|
|
liuk!
|
domenica 6 maggio 2012
|
assolutamente grottesco
|
|
|
|
Il film non é drammatico ma grottesco, quindi va valutato in tale categoria, per altro non consona al maestro Avati che evidentemente si vuole cimentare, personalmente gli suggerisco di tornare al suo genere, piú semplice ed adatto al grande pubblico. Il grottesco va conosciuto e capito se no si rischia la figuraccia, come in questo caso.
|
|
|
[+] lascia un commento a liuk! »
[ - ] lascia un commento a liuk! »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
archipic
|
giovedì 9 febbraio 2012
|
leggero ma grottesco
|
|
|
|
Quest'ultimo film dei Avati si lascia guardare facilmente, forse troppo; una storia leggera ambientata in un'Italia (seppur appena appena accennata) dove l'uomo comandava a bacchetta e le donne o sottostavano o facevano le meretrici vivendo meglio (ma sottostavano lo stesso). Qualche spunto spiritoso, qualche altro (pochi) più introspettivo. La cosa che, a mio parere, salta agli occhi è lo spirito grottesco e caricaturale che l'autore/regista ha voluto dare a quasi tutti i personaggi della storia, facendo venir fuori un ritratto di famiglia che si lega si ai tempi (italia anni '30) ma che ben presto si caratterizza più per la bizzarria delle situazioni che per lo svolgimento della storia in sè.
[+]
Quest'ultimo film dei Avati si lascia guardare facilmente, forse troppo; una storia leggera ambientata in un'Italia (seppur appena appena accennata) dove l'uomo comandava a bacchetta e le donne o sottostavano o facevano le meretrici vivendo meglio (ma sottostavano lo stesso). Qualche spunto spiritoso, qualche altro (pochi) più introspettivo. La cosa che, a mio parere, salta agli occhi è lo spirito grottesco e caricaturale che l'autore/regista ha voluto dare a quasi tutti i personaggi della storia, facendo venir fuori un ritratto di famiglia che si lega si ai tempi (italia anni '30) ma che ben presto si caratterizza più per la bizzarria delle situazioni che per lo svolgimento della storia in sè. Un pò irritante il personaggio "interpretato" da Cremonini che vive solo e soltanto in funzione della gnocca; vabbè che è un illetterato bifolco di campagna ma a tutto c'è un limite. Molto sopra le righe le interpretazioni degli altri attori, più attenti a dare un tocco farsesco al loro recitare cheinvece tratteggiare, come era forse preferibile, un'umanità all'epoca in perenne lotta con le convenzioni e lo stato sociale. L'unico attore che mi è sembrato più calato nella parte è Andrea Roncato, che ha delineato con maestria la figura di in padre umile ma mortificato dalla imbecillità del figlio e dalla cattiveria e la meschinità del padrone della terra che lavora. In conclusione un film che non disturba più di tanto ma che non lascia molto dietro di sè.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a archipic »
[ - ] lascia un commento a archipic »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
porso
|
sabato 14 gennaio 2012
|
mah....
|
|
|
|
non è facile esprimere un giudizio sul film, che dopotutto di vede abbastanza volentieri, non annoia e a tratti diverte, ma... non è il film che mi aspettavo dalle presentazioni...
La cosa che più ha colpito è il dubbio e il salto fra il registro comico e quello tragico : in alcuni momenti cruciali del film, come l'agonia del padre prima e la morte di Carlino poi, ti chiedi se è uno scherzo, se finirà sul ridere ribaltando la situazione drammatica o no...e questi salti e ambiguità a mio parere non giovano alla qualità del film e lasciano lo spettatore un pò perplesso su cosa ha visto...
La storia mi è parsa poco credibile, forse non aveva alcuna pretesa di esserlo, raccontata più come una favola/leggenda (vedi l'alito di biancospino che incanta), ma è comunque estrema, in alcuni tratti grottesca.
[+]
non è facile esprimere un giudizio sul film, che dopotutto di vede abbastanza volentieri, non annoia e a tratti diverte, ma... non è il film che mi aspettavo dalle presentazioni...
