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cornholio
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lunedì 14 maggio 2012
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capolavoro?? ma per favore!
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Che aggettivi trovare per questo film? Ridicolo, banale, noioso, insulso, mal recitato...un film d'azione senza azione, con un protagonista inespressivo e che non proferisce parola per quasi tutto il film, pieno di stereotipi dei film americani, in cui tutti si ammazzano allegramente fra loro anche in mezzo alla strada e in pieno giorno, come nemmeno in Iraq. Ed è perfettamente normale e plausibile che uno se ne vada in giro tranquillamente con una ridicola giacca gialla con lo scorpione e le maniche sporche di sangue fino al gomito...d'altra parte mica se la può togliere, è il Protagonista! Il maggior contributo del regista è inventare nuovi modi di uccidere tra chiodi e forchette, ma non basta questo e un paio di inseguimenti in auto visti e stravisti al cinema per fare di un film un BEL film, sarebbe troppo facile.
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Che aggettivi trovare per questo film? Ridicolo, banale, noioso, insulso, mal recitato...un film d'azione senza azione, con un protagonista inespressivo e che non proferisce parola per quasi tutto il film, pieno di stereotipi dei film americani, in cui tutti si ammazzano allegramente fra loro anche in mezzo alla strada e in pieno giorno, come nemmeno in Iraq. Ed è perfettamente normale e plausibile che uno se ne vada in giro tranquillamente con una ridicola giacca gialla con lo scorpione e le maniche sporche di sangue fino al gomito...d'altra parte mica se la può togliere, è il Protagonista! Il maggior contributo del regista è inventare nuovi modi di uccidere tra chiodi e forchette, ma non basta questo e un paio di inseguimenti in auto visti e stravisti al cinema per fare di un film un BEL film, sarebbe troppo facile. In conclusione, film banale per menti banali.
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ultimoboyscout
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domenica 13 maggio 2012
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io guido. e basta.
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Nicolas Winding Refn dimostra come conquistare Hollywood a 200 al'ora. Ha un passato da regista di nicchia europeo e un futuro da regista americano, e un dono particolarissimo per la fotogenia della violenza che ricorda alla lontana Tarantino. Non ne ha ancora forza e autorità, ma ha coraggio da vendere e voglia di stupire costi quel che costi che per un nulla non guasta le gesta e la storia di questo silenzioso samurai del volante che si innamora della ragazza sbagliata. Omaggia senza mezzi termini il "Driver" di Walter e tra un'ottima fotografia, inseguimenti mozzafiatanti, banditi tanto feroci quanto stupidi non cerca psicologia, profondità e moralità.
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Nicolas Winding Refn dimostra come conquistare Hollywood a 200 al'ora. Ha un passato da regista di nicchia europeo e un futuro da regista americano, e un dono particolarissimo per la fotogenia della violenza che ricorda alla lontana Tarantino. Non ne ha ancora forza e autorità, ma ha coraggio da vendere e voglia di stupire costi quel che costi che per un nulla non guasta le gesta e la storia di questo silenzioso samurai del volante che si innamora della ragazza sbagliata. Omaggia senza mezzi termini il "Driver" di Walter e tra un'ottima fotografia, inseguimenti mozzafiatanti, banditi tanto feroci quanto stupidi non cerca psicologia, profondità e moralità. Chi non le vuole si divertirà alal grande. Noir sanguinario e romantico, si astengano però i romantici poco noir da non sopportare sangue e petti squarciati. Colori scuri, toni dolenti, atmosfere che riportano al cinema notturno di Mann. Ma il merito immenso di Winding Refn è di non inventare e di non rimescolare nulla: illumina la strada del Santo Guidatore (occhio alla canzone finale) lungo questo grande action movie senza sgommate, piroette e sbandate fast & furious, che come quasi mai accade, batte anzi asfalta, l'omonimo romanzo di James Sallis da cui è tratto. La scena chiave del film è quella del'ascensore: prima il bacio tra Driver e Irene, poi le botte allo sconosciuto. C'è tanto di Winding Refn che in pochissimi secondi condensa dolcezza e orrore, unorismo e violenza smodata, smascherando completamente l'anima della pellicola. "Drive" è uno di quei film che difficilmente si dimentica, che mixa tanti generi (thriller, horror, western, action, gangster e sentimenti)a ritmi ed epoche differenti, trasforma L.A. in una giungla metropolitana con un eroe che ricorda Clint Eastwood e Steve McQueen. E stupisce come un danese abbia restituito al pubblico una città tanto americana come nemmeno i registi locali abbiano mai fatto, svela luoghi interessanti, quasi poetici grazie a uno sguardo totalmente "local". Il cocktail di dialoghi scarni, scenografie espressioniste, sconcertanti esplosioni di violenza e romanticismo disperato funziona come meglio non potrebbe, Gosling ci mette tantissimo del suo personaggio innominato, autista freelance, la colonna sonora pizzica pop-sinto e i titoli di testa in corsivo shocking pink introducono nella storia in maniera che non si crede finchè non si vede. Un progetto incosciente, come l'amora che racconta, difficile da raccontare e spiegare a chi non l'ha visto, è un calcio dritto nei denti che ci si porta dietro per anni e anni. Gosling è il talento cristallino del momento, aiutato da quella faccia da schiaffi (o da baci, vedete voi) che si coniuga con questo film fortemente iconico che , forse, è il più bello del 2011 e che ha permesso all'attore canadese di scrollarsi di dosso l'immagine di belloccio fin troppo standardizzata. Silenzi e fisicità alla Charles Bronson per lui, chapeau al regista capace di catturare quegli stessi silenzi e inquadrarli magicamente, facendone l'arma in più di un film pressochè perfetto.
