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Il paese delle spose infelici |
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Un film di Pippo Mezzapesa.
Con Aylin Prandi, Rolando Ravello, Valentina Carnelutti, Antonio Gerardi, Luca Schipani.
continua»
Drammatico,
durata 82 min.
- Italia 2011.
- Fandango
uscita venerdì 11 novembre 2011.
MYMONETRO
Il paese delle spose infelici
valutazione media:
3,32
su
29
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Dopo i riconoscimenti ottenuti per i suoi corti e documentari, il primo film di Pippo Messapesa tratto dal romanzo di Mario Desiati.
![]() Affascinante ed evocativo romanzo di formazione tarantina |
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Edoardo Becattini
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A Martina Franca, il giovane Francesco detto Veleno è un ragazzino di buona famiglia che vive scrutando giorno dopo giorno i ragazzi dei quartieri popolari nei loro allenamenti a pallone e nei giochi all'aperto. Solo quando Zazà, il più grande e carismatico del gruppo, decide di testarne le capacità come portiere, Veleno comincia ad essere accettato e a passare i suoi pomeriggi in compagnia degli altri ragazzi. Durante uno di questi, assiste al salvataggio di una giovane vestita da sposa pronta a saltare dalla cima della chiesa del paese. La visione di quella ragazza bionda dai lineamenti dolci che si getta nel vuoto rimane impressa nei ricordi di Veleno e di Zazà, che da quel giorno tentano di avvicinarsi a lei e di scoprire il segreto della sua infelicità. |
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La poesia di mezzapesa.
lunedì 14 novembre 2011
di PierpaoloVincenti
In un paesaggio crudo, in un sud come poche volte si è visto al cinema, fatto non di muretti a secco e ulivi secolari, ma di ciminiere che sbuffano veleni, cieli rossi, terra ferita, Mezzapesa punta magistralmente il suo sguardo su tre anime perse. Veleno, Zazà e Annalisa sono spiriti combattivi eppure schiacciati dal proprio destino, sono animati da sogni che sembrano irraggiungibili. Cercano una salvezza, mentre tutto intorno a loro sembra irrimediabilmente andare a rotoli. Tre personaggi alla continua » |
Il paese delle storie sospese
martedì 15 novembre 2011
di Andrea D
E' vero che nel cinema si ritrovano tutti i pregi o i difetti del Paese in cui quel cinema si fa, ma se, soprattutto una volta, questo riscontro avveniva sotto un punto di vista critico, adesso più di una volta succede il contrario: ci si fa forza di tutti quei difetti, li si esaltano, li si romanzano e li portano sullo schermo. Poi si avvolge tutto in una specie di landa desolata e decontestualizzata, in cui i personaggi si muovono senza sapere perché, buttati là dal nulla, continua » |
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Dal documentario al lungometraggio
venerdì 4 novembre 2011
di lili_k
Veleno è un ragazzino di 15 anni, nuovo in paese che cerca di fare amicizia. Entra così nel gruppo di Zazà, talento naturale di calcio, che gioca insieme ad altri coetanei nella squadra giovanile di calcio “La cosmica”. Il mister ha grandi ambizioni su Zazà che vive in una situazione disagiata con il solo fratello che si mantiene facendo lo spacciatore. Zazà e Veleno diventano grandi amici e condividono tutto, anche l'attrazione per una giovane sposa, Annalisa, che distrutta per il dolore causato continua » |
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| Annalisa | |
| "Fatti morbido, Veleno...!" | |
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| cenzoum (allenatore) | |
| "Questa partita l'ho fatta solo per te!" | |
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DVD | Il paese delle spose infeliciUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 20 marzo 2012
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INTERVISTE | Pippo Mezzapesa e il cast del film al Festival di Roma.Storie di ragazzi di periferia
domenica 30 ottobre 2011 - Elisabetta Pieretto
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Quei due ragazzini e una perla nell'immondizia rivelano stile e personalità
di Paolo D'Agostini La Repubblica
Se qualcosa ancora echeggia della vena surreale che, unita all'umorismo nero, rendeva formidabile l'esperimento della docu-commedia Pinuccio Lovero sogno di una morte di mezza estate - esilarante ritratto del becchino di un paese dove nessuno muore - lo stesso scenario pugliese di Il paese delle spose infelici (dal romanzo di Desiati) prende altre strade. Fra disagio sociale, criminalità latente e degrado un gruppo di ragazzini sottoproletari trova ragione di coesione sul locale campetto di calcio e nella burbera dedizione del loro mister. » |
Quei giovani senza storia
di Paola Casella Europa
C’è un nuovo cinema italiano che sta cercando, fra mille difficoltà pratiche ed economiche, di seguire nuove strade e rinnovare il proprio linguaggio. Di questo filone fanno parte, ognuno con la propria cifra artistica distintiva, Michelangelo Frammartino e Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Gipi, per citare qualche nome (ma ahimé, non ce ne sono molti altri...). Pippo Mezzapesa, regista pugliese che si è fatto le ossa con i cortometraggi e che ha firmato il curioso mockumentary Pinuccio Lovero, esordisce alla regia del lungometraggio di finzione con Il paese delle spose infelici, uno dei quattro film italiani in concorso al festival di Roma. » |
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La sposa volante sui tetti di Massafra
di Alberto Crespi L'Unità
Il paese è Massafra, dove ci saranno anche spose felici; le ciminiere sullo sfondo, in molte inquadrature, sono quelle di Taranto. Pippo Mezzapesa è di Bitonto, e della Puglia è uno dei nuovi cantori (ha solo 31 anni): fece parlare di sé per il corto Come a Cassano, spiritoso omaggio al «talento di Bari Vecchia». Nel 2007 ha firmato un bel documentario intitolato Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate: storia (vera) del Pinuccio del titolo, aspirante custode del camposanto in una frazione di Bitonto…dove non muore mai nessuno! Ripercorriamo il curriculum di Mezzapesa per dire due cose: che il suo esordio nel lungometraggio di finzione era molto atteso; e che tutta la sua opera precedente è percorsa da una contagiosa ironia che invece, in questo primo film, sembra assente. » |
L'infelicità nelle strade pugliesi
di Maurizio Acerbi Il Giornale
Tratto dall’omonimo romanzo di Mario Desiati, il film del pur talentuoso Mezzapesa soffre dei difetti, quasi inevitabili, delle opere prime. Il particolare triangolo che vede coinvolti due adolescenti agli antipodi ed una donna «randagia» sulla quale aleggia la morte viene raccontato col freno a mano tirato, proiettando la sensazione di occasione persa pur con protagonisti che hanno facce interessanti e promettenti. Ad incantare, semmai, è la fotografia di una Puglia sciaguratamente stuprata ed abbandonata. » |
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