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kondor17
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domenica 27 maggio 2012
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intelligente, divertente, intrigante
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piccola dimostrazione di come si può fare un ottimo film tra 4 mura con 4 ottimi attori. Polansky ancora una volta non delude. Riesce a coinvolgere lo spettatore, facendoti prima amare, poi odiare, ogni singolo attore, più e più volte nel corso dell'opera. Ti porta come al solito dove vuole lui, facendoti riflettere, in fondo, sulla stupidità dell'essere umano, soprattutto quando si erge al ruolo di educatore che spesso non gli compete. Un semplice bastone diventa un'arma da brandire e il raccontare la cosa ai genitori un atto di spionaggio. Per non parlare dell'omicidio del criceto (che poi è vivo e vegeto, anche se tremante!!). Come un buon scotch cambia i punti di vista e come di fronte allo stesso due padri diametralmente opposti per ceto e professione e quasi alle mani per reciproche pesanti offese trovino non solo il sorriso ma addirittura la complicità.
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piccola dimostrazione di come si può fare un ottimo film tra 4 mura con 4 ottimi attori. Polansky ancora una volta non delude. Riesce a coinvolgere lo spettatore, facendoti prima amare, poi odiare, ogni singolo attore, più e più volte nel corso dell'opera. Ti porta come al solito dove vuole lui, facendoti riflettere, in fondo, sulla stupidità dell'essere umano, soprattutto quando si erge al ruolo di educatore che spesso non gli compete. Un semplice bastone diventa un'arma da brandire e il raccontare la cosa ai genitori un atto di spionaggio. Per non parlare dell'omicidio del criceto (che poi è vivo e vegeto, anche se tremante!!). Come un buon scotch cambia i punti di vista e come di fronte allo stesso due padri diametralmente opposti per ceto e professione e quasi alle mani per reciproche pesanti offese trovino non solo il sorriso ma addirittura la complicità. Cosa che ahimè risulta assai più difficile per le mamme, spesso molto più implicate e coinvolte dei mariti nell'educazione, nella crescita e nella difesa dell'operato dei propri figli.
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liuk!
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lunedì 21 maggio 2012
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teatrale
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Interessante lavoro di chiaro stampo teatrale, confezionato per il grande schermo con tempi cinematografici e attori di livello. Tutto si svolge in un appartamento attraverso una storia "degenerativa" dove il grande pregio del regista è alzare i toni ed i ritmi un poco per volta, quasi senza che lo spettatore se ne accorga.
Manca, però, un finale decisivo, qualcosa di appagante che è stato sacrificato per la morale.
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notedo
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mercoledì 16 maggio 2012
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il pubblico ha premiato il film
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Carnage a Venezia non è stato premiato. Lo spettatore invece ha risposto bene,il che significa che a prescindere che si tratti di cinema nel teatro o di teatro nel cinema,da questa esperienza emerge che il pubblico ha tanta voglia di teatro. Il contenuto è scontato fin dalle prime battute,ma gli interpreti sono bravissimi,specialmente tre di loro avrebbero meritato un premio.Ma si sa,Polanski non è amato da tutti e gli interpreti,nella loro carriera,sono già stati abbondantemente e meritevolmente premiati.
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leonsa
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domenica 13 maggio 2012
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noioso
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salve.... il film lo trovo abbastanza noioso , gli attori che non si discute la loro bravura mi hanno deluso interpretando un film che non decolla mai !!!
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1962thor
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venerdì 4 maggio 2012
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le maschere cadono pian piano
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Bravo Polansky con questa commedia in cui le maschere dei personaggi cadono pian piano insieme ai falsi moralismi. Ottime interpretazioni dei quattro protagonisti tra cui spicca Jodie Foster in un ruolo spigoloso e antipatico che le calza a pennello.
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kyotrix
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lunedì 30 aprile 2012
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mi aspettavo di meglio.
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Ottima la recitazione degli attori, ma imho il film deve intrattenere e questo l'ho trovato abbastanza noioso. Da segnalare sicuramente la vomitata piu' realistica nella storia dei film ( me la sono riguardata al rallenty per vedere bene Kate che rimetteva ^_^ ). Finale mediocre.
