NEWS |
Stasera alle 21.30 in streaming su MYmovies, dal 4 aprile disponibile in DVD.
domenica 1 aprile 2012 - a cura della redazione
Dopo aver abbandonato la letteratura, Marcel Marx, ex scrittore e noto bohémien, sbarca il lunario facendo il lustrascarpe. Ha scelto di ritirarsi nella cittadina portuale di Le Havre, dove col tempo si è costruito una vita modesta ma tranquilla. Fino al giorno in cui, per caso, non incontra il giovane Idrissa, profugo di colore diretto in Inghilterra. È in quel momento che decide di dare una svolta alle sue giornate e, grazie al suo inguaribile ottimismo, di provare ad aiutare quel ragazzo. Non accade spesso che il cinema europeo affronti il tema della crisi che ha portato alla questione irrisolta dei profughi.
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FOCUS |
I sogni e la poetica di Kaurismäki. Di Pino Farinotti.
lunedì 5 dicembre 2011 - Pino Farinotti
Aki Kaurismäki è un piccolo miracolo del cinema. Con un paradosso felice, virtuoso, perché "piccolo" si coniuga con grande. Perché lui non ha bisogno di 3D, effetti speciali, impatti di horror, animazione, violenza, battute da (pseudo) commedia italiana. Semplicemente gli bastano esseri umani che fanno piccole cose, che con lui diventano grandi cose. Il concetto vale anche per le storie, che da piccole diventano grandi. Appunto. E trasforma l'apparentemente banale in profondità di significati e poetiche.
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APPROFONDIMENTI |
Con Miracolo a Le Havre, Aki Kaurismaki coniuga questioni profonde e poetica personale.
lunedì 28 novembre 2011 - Roy Menarini
Con Miracolo a Le Havre si ripropongono i soliti dibattiti intorno alla pigrizia del cinema d'autore. Il film, pur apprezzato unanimemente dalla critica, appare come il distillato più limpido della poetica di Aki Kaurismaki. Pur nella sua escursione francese – che si ricollega a Vita da Bohème di cui questo film è tecnicamente il seguito – l'autore ripropone una volta di più il linguaggio disossato e essenziale divenuto negli anni la sua cifra riconoscibile. Kaurismaki è uno di quei registi di cui si può riconoscere l'inquadratura appena la si vede, senza nessun rischio di confonderne l'attribuzione.
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VIDEO |
In esclusiva su MYmovies una clip del film di Aki Kaurismäki.
giovedì 24 novembre 2011 - Nicoletta Dose
Mancano i soldi e manca il futuro. Il protagonista di Miracolo a Le Havre, il film di Aki Kaurismäki, presentato con successo allo scorso Festival di Cannes e presto al 29° Torino Film Festival (dove il regista finlandese riceverà il Gran Premio Torino dalle mani del premio Oscar Penelope Cruz), è un uomo in là con l'età. Ma il destino lo fa incontrare con un ragazzino in fuga da una terra straniera e dilaniata dalle guerre interne. I due, spaesati e solitari, appartenenti a generazioni diverse ma in qualche modo molto simili, si trovano così a condividere un momento intenso della vita e a sperare in un futuro 'miracoloso'.
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GALLERY |
Da Aki Kaurismäki un film sulla solidarietà tra i popoli.
giovedì 24 novembre 2011 - a cura della redazione
Come sostiene il regista Aki Kaurismäki, non accade molto spesso che il cinema europeo affronti il tema della crisi economica, politica e soprattutto morale che ha portato alla questione dei profughi. Ed è proprio per questo – stando alle sue parole – che ha deciso di scrivere e dirigere Miracolo a Le Havre, film sulla speranza e sulla fratellanza ambientato nella città portuale dell'alta Normandia.
È lì che, in una sorta d'esilio volontario, si è ritirato ormai da tempo l'ex scrittore bohémien Marcel Marx (André Wilms).
