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elycas5
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domenica 6 maggio 2012
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poesia visiva
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barbara_631
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giovedì 26 aprile 2012
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da vedere
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Ho solo in mente un: andate a vederlo. Toccante, senza pretese, delicatissimo....
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valentina scuderi
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mercoledì 11 aprile 2012
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"la laguna è femmina, il mare è maschio"
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Ho trovato il film molto bello, emozionante e commuovente. La storia, seppur triste, è raccontata con estrema dolcezza e sensibilità. A mio parere il regista è riuscito veramente bene a rappresentare quello che è il nostro occidente quotidiano, caratterizzato da una realtà complessa e da numerose problematiche: la principale è sicuramente il fenomeno dell'immigrazione cinese, continuamente in crescita ma, difficile da accettare, e ancor più da integrare. Da non sottovalutare la tematica del razzismo, alla quale si collegano stereotipi, pregiudizi, xenofobia, sfruttamento e discriminazione.
In questo caso la storia è basata sull'incontro e allo stesso tempo sullo scontro di diverse culture, apparentemente lontante, ma che si riescono ad avvicinare grazie a un elemento molto prezioso come quello della poesia.
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Ho trovato il film molto bello, emozionante e commuovente. La storia, seppur triste, è raccontata con estrema dolcezza e sensibilità. A mio parere il regista è riuscito veramente bene a rappresentare quello che è il nostro occidente quotidiano, caratterizzato da una realtà complessa e da numerose problematiche: la principale è sicuramente il fenomeno dell'immigrazione cinese, continuamente in crescita ma, difficile da accettare, e ancor più da integrare. Da non sottovalutare la tematica del razzismo, alla quale si collegano stereotipi, pregiudizi, xenofobia, sfruttamento e discriminazione.
In questo caso la storia è basata sull'incontro e allo stesso tempo sullo scontro di diverse culture, apparentemente lontante, ma che si riescono ad avvicinare grazie a un elemento molto prezioso come quello della poesia.
Da una parte abbiamo il personaggio di Li: giovane donna, che lavora in un laboratorio tessile romano per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All'improvviso viene trasferita a Chioggia, piccola città della laguna veneta, per lavorare come barista in un'osteria. Questa donna, caratterizzata da determinazione e coraggio, affronta il suo destino di immigrata ma si sente molto sola. E' da qui che nasce l'amicizia con Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici "il poeta", che da anni frequenta quella piccola osteria. La loro amicizia, però, è un'amicizia negata, che turba le due comunità: quella cinese e quella chioggiotta.
Li, è una donna che non può scegliere nè cosa fare nè con chi stare. Infatti non può avere rapporti con i residenti e se non rispetta questa regola, la fiducia si spezza, e tutti i sacrifici accumulati fino a quel momento verranno annullati.
Secondo me quest'amicizia è molto simbolica perchè in primis fa ragionare sulla stupidità e sull'ignoranza della gente che non la vede di buon occhio e pensa solo a sparlare; poi è molto significativa perchè rappresenta non solo il tentativo di integrazione da parte di Li, ma anche una speranza di cambiamento vissuta da un altro stesso immigrato, come Bepi, che la può comprendere benissimo.
I luoghi sono altrettanto significativi e simbolici: l'interno caratterizzato da stanze strette, cupe, tristi e decadenti; l'esterno rappresentato da un paesaggio naturale stupendo: l'immagine della laguna, il mare, le alpi, le barche, la casetta di legno sul mare...
Molto bella, l'immagine della poesia, che come un fiore luminoso sull'acqua, illumina di speranza la vita. Penso che questo film, attraverso la storia di questa giovane donna, sia riuscito perfettamente a rappresentare la nostra realtà quotidiana, evidenziandone sia gli aspetti negativi che quelli positivi. Per esempio, mi ha colpita molto la frase: " la laguna è femmina, il mare è maschio" perchè è molto simbolica; la laguna rappresenta la calma, la pazienza mentre il mare che è maschio è sempre in movimento. Valentina Scuderi
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nigel mansell
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domenica 18 marzo 2012
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quasi un documentario, meglio di un documentario
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Al di là di qualche scontato luogo comune ed è lì che la fiction prende il sopravvento sul documento è un film bello, vero e interessante. Battiston è come al solito superlativo anche se in una piccola parte e c'è anche il Paolini che non racconta ma osserva. Molto interessante la scelta delle lingue, italiano, cinese immagino mandarino e veneto. Bellissima la fotografia di una Chioggia che non immaginavo così bella. Conisgliato.
