Il cuore grande delle ragazze

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Un film di Pupi Avati. Con Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato, Erika Blanc.
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Drammatico, durata 85 min. - Italia 2011. - Medusa uscita venerdì 11 novembre 2011. MYMONETRO Il cuore grande delle ragazze * * 1/2 - - valutazione media: 2,91 su 46 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,91/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * - - -
 critica * * * - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Una storia d'amore impossibile tra una ragazza di buona famiglia e un mezzo mascalzone.
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primo piano
Una commedia insicura e poco vitale che racconta lo zelo antifemminista della dittatura fascista
Marzia Gandolfi     * * - - -

Carlino Vigetti è un giovane uomo intraprendente che innamora le donne con sospiri di sambuco. Inaffidabile e analfabeta è il giovanotto a cui nessun padre concederebbe in sposa la propria figlia, a meno che non difetti di bellezza e ingegno. Sisto Osti, ricco e avido proprietario terriero della zona, decide suo malgrado di ricorrere a Carlino per maritare almeno una delle sue due figlie. Comprato con la promessa di una moto Guzzi, il ragazzo si reca ogni sera a casa Osti per corteggiarle e decidere quale delle due impalmare. Ma il ritorno da Roma della bella Francesca, figlia adottiva di Sisto, butta all'aria i piani del genitore che dovrà capitolare davanti al sentimento sbocciato tra la figliastra e Carlino. Ostinati a sposarsi e contro il parere di tutti realizzeranno il sogno del matrimonio ma la crisi è in agguato.
Lo aveva già fatto con Gli amici del Bar Margherita Pupi Avati, assumendo uno sguardo maschile su un mondo altrettanto maschile (e maschilista). Questa volta il suo cinema esce dai bar e dai confini emiliani, diffusi di fumo e Campari, per spostarsi nella campagna italiana degli anni Trenta, quando le donne avevano un cuore grande e rassegnato all'adulterio, quando l'infedeltà era congenita al matrimonio, indotta dal virile modello sociale dell'ideologia fascista e giustificata con un imperativo bisogno fisiologico di sesso. Muovendosi su un piano di consolidata nostalgia marginale e attraverso la storia d'amore tra un giovanotto farfallone e una giovane donna timorata di un dio bigotto, il regista emiliano ci racconta lo zelo antifemminista della dittatura fascista, che relegava la donna al focolare domestico, esaltava la maternità a sostegno della forza dello Stato nazionale e inibiva l'affermazione degli interessi individuali. Per questo motivo il Carlino di Cremonini, in giro sui colli marchigiani in sella a una bici 'special', diventa l'ennesimo mediocre fra i tanti che Avati ha saputo raccontare. Come i padri di Gianni Cavina e Andrea Roncato prima di lui, il personaggio popolano del cantante pop è elementare, affettivamente povero e simpatizzante ottuso della diversità naturale tra uomini e donne a evidente vantaggio dei primi, ancora e sempre meschini, detestabili, puttanieri, ninfomani, fanatici della sottana. Le donne dominanti sul fronte opposto del racconto e di quella porzione di Storia italiana sono mamme in cucina e zitelle in attesa, ragazze da sposare e puttane da comprare (e poi naturalmente disprezzare). A raccontare fuori campo il ritratto di provincia, immortalato dentro l'immancabile posa di gruppo, il figlio di una nuova generazione forse decisa a non 'formare' più maschi patetici. Interpretato da uno smarrito Cesare Cremonini e una 'sprecata' Micaela Ramazzotti, che La prima cosa bella di Virzì aveva magnificamente emancipato dal ruolo di 'coatta' rivelandone il carattere drammatico, Il cuore grande delle ragazze è un film insolvente col passato e col presente, una commedia insicura diretta in una condizione di rarefazione vitale. Un'opera minore che si rifugia in un passato remoto per evitare la penosa consapevolezza del presente. Il cuore di Avati è davvero altrove, lontano dall'amore 'cieco' di Marcorè per Angela, incapace di vederlo e di amarlo dentro un film, quello sì, garbato e poetico.