La cosa che più ha colpito è il dubbio e il salto fra il registro comico e quello tragico : in alcuni momenti cruciali del film, come l'agonia del padre prima e la morte di Carlino poi, ti chiedi se è uno scherzo, se finirà sul ridere ribaltando la situazione drammatica o no...e questi salti e ambiguità a mio parere non giovano alla qualità del film e lasciano lo spettatore un pò perplesso su cosa ha visto...
La storia mi è parsa poco credibile, forse non aveva alcuna pretesa di esserlo, raccontata più come una favola/leggenda (vedi l'alito di biancospino che incanta), ma è comunque estrema, in alcuni tratti grottesca. Se il regista voleva parlare dell'amore e dei rapporti fra i sessi in epoca fascista, con questi eccessi non l'ha fatto in modo credibile, buttandola troppo sul comico.
Non mi è piaciuta molto Micaela Ramazzotti, costretta ad interpretare un ruolo limitato, caricaturale, davvero una "coatta", concordo con chi la definisce sprecata. Anche altri personaggi mi sono sembrati comunque estremi e statici : la sorella in perenne e vana attesa del mestruo, la moglie dello zio ex prostituta, la madre di Francesca le parlata che non si può sentire, lo stesso Carlino.
Forse alcuni spunti, anche se non originalissimi (il corteggiamento delle due sorelle zitelle mi ha ricordato il grandissimo "Venga a prendere un caffè da noi", fa quasi presagire una soluzione simile con l'unico uomo condiviso e coccolato da tutte le donne di casa...)potevano essere sviluppati diversamente. Anche la storia fra Carlino e Francesca, con un finale che mi è parso un po' frettoloso e troncato...
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a porso »
[ - ] lascia un commento a porso »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tiamaster
|
lunedì 12 dicembre 2011
|
avati sempre sopravvalutato.
|
|
|
|
Pupi avati a sempre fatto discreti film tra alti (una sconfinata giovinezza) e bassi (questo),ma comunque sempre sopravvalutato alla grande."Il cuore grande delle ragazze"(titolo orrendo) non è altro che l'ennesima buona idea sprecata,con una buona dose di elementi favolistici e non storici che fanno diventare la vicenda poco credibile.Dio ci salvi da un altra interpretazione di cesare cremonini!!!
PS:alle persone che hanno dato 5 stelle a questo film,uno BELLO su gli anni 30 in cui si parli di amore e amicizia è pomodori verdi fritti,con una katy bates da urlo e una storia dolcissima.
|
|
|
[+] lascia un commento a tiamaster »
[ - ] lascia un commento a tiamaster »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
federico bernardini
|
sabato 10 dicembre 2011
|
il piccolo cervello delle ragazze
|
|
|
|
Se l'intento di Pupi Avati era quello di rendere un nostalgico e poetico omaggio alle nostre nonne, alla loro grandezza d'animo e alla loro capacità di sopportare i tradimenti, che le rendeva il pilastro della famiglia tradizionale e, nel contempo, quello di ridicolizzare la meschinità e il gallismo dei nostri nonni, dobbiamo ammettere che egli abbia miseramente fallito.
Il film ci presenta un universo femminile grottesco, macchiettistico, lontano anni luce sia dalla realtà che dalla poesia, popolato da figure così miserabili e grossolane, così prive di intelligenza da risultare urtanti e addirittura offensive nei riguardi delle donne.
Insopportabile Manuela Morabito, nei panni della moglie del laido possidente Sisto Osti, interpretato da Gianni Cavina, con quel suo romanesco orribilmente ostentato e totalmente privo di quella genuinità che avrebbe potuto rendere credibile un personaggio che risulta invece falso e irritante.
[+]
Se l'intento di Pupi Avati era quello di rendere un nostalgico e poetico omaggio alle nostre nonne, alla loro grandezza d'animo e alla loro capacità di sopportare i tradimenti, che le rendeva il pilastro della famiglia tradizionale e, nel contempo, quello di ridicolizzare la meschinità e il gallismo dei nostri nonni, dobbiamo ammettere che egli abbia miseramente fallito.
Il film ci presenta un universo femminile grottesco, macchiettistico, lontano anni luce sia dalla realtà che dalla poesia, popolato da figure così miserabili e grossolane, così prive di intelligenza da risultare urtanti e addirittura offensive nei riguardi delle donne.
