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delix
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domenica 20 maggio 2012
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masochismo cinematografico.... e il libro dov'è?
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Scrivo questa recensione con l'amaro in bocca... ero piena di aspettative per questo film. Da quando ho letto il libro ho pensato: sarebbe perfetto per un film! Ma a quanto pare non per coloro che ci hanno lavorato. Prendete tutti i punti deboli di un libro ben fatto e moltiplicateli. Prendete tutti i punti forti di un libro come pochi e divideteli per 10, 100.... Il risultato questo film. Il protagonista manca di carattere (per quanto ne sia l'autore, assurdo), la protagonista perde tutta la sua carica poetica, energica e dolce per diventare un surrogato di inafferrabilità, cinismo, nevroticità e quasi palese anaffettività. Sembra quasi che il protagonista ne faccia una sfida con se stesso piuttosto che una storia d'amore.
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Scrivo questa recensione con l'amaro in bocca... ero piena di aspettative per questo film. Da quando ho letto il libro ho pensato: sarebbe perfetto per un film! Ma a quanto pare non per coloro che ci hanno lavorato. Prendete tutti i punti deboli di un libro ben fatto e moltiplicateli. Prendete tutti i punti forti di un libro come pochi e divideteli per 10, 100.... Il risultato questo film. Il protagonista manca di carattere (per quanto ne sia l'autore, assurdo), la protagonista perde tutta la sua carica poetica, energica e dolce per diventare un surrogato di inafferrabilità, cinismo, nevroticità e quasi palese anaffettività. Sembra quasi che il protagonista ne faccia una sfida con se stesso piuttosto che una storia d'amore. E poi quelle immagini magiche dettate dal libro, quelle dinamiche interne a volte cruciali completamente surclassate per lasciare il posto alla storiella romantica qualunque. E che dire delle 'modifiche' arbitrarie che ne hanno stravolto gran parte dei contenuti per motivi che non riesco sinceramente a capire. Capisco non riuscire a mettere in pellicola una storia così ben scritta, ma addirittura stravolgerla, stravolgere un finale bellissimo, tralasciare dettagli fondamentali, togliere tutto il carattere ai protagonisti, perchè?
Leggerò nuovamente il libro sperando che si cancelli dalla mia mente un film che dire che l'abbia violentato è poco. Delusa più che dal regista dall'autore che stimo molto...non è quello che voleva lui, spero...
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luca-to
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domenica 13 maggio 2012
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non lo consiglio a nessuno
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Generalmente apprezzo le commedie di Fabio Volo ed ho letto tutti i suoi libri, anche se non ne sono letteralmente "patito". A mio parere la recitazione della Ragonese è imbarazzante, rendendo il film inguardabile e poco aderente alla storia dell'omonimo romanzo.
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ultimoboyscout
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giovedì 1 marzo 2012
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quel giorno in più che fa la differenza.
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Il problema nella vita non è tanto quanto aspetti, ma chi aspetti. Tratto direttamente dal suo omonimo e più bel romanzo, Fabio Volo ci parla di Giacomo pasetti ma anche di se stesso, perchè i personaggi dei suoi libri non sono dei veri e propri alter ego ma Volo proietta regolarmente un pò di se stesso. Giacomo è un uomo di successo, sia sul lavoro che con le donne ma è ossessionato dalla paura d'amare. A stravolgergli convinzioni e vita ci penserà l'amore vero, che il volto, le fattezze e la femminilità di Isabella Ragonese, una ragazza vista e incontrata per tante mattine sul tram con la quale inizia un intrigante gioco di sguardi.