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Il film di Giordana chiude le revisioni. Di Pino Farinotti
lunedì 2 aprile 2012 - Pino Farinotti
Il film di Marco Tullio Giordana, dopo 43 anni di abnorme dialettica, chiude, almeno per ora, la traiettoria della comunicazione, delle interpretazioni, delle riletture, della revisioni di quel 12 dicembre 1969. Potendo il cinema sorpassare la verità, che comunque non è mai stata trovata, ecco che possono essere attivate le legittime licenze del cinema. Naturalmente occorre procedere con prudenza, perché, anche se una verità documentata non esiste, esistono comunque milioni di documenti e i margini di invenzione devono essere disegnati con grande attenzione.
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NEWS |
The Artist in testa con dieci candidature. Premio alla carriera a Kate Winslet.
venerdì 27 gennaio 2012 - Nicoletta Dose
Anche gli Oscar francesi puntano su The Artist. Dopo le dieci nomination ricevute dall'Academy, il film di Michel Hazanavicius raddoppia e ottiene altre dieci candidature ai premi César 2012, giunti quest'anno alla 36a edizione. Durante la cerimonia di premiazione del prossimo 24 febbraio, a contendersi la vittoria come miglior film francese dell'anno saranno in gara anche Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki, Polisse di Maïwenn Le Besco, Dichiarazione di guerra di Valérie Donzelli e
L'Exercice de l'Etat di Pierre Schoeller.
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E lasciamoci commuovere. Di Pino Farinotti.
lunedì 23 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Nel luglio del 1942, tredicimila ebrei vennero richiusi al Vélodrome di'hiver di Parigi. Giorni di angosce in condizioni igieniche disastrose, uomini subito mandati nei campi, bambini separati dalle madri. Sappiamo cosa succedeva. Solo una minima parte di loro sopravvissero ai lager. Incredibilmente manca una documentazione storica della vicenda. Ai giorni nostri, un giovane cronista dice "strano, i nazisti documentavano tutto", il direttore gli risponde “non furono i nazisti, furono i francesi”.
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FOCUS |
Le promesse per il 2012, con una sicurezza.
lunedì 2 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Il 2011 è trascorso, film, programmi, opinioni controverse, giudizi buoni e cattivi, box office, festival. La sensazione generale, anche legata alla depressione generale, è che ci lasciamo alle spalle qualcosa che ha pesato, che ha prodotto più infelicità che felicità. Anche se qualcosa di buono c'è stato e, ricorrendo all'artificio della memoria immediata, estraggo alcuni titoli buoni, magari privilegiando il nostro cinema con Habemus papam di Moretti e Che bella giornata di Nunziante, con Zalone.
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FOCUS |
Il soccorso non ci viene dal nostro cinema.
lunedì 19 dicembre 2011 - Pino Farinotti
Comincio con uno stralcio del mio libro "Storie di cinema".
"All’inizio degli anni Trenta, quando l'America, e il resto del mondo, soffrivano della famosa crisi economica, il presidente Roosevelt accettò di buon grado che Hollywood giocasse il suo ruolo più adeguato, quello di fabbrica dei sogni, quello di grande-anestetico-per-il-momento. Astaire-Rogers e Walt Disney furono fra i maggiori eroi di quella contingenza. I due ballerini nerobiancovestiti, erano agili come schizzi, eleganti più dei cigni, sorridenti a oltranza, affrancati dell'eterno happy end, e cantavano le canzoni, sempre felici, dei più grandi compositori, Gershwyn, Kern, Porter, Berlin.
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NEWS |
Oltre 2500 pagine e 400 nuovi film per la 16a edizione del dizionario.
domenica 11 dicembre 2011 - a cura della redazione
L'edizione 2012 del Farinotti si presenta ancora una volta come punto di riferimento per chiunque si interessi alla settima arte. Pino Farinotti, Rossella Farinotti e Giancarlo Zappoli presentano il nuovo volume, quest'anno arricchito di circa 400 nuovi film per oltre 2500 pagine di giudizi sul cinema.
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APPROFONDIMENTI |
Un finlandese noir, serissimo, ma dall'ironia spietata.
mercoledì 23 novembre 2011 - Mauro Gervasini
Un grand hotel di Milano, 11 del mattino. Qui intervistammo Aki Kaurismäki, in Italia per il lancio di L'uomo senza passato (2002). Sul tavolino una dozzina di birre, tutte consumate, e un'infinità di mozziconi di sigarette. Un'ora di parole fitte, senza mai neanche avvicinarsi al vero oggetto della conversazione, il film. Il finlandese noir, all'epoca residente in Portogallo, serissimo ma dall'ironia spietata, incrocia i nostri furori cinefili, in particolare il noir americano, il polar francese, Bresson, Melville.