Insopportabile Manuela Morabito, nei panni della moglie del laido possidente Sisto Osti, interpretato da Gianni Cavina, con quel suo romanesco orribilmente ostentato e totalmente privo di quella genuinità che avrebbe potuto rendere credibile un personaggio che risulta invece falso e irritante.
Non meno improbabili le due zitelline, una delle quali l'Osti tenta inutilmente di rifilare all'utile idiota Carlino Viggetti, interpretato da un inespressivo Cesare Cremonini, il cui fiato non siamo riusciti a capire se sapesse veramente di biancospino o di marcio...inevitabile l'impietoso confronto con "Perfume", lo splendido film di Tom Tykwer.
Neanche la pur brava Gisella Sofio, nella parte della madre dell'Osti, grottescamente sfigurata al punto di renderla irriconoscibile, ci è piaciuta e possiamo sicuramente affermare che l'unica caratterizzazione riuscita, capace di infondere un soffio di poesia in una pellicola così squallida, sia quella della figliastra Francesca, che andrà imprevedibilmente sposa all'incontinente e fedifrago Carlino, interpretata da un'ottima Micaela Ramazzotti.
Ma, al di là della caratterizzazione e dell'interpretazione, che pur non riescono a salvare una pellicola che rimarrà come una macchia nella filmografia del Maestro Pupi Avati, anche il personaggio di Francesca, con la sua banalità e la sua stupidità, ci confermano che il titolo più adatto a quest'ultima fatica del regista bolognese sarebbe stato "Il piccolo cervello delle ragazze".
La famiglia del mezzadro Adolfo Viggetti, il padre di Carlino, interpretato da un legnoso Gianni Cavina, è altrettanto improbabile, grottesca e scostante di quella dell'Osti. Erica Blank, nei panni di Eugenia, moglie del pater familias, e Sydne Rome nei panni della moglie di suo fratello Umberto, interpretato da massimo Bonetti, sono ridotte a due orrendi mascheroni che arricchiscono un complesso di caratterizzazioni catastrofico.
Unica eccezione il succitato Bonetti, un realistico e perfetto bifolco completamente estraneo a un contesto al quale sembra prestato dal set di un film di Ermanno Olmi.
Una gran delusione, un totale fallimento sia sul piano estetico sia nella velleitaria pretesa di disegnare un quadro storico credibile e di rappresentare un omaggio al cuore grande delle ragazze; il film peggiore di un regista che ci ha regalato pellicole di grande valore ma questa volta è riuscito a combinare un memorabile disastro.
Federico Bernardini
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a federico bernardini »
[ - ] lascia un commento a federico bernardini »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marezia
|
mercoledì 30 novembre 2011
|
quando i cattivi maestri rovinano... (ii atto)
|
|
|
|
Quanto ai protagonisti, il senso del film è veicolato EGREGIAMENTE da TUTTI perché TUTTI interpretano il loro ruolo rispettando la natura dello stesso ed è da questo che l'elaborato della Gandolfi sarebbe dovuto partire. Questa è secondo me la premessa fondamentale per qualunque giudizio. Cremonini è PERFETTO per il ruolo del giovanotto, diciamo così, gaudente, spensierato (e non "mediocre", esimio critico); Micaela Ramazzotti è SUPERBA in quello della fanciulla idealista, sognatrice, corteggiata ma riottosa a sottostare alla logica dell'opportunismo e palpitante nell'attesa di qualcosa di diverso, la Morabito poi.
[+]
Quanto ai protagonisti, il senso del film è veicolato EGREGIAMENTE da TUTTI perché TUTTI interpretano il loro ruolo rispettando la natura dello stesso ed è da questo che l'elaborato della Gandolfi sarebbe dovuto partire. Questa è secondo me la premessa fondamentale per qualunque giudizio. Cremonini è PERFETTO per il ruolo del giovanotto, diciamo così, gaudente, spensierato (e non "mediocre", esimio critico); Micaela Ramazzotti è SUPERBA in quello della fanciulla idealista, sognatrice, corteggiata ma riottosa a sottostare alla logica dell'opportunismo e palpitante nell'attesa di qualcosa di diverso, la Morabito poi... UNA BOMBA di cinismo...; le sorellastre UNA DELIZIA di finta ingenuità, di una MALIZIA incantevole. Non lo so, ci vuole una mente eccelsa per capire? Boh. Ha proprio ragione Pupi: il gusto del pubblico italiano è in questi ultimi anni precipitato però anche i critici non aiutano...
