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I giochi delle coppieMaschi, femmine e moduli vari di uno sport di squadra. |
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Maschi contro femmine. Femmine contro maschi. Non tanto guerra dei sessi quanto gioco delle coppie, e quale gioco si impiega poco a capirlo. Certamente non il tennis, le cui battute rimandano più alle schermaglie amorose dell'era delle screwball, ai dritti e ai rovesci scagliati con vigore e incisività fra mogli argute e mariti sarcastici. Ma neanche il softball della commedia romantica moderna, dove si impiegano strumenti più leggeri del normale e i giocatori corrono ai quattro angoli per recuperare un oggetto che ha le stesse dimensioni di un cuore. Nel dittico di Fausto Brizzi è piuttosto al calcio che si pensa e si gioca: c'è un primo e un secondo tempo, una rosa di giocatori famosi e una strategia precisa con cui schierarli in campo. Nella prima parte, Maschi contro Femmine, si gioca in attacco, schierando tre punte e lavorando su più fasce (d'età): lui, lei e l'altro/a; il marito, la moglie e l'amante; il ragazzo, la ragazza e l'amica, o ancora l'uomo, la donna e il brivido della conquista (il tridente da sempre più efficace). Il secondo capitolo, Femmine contro Maschi, prevede un cambio di campo (Medusa al posto di 01) e punta sul catenaccio: reparti in difesa e un modulo a due basato su quattro coppie di trenta-quarantenni abili giostratori più di balle che di palloni.
In questo particolare campionato non ci sono limiti d'età. Ad ogni nuova partita si è sempre come alle elementari, quando si giocava davvero a squadre suddivise per genere. Neanche il premio in palio è cambiato molto. Allora si partecipava per decretare non il semplice trionfo di una categoria sull'altra, ma qualcosa che già coglieva la suggestione di un ancestrale conflitto biologico, la conquista di una superiorità fugace ma fondamentale all'orgoglioso sopravvivere di una specie. Da adulti, al di là delle imprevedibili fluttuazioni dei cicli ormonali e delle conturbanti evoluzioni delle silhouette dei corpi, quell'obiettivo non è cambiato e non si è fatto più concreto, mantenendo molta della sua aura favolosa e originaria. I misteri dell'altro sesso, la possibile decifrazione di relativi comportamenti e azioni, costituiscono, oltre che una miniera di cliché, una curiosità superiore, uno stimolo profondo, al contempo carnale e metafisico, che non conosce età di pensionamento.
Confessioni di coppie pericolose
È per questo che l'allenatore Brizzi lavora nella dimensione più agile ed epidermica di questi segreti: per tenere vivo lo spirito di squadra e il desiderio di competizione dei suoi vari protagonisti. Nei vari collegamenti del suo ipertesto, non c'è scontro che non si giochi nell'arena dell'eterna giovinezza o conflitto che non si origini da un capriccio infantile, ludico. I modelli, in questo caso, più che appartenere al piano sportivo e alle metafore calcistiche, li possiamo leggere nello schermo della televisione. Dal separé che divideva una ragazza attraente o uno scapolo ambito da tre pretendenti di sesso opposto nel celebre “The Dating Game” americano, fino al piccolo parterre di tronisti e ammiratori senza vergogna del nostrano “Uomini e donne”, i giochi delle coppie e i riti di corteggiamento attraggono maggiormente quando si fondano su un'opposizione, su uno scontro dialettico. In televisione, ad ogni richiesta d'affetto si danno risposte pruriginose, ad ogni problema sensibile si oppongono soluzioni spaccone, in un insieme di romanticismo e bullismo sentimentale al cui interno i vari protagonisti (più o meno eccentrici, più o meno sognatori) possono dirsi e mantenersi giovani perché non conoscono educazione sentimentale. A volte, è accaduto anche che questi, se premiati dal successo e dalla simpatia del pubblico televisivo, ritornino in nuove vesti all'interno del programma per dar vita ad una narrazione potenzialmente infinita, fatta di sequel, remake e spin-off fra moderni Adamo e nuove Eva. Non è un caso che molti dei partecipanti di programmi come questi siano poi approdati al cinema e abbiamo intrapreso, chi con gloria e successo e chi con infamia e mestizia, la carriera d'attori, così come non è certamente una mera curiosità il fatto che l'autore di “The Dating Game” sia quel famoso Chuck Barris che ha anche raccontato di esser stato produttore televisivo di giorno e killer della CIA di notte in Confessioni di una mente pericolosa. Ogni film, così come ogni programma televisivo, ha la sua sceneggiatura e sa che prima di arrivare all'happy ending deve poter esprimere e raccontare tutte le possibili tensioni del mondo sensuale. Maschi e femmine, giovani e di mezza età, non c'è scontro o meschinità all'interno dei rapporti di coppia che non valga la pena di tramutarsi in storia e di farsi seguire passo passo nelle sue carezze e nei suoi disastri, nella buona e nella cattiva sorte. Maschi contro femmine, femmine contro maschi: l'altra faccia dell'amore è sempre la baruffa, un gioco in cui ancora nessuno ha imparato a perdere.
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Fausto Brizzi
Altri nomi: (F. Brizzi ) (43 anni) 15 Novembre 1968, Roma (Italia) - Scorpione
Regista del film Femmine contro Maschi. Al cinema da venerdì 4 febbraio 2011. |
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