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molenga
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martedì 10 aprile 2012
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un'ottima commedia
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Ecco una bella commedia, che tratta il tema della malattia riusscendo a far ridere senza volgarità, mai scontato. Gran parte del merito va agli interpreti, gordon-levitt è proprio bravo. bella la scelta della colonna sonora...il brano originale del film, invece, sempbra un plagio da "l'isola di wight"...molto godibile
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astromelia
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lunedì 9 aprile 2012
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la leggerezza della malattia
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dico no ai film del genere che trattano temi profondi come le malattie gravi, alla maniera americana,cioè favolizzate al negativo con tanto di finale guardacaso tutto rose e fiori,come se fosse bere un caffè al bar...ma andiamo,chiedetelo a quelli che il cancro ce l'hanno ora se gli va di cazzeggiare come nei film,un pò di dignità,neanche la houston mi ha convinto,per non parlare della terapista più giovane del paziente giovane che poi e come volevasi dimostrare s'innamora del paziente....chiedetelo a freud
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annu83
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sabato 17 marzo 2012
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sofferenza e amicizia, ironia e leggerezza...
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E poi magari capita che inizi a vedere un film senza nemmeno troppa convinzione, e passati i primi 10 minuti ti ritrovi incollato allo schermo sperando che vada avanti ancora parecchio, senza mai calare di qualità, perchè quello che stai guardando, e che troppo prematuramente avevi sottovalutato nella trama e nel cast, si sta rivelando un film davvero degno di occupare il (poco) tempo che hai a disposizione.
Potrebbe essere questa la sintesi di questo "50 e 50", un film che tratta un argomento "difficile" con la semplicità, la razionalità e l'immediatezza dei numeri, quel "50" che rappresenta la cruda percentuale di possibilità di salvarsi da un male tanto grave come il cancro, e con la delicatezza di un guanto setato che ti accarezza il viso, lasciandoti una piacevole sensazione di morbidezza e calore.
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E poi magari capita che inizi a vedere un film senza nemmeno troppa convinzione, e passati i primi 10 minuti ti ritrovi incollato allo schermo sperando che vada avanti ancora parecchio, senza mai calare di qualità, perchè quello che stai guardando, e che troppo prematuramente avevi sottovalutato nella trama e nel cast, si sta rivelando un film davvero degno di occupare il (poco) tempo che hai a disposizione.
Potrebbe essere questa la sintesi di questo "50 e 50", un film che tratta un argomento "difficile" con la semplicità, la razionalità e l'immediatezza dei numeri, quel "50" che rappresenta la cruda percentuale di possibilità di salvarsi da un male tanto grave come il cancro, e con la delicatezza di un guanto setato che ti accarezza il viso, lasciandoti una piacevole sensazione di morbidezza e calore. Il tutto condito da una gradevole dose di ironia messa lì a sdrammatizzare ed ammorbidire, senza togliere credibilità, il tutto.
Adam (un finalmente scintillante Joseph Gordon-Levitt) è un ragazzo poco più che venticinquenne che lavora in radio con il suo migliore amico, va a correre regolarmente e si mantiene in forma, non beve, non fuma, fa la differenziata (ed è strabiliante la naturalezza del tono con la quale lo confida al dottore per giustificare il fatto che non sia possibile che una disgrazia come il cancro capiti proprio a lui), si ferma ai semafori e non tradisce la compagna. Sembra sia tutto a posto nella sua pur non divertentissima vita, ma come un fulmine a ciel sereno gli viene disgnosticato un tumore maligno alla colonna vertebrale. E da lì tutto cambia, in famiglia, in amore, in amicizia.
Ecco, oltre alla malattia, sono questi i 3 argomenti portanti del film, sviscerati tutti con estrema puntualità e ironia, ma non senza serietà e realismo.
Il rapporto di Adam con la madre (Anjelica Huston), già alle prese con un marito malato; o ancora quello con la sua ragazza (Bryce Dallas Howard) dalla quale verrà tradito e dalla quale verrà ricontattato in cerca di perdono; ma soprattutto il rapporto, all'apparenza strano e superficiale, col suo migliore amico Kyle (un ottimo Seth Rogen), che sembrerebbe il classico opportunista disposto a sfruttare la malattia di Adam solo per rimorchiare ragazze, e che si dimostrerà inceve, a più riprese, affidabile e fedele, capace di stargli accanto nella malattia e di smascherare i tradimenti della compagna. Particolarmente significativa la scena in cui Adam scopre un libro sul cancro in bagno di Kyle, che evidentemente aveva così a cuore la vita dell'amico da informarsi privatamente sulla malattia. Un film sull'amicizia, quella vera e dissimulata, reso leggero e non patetico da un brillante ed oltremodo ironico Rogen, che riesce a tenere, con un'ottima interpretazione, la pellicola sempre sul binario giusto, anche quando ci sarebbe il pericolo di perdersi.
