Henry

Un film di Alessandro Piva. Con Carolina Crescentini, Claudio Gioé, Aurelien Gaya, Pietro De Silva, Eriq Ebouaney.
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Drammatico, durata 86 min. - Italia 2011. - Iris Film Distribution uscita venerdì 2 marzo 2012. MYMONETRO Henry * * 1/2 - - valutazione media: 2,72 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,72/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
Roma, il suo volto meticcio, randagio, oscuro. Malandrini vecchi e nuovi che si inseguono, sotto la minaccia di una guerra tra clan. Tre giorni di delitti, fughe e sospiri d'amore.
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primo piano
Un cinema finalmente dissonante sul mondo e smarcato dai canoni dominanti
Marzia Gandolfi     * * * - -

Il commissario Silvestri ha una moglie zelante, un figlio in arrivo e un duplice omicidio da risolvere dentro una Roma livida che spaccia droga e consuma vite. La sua indagine incrocia le esistenze giovani e compromesse di Nina e Gianni, coinvolti loro malgrado nell'assassinio di uno spacciatore e di sua madre. Istruttrice di aerobica lei, perdigiorno lui, i giovani amanti provano a collaborare e a uscire maldestramente da una storia più grande di loro. Sullo sfondo dell'omicidio si muovono intanto clan malavitosi impegnati a conquistare un posto di prestigio nel mercato dell'eroina. Tra delinquenti africani e deliranti, spetterà a Silvestri rimettere ordine e individuare i colpevoli. Il prezzo da pagare sarà però altissimo.
Lo studio e la rappresentazione materiale dei luoghi della narrazione sono le doti che Alessandro Piva ha fatto maggiormente apprezzare nei suoi film, a partire dal suo esordio nel 1999 fino all'opera presentata al festival di Torino nel 2010 e distribuita con due anni di (imperdonabile) ritardo. Lasciata la Bari clandestina de Lacapagira e quella squadernata di Mio cognato, il regista pugliese risale fino a Roma, spogliandola dell'abitudine turistica del nostro sguardo e sperimentandone nuove possibilità.
A suo modo, Henry è un giallo. Narra di un doppio delitto, di un'inchiesta notturna, di testimonianze frontali, di dichiarazioni ideali, di sentimenti consumati in un angolo ben riconoscibile ma meno 'frequentato' della capitale. In un altro modo Henry è un noir che sposta l'attenzione dello spettatore dalla formula del tradizionale poliziesco alla psicologia complessa dei personaggi, immersi in una penombra piena di allusioni, ambiguità e slittamenti di senso. Dirigendo un cast ad alto tasso di pugliesità (Michele Riondino, Paolo Sassanelli, Dino Abbrescia, Alfonso Santagata), Piva accede a un più ricco serbatoio di volti, corpi, grana e dizioni che riaccendono il desiderio di visione e realizzazione di un 'altro' cinema italiano. Un cinema finalmente dissonante sul mondo e smarcato dai canoni dominanti.
Liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Giovanni Mastrangelo, Henry è un film cupo e denso, girato prevalentemente in notturna, con un senso del grottesco e un'atmosfera visiva che proiettano qualche volta il racconto in una direzione allucinata (le deposizioni dirette dei personaggi, il flusso di memoria di Nina, la trance nel tunnel). Dentro una città affamata e abitata da spacciatori d'accatto e poliziotti smarriti, ogni cosa è illuminata dalla trasgressione bionda di Nina, che procede per scarti, sussulti e trasalimenti improvvisi, insinuando cuori periferici e clandestini. Interpretata da Carolina Crescentini, Nina è un misto di vulnerabilità e intraprendenza che 'asseconda' l'eroicità del commissario 'rosso' di Claudio Gioè.
Uomo di legge (e di cuore) che mantiene la propria centralità etica attraverso una forma di decentramento e uno sguardo defilato su un mondo a cui sente di non appartenere. Il suo è lo sguardo sincero del regista su un Paese soffocato da corruzione e debolezza, menzogna e polvere. Bianca o marrone che sia.

Incassi Henry
Primo Weekend Italia: € 5.269
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Showtime:
martedì 28 ottobre 2014 alle ore 23,10 in TV su RAIMOVIE
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Henry: potenziale cult

lunedì 19 marzo 2012 di francescoambrosino

Finalmente un noir. Un genere che in Italia avevamo dimenticato, troppo concentrati a far ridere il pubblico.  Finalmente un film moderno, dove i personaggi parlano come noi, persone comuni. Finalmente un film sperimentale, girato in digitale con riprese a mano e un montaggio serrato. Finalmente Henry, il nuovo film scritto, diretto e prodotto da Alessandro Piva uscito nelle sale (poche, nda) il 2 marzo scorso.  Ritornato allo stile del film che lo ha consacrato, "La continua »

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Piva offusca il poliziesco americano.

lunedì 12 marzo 2012 di antycapp

E' un poliziesco molto dinamico, asciutto denso e con una struttura narrativa denotata da dead men talking, se mi passate l'espressione. Infatti, magari non tutti, ma in buona parte coloro che parlano e raccontano sono cadaveri. Gli attori sono diretti con buona maestria a mio avviso. Le scoperte che mi hanno fatto decollare a sensazione sono Gioé (che avevo visto in Boris e non mi era dispiaciuto) e Sassanelli che sapevo essere attore di teatro, ma che avevo intravisto e fuggito nelle fiction nelle continua »

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NEWS | Un noir, dalle tinte pulp, sul mercato dell’eroina in una Roma invisibile. Dal 2 marzo al cinema.