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Il problema nella vita non è tanto quanto aspetti, ma chi aspetti. Tratto direttamente dal suo omonimo e più bel romanzo, Fabio Volo ci parla di Giacomo pasetti ma anche di se stesso, perchè i personaggi dei suoi libri non sono dei veri e propri alter ego ma Volo proietta regolarmente un pò di se stesso. Giacomo è un uomo di successo, sia sul lavoro che con le donne ma è ossessionato dalla paura d'amare. A stravolgergli convinzioni e vita ci penserà l'amore vero, che il volto, le fattezze e la femminilità di Isabella Ragonese, una ragazza vista e incontrata per tante mattine sul tram con la quale inizia un intrigante gioco di sguardi. L'attrazione è forte e istintiva, alla quale non si può rinunciare nemmeno quando lei, pochi giorni dopo, si trasferisce a New York. Lui la rincorrerà, la troverà, la amerà ma la dovrà lasciare con un giorno d'anticipo rispetto a quanto programmato. Quel giorno che dovrà essere recuperato per dare senso e compimento a una relazione nata quasi per gioco e dar vita a una commedia romantica molto americana, spiritosa ma intelligente che fa rimanere spiazzati dal potere sconvolgente dell'amore. Il film non tradisce lo spirito del romanzo nonostante qualche normale rinuncia e ne traduce con fedeltà la storia di Giacomo e Michela. Volo è al centro della storia e la pellicola è imperniata sul suo personaggio che risulta molto aderente alla realtà. Nella prima parte è buona la descrizione dell'amore e delle sue difficoltà, nella seconda si avverte lo stacco, si perde di originalità per buttarsi su qualche clichè americano, appropriandosi di certe convenzioni da commedia di genere ma perdendo/abbandonando del tutto il lato pessimistico. Primo libro di Volo a diventare un film, piace la descrizione della paura di piacersi sul serio giocando a fare i fidanzati, l'universo Volo è ottimamente ricreato, compreso il sano umorismo delle scene preventive da un matrimonio!
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laura
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lunedì 23 gennaio 2012
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delizioso e godibile: si può chiedere di più?
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un film leggero, ma non banale che si vede "tutto d'un fiato", si segue con interesse, strappa sorrisi e ci fa un po' sognare. Lui è un il Peter Pan dei nostri giorni: intelligente, simpatico ma inaffidabile ed un po' cinico; un analfabeta emotivo? forse. Poi la svolta, la possibilità di una vita diversa uno spiraglio che si apre e fa volare. E cosi Volo vola: vola a New York e vola anche il foglio della sua lettera che sospinta dal vento dolce dell'amore giunge incredibilmente a destinazione. Una favola che ci fa bene: bella Manhattan con le luci della notte e la cornice di Central Park. Bravo Volo e soprattutto la deliziosa Isabella Aragonese che con la sua naturalezza ci conquista
e si conferma una delle migliori attrici italiane di oggi.
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stefano73
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venerdì 23 dicembre 2011
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favoletta metropolitana
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Ho letto il libro il mese scorso e aspettarsi qualcosa all'altezza forse era troppo. Favoletta tra Milano e New York nata sul tram dell'Atm. Favoletta troppo forzata,improbabile e guidata trappo da un destino impossibile. Peccato. Comunque carina e che tratta una generazione un pò sbandata e che cerca il riscatto.
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stefano73
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venerdì 23 dicembre 2011
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favoletta troppo leggera
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Ho letto il libro il mese scorso e forse aspettarsi qualcosa all'altezza era dura. Ma il film poteva sfruttare meglio l'opportunità. Invece di essere un film generazionale diventa una favoletta rapida,comica e improbabile. Peccato.
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camillatoscani
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giovedì 22 dicembre 2011
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filone moccia
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è un film del filone Moccia, con la differenza che i protagonisti non sono dei ragazzini, ma dei 40enni. Tutto qua. Patetico all'inverosimile, spento, senza guizzi, piuttosto noioso. Ho faticato a restare sveglia, visto che io a differenza di Volo, lavoro e la sera sono stanca.
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paola d. g. 81
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domenica 18 dicembre 2011
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bello
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Film più che ben fatto, anche se non del tutto aderente al libro. Mi ha colpito in particolare il rapporto tra Giacomo e il compagno della madre, mi ha fatto tenerezza. Bravi gli attori, la Ragonese poteva rendere di più (non è nemmeno paragonabile al suo debutto con "tutta la vita davanti"), comunque apprezzabile.