Un film assolutamente privo di retorica, dove i buoni sentimenti ci sono, ma sono trattati con estrema naturalezza, senza perdersi in inutili scene forzatamente strappalacrime.
E poi l'immancabile lieto fine, portato in dote da una brava Anna Kendrick nei panni di Katie, la terapista di Adam, giovane e bella, appena lasciata dal suo ragazzo, che entrerà pian piano nel cuore e nei pensieri di Adam, fino all'epilogo non scritto, ma facilmente immaginabile e facilmente piacevole.
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queenb
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mercoledì 7 marzo 2012
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bellissimo
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E' probabilmente tra i migliori film che abbia visto negli ultimi tempi. Riesce ad affrontare un tema delicato come il cancro senza mai cadere nel melodrammatico o nello stucchevole. Il lieto fine c'è ma non è scontato e soprattutto è sudato, conquistato dopo un percorso duro in cui lo spettatore si immerge totalmente. Si lotta, ci si arrabbia e si cade nello sconforto insieme ad Adam. La sceneggiatura è fantastica, gli attori brillanti e se anche in alcuni punti la telecamera ondeggia leggermente, è un peccato veniale.
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theclubber88
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lunedì 5 marzo 2012
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commovente e introspettivo
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Il film narra la storia di Adam che, non ancora 30enne, si vede diagnosticato un rarissimo tipo di cancro alla colonna vertebrale. Per lui la diagnosi è un fulmine a ciel sereno: non fuma, non beve e ha una vita sana (come saggiamente suggerisce la sequenza di apertura), ma la vita a volte sa essere molto imprevedibile.
Inizia così ad affrontare la realtà, aiutato in una certa misura dal suo migliore amico Kyle, un tipo strano che utilizza la malattia di Adam per rimorchiare le ragazze. Quando il rapporto di Adam con la sua ragazza si spezza, Kyle cercherà di tirarlo su di morale, ma il decorso della malattia sarà piuttosto pesante.
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Il film narra la storia di Adam che, non ancora 30enne, si vede diagnosticato un rarissimo tipo di cancro alla colonna vertebrale. Per lui la diagnosi è un fulmine a ciel sereno: non fuma, non beve e ha una vita sana (come saggiamente suggerisce la sequenza di apertura), ma la vita a volte sa essere molto imprevedibile.
Inizia così ad affrontare la realtà, aiutato in una certa misura dal suo migliore amico Kyle, un tipo strano che utilizza la malattia di Adam per rimorchiare le ragazze. Quando il rapporto di Adam con la sua ragazza si spezza, Kyle cercherà di tirarlo su di morale, ma il decorso della malattia sarà piuttosto pesante.
La pellicola è liberamente inspirata alla vera storia di Will Reiser, ovvero lo sceneggiatore del film. Il cast è composto da stelle in ascesa, da Joseph Gordon-Levitt a Seth Rogen, da Bryce Dallas Howard (figlia di Ron Howard) a Anna Kendrick. C'è spazio anche per Anjelica Huston che interpreta la madre di Adam. Il resto è più o meno contorno.
Gli ultimi 15 minuti del film sono fra i più emozionanti e commoventi che abbia mai visto al cinema, l'interpretazione di Gordon-Levitt è superlativa, immedesimato alla perfezione nei panni di un uomo distrutto dalla malattia e dalla difficoltà di vivere. Lo spettatore è portato ad empatizzare al massimo con Adam.
Ovviamente il fatto che si pianga nel finale non implica la necessità che siano per forza lacrime di dolore....
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tiamaster
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lunedì 5 marzo 2012
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tema delicato affrontato bene.
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50 e 50 è un film che affronta bene e con ironia un tema molto delicato,alternando lacrime e risate (amare).Durante la visione le battute arrivano anche in momenti piuttosto tristi,questo potrebbe dare fastidio a qualcuno,ma se lo si vede con l'ottica giusta si scopre che 50 e 50 non è un film brutale,anzi,affronta il delicatissimo tema in modo ironico ma senza mai togliere la drammaticità al film,e senza mai prendere sottogamba niente.Molto bravi gli attori in special modo anjelica huston,grande attrice.Bello,divertente e fà riflettere.
