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Il cuore grande delle ragazze |
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Un film di Pupi Avati.
Con Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato, Erika Blanc.
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Drammatico,
durata 85 min.
- Italia 2011.
- Medusa
uscita venerdì 11 novembre 2011.
MYMONETRO
Il cuore grande delle ragazze
valutazione media:
2,97
su
39
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Una storia d'amore impossibile tra una ragazza di buona famiglia e un mezzo mascalzone.
![]() Una commedia insicura e poco vitale che racconta lo zelo antifemminista della dittatura fascista |
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Marzia Gandolfi
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Carlino Vigetti è un giovane uomo intraprendente che innamora le donne con sospiri di sambuco. Inaffidabile e analfabeta è il giovanotto a cui nessun padre concederebbe in sposa la propria figlia, a meno che non difetti di bellezza e ingegno. Sisto Osti, ricco e avido proprietario terriero della zona, decide suo malgrado di ricorrere a Carlino per maritare almeno una delle sue due figlie. Comprato con la promessa di una moto Guzzi, il ragazzo si reca ogni sera a casa Osti per corteggiarle e decidere quale delle due impalmare. Ma il ritorno da Roma della bella Francesca, figlia adottiva di Sisto, butta all'aria i piani del genitore che dovrà capitolare davanti al sentimento sbocciato tra la figliastra e Carlino. Ostinati a sposarsi e contro il parere di tutti realizzeranno il sogno del matrimonio ma la crisi è in agguato. |
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Una storia d'altri tempi
venerdì 18 novembre 2011
di tonimorris
Intervistato durante un programma radiofonico, Pupi Avati ha dichiarato di aver tratto ispirazione per la sceneggiatura di questo film dalla storia dei suoi nonni a cavallo del ventennio fascista, quando era indiscusso il ruolo egemone del maschio e la donna, succube, era destinata a sopportarne, con infinita pazienza, non solo le mattane ma anche le continue infedeltà, vissute, queste ultime, non alla stregua di adulteri veri e propri, ma piuttosto come la soddisfazione di impellenti necessità continua » |
Una commedia mediocre su ogni aspetto
lunedì 21 novembre 2011
di Riccardo76
Dopo il bellissimo e drammatico Una Sconfinata Giovinezza, Pupi Avati ritorna con un’esile commedia, deludendo alla grande. L’intenzione del regista era - così afferma lui stesso - quella di raccontare la storia d’amore dei suoi nonni. L’idea poteva essere interessante, peccato che nel realizzarla Avati si sia lasciato andare ad una serie di elementi favolistici quanto assurdi, che impediscono di rendere credibile la storia. Si pensi, tanto per cominciare, all’alito continua » |
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Leggero ma grottesco
giovedì 9 febbraio 2012
di archipic
Quest'ultimo film dei Avati si lascia guardare facilmente, forse troppo; una storia leggera ambientata in un'Italia (seppur appena appena accennata) dove l'uomo comandava a bacchetta e le donne o sottostavano o facevano le meretrici vivendo meglio (ma sottostavano lo stesso). Qualche spunto spiritoso, qualche altro (pochi) più introspettivo. La cosa che, a mio parere, salta agli occhi è lo spirito grottesco e caricaturale che l'autore/regista ha voluto dare continua » |
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| Carlino | |
| "Sarà mica che non mi sposo, io oggi devo assolutamente fare l'amore!" | |
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| Rosalia(Manuela Morabito) | |
| "Ah-oh! Queste so' du' ragazze da leccarsi i diti, mica le zoccole tua sa'!" | |
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Rosalia: "Quando mi hai sposata ero quasi vergine!" Sisto: "Molto quasi!" |
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DVD | Il cuore grande delle ragazzeUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 18 aprile 2012
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INTERVISTE | Presentato a Roma Il cuore grande delle ragazze. Pupi Avati assente per un malore.L'amore ai tempi del fascismo
mercoledì 2 novembre 2011 - Elisabetta Pieretto
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INTERVISTE | A colloquio con il regista bolognese.Il cuore grande di pupi avati