Volete vedere una vera perla di film ambientato interamente in una stanza? Guardatevi La parola ai giurati (1957)
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gabriella
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venerdì 9 marzo 2012
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scannatoio domestico
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Si potrebbe definire una specie di terapia di gruppo quella che si svolge nell’appartamento newyorkese dei Longstreet, due coppie si trovano a discutere di un incidente avvenuto tra i rispettivi figli, uno ha rotto gli incisivi a l’altro. Dopo i convenevoli iniziali conditi di buone maniere, di sorrisi disegnati, di fette di torta e caffè di cortesia, in quella condizione cioè che costringe ogni essere umano a calarsi in una “forma” che lo colloca in una determinata posizione sociale, ecco che si libera invece quel bisogno di libertà che come sosteneva Dostojeski è ancella dell’identità.
Ma se la verità è libertà, è poi davvero sopportabile o non è invece la strada per la solitudine?
E’ quanto emerge dalle coppie che si confrontano quando decidono di mandare al diavolo le buone maniere e si scontrano a viso aperto, i toni si accendono, volano invettive, insulti, rivendicazioni, si vomita ( letteralmente) la propria frustrazione, il malessere accumulato fino a una deflagrazione che trasforma il salotto dei Longsatreet in un vero campo di battaglia, in un interscambio continuo tra vittima e carnefice.
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Si potrebbe definire una specie di terapia di gruppo quella che si svolge nell’appartamento newyorkese dei Longstreet, due coppie si trovano a discutere di un incidente avvenuto tra i rispettivi figli, uno ha rotto gli incisivi a l’altro. Dopo i convenevoli iniziali conditi di buone maniere, di sorrisi disegnati, di fette di torta e caffè di cortesia, in quella condizione cioè che costringe ogni essere umano a calarsi in una “forma” che lo colloca in una determinata posizione sociale, ecco che si libera invece quel bisogno di libertà che come sosteneva Dostojeski è ancella dell’identità.
Ma se la verità è libertà, è poi davvero sopportabile o non è invece la strada per la solitudine?
E’ quanto emerge dalle coppie che si confrontano quando decidono di mandare al diavolo le buone maniere e si scontrano a viso aperto, i toni si accendono, volano invettive, insulti, rivendicazioni, si vomita ( letteralmente) la propria frustrazione, il malessere accumulato fino a una deflagrazione che trasforma il salotto dei Longsatreet in un vero campo di battaglia, in un interscambio continuo tra vittima e carnefice. Penelope ( una bravissima Jody Foster il cui doppiaggio non le rende giustizia), manifesta da subito una malcelata aggressività, presa dalle sue cause civili e umanitarie, anziché essere apprezzata viene derisa e non solo dal marito , anche dall’avvocato Cowen “ voi donne pensate troppo, siete così noiose, mentre a noi interessano solo le tempeste ormonali”.
Sarebbe il caso di dire che il “ re è nudo” è non è un bello spettacolo, si evidenziano le magagne, le imperfezioni, tramutate in contraddizioni; Penelope è convinta assertrice della non violenza, poi si scaglia come una furia sul marito, Alan Cowen fa notate al Michel Longstreet di come si fa gestire dalla moglie, ma quando Nancy, esasperata, gli scaglia il cellulare in un vaso d’acqua, si sente smarrito, oppure quando Nancy dà di stomaco, la prima cosa che fa è di andare in bagno a pulirsi i pantaloni, anziché preoccuparsi per lei. La disputa continua e i contendenti si schierano col nemico ( gli uomini che sorseggiano il drink, le donne che si ubriacano), e tra l’aplomb maschile e isterie femminili che culminano con un mazzo di tulipani decapitati, scaturisce l’umorismo, il senso del comico che distrugge ogni residua illusione umana, compresa la capacità di capire noi stessi. Probabilmente rimarrà solo uno sfogo che non condurrà da nessuna parte, perché non vogliono realmente cambiare le cose, le coppie che alla fine ritroviamo stremate sul divano, mentre l’inquadratura finale vede in lontananza ( lontano dalla vista dei loro genitori, ma anche dal loro immaginario), i due ragazzini che da soli hanno sicuramente trovato la scorciatoia per risolvere le loro divergenze.. forse domani diventeranno uguali ai loro genitori, ma intanto possiedono ancora, per fortuna la libertà della spontaneità e di una verità non filtrata che si basta si sé stessa, senza compiacere nessuno.