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shebangsthedrums
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lunedì 13 febbraio 2012
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quasi perfetto.
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Questo film è basato su una storia vera, la vita di Will Reiser.
La vita di Adam Lerner (interpretato in maniera magistrale da Joseph Gordon-Levitt), viene sconvolta dalla terribile, scoperta di una rara forma di cancro.
Su internet, cerca informazioni sulla sua malattia e scopre di aver un cinquanta percento di possibilità di sopravvivere.
Da qui in poi, ci si aspetterebbe la solita e drammatica vicenda, del povero ragazzo che fa la chemio.
Il film invece, è anche una commedia, dove con l'aiuto dell'amico Kyle, (interpretato da Seth Rogen) la malattia sembra quasi secondaria, o un "mezzo" per rimorchiare.
Adam conosce la giovanissima terapista (interpretata da Anna Kendrik), che nonostante la sua poca dimestichezza nel mestiere, lo aiuterà a superare i suoi problemi.
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Questo film è basato su una storia vera, la vita di Will Reiser.
La vita di Adam Lerner (interpretato in maniera magistrale da Joseph Gordon-Levitt), viene sconvolta dalla terribile, scoperta di una rara forma di cancro.
Su internet, cerca informazioni sulla sua malattia e scopre di aver un cinquanta percento di possibilità di sopravvivere.
Da qui in poi, ci si aspetterebbe la solita e drammatica vicenda, del povero ragazzo che fa la chemio.
Il film invece, è anche una commedia, dove con l'aiuto dell'amico Kyle, (interpretato da Seth Rogen) la malattia sembra quasi secondaria, o un "mezzo" per rimorchiare.
Adam conosce la giovanissima terapista (interpretata da Anna Kendrik), che nonostante la sua poca dimestichezza nel mestiere, lo aiuterà a superare i suoi problemi.
E' un film molto commovente, ma non in quel modo banale con cui si spaccia il dolore, in alcuni film, qui si vede un dolore "serio" che non ti fa provare pietà per il protagonista.
Consiglio questo film, che non ha la solita fine triste, che tutti si aspetterebbero.
Non si becca cinque stelle, perché si poteva risparmiare questo ipotetico inizio di storia d'amore tra il protagonista e la terapista.
C'è da dire anche, ottimo cast.
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nemomnis
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domenica 1 gennaio 2012
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un ottimo titolo, che riflette e fa riflettere
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Non sarà stato un successo commerciale, e probabilmente lo vedremo con difficoltà nelle sale italiane, ma "50/50" fa parte di quella serie di ottimi film che è necessario vedere.
La tematica con cui si affronta il problema del cancro nella pellicola è leggera, arguta e toccante, stimolando una profonda riflessione sul senso della malattia e del modo con cui essa stravolge la vita.
Un film da vedere senza alcuna ombra di dubbio.
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gclavideos
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domenica 4 dicembre 2011
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struggente leggerezza
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Fare ridere al cinema sta diventando sempre più difficile. Un certo tipo di pubblico è stufo del solito cinema, della solita farsa, della solita volgarità.
Probabilmente fare commuovere è leggermente meno impegnativo ma...
Immaginate un film in cui dolore e gioia, tristezza e ironia, morte e amore si trovano sapientemente miscelati in un cocktail dalle emozioni forti, esplosive.
Immaginate un film che fa ridere di cuore parlando di cancro, in cui la comicità non è forzata, le situazioni sono reali e la drammaticità della malattia è raccontata con toccante leggerezza, struggente verosimiglianza.
Immaginate una "solida" armonia distrutta con poche parole.
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Fare ridere al cinema sta diventando sempre più difficile. Un certo tipo di pubblico è stufo del solito cinema, della solita farsa, della solita volgarità.
Probabilmente fare commuovere è leggermente meno impegnativo ma...
Immaginate un film in cui dolore e gioia, tristezza e ironia, morte e amore si trovano sapientemente miscelati in un cocktail dalle emozioni forti, esplosive.
Immaginate un film che fa ridere di cuore parlando di cancro, in cui la comicità non è forzata, le situazioni sono reali e la drammaticità della malattia è raccontata con toccante leggerezza, struggente verosimiglianza.
Immaginate una "solida" armonia distrutta con poche parole.
Immaginate, continuate ad immaginare ma...io vi consiglio di cuore di andare a vedere.
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