Incassi Il cuore grande delle ragazze
Primo Weekend Italia: € 633.000
Incasso Totale* Italia: € 1.676.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 12 febbraio 2012
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Premi e nomination Il cuore grande delle ragazze

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
2
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Una commedia mediocre su ogni aspetto

lunedì 21 novembre 2011 di Riccardo76

Dopo il bellissimo e drammatico Una Sconfinata Giovinezza, Pupi Avati ritorna con un’esile commedia, deludendo alla grande. L’intenzione del regista era - così afferma lui stesso - quella di raccontare la storia d’amore dei suoi nonni. L’idea poteva essere interessante, peccato che nel realizzarla Avati si sia lasciato andare ad una serie di elementi favolistici quanto assurdi, che impediscono di rendere credibile la storia. Si pensi, tanto per cominciare, all’alito continua »

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Una storia d'altri tempi

venerdì 18 novembre 2011 di tonimorris

Intervistato durante un programma radiofonico, Pupi Avati ha dichiarato di aver tratto ispirazione per la sceneggiatura di questo film dalla storia dei suoi nonni a cavallo del ventennio fascista, quando era indiscusso il ruolo egemone del maschio e la donna, succube, era destinata a sopportarne, con infinita pazienza, non solo le mattane ma anche le continue infedeltà, vissute, queste ultime, non alla stregua di adulteri veri e propri, ma piuttosto come la soddisfazione di impellenti necessità continua »

* * - - -

Leggero ma grottesco

giovedì 9 febbraio 2012 di archipic

Quest'ultimo film dei Avati si lascia guardare facilmente, forse troppo; una storia leggera ambientata in un'Italia (seppur appena appena accennata) dove l'uomo comandava a bacchetta e le donne o sottostavano o facevano le meretrici vivendo meglio (ma sottostavano lo stesso). Qualche spunto spiritoso, qualche altro (pochi) più introspettivo. La cosa che, a mio parere, salta agli occhi è lo spirito grottesco e caricaturale che l'autore/regista ha voluto dare continua »

* * * - -

Novella in forma di film, tra verismo e romanico

martedì 13 novembre 2012 di bertold

Carlino è uno spirito semplice, analfabeta, figlio maggiore di uno dei dieci mezzadri di Sisto Osti. Questi è un arricchito proprietario terrierlo, puzzolente, che si esprime più con il fucile che con le parole. In un mondo dove i matrimoni combinati, più d'affari che d'amore, sono la regola, Sisto accetta l'iniziativa della moglie di sistemare almeno una delle due figlie legittime, cresciute ed appassite in casa, dandola in moglie a Carlino. Questi continua »

Rosalia(Manuela Morabito)
"Ah-oh! Queste so' du' ragazze da leccarsi i diti, mica le zoccole tua sa'!"
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Carlino
"Sarà mica che non mi sposo, io oggi devo assolutamente fare l'amore!"
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Rosalia: "Quando mi hai sposata ero quasi vergine!"
Sisto: "Molto quasi!"
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DVD | Il cuore grande delle ragazze

Uscita in DVD

Disponibile on line da venerdì 8 agosto 2014

Cover Dvd Il cuore grande delle ragazze A partire da venerdì 8 agosto 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati con Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato. Distribuito da Warner Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1. Su internet cuore grande delle ragazze (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
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INCONTRI | Presentato a Roma Il cuore grande delle ragazze. Pupi Avati assente per un malore.

L'amore ai tempi del fascismo

mercoledì 2 novembre 2011 - Elisabetta Pieretto

L'amore ai tempi del fascismo Alla conferenza stampa de Il cuore grande delle ragazze Pupi Avati è il grande assente. A sostituirlo c'è il fratello Antonio, da sempre suo produttore, che rassicura i presenti sulla salute del regista bolognese: "è uscito quindici minuti fa dal Policlinico Umberto Primo e sarà presente stasera alla proiezione ufficiale con il pubblico, appuntamento che non voleva assolutamente perdere; Pupi ha avuto una semplice congestione, non c'entra nulla con i problemi di cuore che in passato lo hanno afflitto".

   

INCONTRI | A colloquio con il regista bolognese.

Il cuore grande di pupi avati

venerdì 3 giugno 2011 - Ornella Sgroi

Il cuore grande di Pupi Avati Motore. Partito. Ciak. 38/1. Azione. Un rituale cinematografico molto caro a Pupi Avati, ricordo di un esordio bizzarro e incosciente sul set di Balsamus nel 1968, che racconta sempre con grande divertimento. Ha da poco finito di girare il suo trentottesimo film, Il cuore grande delle ragazze, con Cesare Cremonini e Micaela Ramazzotti. Trentotto film per il cinema che, sommati a quattro sceneggiati televisivi a cavallo degli anni Ottanta, fanno un totale di 42 film in 43 anni, con una media recente di due titoli a stagione.

   

INCONTRI | Pupi Avati parla del suo nuovo film con Cremonini e Ramazzotti.