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romeo79
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sabato 5 maggio 2012
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pop d'essai
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Font rosa shoking, Kavinsky in sottofondo..."There something inside you, It's hard to explain, They're talking about you boy, But you're still the same"...Inizia così, come un oscuro anime giapponese, con una sorta di sigla e con quel "boy" che risalta tra le note. C'è qualcosa dentro di te, è difficile da spiegare, ragazzo. Il driver che semina la polizia confondendosi tra la folla per poi sparire in una L.A. notturna agghiacciante e misteriosa...e io sono già in estasi. Il resto è pura pop-art, silenzi e sguardi, indietronica, fucilate e cervelli sfondati a calci. Tutto stride ma si amalgama alla perfezione in un prodotto moderno, assolutamente originale, esteticamente perfetto.
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Font rosa shoking, Kavinsky in sottofondo..."There something inside you, It's hard to explain, They're talking about you boy, But you're still the same"...Inizia così, come un oscuro anime giapponese, con una sorta di sigla e con quel "boy" che risalta tra le note. C'è qualcosa dentro di te, è difficile da spiegare, ragazzo. Il driver che semina la polizia confondendosi tra la folla per poi sparire in una L.A. notturna agghiacciante e misteriosa...e io sono già in estasi. Il resto è pura pop-art, silenzi e sguardi, indietronica, fucilate e cervelli sfondati a calci. Tutto stride ma si amalgama alla perfezione in un prodotto moderno, assolutamente originale, esteticamente perfetto. Ryan Gosling si erge immediatamente a personaggio icona e le repliche del suo giubbotto impazzano su ebay. Nicholas Winding Refn prende Hollywood e le insegna una lezione. Che si può essere davvero bravi con poco, che "less is more" e che il gusto, la sperimentazione ed un lieve tocco di vintage possono davvero produrre arte. Tutto in Drive risulta al posto giusto, tutto è come dovrebbe essere. Misurato. Le parole sono poche, semplici, banali. Gli sguardi infiniti e dolci, la violenza sconvolgente, improvvisa, necessaria . "A real hero" dei College risuona carica di bellezza mentre lo sguardo trasognato di Carey Mulligan si sofferma sul sorriso appena accenato di Ryan, driver senza nome, in un raro momento di normalità destinato presto a finire. Drive è un film virale, misterioso, delicato e brutale, non per tutti. Incompreso ai più, apprezzato sui forum, tra quelli "dell'internet", tra i cinefili geek, tra un certo pubblico intriso di poesia e fumetti, tra gli amanti della musica, ex tarantiniani in via di riconversione, jdownloaders e cinefili di straforo. Strano che sia stato distribuito in Italia ma sospetto che la macchinona da corsa in copertina abbia avuto il suo bel merito. E più i commenti all'uscita del The Space Cinema erano negativi, più io godevo dentro....
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cenox
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martedì 1 maggio 2012
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osannato dalla critica...solo da quella però!
