Las Acacias

Un film di Pablo Giorgelli. Con Germán de Silva, Nayra Calle Mamani, Hebe Duarte, Monica Coca, Lili Lopez Drammatico, durata 85 min. - Argentina, Spagna 2011. - Cineclub Internazionale uscita giovedì 3 ottobre 2013. MYMONETRO Las Acacias * * * - - valutazione media: 3,34 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,34/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
Il film ha vinto il premio Camera d'Or come miglior opera prima al Festival di Cannes 2011.
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primo piano
Miglior opera prima a Cannes 2011, un'opera di profonda sensibilità
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Ruben è un camionista che si è recato in Paraguay per rilevare un carico di legname. Il suo datore di lavoro gli ha chiesto di dare un passaggio a Jacinta che si rivela essere una giovane madre con una figlia di 5 mesi al seguito. La meta è Buenos Aires. Il silenzio domina nell'abitacolo dell'autoveicolo ma piano piano viene intaccato da poche frasi e gesti di reciproca fiducia.
Alla fine della visione del film molti, magari non avendo grandi competenze in ambito botanico, potrebbero chiedersi il perché del titolo. Le acacie sono alberi duri e dalla corteccia spinosa e non è un caso che la prima inquadratura del film documenti l'abbattimento delle piante. Ruben è come un'acacia, indurito superficialmente da una vita di cui lascia trapelare solo qualche dettaglio. E, anche se addolcita da un sorriso coinvolgente, un po' così è anche Jacinta che circa a metà film darà una non risposta alla domanda che tutti gli spettatori si saranno posta: chi è il padre della bambina? Camera d'Or (cioè premio alla migliore opera prima) a Cannes 2011 il film di Pablo Giorgelli è dettato da una profonda sensibilità che coinvolge sia il versante maschile che quello femminile (non è un caso che al montaggio al suo fianco ci sia stata la moglie a scegliere con lui i campi e controcampi giusti di cui il film si nutre). Perché questa è un'opera che può mostrare e dimostrare come il cinema possa fare un uso accorto oppure disastroso dei silenzi e dei cosiddetti tempi morti.
Quanti film ognuno di noi ha visto in cui i silenzi rappresentavano solo una pretesa paraintellettualistica e i tempi morti erano davvero tali perché nulla interveniva a offrirne il senso? In questo caso la memoria cinefila va invece a un modello troppo spesso dimenticato o imitato maldestramente: Robert Bresson. Il grande regista affermava: " Il cinema sonoro ha inventato il silenzio." e "Ripresa. Angoscia di non lasciar sfuggire nulla di ciò che intravedo appena, di quel che forse ancora non vedo e potrò vedere soltanto più tardi".
Las Acacias può essere sintetizzato in queste due frasi. Perché in esso il silenzio diventa uno spazio fisico che potrebbe segnare una insuperabile distanza tra due esseri umani che siedono a pochi centimetri l'uno dall'altra oppure un territorio da conquistare con pudore palmo a palmo e poco per volta. Ma anche ciò che si vede lascia percepire l'attenzione data al sentire dei due protagonisti con quell'angoscia bressoniana destinata a tramutarsi nello spettatore in una visione ulteriore in cui la piccolissima Anahi offre ai protagonisti, con il suo agire libero da ogni convenzione, un fragile ponte da attraversare per incontrarsi al di là di ogni possibile retorica.

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Premi e nomination Las Acacias

premi
nomination
Festival di Cannes
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Il camionero argentino e la piccola dea guaranì

mercoledì 15 giugno 2011 di Riccardo Tavani

Rubén è un camionero veterano, duro e silenzioso come gli enormi tronchi di legno che deve trasportare con il suo vecchio bisonte della strada da Asunción del Paraguay a Buenos Aires. Questa volta, però, non solo tronchi deve caricare, ma anche una donna che il suo committente gli ha raccomandato. La donna, dai tratti meticci e il cui nome è Giacinta, si presenta all’appuntamento anche lei con un suo piccolo carico particolare, oltre i due borsoni da viaggio. È una bambina, Anahí, dagli spiccati continua »

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Silenzi ricchi di emozione

martedì 1 maggio 2012 di donni romani

Camera d'Oro al Festival di Cannes per questo piccolo delicato intenso ed emozionante film scritto e diretto da Pablo Giorgielli. La storia è quella di Ruben, un camionista che trasporta legna fra il Paraguay e l'Argentina e che durante uno di questi viaggi, per fare un favore al suo datore di lavoro, deve dare un passaggio a Jacinta, una ragazza che vuole raggiungere Buenos Aires. L'incontro fra i due non nasce sotto i migliori auspici perchè Jacinta si presenta all'appuntamento continua »

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Silenzio che lascia spazio al cinema

lunedì 7 ottobre 2013 di MauroCioffi

La trama è semplicissima: un camionista argentino di mezz'età, apparentemente duro e indifferente, dà un passaggio ad una madre paraguaiana in cerca di lavoro e alla sua bambina di cinque mesi, in un viaggio dal Paraguay a Buenos Aires per trasportare un carico di legna di acacia. Al termine del percorso, il cuore del camionista si sarà intenerito per la donna Paraguayana, molto probabilmente ricambiato. Con una trama così, e un film che praticamente si svolge dentro un abitacolo, sarebbe potuta continua »

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"occhi neri occhi neri, assoluti e sinceri"

giovedì 3 ottobre 2013 di Ebru Erel

Il cinema, come la vita, è fatto di uomini. E questo film ne è la dimostrazione. La prova che non serve nient'altro, niente di più di quattro occhi che parlano fra di loro, anche se le bocche tacciono. In realtà, nel film, gli occhi sono sei. E due sono piccoli e neri. Sono quelli di una bimba, Anahí: simbolo purissimo dell'inconsapevolezza di tanta bellezza e importanza. Con lei, Jacinta, sua madre, e Rubén, camionista di mezza età che, continua »

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La neonata e il camionista Un piccolo grande film

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Quanto pesa una vita? Dipende. La vita di Rubén, camionista taciturno, pesa quanto il carico di tronchi che trasporta dal Paraguay all'Argentina sul suo autotreno (che vedremo per intero una sola volta). Almeno fino a quel momento. Ma quella che gli resta potrebbe essere leggera e sorridente come la bimba che prende in braccio quando accetta, per denaro, di portare oltre frontiera una ragazza madre. Esce finalmente, sottotitolato, il vincitore della caméra d'or a Cannes 2011. Un esercizio di rigore che accumula tensione emotiva, lavorando sulla durata, per sciogliersi nel finale struggente. »

Sulle strade dell'Argentina per ritrovare il sapore della vita

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Inaspettata storia del risveglio di sentimenti per le strade della pampa percorsa dai camion che trasportano tronchi (le acacie del titolo), un film talmente minimalista che ha bisogno di essere reinventato anche dallo spettatore. Dal Paraguay Rubén che ha fatto il carico al suo camion dà un passaggio a Jacinta fino a Buenos Aires. Cosa succede durante tutto il viaggio? Apparentemente niente, ovvero niente di quello che accadrebbe in un film nordamericano. Nessun agguato, nessuna fuga, nessuna aggressione, né sbandamenti. »

Las Acacias | Indice

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