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binda
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sabato 3 marzo 2012
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due adolescenti
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Zachary e Ethan litigano fuori da scuola e uno colpisce duramente l'altro lasciadogli labbra gonfie e due denti rotti . I genitori della vittima invitano a casa loro i genitori del colpevole per chiarire la faccenda, appianare i conflitti e riconciliarsi. I convenevoli iniziali , ben presto, si trasformano e finiscono in una rissa furiosa che porta a una resa dei conti tra loro. Il problema è che la colpa è sempre dell'altro, nella valutazione dei genitori è inconcepibile che la questione sia nata casualmente e non creata da una causa esterna . Nella ricerca del colpevole la lite si trasforma in una assurda lotta tra le parti convinte entrambe che il proprio figlio non è mai dalla parte del torto, non sbaglia e non eccede.
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Zachary e Ethan litigano fuori da scuola e uno colpisce duramente l'altro lasciadogli labbra gonfie e due denti rotti . I genitori della vittima invitano a casa loro i genitori del colpevole per chiarire la faccenda, appianare i conflitti e riconciliarsi. I convenevoli iniziali , ben presto, si trasformano e finiscono in una rissa furiosa che porta a una resa dei conti tra loro. Il problema è che la colpa è sempre dell'altro, nella valutazione dei genitori è inconcepibile che la questione sia nata casualmente e non creata da una causa esterna . Nella ricerca del colpevole la lite si trasforma in una assurda lotta tra le parti convinte entrambe che il proprio figlio non è mai dalla parte del torto, non sbaglia e non eccede. Tutto si svolge in un solo ambiente, un appartamento di Brooklyn. Due famiglie borghesi piccoli piccoli si incontrano per risolvere la rissa scoppiata tra i figli e finiscono col massacrarsi nel salotto di casa.
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mikisuele
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domenica 12 febbraio 2012
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carneficina fine a se stessa
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Un'ottima recitazione, un cast affermato e una storia originale non bastano a fare di un film un buon film! Il risultato finale è un lungometraggio urlato che oltre a dirci ciò che già tutti tristemente sappiamo, e cioè che gli uomini spesso si comportano come bestie, e disilludere chi nutre la speranza che impostare civilmente le relazioni col prossimo possa portare a una conclusione felice, ci provoca anche un grandioso mal di testa. C'è chi penso avrà notato che l'intero film si basa sul concetto citato spesso dagli stessi personaggi del "saltare di palo in frasca": da un discorso ne deriva un altro, da una parola usata con malizia parte una nuova discussione che, però, non porta assolutamente a niente.
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Un'ottima recitazione, un cast affermato e una storia originale non bastano a fare di un film un buon film! Il risultato finale è un lungometraggio urlato che oltre a dirci ciò che già tutti tristemente sappiamo, e cioè che gli uomini spesso si comportano come bestie, e disilludere chi nutre la speranza che impostare civilmente le relazioni col prossimo possa portare a una conclusione felice, ci provoca anche un grandioso mal di testa. C'è chi penso avrà notato che l'intero film si basa sul concetto citato spesso dagli stessi personaggi del "saltare di palo in frasca": da un discorso ne deriva un altro, da una parola usata con malizia parte una nuova discussione che, però, non porta assolutamente a niente. A parer mio, un film furbo che tenta di rapire il pubblico rappresentando una situazione decisamente realistica ma esasperata, senza tuttavia dare di più allo spettatore. Mi sarebbe bastato rimanere a casa a discutere con i membri della mia famiglia.
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ilaskywalker
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sabato 31 dicembre 2011
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isteria familiare: nulla di nuovo
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Carnage non mi è piaciuto, anche se c’è ritmo e i contenuti sono vagamente interessanti (educazione dei bambini), ma quelle intese improvvise, quelle risate nervose, ubriacature tragicomiche; è un continuo dialogo tira e molla orchestrato teatralmente e lo scenario migliore sarebbe stato un palco invece di appartamento e pianerottolo.
Alla gente come il personaggio di Jodie Foster vorrei dare calci nei denti; inoltre dico NO al dramma familiare spiattellato in modo isterico e poi portandosi le mani alla faccia sedendo su di un pouf. I film tutto dialogo alla Big Kahuna devono farsi un bel giretto. No no
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