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Questo film è il tipico esempio di pellicola osannata dalla critica, dall'interpretazione del protagonista ai premi e alle nominations che ha guadagnato...ma sarà sul serio un così grande film?? Ovviamente no!! E lo dico perchè succede spessissimo così: un film osannato dalla critica sembra non poter incontrare il gusto del pubblico! E' possibile tutto ciò? Non dovrebbe esserlo, visto che è il pubblico che dovrebbe leggere le critiche per farsi un'idea su ciò che va a vedere al cinema! Ryan Gosling interpreta un meccanico/stuntman/guida per le rapine di notte, che parla pochissimo perchè preferisce i fatti alle chiacchiere.
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Questo film è il tipico esempio di pellicola osannata dalla critica, dall'interpretazione del protagonista ai premi e alle nominations che ha guadagnato...ma sarà sul serio un così grande film?? Ovviamente no!! E lo dico perchè succede spessissimo così: un film osannato dalla critica sembra non poter incontrare il gusto del pubblico! E' possibile tutto ciò? Non dovrebbe esserlo, visto che è il pubblico che dovrebbe leggere le critiche per farsi un'idea su ciò che va a vedere al cinema! Ryan Gosling interpreta un meccanico/stuntman/guida per le rapine di notte, che parla pochissimo perchè preferisce i fatti alle chiacchiere. Conoscerà e approfondirà il rapporto con la sua vicina di casa, che da sola in casa con un figlio piccolo gli muove un senso naturale di protezione, visto che il padre è in prigione. Ma la malavita è un mondo da cui non puoi uscirne pulito, se non da morto... . Lui cercherà di aiutare a saldare il debito del marito della vicina (una volta scontata la pena) con la malavita, ma ciò che si nasconde dietro ad una semplice rapina spariglierà le carte in tavola, muovendo in lui un terribile moto di violenza. Film violento che raffigura la durezza della vita criminale con un Gosling fin troppo muto (troppe le scene senza dialogo del film che danno un senso di vuoto da riempire) che si conclude in maniera poco credibile (i "capetti" malavitosi non girano disarmati e non si fanno incontrare da soli...).
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liuk�
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sabato 14 aprile 2012
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bravi tutti
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Mix tra azione, thriller, dramma e noir in questo "Drive". Il personaggio ombroso e mitico interpretato da Gosling è strepitoso ed il contorno mafioso e decadente lo esalta alla perfezione: cosa manca? direi la parte finale, i finali aperti sono sempre deleteri e lasciano un amaro in bocca che rovina tutta la pellicola.
Avrei forse inserito meno scene violente perchè stonano e non servono al susseguirsi del racconto che è in comunque in costante calando.
Colonna sonora fenomenale che richiama gli anni 80, salvo però che la storia è ambientata ai tempi moderni.
Insomma Drive unisce spunti notevoli a trovate fuori luogo e da questo notiamo le grandi divergenze della critica.
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Mix tra azione, thriller, dramma e noir in questo "Drive". Il personaggio ombroso e mitico interpretato da Gosling è strepitoso ed il contorno mafioso e decadente lo esalta alla perfezione: cosa manca? direi la parte finale, i finali aperti sono sempre deleteri e lasciano un amaro in bocca che rovina tutta la pellicola.
Avrei forse inserito meno scene violente perchè stonano e non servono al susseguirsi del racconto che è in comunque in costante calando.
Colonna sonora fenomenale che richiama gli anni 80, salvo però che la storia è ambientata ai tempi moderni.
Insomma Drive unisce spunti notevoli a trovate fuori luogo e da questo notiamo le grandi divergenze della critica. Vale comunque la pena vederlo per poter giudicare.
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maa54
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sabato 7 aprile 2012
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il guidatore inesperto
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Incuriosito dalla fantastica colonna sonora proposta da questo gettonatissimo film mi sono deciso a guardarlo, non sapendo minimamente di cosa parlasse. I dialoghi sono pochi e banali; la trama è divisa in due tronconi ben separati che poco hanno a che vedere tra di loro (complimenti vivissimi al regista) e la personalità del protagonista è un mix del perfetto buon samaritano/maniaco omicida incapace di ragionare ma solo (da perfetto super-uomo) di agire. Questo (a mio parere) può essere definito il film commerciale per eccellenza, la (mia) delusione cinematografica per eccellenza.
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catdog
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martedì 27 marzo 2012
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che bel film
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Molto bello in particolare l’inizio. Il regista Danese, che tral’altro è attualmente il mio preferito insieme Duncan Jones, genera un film avvincente e molto profondo dal punto di vista sociale. Parla di un ragazzo, solitario e laconico, sbandato, asso del volante che compie delle rapine e alla fine, per bontà, si trova immischiato in un brutto giro e da quì lotta per uscirne. Il regista è sorprendente fa parlare le immagini e gli attori che sembrano recitare con gli sguardi rapiscono letteralmente lo spettatore.
