra una ragazza conosciuta al mercato delle pulci. Con lei, finalmente, può passeggiare in compagnia sotto la pioggia per le strade di Parigi. La città che ama. Nel suo presente.
Un film da vedere, rivedere, da amare. Anche per chi non ama Woody Allen.
www.francescoambrosino.blogspot.com
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chaoki21
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domenica 18 marzo 2012
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un fiasco di idee !
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Woody Allen sbanda, verso la pallosità estrema.
Tutti ci aspetteremmo fuochi d'artificio, suspense, al meno una risata da un film di Woody ! Sogni da esaudire per il compleanno, non si è visto niente di tutto ciò.
Sperò che questo non sia il nuovo Allen ne sono terrorizzato all'idea.
Il film presenta belle idee poco utilizzate e sfruttate, che si indirizza verso un palosissimo spot publicitario della città di Parigi. Eccessivamente lento. Un'altro elemento da considerare, la sua ripetizione narratrice senza efetto, si arriva a conoscere grandi artisti che non ci dicono niente, non ci sorprendono, ci annoiano ! L'idea del finale è molto carina e la morale che c'è dietro.
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Woody Allen sbanda, verso la pallosità estrema.
Tutti ci aspetteremmo fuochi d'artificio, suspense, al meno una risata da un film di Woody ! Sogni da esaudire per il compleanno, non si è visto niente di tutto ciò.
Sperò che questo non sia il nuovo Allen ne sono terrorizzato all'idea.
Il film presenta belle idee poco utilizzate e sfruttate, che si indirizza verso un palosissimo spot publicitario della città di Parigi. Eccessivamente lento. Un'altro elemento da considerare, la sua ripetizione narratrice senza efetto, si arriva a conoscere grandi artisti che non ci dicono niente, non ci sorprendono, ci annoiano ! L'idea del finale è molto carina e la morale che c'è dietro.
Film per dissucupati che non hanno niente da fare ne da perdere.
Hermes Malavasi
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