venerdì 3 giugno 2011 - Ornella Sgroi
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INTERVISTE | Pupi Avati parla del suo nuovo film con Cremonini e Ramazzotti.Una storia d'amore che sembrava impossibile
lunedì 24 gennaio 2011 - Giovanni Bogani
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Quinto potere, errori e stranezze della critica cinematografica.Pupi Avati vs Festival di Roma
mercoledì 9 novembre 2011 - Robert Bernocchi
Un connubio interessante quello tra Pupi Avati e i giornalisti durante il festival di Roma. In particolare, l'intervista con Valerio Cappelli del Corriere della Sera, subito dopo che il suo Il cuore grande delle ragazze è rimasto a mani vuote, in cui il regista si lamenta delle "giurie fatte apposta per vivere in una sorta di piccolo snobismo provinciale". Poi dice "non credo che i film dei miei giovani colleghi siano così tanto al di sotto di quelli che hanno vinto". Viene da pensare che Avati abbia seguito molto i film del Festival. continua » |
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Avati torna alle origini per raccontare l'amore tra la bella e l'ingenuo
di Paolo D'Agostini La Repubblica
Prima cosa, siamo felici che sia stato solo un falso allarme quello sulla salute di Pupi Avati, il più prolifico regista del cinema italiano in carica (unico rivale: Carlo Vanzina). Per quanto impercettibile (Pupi Avati, oltre quaranta titoli in altrettanti anni, è tanto fedele a se stesso da sembrare - ai detrattori - ripetitivo) si è verificato un sicuro spostamento nel cinema dell'autore bolognese, nel sentimento più che nello stile. E Il cuore grande delle ragazze lo conferma, dopo - seguendo l'ordine a ritroso - Una sconfinata giovinezza e Il figlio più piccolo, Gli amici del bar Margherita e Il papà di Giovanna. » |
Nell'amarcord di Avati una Ramazzotti vibrante
di Alessandra Levantesi La Stampa
Nel cinema di Pupi Avati, la memoria - in quanto depositaria non solo di esperienze individuali, ma familiari - ha ruolo fondamentale. Cosicché molti dei suoi film sono ascrivibili a un ideale filone Amarcord che, in luogo di basarsi sul modello felliniano, possiede una sua originale risonanza poetica. Rientra nella categoria Il cuore grande delle ragazze che rievoca in maniera trasfigurata la storia del matrimonio fra i nonni del cineasta bolognese: l’inguaribile donnaiolo Carlo, modesto fittavolo, e la figlia del padrone delle terre, la bella Francesca educata dalle suore ma piena di sogni d’amore. » |
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Donne masochiste
di Alberto Crespi L'Unità
Quale sarà la verità, intorno a questo ennesimo capitolo dell’opusavatiano? Dove finirà lo scrupolo autobiografico e dove inizierà invece la deriva fiabesca, evidente in un certo gusto teratologico (tutti i personaggi sono in qualche misura «mostruosi», affetti da deformità fisiche e/o morali)? È un bozzetto realistico o ad una parabola quasi evangelica, in cui tutti tornano dalla morte (entrambi i protagonisti compiono, o simulano, il «suicidio di se stessi») e un folle di Dio è baciato dalla grazia? Nel primo caso il film risulterebbe sgradevole, visto che il «cuore grande delle ragazze» è quello che sopporta con cristiana rassegnazione le corna inflitte dagli uomini, tutti puttanieri. » |
Il bellissimo amarcord di nonno Pupi Avati
di Maurizio Acerbi Il Giornale
Pupi Avati è uno degli ultimi cantastorie rimasti in Italia. Non importa, poi, se i suoi racconti siano reali o meno. Riescono, comunque, a tener viva la memoria di quei sapori nostalgici che sembrano fiorire da un passato che appare, purtroppo, sempre più lontano. Come un vecchio nonno, Avati fa sedere sulle sue gambe gli spettatori e, con rifiuto del presente, narra loro le atmosfere irripetibili di un piccolo mondo antico, a volte fiabesco, a volte crudele, maledettamente affascinante. Vicende semplici, come quella di suo nonno, dongiovanni del rione, sempre a caccia «di una tacca sulla pistola», leggesi donzelle, cui la moglie finiva per perdonare i tradimenti pur di salvare il matrimonio «perché le donne avevano un cuore enorme, una grande capacità di sopportazione». » |
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Uscita nelle sale
venerdì 11 novembre 2011 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 1 sala cinematografica: |