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Molto bello in particolare l’inizio. Il regista Danese, che tral’altro è attualmente il mio preferito insieme Duncan Jones, genera un film avvincente e molto profondo dal punto di vista sociale. Parla di un ragazzo, solitario e laconico, sbandato, asso del volante che compie delle rapine e alla fine, per bontà, si trova immischiato in un brutto giro e da quì lotta per uscirne. Il regista è sorprendente fa parlare le immagini e gli attori che sembrano recitare con gli sguardi rapiscono letteralmente lo spettatore. IL film a tratti è anche commovente, e invece, in certe situazioni, il protagonista spiazza letteralmente per la sua ferocia. Film tosto, tranne il finale che io personalmente ho trovato leggermente prevedibile e che non mi sarei aspettato dal grande regista.
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marco padula (scrittore)
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domenica 25 marzo 2012
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un piccolo gioiello
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Non ero entusiasta all'idea di vedere questa pellicola, perché temevo si trattasse di uno dei soliti “polpettoni”, tutto corse e inseguimenti, in stile “Fast & Furious”.
Siamo invece di fronte ad un gioiello di rara bellezza, da non sottovalutare, ben confezionato anche nei dettagli.
Ryan Gosling è azzeccato nel ruolo di un "asso del volante" che arrotonda il magro stipendio di operaio meccanico e di stuntman partecipando ad alcune rapine in qualità di "guidatore" professionista. Sguardo magnetico. Stuzzicadenti onnipresente all’angolo della bocca. Guanti da pilota. Il personaggio interpretato da Gosling non ha una sola sbavatura, è ridotto all’essenziale: movimenti lenti, incedere sicuro, schiena dritta, sguardo fiero.
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Non ero entusiasta all'idea di vedere questa pellicola, perché temevo si trattasse di uno dei soliti “polpettoni”, tutto corse e inseguimenti, in stile “Fast & Furious”.
Siamo invece di fronte ad un gioiello di rara bellezza, da non sottovalutare, ben confezionato anche nei dettagli.
Ryan Gosling è azzeccato nel ruolo di un "asso del volante" che arrotonda il magro stipendio di operaio meccanico e di stuntman partecipando ad alcune rapine in qualità di "guidatore" professionista. Sguardo magnetico. Stuzzicadenti onnipresente all’angolo della bocca. Guanti da pilota. Il personaggio interpretato da Gosling non ha una sola sbavatura, è ridotto all’essenziale: movimenti lenti, incedere sicuro, schiena dritta, sguardo fiero. Emana carisma e personalità da vendere.
Non inferiore il livello recitativo di Carey Mulligan, stella emergente del firmamento hollywoodiano: i suoi sorrisi timidi, impacciati, accennati, il suo sguardo triste e sconsolato "bucano" lo schermo. Un po' stereotipati, nel loro freddo cinismo affaristico, i “cattivi” interpretati da un discreto Albert Brooks nei panni del boss e dal brutto (e bruto) Ron Perlman che ci ha abituati alla monolitica interpretazione del malvagio di turno.
Il regista Nicolas Winding Refn ci ha regalato un piccolo capolavoro che riconduce alla magica atmosfera di certo cinema anni ‘80, nel quale anche la metropoli diventa comprimaria nella vicenda.
Tornano in mente, solo per citarne alcuni, titoli come “Tutto in una notte”, “King of New York”, “Streets of Fire”; ma spontaneo è anche l'accostamento al recente “Collateral”.
Il pilota è una sorta di “eroe” (non è casuale la song “A Real Hero”), in quanto, malgrado sia coinvolto in vicende criminali, assume un comportamento improntato ad un ferreo codice d’onore: badare agli affari propri, tenere il becco chiuso, usare comprensione verso piccoli e bisognosi, ma, al contempo, essere implacabile e micidiale con i prepotenti.
La scelta degli arrangiamenti musicali, affidata al veterano Cliff Martinez, risulta eccellente: il ritmo della colonna sonora e delle altre song si combina a meraviglia con le atmosfere cupe, notturne e adrenaliniche del film.