Una storia d'amore che sembrava impossibile

lunedì 24 gennaio 2011 - Giovanni Bogani

Una storia d'amore che sembrava impossibile Cesare Cremonini per Pupi Avati. All'inizio non ci credi, poi capisci che invece è un'altra delle pazze idee di un regista che, a settantadue anni, non smette di stupire. E di inventarsi varianti nuove per quel gioco chiamato cinema. Pupi Avati strizza gli occhi, inquieti, come se scrutassero sempre qualcosa di lontano. E racconta: "È una storia d'amore, d'amore che sembrava impossibile, quella del mio prossimo film. È la storia di mia nonna e di mio nonno". Anni Trenta, Appennino. Un matrimonio tra una ragazza di buona famiglia e un mezzo mascalzone, uno "sbagerla".

   

BIZ

Quinto potere, errori e stranezze della critica cinematografica.

Pupi Avati vs Festival di Roma

mercoledì 9 novembre 2011 - Robert Bernocchi

Un connubio interessante quello tra Pupi Avati e i giornalisti durante il festival di Roma. In particolare, l'intervista con Valerio Cappelli del Corriere della Sera, subito dopo che il suo Il cuore grande delle ragazze è rimasto a mani vuote, in cui il regista si lamenta delle "giurie fatte apposta per vivere in una sorta di piccolo snobismo provinciale". Poi dice "non credo che i film dei miei giovani colleghi siano così tanto al di sotto di quelli che hanno vinto". Viene da pensare che Avati abbia seguito molto i film del Festival. continua »

   

Avati torna alle origini per raccontare l'amore tra la bella e l'ingenuo

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Prima cosa, siamo felici che sia stato solo un falso allarme quello sulla salute di Pupi Avati, il più prolifico regista del cinema italiano in carica (unico rivale: Carlo Vanzina). Per quanto impercettibile (Pupi Avati, oltre quaranta titoli in altrettanti anni, è tanto fedele a se stesso da sembrare - ai detrattori - ripetitivo) si è verificato un sicuro spostamento nel cinema dell'autore bolognese, nel sentimento più che nello stile. E Il cuore grande delle ragazze lo conferma, dopo - seguendo l'ordine a ritroso - Una sconfinata giovinezza e Il figlio più piccolo, Gli amici del bar Margherita e Il papà di Giovanna. »

Nell'amarcord di Avati una Ramazzotti vibrante

di Alessandra Levantesi La Stampa

Nel cinema di Pupi Avati, la memoria - in quanto depositaria non solo di esperienze individuali, ma familiari - ha ruolo fondamentale. Cosicché molti dei suoi film sono ascrivibili a un ideale filone Amarcord che, in luogo di basarsi sul modello felliniano, possiede una sua originale risonanza poetica. Rientra nella categoria Il cuore grande delle ragazze che rievoca in maniera trasfigurata la storia del matrimonio fra i nonni del cineasta bolognese: l’inguaribile donnaiolo Carlo, modesto fittavolo, e la figlia del padrone delle terre, la bella Francesca educata dalle suore ma piena di sogni d’amore. »

Il bellissimo amarcord di nonno Pupi Avati

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Pupi Avati è uno degli ultimi cantastorie rimasti in Italia. Non importa, poi, se i suoi racconti siano reali o meno. Riescono, comunque, a tener viva la memoria di quei sapori nostalgici che sembrano fiorire da un passato che appare, purtroppo, sempre più lontano. Come un vecchio nonno, Avati fa sedere sulle sue gambe gli spettatori e, con rifiuto del presente, narra loro le atmosfere irripetibili di un piccolo mondo antico, a volte fiabesco, a volte crudele, maledettamente affascinante. Vicende semplici, come quella di suo nonno, dongiovanni del rione, sempre a caccia «di una tacca sulla pistola», leggesi donzelle, cui la moglie finiva per perdonare i tradimenti pur di salvare il matrimonio «perché le donne avevano un cuore enorme, una grande capacità di sopportazione». »

Donne masochiste

di Alberto Crespi L'Unità

Quale sarà la verità, intorno a questo ennesimo capitolo dell’opusavatiano? Dove finirà lo scrupolo autobiografico e dove inizierà invece la deriva fiabesca, evidente in un certo gusto teratologico (tutti i personaggi sono in qualche misura «mostruosi», affetti da deformità fisiche e/o morali)? È un bozzetto realistico o ad una parabola quasi evangelica, in cui tutti tornano dalla morte (entrambi i protagonisti compiono, o simulano, il «suicidio di se stessi») e un folle di Dio è baciato dalla grazia? Nel primo caso il film risulterebbe sgradevole, visto che il «cuore grande delle ragazze» è quello che sopporta con cristiana rassegnazione le corna inflitte dagli uomini, tutti puttanieri. »

Il cuore grande delle ragazze | Indice

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