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a marezia »
[ - ] lascia un commento a marezia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marezia
|
martedì 29 novembre 2011
|
lettera a babbo natale (versione corretta)
|
|
|
|
Riusciremo mai a leggere una recensione d'ingresso che si riferisca SOLO al film in questione? SENZA PARAGONI O CONFRONTI ma solo considerazioni nel merito? Bah...
|
|
|
[+] lascia un commento a marezia »
[ - ] lascia un commento a marezia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marezia
|
martedì 29 novembre 2011
|
quando i cattivi maestri rovinano...
|
|
|
|
Marzia Gandolfi perpetua, ahimè, l'OTTUSA abitudine di giudicare un film in base ai precedenti come se l'uno DIPENDESSE dall'altro in un percorso a tappe, come se fosse un capitolo di un unico romanzo. Ma toglietemi una curiosità, è un criterio che insegnano nelle Accademie, nelle Università, nei Cineforum, nei Circoli e quindi costituivo della "forma mentis" del critico perfetto o è una scelta autonoma? Perché io mica l'ho capito! In troppi fanno così e secondo me è inconcepibile. Sembra quasi che si preconfezioni l'elaborato da casa giocando a fare gli indovini anziché lasciarlo scrivere dalle emozioni (in un senso o nell'altro) suscitate dalla visione del film.
[+]
Marzia Gandolfi perpetua, ahimè, l'OTTUSA abitudine di giudicare un film in base ai precedenti come se l'uno DIPENDESSE dall'altro in un percorso a tappe, come se fosse un capitolo di un unico romanzo. Ma toglietemi una curiosità, è un criterio che insegnano nelle Accademie, nelle Università, nei Cineforum, nei Circoli e quindi costituivo della "forma mentis" del critico perfetto o è una scelta autonoma? Perché io mica l'ho capito! In troppi fanno così e secondo me è inconcepibile. Sembra quasi che si preconfezioni l'elaborato da casa giocando a fare gli indovini anziché lasciarlo scrivere dalle emozioni (in un senso o nell'altro) suscitate dalla visione del film. In questo tipo di recensioni il film si riduce quasi a un pretesto per sparare sul regista o sugli attori o su entrambi ma senza, in realtà, parlarne in senso stretto ed è possibile? Per me NO. In questa purtroppo c'è una lontananza emotiva e spirituale che rasenta l'aridità che impedisce di riconoscere il carattere fiabesco dell'impianto; la sua struttura quasi evanescente, sospesa in un passato che non ha una data ma che ha personaggi FORTI come la STRAORDINARIA Morabito e SFUMATI come la Rome parla di per sè di un qualcosa di leggendario, ecco: di un ricordo avvolto nella memoria. "una commedia insicura diretta in una condizione di rarefazione vitale."? No, esimio critico, POESIA.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a marezia »
[ - ] lascia un commento a marezia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
luana
|
lunedì 28 novembre 2011
|
recensione poetica marezia
|
|
|
|
e un'ideale che irrompe a rompere le uova nel paniere... Perché forse ha ragione Pupi, l'amore è un soffio di biancospino... Un'impressione, una illusione. Veramente MERAVIGLIOSO
|
|
|
[+] lascia un commento a luana »
[ - ] lascia un commento a luana »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marezia
|
domenica 27 novembre 2011
|
favola e realismo in un ciak
|
|
|
|
Una società CRUDELE, SPIETATA nel marchiare anime innocenti per "aver o non aver commesso il fatto", si potrebbe dire con linguaggio giuridico, IMPASTOIATA in interessi economici basati sul baratto di figli e figlie in cambio di stabilità o di una Vespa, a seconda dei desideri e un'ideale che irrompe a rompere le uova nel paniere... Perché forse ha ragione Pupi, l'amore è un soffio di biancospino... Un'impressione, una illusione. Veramente MERAVIGLIOSO.
[+] lapsus
(di marezia)
[ - ] lapsus
|
|
|
[+] lascia un commento a marezia »
[ - ] lascia un commento a marezia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|