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elepuccia
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lunedì 5 marzo 2012
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speriamo mi possiate aiutare
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Ragazzi, cerco questo film da settimane..... nella mia zona non l'hanno trasmesso in nessun cinema...vorrei dunque sapere se siate a conoscenza o meno di un possibile dvd in libreria..magari alla Feltrinelli..... sono sicura che valga la pena vederlo..... grazie mille
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lunedì 5 marzo 2012
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Ragazzi, cerco questo film da settimane..... nella mia zona non l'hanno trasmesso in nessun cinema...vorrei dunque sapere se siate a conoscenza o meno di un possibile dvd in libreria..magari alla Feltrinelli..... sono sicura che valga la pena vederlo..... grazie mille
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francesca meneghetti
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martedì 13 dicembre 2011
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all'ombra dell'ultimo sole...
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"Io sono Li" così si presta ad una recensione comparativa, con riferimento “Terraferma” di Crialese. Entrambi si svolgono in località di mare, abbastanza chiuse e isolate, in cui si innestano elementi “estranei”. E' la nuda verità del presente, che i due film riprendono con una spiccata vocazione realistica, come già aveva fatto per un contesto montano Giorgio Dirittti (Il Vento fa il suo giro).
In entrambi i casi, di fronte agli stranieri (da una parte in odore di clandestinità, dall'altra di mafia), si delinea un conflitto nella comunità originaria: se i refrattari prevalgono, due figure solitarie non rinunciano all'umanità e al buon senso: sono due vecchi(e bellissimi) pescatori dalle “lanose gote”, quasi due incarnazioni del pescatore della canzone di De Andrè.
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"Io sono Li" così si presta ad una recensione comparativa, con riferimento “Terraferma” di Crialese. Entrambi si svolgono in località di mare, abbastanza chiuse e isolate, in cui si innestano elementi “estranei”. E' la nuda verità del presente, che i due film riprendono con una spiccata vocazione realistica, come già aveva fatto per un contesto montano Giorgio Dirittti (Il Vento fa il suo giro).
In entrambi i casi, di fronte agli stranieri (da una parte in odore di clandestinità, dall'altra di mafia), si delinea un conflitto nella comunità originaria: se i refrattari prevalgono, due figure solitarie non rinunciano all'umanità e al buon senso: sono due vecchi(e bellissimi) pescatori dalle “lanose gote”, quasi due incarnazioni del pescatore della canzone di De Andrè.
Entrambi sanno il valore delle cose e perciò sfidano i pregiudizi di amici e parenti (persino le leggi in “Terraferma”) trovandosi a proteggere due giovani madri, sole, in balia di ferree regole dettate dall'organizzazione che ne ha favorito l'immigrazione.
Se il confronto fa emergere degli archetipi (il vecchio ovvero l'eroe, gli antagonisti, la “principessa” da salvare, l'allontanamento, il divieto, la trasgressione, la punizione) ciò non deve far dimenticare un'intenzione realistica, se non documentaria. Il punto interessante però è il seguente.
Si può parlare di neo-neo-realismo in relazione alla volontà di essere in presa diretta con la vita reale della gente più umile?
Una simile interpretazione si addice a “Io sono lì”, là dove i modelli di riferimento neorealistici sono alti: si pensi a Rossellini, che conduce alla tragedia con mano lieve, senza escludere qualche sprazzo di comicità; che focalizza le collettività, ma anche gli individui, con primi piani e gli occhi a parlare, e a raccontare i sentimenti delicatamente (diverso il discorso di “Terraferma” che al registro realistico alterna quello onirico-simbolico)
Una questione interessante nasce osservando il sistema dei personaggi di “Io sono lì”: la comunità dei pescatori (interpretata dalla triade veneta Paolini- Battiston-Citran), è sostanzialmente compatta, statica e poco solidale nei confronti dell'eroe Bepi, per altro di origine istriana, il quale rivive forse attraverso Li il suo “peccato originale” di diversità etnica. Si allude, non troppo implicitamente, a quell’indifferenza e a quella chiusura verso lo straniero, tale da rasentare l’anafettività, che hanno trovato radici, in Veneto e in altre parti d’Italia.
E’ poi un merito del film aver fatto riflettere sulle tragedie personali (che a volte affiorano alla cronaca) della comunità cinese, notoriamente chiusa e sconosciuta, anche se sempre più vicina a noi. Pregevole la fotografia, che restituisce una Chioggia fascinosa e notturna e quel bar, che ricorda un bistrot parigino.
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marcello desideri
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giovedì 24 novembre 2011
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didascalico
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Decisamente mediocre. Come scrive la Gandolfi in maniera fin troppo delicata: il film non riesce sempre a scongiurare l'inciampo didascalico. Io direi che mai lo riesce a superare ed appare estremamente noioso, spento. Segre abituato a fare documentari, non riesce ad inventare una struttura completamente inventata e fa recitare i personaggi in maniera finta. Un film ASSOLUTAMENTE DA DIMENTICARE.