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Presentata oggi la 29. edizione della rassegna piemontese.
giovedì 10 novembre 2011 - Luca Volpe
Saranno sedici, di cui due italiani, i film in concorso alla ventinovesima edizione del Torino Film Festival. La rassegna – in programma dal 25 novembre al 3 dicembre – è stata presentata questa mattina a Roma dal direttore Gianni Amelio (al suo terzo appuntamento) e dalla sua vice Emanuela Martini. Presente all'evento anche il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino. A difendere i colori italiani saranno Carlo Virzì, fratello di Paolo, e l'esordiente Mateo Zoni. Il primo presenterà al Festival la sua opera seconda, I più grandi di tutti, con Alessandro Roja, Claudia Pandolfi e Marco Cocci.
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Presentata oggi la 29. edizione della rassegna piemontese.
giovedì 10 novembre 2011 - Luca Volpe
Saranno sedici, di cui due italiani, i film in concorso alla ventinovesima edizione del Torino Film Festival. La rassegna – in programma dal 25 novembre al 3 dicembre – è stata presentata questa mattina a Roma dal direttore Gianni Amelio (al suo terzo appuntamento) e dalla sua vice Emanuela Martini. Presente all'evento anche il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino. A difendere i colori italiani saranno Carlo Virzì, fratello di Paolo, e l'esordiente Mateo Zoni. Il primo presenterà al Festival la sua opera seconda, I più grandi di tutti, con Alessandro Roja, Claudia Pandolfi e Marco Cocci.
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NEWS |
Malick e Kaurismaki i principali favoriti per la Palma d'Oro.
domenica 22 maggio 2011 - Ilaria Ravarino
Vittoria ex aequo per "Un Certain Regard", salgono sul gradino più alto del podio il maestro coreano Kim Ki-Duk con l'autobiografico Arirang e il tedesco Andreas Dresen con il doloroso stop in corsa su un malato terminale di tumore. Intanto Malick, Kaurismaki, Refn, Hazanavicius sono i quattro nomi dati per vincitori a poche ore dal Palmares ufficiale, che sarà rivelato questa sera a Cannes durante la cerimonia di premiazione in sala Debussy. Favoriti per la Palma d’Oro The tree of life di Terrence Malick, film atteso e molto amato nonostante la spiazzante deriva metafisica, e Le Havre di Aki Kaurismaki, capace di riscuotere un più largo spettro di consensi senza tuttavia accendere identiche passioni.
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NEWS |
The Tree of Life, l'evento più potente dall'inizio del Festival.
martedì 17 maggio 2011 - Ilaria Ravarino
Bâtard, bouffon, fils de chienne», «You fuckin’ idiot», e ancora «Misokkasu», «Imbecil de mierda», e l’italianissimo «cornuto». Cronaca di una mattina al Palais di Cannes, proiezione di The Tree of Life di Terrence Malick, una fila di inferociti accreditati si spintonano per accaparrarsi gli ultimi posti in sala. Le porte si chiudono alle 8:10 e la babele di lingue diventa un colorito coro di insulti. Sadici sobillatori spargono voci tendenziose: hanno fatto entrare settimanali e siti internet lasciando fuori i quotidiani.
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NEWS |
I film di Sorrentino e Moretti in concorso alla Croisette.
giovedì 14 aprile 2011 - Nicoletta Dose
Le gambe di Faye Dunaway sono "dei compassi che misurano il mondo, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia". Così soleva dire Bertrand ne L'uomo che amava le donne di François Truffaut, ed è la frase alla quale si è probabilmente ispirato il regista e fotografo Jerry Schatzberg che ha ritratto Faye Dunaway nel manifesto ufficiale di Cannes 2011, in programma dall'11 al 22 maggio prossimi.
Un tocco di eleganza e femminilità che ammanta la kermesse della tradizionale raffinatezza intellettuale.
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