Alcune scene panoramiche, alcuni campi lunghi, talune riprese dall’alto, tolgono il fiato ed offrono la visione d’insieme di una Los Angeles bella e terribile, sconfinata e inquietante, occulta e impenetrabile, violenta e disincantata. Dove tutti sono abituati a vedere di tutto e nulla suscita stupore.
Belli i titoli di testa in stile Mistral rosa che partono a dieci minuti dall'inizio, col sottofondo di "Nightcall".
L’insieme è equilibrato. Nessun eccesso guasta la narrazione. In 95 minuti il regista ci delinea la parabola discendente di un uomo che si ritrova, suo malgrado, a “fare la cosa giusta” e che andrà dritto per la sua strada fino in fondo, senza la minima esitazione, per amore di una donna e del suo bambino.
Una storia tratta dall’omonimo romanzo “Drive” di James Sallis, che potrebbe essere vera, dato l’asciutto realismo col quale è rappresentata.
Curiosità degna di nota: il protagonista è senza nome e viene chiamato semplicemente “driver”, cioè “conducente”.
La pellicola inizialmente doveva essere diretta da Neil Marshall e interpretata da Hugh Jackman.
Il quarantaduenne danese Winding Refn nel 2011 ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes. Premio, a nostro giudizio, più che meritato.
Il film appartiene senza dubbio alla categoria di quelli “da non perdere”.
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colonnata
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sabato 17 marzo 2012
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cult
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La rensione di Zoppoli dice molto del critico e poco del film. Come si fa a non apprezzare un film cosi?! I primi cinque minuti entreranno nelle antologie della scuola del cinema: guardateli con attenzione, perchè la cifra stilistica di questo regista è lì. Zappoli scrive che è una storia già vista: può anche essere, ma a maggior ragione si deve apprezzare la bravura di regista e cast che riescono ad avvincere lo spettatore dal primo all'ultimo minuto. Le inquadrature di questo film non sono mai banali, e la macchina da presa è sempre a suo agio, nei momenti rosa come nei più neri. I personaggi poi, e il merito qui va anche agli interpreti, da Ryan Gosler a Carey Mulligan, da Ron Perlman a Bryan Cranston e Ocar Isaac, non sono bidimensionali come spesso accade nel cinema a stelle e strisce: hanno invce uno spessore che non ci si aspetta da un film considerato più a torto che a ragione di cassetta, o d'azione.
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La rensione di Zoppoli dice molto del critico e poco del film. Come si fa a non apprezzare un film cosi?! I primi cinque minuti entreranno nelle antologie della scuola del cinema: guardateli con attenzione, perchè la cifra stilistica di questo regista è lì. Zappoli scrive che è una storia già vista: può anche essere, ma a maggior ragione si deve apprezzare la bravura di regista e cast che riescono ad avvincere lo spettatore dal primo all'ultimo minuto. Le inquadrature di questo film non sono mai banali, e la macchina da presa è sempre a suo agio, nei momenti rosa come nei più neri. I personaggi poi, e il merito qui va anche agli interpreti, da Ryan Gosler a Carey Mulligan, da Ron Perlman a Bryan Cranston e Ocar Isaac, non sono bidimensionali come spesso accade nel cinema a stelle e strisce: hanno invce uno spessore che non ci si aspetta da un film considerato più a torto che a ragione di cassetta, o d'azione. C'è anzi qualcosa di essenziale in loro, che produce nello spettatore un pathos crescente e che, ne sono convinto, farà di Drive un CULT.
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erostrato
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mercoledì 14 marzo 2012
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modern pulp
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Permeato di uno stile sobrio ed essenziale, "Drive" racconta la storia dell'altrettanto sobrio protagonista, un bravissimo Ryan Gosling, diviso tra carrozzeria e furti vari.
Tra eccessi di violenza iperrealistica e momenti di etereo romanticismo, la storia si risolve in un gangster movie che scorre parallelo alla favola della rana e dello scorpione.
Pecca un po' di lentezza e ricorda molto il cinema di metà anni '90, ma sostanzialmente è un film interessante e degno di nota.
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Permeato di uno stile sobrio ed essenziale, "Drive" racconta la storia dell'altrettanto sobrio protagonista, un bravissimo Ryan Gosling, diviso tra carrozzeria e furti vari.
Tra eccessi di violenza iperrealistica e momenti di etereo romanticismo, la storia si risolve in un gangster movie che scorre parallelo alla favola della rana e dello scorpione.
Pecca un po' di lentezza e ricorda molto il cinema di metà anni '90, ma sostanzialmente è un film interessante e degno di nota.
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