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pazzia
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mercoledì 16 novembre 2011
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largo al nuovo regista veneto andrea segre
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Largo ai giovani registi emergenti! Film che ti fa sorridere e piangere. Diretti in modo magistrale da un bravissimo Andrea Segre, i protagonisti non lasciano niente al caso. Zhao Tao e Rade Sherbedgia sono strepitosi. Non deludono Citran e Paolini - forse andrebbe leggermente curata la cadenza del dialetto Chioggiotto. Il solito camaleontico Battiston mantiene alto l'onore degli attori italiani. Storia attuale che si segue dal primo istante e che ti fa immergere e riflettere sulle dinamiche odierne della diversità e della presenza dell"'invasore". Come si può vivere l'amore, che cos'è l'amore, come si colma una una solitudine, cosa comportano le diversità culturali? Un film assolutamente da vedere, un film per tutti che mette in discussione i luoghi comuni.
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Largo ai giovani registi emergenti! Film che ti fa sorridere e piangere. Diretti in modo magistrale da un bravissimo Andrea Segre, i protagonisti non lasciano niente al caso. Zhao Tao e Rade Sherbedgia sono strepitosi. Non deludono Citran e Paolini - forse andrebbe leggermente curata la cadenza del dialetto Chioggiotto. Il solito camaleontico Battiston mantiene alto l'onore degli attori italiani. Storia attuale che si segue dal primo istante e che ti fa immergere e riflettere sulle dinamiche odierne della diversità e della presenza dell"'invasore". Come si può vivere l'amore, che cos'è l'amore, come si colma una una solitudine, cosa comportano le diversità culturali? Un film assolutamente da vedere, un film per tutti che mette in discussione i luoghi comuni. Il mio più grosso in bocca al lupo ad Andrea degno erede di Mazzacurati! Visto/Piaciuto
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melandri
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giovedì 10 novembre 2011
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china girl in laguna
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Chioggia,giorni nostri.L'incontro tra il pescatore-poeta slavo, integrato da una vita in Italia ,e la giovane madre cinese catapultata nella chiusa realtà della laguna veneta,è alla base di quest'ottima opera prima del giovane regista padovano Andrea Segre.Segre(specializzato in documentari d'inchiesta sulle problematiche delle migrazioni e integrazioni razziali) "usa" questi due personaggi all'apparenza cosi distanti l'uno dall'altra,per mettere a fuoco sequenza dopo sequenza le difficoltà dei rapporti umani, appena questi lasciano la strada battuta del socialmente utile e "dell'ognuno al proprio posto" per addentrarsi nella condivisione delle anime delle persone.
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Chioggia,giorni nostri.L'incontro tra il pescatore-poeta slavo, integrato da una vita in Italia ,e la giovane madre cinese catapultata nella chiusa realtà della laguna veneta,è alla base di quest'ottima opera prima del giovane regista padovano Andrea Segre.Segre(specializzato in documentari d'inchiesta sulle problematiche delle migrazioni e integrazioni razziali) "usa" questi due personaggi all'apparenza cosi distanti l'uno dall'altra,per mettere a fuoco sequenza dopo sequenza le difficoltà dei rapporti umani, appena questi lasciano la strada battuta del socialmente utile e "dell'ognuno al proprio posto" per addentrarsi nella condivisione delle anime delle persone.
Il mare,la laguna,l'acqua,questo fluido che tutto puo' dividere ma allo stesso tempo amalgamare fa da attore non protagonista (ma quasi sempre presente)a questa storia che dosa con gusto e sapienza il dolce e l'amaro.
Le due anime che si incontrano (attenzione:questa non è una storia d'amore tra un uomo ed una donna,bensi una comprensione dell'altro a livelli ben piu alti)sono ottimamente interpretate dall'attrice cinese Zhao Tao e dall'intenso attore serbo con un curriculum invidiabile(i piu' lo ricorderanno in "eyes wide shut" di Kubrik)Rade Sherbedgia.
I "nostrani" Paolini e Citran interpretano con evidente passione ed immedesimazione i loro personaggi di pescatore-amicone il primo e di un avvocato spiantato da osteria il secondo.Il pur bravo Battiston sembra quello meno in parte,la sua paciosità non lo aiuta certo nelle vesti di bullo di paese.
Il restante cast di contorno sono perlopiu attori non professionisti che danno,se possibile,ancor piu veridicità a questa storia di provincia che si apre a tematiche universali,perchè alla fine,sembra volerci ricordare Segre, siamo tutti nati sotto lo stesso cielo.
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