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johnny veritas
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domenica 18 dicembre 2011
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un giorno in più per sperare
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Ogni volta che si decide di creare un film sulla base di un'opera letteraria, per quanto si tratti di uno tra i meccanismi più (ab)usati nella storia del cinema, si compie sempre un azzardo. Il più delle volte la pellicola non sarà all'altezza della pagina scritta o, nel migliore dei casi, non aggiungerà nulla di nuovo alla storia. Ma si registrano anche quei rari casi in cui può avvenire esattamente l'opposto, e Il giorno in più è indubbiamente uno di questi. La nuova commedia con Fabio Volo tratta dal suo best-seller omonimo viene infatti portata sullo schermo dal bravo Massimo Venier sotto una luce nuova diventando, forse, la migliore commedia romantica italiana dell'anno.
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Ogni volta che si decide di creare un film sulla base di un'opera letteraria, per quanto si tratti di uno tra i meccanismi più (ab)usati nella storia del cinema, si compie sempre un azzardo. Il più delle volte la pellicola non sarà all'altezza della pagina scritta o, nel migliore dei casi, non aggiungerà nulla di nuovo alla storia. Ma si registrano anche quei rari casi in cui può avvenire esattamente l'opposto, e Il giorno in più è indubbiamente uno di questi. La nuova commedia con Fabio Volo tratta dal suo best-seller omonimo viene infatti portata sullo schermo dal bravo Massimo Venier sotto una luce nuova diventando, forse, la migliore commedia romantica italiana dell'anno. Se infatti il libro si riduceva ad essere una sorta di pamphlet popolare zeppo di citazioni e digressioni pseudo illuminate sul modo di vivere le relazioni amorose e non, il film, invece, cerca di “puntare meno in alto” confezionando una commedia così classica e ben calibrata da risultare per forza piacevole e godibile. La storia di base, in cui il quasi quarantenne Giacomo cerca di districarsi tra varie relazioni occasionali sfuggendo al terribile imperativo di “sistemarsi” per poi innamorarsi della sconosciuta che prende tutte le mattine il tram con lui, viene arricchita da riusciti personaggi di secondo piano e da situazioni ed equivoci che quasi mai stonano o guastano la trama principale. Al protagonista interpretato dall'eclettico Volo, con un ruolo che non gli poteva essere più calzante e che conferma quanto, forse, il migliore tra i suoi talenti sia quello recitativo, e alla coprotagonista Michela, una indubbiamente sempre brava (anche in un ruolo più “leggero”) Isabella Ragonese, si affiancano allora l'amico asfissiante e rompipalle, la migliore amica eternamente innamorata e una mamma amorevole e divertente con le sembianze di Stefania Sandrelli. A coronare il tutto ci pensa poi l'ambientazione che da una sorprendentemente piacevole Milano come solo Venier sa riproporci (si veda, ad esempio, quella di Chiedimi se sono felice battuta in lungo e in largo da Aldo, Giovanni e Giacomo) passa a quella più cinematografica e patria della commedia romantica per eccellenza: New York. É qui che la giovane ragazza in carriera disillusa dall'amore fugge per cominciare una nuova vita, e dove viene raggiunta dall'indomito Giacomo per dare il via alla più classica delle storie romantiche.
Si perché a differenza del libro, che vorrebbe essere originale nascondendosi dietro ad una visione anticonformista dei rapporti umani presentata attraverso l'incontro di due solitudini, il film è palesemente convenzionale e non si vergogna assolutamente (e giustamente) di esserlo mettendo in scena la settimana d'amore dei due a New York non come fosse la ribellione contro il mondo di due coscienze superiori ma come una summa generale di tutti i luoghi comuni del genere in un gioco che sembra quello di due adolescenti.
É proprio vero che quando cinema e romanticismo si incontrano è sempre un'impresa cercare di non farsi prendere dalla prevedibilità (che non è banalità) e da quella semplicità da favola che la vita non sa offrirci.
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gigrob
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venerdì 16 dicembre 2011
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bel film
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Non riesco a capire come i critici possano dire consigliato no! ad un film del genere, per me originale, buone battute e bravi interpreti. Poi danno consigliato si! su le solite cavolate americane...........
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