Su mymovieslive!

giovedì 23 febbraio 2012 - Nicoletta Dose

Henry su MYMOVIESLIVE! L’eroina è fuori legge. Ma chi ha detto che è peggio delle guerre, dell’uranio impoverito o delle bombe intelligenti? Alessandro Piva, dopo aver raccontato con arguzia i chiaroscuri della malavita pugliese (Lacapagira, Mio cognato), volge lo sguardo su Roma, quella invisibile che dipende dalla 'roba'. Henry, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Mastrangelo, è un film realizzato con poco, interpretato da un cast d’eccezione (Carolina Crescentini, Michele Riondino, Paolo Sassanelli) e fortemente voluto per portare alla luce una piaga sociale difficile da debellare, una guerra sotterranea che arricchisce i forti e porta i deboli allo sbando.

   

GALLERY | Le foto del film di Alessandro Piva. Con Crescentini, Riondino e Sassanelli.

Amore e droga nella roma di oggi

venerdì 24 febbraio 2012 - a cura della redazione

Henry, amore e droga nella Roma di oggi Roma, ma non quella dei papi e delle auto blu. Un’insegnante di aerobica venuta dalla provincia. Un fidanzato tossico e infantile. Un ex fotografo troppo cinico e troppo fatto. Una banda di malavitosi nostrani e una gang di africani impegnati a conquistare il mercato dell’eroina. Due omicidi che ne generano molti di più e due poliziotti ad indagare: uno un po' anomalo, l’altro troppo normale, uniti solo dal coraggio di andare fino in fondo. In una città che parla in varie lingue lo stesso umorismo nero, tre notti di inseguimenti e sospiri d’amore, un finale nel quale si ritrovano tutti armi alla mano.

Pulp alla Tarantino tra omicidi e droga

di Alessandra Levantesi La Stampa

Giudicato il migliore film dal pubblico del Festival di Torino nel 2010, Henry suggerisce l’idea che il regista Alessandro Piva, salernitano naturalizzato barese, possa venir considerato una specie di Quentin Tarantino nostrano. E questo per il grottesco umorismo con cui inscena un mondo della bassa criminalità, ritagliato più sull’immaginario del cinema di serie B che sulla realtà. Nella cornice di una Roma multietnica fra periferia e Villaggio Olimpico, la vicenda ruota intorno a una partita di cocaina, a un omicidio e a una guerra di potere in atto fra spacciatori della camorra e nigeriani. »

di Raffaella Giancristofaro Rolling Stone

Roma drogata. Scene di ordinaria disperazione tra tossici cronici, pusher disperati, una coppia in cerca di trasgressione, un clan di criminali italiani e di spacciatori africani. Lontano anni luce dalla tragicomica meridionalità” di Mio cognato, Henry (pseudonimo di ‘carico di droga per i ghanesi a Roma) è un intreccio azzardato tra un poliziottesco anni ‘70 e il pilot di una serie che per crudezza e scorrettezza politica farebbe venire il cimurro al Moige. Mezzi leggeri, povertà intenzionale, una camera digitale iperrealista che aggredisce i corpi. »

Una Roma noir e selvaggia

di Valerio Caprara Il Mattino

Non è un bel momento per la capitale, visto che anche Alessandro Piva porta il suo tributo alla sua neo-fama «criminale». In «Henry» il cuore selvaggio di Roma prende forme noir grazie all’intreccio ispirato dall’omonimo romanzo di Mastrangelo: gravido di atmosfere cupe e ossessive, il film bracca assassini, tossici, commissari di vago spessore dostoievskiano. La fastidiosa piega politico-moralista è rintuzzata dall’ottima Carolina Crescentini. Da Il Mattino, 2 marzo 2012 »

Pulp alla Tarantino tra omicidi e droga

di Alessandra Levantesi La Stampa

Giudicato il migliore film dal pubblico del Festival di Torino nel 2010, Henry suggerisce l’idea che il regista Alessandro Piva, salernitano naturalizzato barese, possa venir considerato una specie di Quentin Tarantino nostrano. E questo per il grottesco umorismo con cui inscena un mondo della bassa criminalità, ritagliato più sull’immaginario del cinema di serie B che sulla realtà. Nella cornice di una Roma multietnica fra periferia e Villaggio Olimpico, la vicenda ruota intorno a una partita di cocaina, a un omicidio e a una guerra di potere in atto fra spacciatori della camorra e nigeriani. »

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